Valle delle Cannuccete Dati
Data: 04.09.2010
Regione e provincia: Lazio - Roma
Località di partenza: Palestrina - Palazzo Barberini (450 mslm)
Località di arrivo: Capranica Prenestina (915 mslm)
Tempo di percorrenza: ore 8
Chilometri: -
Grado di difficoltà: E
Descrizione delle difficoltà: gradi di dislivello notevoli, brevi tratti di arrampicata, orientamento difficile per la folta vegetazione
Periodo consigliato: estate
Segnaletica: solo a piccoli tratti, gran parte è abbandonato ai rovi
Quota massima: Capranica Prenestin 915 m Descrizione Ore 6e45… la sveglia suona e un alba raggiante filtra nella mia stanza. Faccio colazione, prendo lo zaino e via in macchina fino a guadagnolo, dove mi devo incontrare con Daniele. Arrivo in piazzetta con qualche minuto di anticipo e mi godo il panorama e il silenzio della montagna…in pochi minuti la vita comincia a svegliarsi, odo i campanacci delle mucche, un gallo ritardatario che sveglia il villaggio… e mentre mi perdo in quella poesia… arriva una macchina dalla marmitta strombazzante. Vado incontro a Daniele, e dalla pandina esce un simpatico omino, cappelletto da baseball blu, jeans e camicia a quadrettini… penso “che abbigliamento alternativo per un’escursione…”, lo saluto, quello si gira, e… mi si presenta (con un sorriso sdentato) un vecchietto di quasi 75 anni o più che per niente sorpreso mi guarda sornione e mi fa “a chi si fiju?” Bella figura di m#-.*!!! ahahh!!! Dopo avergli spiegato il malinteso, mi dà una stretta di mano stile “comprimetor” e se ne va col suo bastone giù per la valle… però, come inizio non c’è male, ho già una mano mezza rotta! Per fortuna dopo pochi minuti arriva il VERO daniele!!! Stavolta lo riconosco subito e dopo le presentazioni e aver lasciato una macchina nel parcheggio, scendiamo a palestrina, dove ci attendono le “zie”!!! Dopo una veloce (seconda) colazione, ci avviamo per una bella carrareccia verso Castel San Pietro, un paesino simpatico che sorge sull’antica acropoli di Praeneste. Lunga la strada iniziamo a conoscerci e tra una mora e l’altra ci facciamo i primi 300 metri di dislivello. Arrivati al paesino il paesaggio è imponente… a destra Roma e la sua campagna, di fronte i Colli albani e il mare, a sinistra i monti Lepini e la valle del Sacco. Scendiamo a incrociare la strada provinciale e prendiamo via della Zingarella, saliamo un breve tratto tra palazzine e villette in costruzione e arriviamo all’inizio del Piano delle Cese, dove ad accoglierci trionfalmente ci sono loro… gli immancabili, “affettuosissimi” cani pastore , sempre pronti a difendere da ogni estraneo le molte caprette, pecore e cavalli presenti al pascolo. Per evitarli decidiamo di aggirarli (un classico!!) e i cani effettivamente ci lasciano in pace, solo che perdiamo le tracce del sentiero e inizia la nostra AVVENTURA!!! Scendiamo la pietrosa collina dal versante meridionale, quello più libero dagli spini e ci addentriamo nel bosco seguendo (più o meno) un vecchio sentierino ormai sbiadito dal tempo. La discesa ci mette a dura prova, si fa sempre più ripida e soprattutto scivolosa, le foglie secche e il terreno friabile per la siccità ci fanno fare dei bei scivoloni, spesso utilizzati a proposito per scendere stile slittino (vero Donatella??). Incontriamo un fosso asciutto che va dritto giù per la valle delle Cannuccete e da lì scendiamo ancora (meglio i sassi e le rocce che scivolare tra spini e pungitopo)! Daniele ci guida con grande maestria, ed è solo grazie a lui che riusciamo a superare qualche breve ma vertiginoso tratto di scalata ( o meglio discesa) su roccia e muschio. Finalmente, temprati nel corpo e nello spirito da questa prima prova, arriviamo al fondo valle, un piccolo canalone molto stretto, chiuso ai lati da pareti di terra e roccia alti 6-7 metri praticamente verticali, impossibili da scalare. Dopo una rapida perlustrazione decidiamo di risalire il corso asciutto del torrente fino a trovare un modo per raggiungere il sentiero che correva parallelo aldilà della parete. Prima di riprendere il cammino pranziamo e riusciamo anche a fotografare una piccola rana praticamente identica alle foglie secche su cui riposava, un mimetismo perfetto (ci ho messo 2 minuti a trovarla, nonostante daniele me la indicasse da vicino…)!! Dopo la sosta ristoratrice prendiamo a salire la valle e ci arrampichiamo su grandi massi che in inverno devono dar vita a belle cascatelle. Spesso sotto di noi stagni pieni di vita (libellule, scarabei subacquei, etc) sembravano volerci ingoiare al primo piede messo in fallo, mentre pareti di rovi (e more) avevano preso il posto delle pareti di terra. Arrivati a quella che doveva essere ben più di una cascatella, non possiamo andare avanti lungo il corso del fiume (servirebbero le corde e i chiodi ) deviamo finalmente a destra risalendo una ripida parete tra simpatici pungitopo che se infischiano alla grande dei nostri pantaloni “resistenti”, e arriviamo a un simil-sentiero che ci porta dritti dritti all’area protetta (da me ribattezzata TERRA PROMESSA)!! Ritroviamo i segnavia e ammiriamo il bosco secolare e l’antico acquedotto … intorno a noi il ruscello ha preso vita e scorre placido (una buona scusa per le zie di ristorare i piedi a mollo nell’acqua fresca!! )! Terminato il sentiero segnato arriva un po’ di sconforto perche per arrivare a Capranica Prenestina il sentiero è letteralmente fagocitato dai rovi. Che facciamo??? Daniele studia la mia mappa gigantesca (stampata in 10 fogli!!! ) e con l‘aiuto di bussola e gps trova una strada alternativa, ma per questa ci aspetta una nuova salita. Le gambe cominciano a pesare, ma dobbiamo andare avanti, indietro ormai non si può più tornare!!! Tra il colle Cervino e la Montagnozza il gps ci abbandona, non ci trova (o fa finta di non vederci!!) e allora risaliamo un versante soleggiato (grazie al cielo!) dove gli spini si arrendono e non ci seguono! Alcune moto ci annunciano che siamo risaliti abbastanza da incrociare la provinciale per capranica e finalmente, dopo una pausa, risaliamo la strada asfaltata fino al paese. Anche Daniele, per nulla amante dei tratti asfaltati, si concede questa piccola deviazione poco avventurosa riconoscendo che quella che abbiamo fatto fino a quel momento è stata molto di più della semplice escursione che avevo in mente!! Per andare a guadagnolo ormai è tardi, sono le 17, decidiamo che per andare a riprendere la macchina ci faremo dare un passaggio dal cotral! Eheh!! Dopo 2-3 km Capranica ci accoglie con la banda in festa (grazie grazie!!! ), mentre una buona dose di birra corona (verbo, no la marca!!) la fine di questa giornata stancante, graffiante, scalante (!!!) ma piena di soddisfazioni, di risate e bei ricordi!! PS: le foto sono state scattate da Donatella!!!
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L'azione è carattere. Se non facciamo mai niente, non saremo mai nessuno.
Ultima modifica di Zimmer : 5/9/2010 a 17:34
Motivo: aggiunta foto allegati
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