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  #1 (permalink)  
Vecchio 31/8/2006, 15:04
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Avventurosi
 
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predefinito Reintroduzione di una specie !

Cimmero ha posto una domanda, secondo me fondamentale, sull'opportunità o meno di reintrodurre una specie laddove non vi sono più le condizioni naturali perchè la stessa possa sopravvivere!

Riporto il suo intervento per evitare la ricerca del post...


CIMMERO
A pochi Km. da qui c' è un massiccio calcareo (Le Rocche del Crasto) dove nidifica l' Aquila Reale e dove, negli anni '60, si estinsero gli ultimi esemplari di Grifone (Gyps fulvus), a causa dei bocconi avvelenati. Da qualche tempo l' Ente Parco dei Nebrodi ha avviato la reintroduzione di questo rapace, facendo arrivare dalla Spagna alcuni esemplari che dopo un certo periodo passato in voliera, sono stati liberati sulle rocche....il problema è che questi esemplari vengono sostentati attraverso dei "carnai" predisposti dallo stesso Ente Parco, visto che il grifone è una specie necrofaga , cioè che si nutre di carogne....ma qui ormai non ci sono più predatori nè ungulati(ahimè estinti), e il bestiame domestico non viene più allevato allo stato brado come una volta (tranne il suino nero), per cui le carcasse non rimangono quai mai sul terreno....
... allora io mi chiedo: è giusto introdurre una specie laddove non vi sono (in parte)le condizioni naturali perchè ciò possa avvenire? tu che ne pensi?

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  #2 (permalink)  
Vecchio 31/8/2006, 15:16
giusppet89 avatar
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Riposto qua la risposta....

Caro Cimmero la tua obiezione è giustissima………Io ho seguito un corso di Conservation Biology (cioè Biologia della Conservazione) in cui si affronta proprio il problema che hai sollevato tu: quello delle reintroduzioni. L’argomento è veramente scottante e purtroppo non sempre viene affrontato seriamente. Spesso nei Parchi si autorizzano reintroduzioni che determinano poi tremende conseguenze ecologiche sia sull’ambiente che sulla specie stessa reintrodotta. Le reintroduzioni presuppongono, prima di essere attuate, tutto un programma di studio preliminare APPROFONDITO che specifichi:
- cause della scomparsa della specie;
- dove prendere gli individui da reintrodurre;
- possibilità dell’ambiente di sostenere di nuovo gli individui reintrodotti;
e tanto ancora che nn aggiungo per non annoiarti e per motivi di spazio.
E’ chiaro che le reintroduzioni fanno molto odience e quattrini ed i Parchi spesso se ne servono come un mezzo pubblicitario ed economico piuttosto che per risolvere delle vere questioni di conservazione.
Ora nn so se questa di cui parla tu è una reintroduzione fatta come si deve o se fa parte di quelle, scusa il termine, maialate. Non ho studiato il Progetto che l’ha autorizzata. Mi auguro comunque di no.
Forse Vince può illuminarci.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 31/8/2006, 15:27
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Penso che sia fondamentale capire se, a far estinguere una specie in un habitat, sia stato l'uomo oppure il ciclo naturale delle cose...
Forse se la causa è l'uomo, se si interviene tempestivamente, l'ambiente non si accorge nemmeno della scomparsa, o comunque dell'allontanamento, di un determinato animale; se invece il "danno" è conseguenza di una sopraffazione di altre specie, o si regolamentano i numeri, oppure reintrodurre soggetti è come condannarli a morte!!!
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  #4 (permalink)  
Vecchio 31/8/2006, 15:47
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Io penso che l' uomo sia quasi sempre responsabile in tal senso, privando la catena alimentare di qualche anello....spesso l' eliminazione indiscriminata in passato dei predatori naturali per proteggere greggi,armenti, ecc., ha portato gravi squilibri nel sistema....basti pensare all' esplosione demografica dei caprioli sulle alpi.....e adesso li devono abbattere (altro argomento scottante....)
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  #5 (permalink)  
Vecchio 31/8/2006, 16:00
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... l'uomo è un parassita della Terra e come tale si comporta.... per fortuna qualcuno ha la coscienza di pensare e comportarsi come "abitante" !
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  #6 (permalink)  
Vecchio 31/8/2006, 16:11
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Originariamente inviata da Manitu
... l'uomo è un parassita della Terra e come tale si comporta.... per fortuna qualcuno ha la coscienza di pensare e comportarsi come "abitante" !
...triste ammetterlo, ma è così.....

ricordate il detto: "l' unico lupo buono, è un lupo morto" '????
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  #7 (permalink)  
Vecchio 31/8/2006, 19:13
giusppet89 avatar
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E' vero Cimmero quello che tu dici circa che l'uomo è responasbile dell'estinzione delle specie, ma più che agire sulle catene alimentari distrugge gli habitat di animali e piante. Infatti la distruzione degli habitat è considerata dai conservazionisti la causa più importante alla quale poi se ne aggiungono altre purtroppo...
In realtà l'uomo non fa altro che accelerare un processo naturale che prima o poi accadrà: tutte le specie hanno una nascita ed una fine. Ora bisogna capire, e qui la faccenda si fa spinosa, se adottare un atteggiamento di protezione assoluto per tutte le specie ad ogni costo,oppure se concentrarsi su quelle cosiddette chiave, la cui presenza cioè è determinante per il mantenimento dell'equilibrio ecologico di un ecosistema.
A parer mio l'uomo sa ancora veramente poco degli equilibri ambientali che sono complessissimi e l'approccio più civile è proprio quello del rispetto assoluto di tutte le specie, ma mi rendo conto che in alcuni casi è difficile salvaguardarle tutte contemporaneamente e quindi in tal caso forse è bene scegliere il male minore...

