Se permettete vorrei dare anche io un contributo a questa bella discussione infatti, grazie ad una chiacchierata con Tiu Miccheli (zio Michele) un mio vicino di casa di appena 93 anni

, sono venuto a conoscenza di un ulteriore “cerotto naturale” utilizzato in passato dai contadini e dai pastori (che a differenza di adesso, restavano in montagna per settimane intere e che quindi dovevano fare di necessità virtù) contro le abrasioni e i piccoli tagli.
Si utilizzavano per questo rimedio naturale le foglie di una pianta conosciuta dalle mie parti con il nome di “calicghe e muru” (calice del muro) o per intenderci tutti conosciuta come
Ombelico di Venere (
http://www.summagallicana.it/lessico/s/scodellina.htm; Cotyledon - Wikipedia), le foglie prima venivano scaldate vicino al fuoco quindi venivano spellate della pellicola esterna e questa veniva applicata sulla ferita avendo cura di cambiarla una volta al giorno.
Pare che ai suoi tempi venisse usato, per le sue proprietà antinfiammatorie, anche contro l'acne.
Da sperimentare .......... a primavera

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Un Saluto.
Dk.