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Vecchio 21/9/2007, 16:27
tarnac avatar  
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predefinito Come aumentare la durata del cibo cucinato a casa?

Salve a tutti,

ci sono parecchi piatti fatti in casa che sarebbero ottimi alimenti in escursioni di parecchi giorni, nel senso che pesano relativamente poco, non sono friabili, gocciolano o ungono poco o niente e sono molto nutrienti. A me questa domanda è venuta pensando a focacce salate, torte rustiche e biscotti, ma probabilmente ci sono molti altri casi (sotto con gli esempi)

Però in pratica questa roba non si mangia frequentemente in quelle escursioni perchè o devi perdere un sacco di tempo e combustibile (ammesso che sia preparabile senza attrezzi particolari) oppure, molto semplicemente, dopo due giorni è muffa o comunque immangiabile.

Chiedo quindi: ma esiste qualche sistema sicuro e praticabile in casaper far sì che alimenti cucinati a casa si conservino a temperatura ambiente 1/2 settimane? Chiusa in un contenitore e/o avvolta in carta, ovviamente, non pretendo di lasciarla sul tavolo o appesa allo zaino e ritrovarla intatta...

Io ho cominciato a leggermi qualcosa sugli essiccatori fai da te, ma non ho ancora capito quanto a lungo ci si deve tenere la roba dentro, se funzionano con la roba che mangiamo e troviamo in Italia e soprattutto non credo che siano utilizzabili in un condominio senza impregnarlo degli odori più strani e scatenare violenze. Idem per salatura, affumicatura e simili, almeno per quanto ne ho capito finora. Smentitemi e mi farete felice!

Se no, cosa? Bicarbonato, polverine magiche della nonna, boh?

Grazie, un saluto a tutti e complimenti per il sito!
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Vecchio 21/9/2007, 18:13
Stefanobi avatar
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Bella domanda.

Un alimento deperisce sia per cause fisico-chimiche (aria, luce solare, temperatura elevata, o per la perdita di liquidi) sia per cause biologiche (microorganismi, muffe ed enzimi). E si può contaminare sia durante la preparazione, sia per cause ambientali sia perchè già contaminato in origine.

Per le cause fisico-chimiche si possono prendere le normali precauzioni: contenitori sottovuoto, scuri, termici (tipo i sacchetti da congelati). Ma il calore è un problema non risolvibile, in estate. Per quanto un cibo sia isolato, la temperatura, lentamente, si porta al livello della temperatura ambientale. Bisognerebbe trovare il sistema di fregare il primo principio della termodinamica. Quindi ok in inverno, male in estate.

Le cause biologiche sono una rogna, e possono dare seri problemi alla salute, fino alla morte.

I metodi classici, non chimici, industriali, che mi vengono in mente sono basse e alte temperature, disidratazione, radiazioni e sottovuoto (anche in atmosfera modificata, cioè con l'aggiunta di gas). In casa possiamo farne due:
- il sottovuoto, che però richiede ottimi apparecchi, molto costosi (i sottovuoto casalinghi non sono imho affidabili, o almeno io non affiderei loro la mia salute)
- il calore (si può procedere per sterilizzazione: mettere in vaso e portare a 100-120 gradi per 20 minuti)

I metodi chimici, imho più affidabili, sono (spero di non dimenticarne qualcuno) antiossidanti e antimicrobici, salatura, affumicatura, zuccheratura (si dice così ?) e sotto olio o aceto. Alcuni si possono tranquillamente fare a casa.

Però non si può certo salare una torta salata, o affumicare un minestrone, o portarsi dietro un vaso da un chilo pieno di verdure sottaceto

Credo che in casa, in relativa sicurezza, sia possibile conservare qualche materia prima singolarmente, che poi andrà combinata assieme ad altre sul campo e consumata subito, in quanto la preparazione innesca i processi di alterazione detti all'inizio.

La carne si può tranquillamente salare, anche se perde una parte delle sue proprietà nutrizionali. Basta metterla a fette su uno strato di sale grosso, poi sale, carne, sale, carne... a strati, finire con il sale e schiacciare con pesi. L'ho fatto per prova con un chilo di vitello, lasciandolo in cantina per 3 settimane, e mettendo nel sale alloro e bacche di ginepro schiacciate. La carne è risultata saporita, e messa in confezioni sottovuoto, senza luce, dovrebbe durare circa un mese anche al caldo. Ma non ho fatto prove dirette di durata, quindi fallo a tuo rischio e pericolo.

Altro non mi viene in mente.