E poi ci sono ecologi che affermano che in fondo anche noi umani apparteniamo ad una specie (mi piace il parassitismo di cui parla Manitu), che vive negli stessi equilibri a cui appartengono gli altri esseri dell'ecosistema Terra e non è detto che le nostre azioni siano tante diverse da quelle naturali che provocano lo stesso la scomparsa di animali. Insomma ce n'è per tutti i gusti..
Spero comunque conveniate con me che l'estinzione dei dinosauri è stata per noi umani di importanza fondamentalerobabilmente se non fosse avvenuta i mammiferi non sarebbero comparsi...
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  #8 (permalink)  
Vecchio 31/8/2006, 21:05
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Invia un messaggio tremite Yahoo a Vince
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Ho letto tutto e mi propongo d non dilungarmi troppo in questioni che potrebbero sconfinare in etica e considerazioni soggettive, fin troppo.
Mi limito a dire che sul tema reintroduzioni bisogna andarci piano: da 1 lato la spinta e la gola al guadagno dati dall'aggiudicarsi e spartirsi i fondi, dall'altra la realizzazione d 1 progetto ideato, studiato, messo in piedi con tutti i parametri necessari e tassativi affinchè possa compiersi con successo.
Anche noi da anni siamo impegnati nella reintroduzione del Falco pescatore nel territorio del Parco della Maremma, ma sarebbe stato impossibile pensare a questo se il fiume Ombrone si fosse nel tempo seccato o se il mare fosse inquinato provocando morie d pesci, unica fonte alimentare d tale specie. I pulcini portati nel nostro territorio dal Parco regionale della Corsica sono stati prelevati nei siti d nidificazione in Corsica usando i nati dal terzo uovo deposto d una normale covata i quali, in condizioni naturali, avrebbero avuto scarsissime probabilità d sopravvivenza e sono stati avviati alla struttura di accoglienza nel nostro Parco. Azione atta a creare quel legame di “filopatria” che porterà i futuri falchi adulti a riconoscere il nostro territorio, da cui sono “partiti”, come il proprio luogo d origine e d conseguenza a ritornare regolarmente per la nidificazione.
Tutto ciò senza rischiare d imbattersi in fenomeni d disturbo ne d imprinting.
Potrei scriverci 1 libro ma la finisco qui...
...voglio dire che 1 avvoltoio una volta stabilmente insediato sul territorio, sebbene con l'intervento dell'uomo, deve avere la possibilità d condurre la sua vita come la natura vuole e comanda.
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  #9 (permalink)  
Vecchio 1/9/2006, 00:08
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L'uomo genera artefici che spesso gli si ritorgono contro, l'uomo non genera mai equilibrio in quanto sfrutta, oltre le sue necessità, l'ambiente che lo circonda... indebolendo inutilmente un anello della catena....

L'uomo è avido e pericoloso... malato di se stesso!
Insegnamo ai nostri Figli ad essere diversi...!
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  #10 (permalink)  
Vecchio 1/9/2006, 09:39
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Quoto in pieno....parole sante!

Naturalmente sono d' accordo con Vince: quando un progetto di reintroduzione è valido, ovvero supportato dalle condizioni necessarie e scevro da qualsiasi interesse, ben venga....(nel vostro caso sembra sia così), ma nel caso da me citato, a me sembra proprio che non vi siano completamente le condizioni perchè possa andare a buon fine...praticamente questi esemplari vengono alimentati dall' uomo, fino a quando? ...per sempre? saranno mai in grado di procurarsi autonomamente il cibo? mah!

...chi aveva detto che l' astore è brutto, non aveva presente questo:
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  #11 (permalink)  
Vecchio 1/9/2006, 09:47
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L'uomo è avido e pericoloso... malato di se stesso!

Federico ti ha trasmesso il suo catastrofismo acuto??
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  #12 (permalink)  
Vecchio 1/9/2006, 10:32
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Originariamente inviata da menny
L'uomo è avido e pericoloso... malato di se stesso!

Federico ti ha trasmesso il suo catastrofismo acuto??
... Federico mi ha trasmesso tante belle cose, non certo il catastrofismo...
E' che l'Uomo è un pericolo per se stesso e per l'ambiente che occupa !
e' un dato di fatto ... OTTIMISTICO !
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  #13 (permalink)  
Vecchio 1/9/2006, 10:41
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io trovo il grifone un uccello bellissimo...guardate intorno al collo sembra che indossi un boa, quello usato dalle ballerine. E' spettacolare
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  #14 (permalink)  
Vecchio 1/9/2006, 10:57
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Originariamente inviata da menny
io trovo il grifone un uccello bellissimo...guardate intorno al collo sembra che indossi un boa, quello usato dalle ballerine. E' spettacolare
... bello !? ... allora ho qualche speranza anch'io !!!
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  #15 (permalink)  
Vecchio 1/9/2006, 12:42
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Originariamente inviata da menny
L'uomo è avido e pericoloso... malato di se stesso!

Federico ti ha trasmesso il suo catastrofismo acuto??
maddai! mica sono catastrofista!....è che ancora non mi conosci bene!

semplicemente mi auguro che vada sempre tutto benissimo e intanto mi preparo alla più nera delle ipotesi...almeno non mi trovo impreparato no?


P.S. grazie Pierluigi! lo stesso vale per me!
__________________
"Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta"
http://noielapermacultura.wordpress.com/
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