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  #1 (permalink)  
Vecchio 13/12/2010, 12:19
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predefinito sequenze di ripresa boschiva

ultimamente ho citato più volte l'avanzata del bosco, ma mi accorgo ora che non l'ho minimamente spiegata.
i margini dei boschi non sempre sono netti, lo sono dove si pratica il pascolo intensivo, nelle zone dove questo non avviene si incontrano spesso cespugli di rovi che ci ostacolano l'avanzata. noi con i nostri machete li radiamo al suolo incuranti del perchè quei rovi crescono proprio li...forse è una congiura da parte di qualcuno che vuole impedirci di entrare nel bosco? cosa si nasconde li?
ricordate, la natura non fa mai nulla per caso...
i veicoli per i semi, come tutti sanno, sono gli animali. una volpe o un lupo mangia delle more o delle bacche di rose canine o delle bacche di pungitopo, poi arriva al margine del bosco e marca il territorio defecando su sassi o piccole collinette erbose per mettere in risalto la propria marcatura.
nello stesso momento un uccello, dopo aver banchettato con more o bacche di rosa canina o bacche di pungitopo vola fino al margine del bosco per attraversare la radura, prima di farlo si posa sull'ultimo albero per controllare che non vi siano pericoli, e prima di reinvolarsi si alleggerisce defecando(ogni ornitofilo genuino l'avrà osservato).
col passare dei giorni feci e polle si dissolvono e i semi contenuti in esse vengono a contatto col terreno, una volta giunti alla stagione giusta questi semi danno vita ad una pianticella, E SE NON CI ARRIVANO I CINGHIALI, questa pianticella dieventa un cespuglio. quì va spesa una parola sull'importanza dei cespuglieti per la biodiversità: nei cespuglieti trovano rifugio uccelli, micromammiferi, anfibi, insetti. se si osserva un cespuglio per un tempo sufficiente ci si accorge che sono dei piccoli ecosistemi a parte in un ecosistema più grande. nei cespugli di rovi il bestiame domestico e quello selvatico non riesce a "sfondare" a causa delle temibili spine, e quindi all' interno di essi si innesca un processo di evoluzione irreversibile (se non ci mette mano l'uomo). i frutti e i semi latenti sotterrati e quelli che penetrano nel cespuglio cadendo direttamente dalla volta alborea confinante riescono a giungere a germogliazione, visto che i voraci divoratori li dentro non possono entrarci, e quindi si sviluppa un alberello, il quale, sempre protetto dal cespuglio di rovi che in alcuni casi possono ragiungere i 5 metri di altezza, prima di emergere dal cespuglio arriva ad un livello di maturazione tale da renderlo relativamente inattaccabile da bestiame selvatico e domestico. il cespuglio di rovi continuerà a proteggerlo fino a quando la chioma dell'novello albero non impedirà alla luce diretta di alimentare la fotosintesi del rovo. una volta che la chioma si fonde con la volta alborea preesistente la luce non filtra più ed il rovo muore, ed il sottobosco svanisce. nel frattempo il processo si è ripetuto prendendo come punto di partenza proprio il novello albero. giunto a vecchiaia, l'albero muore, e cadendo permette ai raggi del sole di filtrare fino al substrato, innescando da capo la germogliazione del rovo.
questo è in breve il pocesso evolutivo alla base dell'avanzata di un bosco.
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jojo (13/12/2010), kraMer (13/12/2010), oloapota (13/12/2010)
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Vecchio 13/12/2010, 12:35
marinaioxlavoro avatar
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fino a quando non passa last con il suo machete-motosega e pone fine al processo...
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Vecchio 13/12/2010, 13:09
oloapota avatar
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Grazie, molto interessante
Una domanda:
giunto a vecchiaia, l'albero muore, e cadendo permette ai raggi del sole di filtrare fino al substrato, innescando da capo la germogliazione del rovo.
Quando e´ giunto a vecchiaia, l´albero ormai non e´ piü al limitare del bosco, ma al suo interno, visto che nel frattempo il processo che hai descritto prima e´ andato avanti (giusto?). Quindi in questo caso si formano dei cespugli in mezzo al bosco, e non al suo margine?
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Vecchio 13/12/2010, 13:28
spyrozzo avatar
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zulo, hai spiegato in modo semplicissimo un interessantissimo aspetto della vita del bosco. il meccanismo non fa una grinza come daltronde le cose della natura.
grazie
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c'è chi parla parla parla... e chi fa. noi fa!
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Vecchio 13/12/2010, 13:46
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Originariamente inviata da oloapota Visualizza il messaggio
Grazie, molto interessante
Una domanda:
giunto a vecchiaia, l'albero muore, e cadendo permette ai raggi del sole di filtrare fino al substrato, innescando da capo la germogliazione del rovo.
Quando e´ giunto a vecchiaia, l´albero ormai non e´ piü al limitare del bosco, ma al suo interno, visto che nel frattempo il processo che hai descritto prima e´ andato avanti (giusto?). Quindi in questo caso si formano dei cespugli in mezzo al bosco, e non al suo margine?
esattamente, infatti molto spesso si trovano cespugli di rovi, piante di pungitopo ecc. nel mezzo dei boschi li dove si apre uno squarcio nella volta arborea, quello è il processo naturale di rigenerazione del bosco. i tagli cedui sono un chiaro esempio di tale processo, e la scarsità di boschi maturi (presenza esclusiva di alberi secolari) è dovuta proprio al fatto che l'uomo ha ceduato i boschi innescando il processo di rigenerazione da secoli. e lo fa tutt'ora.
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Vecchio 13/12/2010, 15:00
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Bella Giulià, grazie..ottima spiegazione
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Vecchio 13/12/2010, 16:06
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Ecco spiegata la funzione dei "simpaticissimi" pungitopo e rovi!!
Ma quanto tempo intercorre (all'incirca) perchè un roveto, cresciuto in una zona abbandonata dall'uomo, si trasformi in un boschetto giovane?
Dietro casa mia, fuori Roma, c'è una zona dove una volta i miei nonni coltivavano il grano...poi in 50 anni di abbandono sono nati roveti grandi come quelli delle favole dei Fratelli Grimm, circondati (e alle volte sormontati) da un boschetto di sambuchi, castagni, ciliegi selvatici e prugnole! Quanto tempo occorre perchè i rovi lascino gentilmente campo libero alle suddette specie arboricole???
E' possibile che la fase di "quiescenza" del sottobosco dovuta all'accrescimento degli alberi, si differenzi a seconda degli alberi presenti (per es. in una faggeta bastano pochi anni, mentre in un castagneto molto di più)???
Grazie per i chiarimenti!!!
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L'azione è carattere. Se non facciamo mai niente, non saremo mai nessuno.
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  #8 (permalink)  
Vecchio 13/12/2010, 17:09
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Ho visto paesi abbandonati dove la natura si è ripresa i terreni adibiti a raccolto e in maniera molto veloce. Sorprendente.