Un consiglio spassionato è quello di lasciar perdere, e usare alimenti già all'origine resi resistenti: legumi secchi, verdure disidratate, carne secca, salamini tipo cacciatorini, formaggi stagionati. E trovare prodotti freschi nelle tue escursioni, se possibile: in natura ci sono un sacco di cose commestibili, sia animali che vegetali. Basta imparare a conoscerle, riconoscerle ed, eventualmente, catturarle

Mi riservo di editare se mi dovesse venire in mente altro, ma al momento lascio la parola ad altri che magari hanno esperienze dirette.

Ciao !

EDIT: naturalmente quanto detto vale ai fini escursionistici. Per cibi conservati da tenere in casa, quindi senza problemi di spazio e di peso, si possono conservare millemila cose, dal pesce alle verdure alla frutta alla carne, in maniera sicura e con durate estremamente lunghe (ho mangiato tempo fa dei pomodorini piccanti ripieni di acciuga e capperi che avevo fatto prima che nascesse mio figlio piccolo !!!)
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oloapota (13/4/2009)
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Vecchio 21/9/2007, 18:30
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Originariamente inviata da Stefanobi
ho mangiato tempo fa dei pomodorini piccanti ripieni di acciuga e capperi che avevo fatto prima che nascesse mio figlio piccolo !!!
Quelli li faccio pure io, ma non sono pomodorini ma sono proprio dei peperoncini tondi (tipo i pomodorini pachino) ma svuotati dei semi, io li preparo con il tonno, perché con acciughe e capperi li trovo troppo salati.

Per tornare al discorso principale, io pure ti consiglio di usare roba già preparata che trovi al supermercato, anche risotti, zuppe, e buste varie di pasta, non sono il massimo ma sono comunque gustose (io ci aggiungo un po di spezie), e comunque un po di coppiette portale sono sempre buone
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Vecchio 21/9/2007, 18:51
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Originariamente inviata da Giacomo123
Originariamente inviata da Stefanobi
ho mangiato tempo fa dei pomodorini piccanti ripieni di acciuga e capperi che avevo fatto prima che nascesse mio figlio piccolo !!!
Quelli li faccio pure io, ma non sono pomodorini ma sono proprio dei peperoncini tondi (tipo i pomodorini pachino) ma svuotati dei semi, io li preparo con il tonno, perché con acciughe e capperi li trovo troppo salati.
Sono i pomodorini secchi, rinvenuti in acqua bollente acidulata, li asciugo bene, ci caccio dentro un'acciuga e un paio di capperoni giganti, e metto sott'olio di semi con peperoncino tritato. Sono una favola !!

I peperoncini tondi li faccio anch'io col tonno e i capperi. Sono una bomba, in tutti i sensi
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Vecchio 21/9/2007, 20:59
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Originariamente inviata da Stefanobi
Bella domanda...
I metodi classici, non chimici, industriali, che mi vengono in mente sono basse e alte temperature, disidratazione, radiazioni e sottovuoto (anche in atmosfera modificata, cioè con l'aggiunta di gas). In casa possiamo farne due:
- il sottovuoto, che però richiede ottimi apparecchi, molto costosi (i sottovuoto casalinghi non sono imho affidabili, o almeno io non affiderei loro la mia salute)
Per quale motivo, esattamente? Spiego meglio qual è il mio sogno: a me piacerebbe poter partire per escursioni di più giorni con una versione casalingo/semi-bio/risparmiosa/ecologica e con meno imballaggi possibile delle razioni K: un contenitore rigido (tipo quei portavivande d'alluminio da alpinista) in cui prima di partire ho messo (in porzioni rettangolari, per non sprecare nemmeno un centimetro cubo di spazio e avvolte in carta argentata o cellofan) alimenti:

- che ho la soddisfazione di essermi fatto a casa con le mie manine nei giorni precedenti, spendendo il meno possibile, usando prodotti freschi
- più vari possibile: carne, vegetali, focacce, frutta, preparati per zuppe...

Insomma, non mi serve preparare roba che resterà commestibile per un anno, e NON ho nessuna intenzione di campare, a meno di emergenze ovviamente, con il solo contenuto di quella scatola. Però, sarebbe bello, no? Insomma, spendere tempo e fatica a casa per risparmiarne sul sentiero. Sempre autosufficienza, solo spostata nel tempo.

Scusate la tirata poetica. Tornando al dunque, perchè dici che i sottovuoto casalinghi non vanno bene nemmeno per 2/max 3 settimane?