Nessuno di voi a visto quel documentario su chernobyl dove la natura si sta riprendendo la città in tempo molto più veloce dei tempi previsti dagli scienziati? Fa paura in certi versi, sia per la desolazione cittadina sia per il potere della natura.
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Vecchio 13/12/2010, 18:55
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Originariamente inviata da Zimmer Visualizza il messaggio
Ecco spiegata la funzione dei "simpaticissimi" pungitopo e rovi!!
Ma quanto tempo intercorre (all'incirca) perchè un roveto, cresciuto in una zona abbandonata dall'uomo, si trasformi in un boschetto giovane?
Dietro casa mia, fuori Roma, c'è una zona dove una volta i miei nonni coltivavano il grano...poi in 50 anni di abbandono sono nati roveti grandi come quelli delle favole dei Fratelli Grimm, circondati (e alle volte sormontati) da un boschetto di sambuchi, castagni, ciliegi selvatici e prugnole! Quanto tempo occorre perchè i rovi lascino gentilmente campo libero alle suddette specie arboricole???
E' possibile che la fase di "quiescenza" del sottobosco dovuta all'accrescimento degli alberi, si differenzi a seconda degli alberi presenti (per es. in una faggeta bastano pochi anni, mentre in un castagneto molto di più)???
Grazie per i chiarimenti!!!

dipende da vari fattori, l'essenza arborea, la velocità di accrescimento stabilita dalle risorse trofiche di cui l'albero stesso può usufruire, il grado di acidità del terreno, il livello di copertura della volta arborea. comunque il bosco deve maturare prima che il sottobosco scompaia definitivamente, ci vogliono molti decenni.
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Vecchio 13/12/2010, 19:28
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Grazie della spiegazione, molto interessante.

Quando avrai tempo (e voglia) potresti scrivere anche due parole riguardo la "ritirata" del bosco, cioè quando gli alberi muoiono? Giusto per avere un quadro il più completo possibile. Grazie anticipatamente.

EDIT: ammetto di essere stato abbastanza vago, nonchè fuorviante. Intendevo dire: quale altro micro-ecosistema si viene a creare quando muore un albero?
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Non dovremmo preoccuparci di aver vissuto a lungo,
ma di aver vissuto abbastanza.
Seneca
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  #11 (permalink)  
Vecchio 13/12/2010, 19:42
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la ritirata dei boschi generalmente è causata da azioni umane o da eventi catastrovici (eruzioni vulcaniche, alluvioni, impatto di corpi celesti, in minima parte da dissesto da pascolo intenso domestico e selvatico) se non si cementifica, non si mandano bestie al pascolo, se si lascia l'area a se stessa, il bosco ricresce.
quando cade un albero nasce un microecosistema legato principalmente al tronco marcescente, ma l'evoluzione di questo ecosistema è di breve durata dato che attorno al tronco rinascerà il bosco e il tronco stesso sarà riassorbito sotto forma di nutrmento dai nuovi alberi, aiutati da termiti, coleotteri rodilegno, larve ecc... riprenderò più in dettaglio in altre discussioni, una la stavo già preparando
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Nettuno (14/12/2010)
  #12 (permalink)  
Vecchio 13/12/2010, 19:49
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riprenderò più in dettaglio in altre discussioni, una la stavo già preparando
Rimango in attesa. Grazie ancora.
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ma di aver vissuto abbastanza.
Seneca
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  #13 (permalink)  
Vecchio 13/12/2010, 20:00
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Grazie per i chiarimenti!!!

dipende da vari fattori, l'essenza arborea, la velocità di accrescimento stabilita dalle risorse trofiche di cui l'albero stesso può usufruire, il grado di acidità del terreno, il livello di copertura della volta arborea. comunque il bosco deve maturare prima che il sottobosco scompaia definitivamente, ci vogliono molti decenni.
Grazie per la risposta! Dovrò aspettare "ancora un po" allora!
Anch'io resto in attesa del seguito! Ciao!
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