I metodi chimici... Alcuni si possono tranquillamente fare a casa.
Ricorrerò pure a quelli. I pomodorini piacciono anche a me. Però ora sto cercando cose che "sporchino", cioè colino, il meno possibile, e solo a fini escursionistici.

Credo che in casa, in relativa sicurezza, sia possibile conservare qualche materia prima singolarmente, che poi andrà combinata assieme ad altre sul campo
Grazie per la spiegazione sulla carne salata. Altri esempi di preparazione di materie prime?

Un consiglio spassionato è quello di lasciar perdere
Ripeto, sono partito sapendo benissimo che molto probabilmente è un sogno, o comunque una cosa molto complicata, ma perchè non vedere in dettaglio fino a dove si può arrivare? Anche solo come esercizio è interessante no?

Grazie di cuore per la pronta risposta! Attendo fiducioso altri commenti!
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Vecchio 21/9/2007, 21:28
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Il sottovuoto casalingo non toglie comunque tutta l'aria. Quello industriale si, e inoltre in genere vengono immessi gas inerti che aiutano la conservazione e il cibo messo dentro è pastorizzato o reso sterile con radiazioni o altro, quello di casa no. Ci sono anche inquinanti anaerobici, che vivono comunque nei cibi sottovuoto, e che sono pericolosi. Non parliamo poi di settimane. Forse un paio di giorni, ma di più faccio fatica a concepirlo. Non con gli strumenti di casa.

Al limite puoi fare degli esperimenti, ma non sò i rischi. Il botulino, per esempio, ha già fatto vittime, in Italia. E la diarrea, molto semplice da prendere, in escursione è micidiale, ti disidrata e ti rallenta. E camminare col popò rosso non è il massimo (non chiedetemi come lo sò ). E se poi qualcosa andasse male ? Ti troveresti senza cibo.

Ripeto, imho è molto meglio portarsi via gli ingredienti e, alla sera, fare un bel fuocherello e cucinarsi un bel piatto caldo, come faccio io. E' anche un fattore psicologico importante, secondo me. L'ho già detto in altri 3d, farsi da mangiare significa prendersi cura di se stessi. In situazioni di stress psico fisico come un periodo trascorso da soli nei boschi, è importante. E' un momento di pausa in cui ti dedichi a te stesso, al tuo piacere e al tuo benessere. E fa parte di quelle routine che ti mantengono psicologicamente saldo (vabbè, questo vale sopratutto per le situazioni estreme, non per un trekking di qualche giorno ai limiti del mondo civilizzato).

Poi non necessariamente i cibi pronti sono costosi. Io uso spesso, anche a casa, quei barattoli di noodles cinesi al pollo, alla carne, alle verdure, ai gamberi... Li prendi nei negozi di cibi etnici, costano dai 40 ai 60 centesimi l'uno. Basta aprirli e mettere acqua bollente e sono pronti, si mangiano direttamente nel loro barattolo. Sono gustosi, e finito di mangiare non hai niente da lavare (usi due legnetti tagliati, che poi finiscono nel fuoco assieme al baratolo di cartone plastificato). Le minestre liofilizzate costano circa 1,40 euro, idem per la pasta disidratata pronta da cuocere e i vari minestroni di legumi e company (e alcune sono abbastanza buone). I wurstel durano parecchio tempo al caldo, se nella loro confezione. Li cuoci e li mangi senza sporcare niente, solo un bastoncino per rosolarli sul fuoco. Cuoci un etto di pasta all'uovo, ci mette pochi minuti, e poi ci metti dentro scagliette di formaggio stagionato e olio, che non hanno problemi di conservazione per un paio di settimane, e hai una pasta gustosa, ricca ed economicissima.

Io nel mio girar per boschi considero la preparazione dei pasti non come un fastidio per soddisfare un mero bisogno fisiologico, che se faccio prima, a casa, è meglio, ma come un momento a sè, che fa parte del vivere outdoor. e che è importante e divertente.

Altre cose da preparare a casa, al momento, non mi vengono in mente. Magari se ne ricordo altre lo scrivo.

Ciao
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Vecchio 21/9/2007, 21:47
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Originariamente inviata da Stefanobi
Però non si può ... portarsi dietro un vaso da un chilo pieno di verdure sottaceto
Cero che si può. Altrimenti l'aperitivo in quota con cosa lo accompagni?

Scherzi a parte, vi dico una cosa che forse non c'entra molto. Un giorno, sulle piste da sci, tutti tolsero dallo zaino i panini. Tranne un mio amico, che estrasse un grosso thermos pieno di tortellini in brodo di carne (non di dado). Penso che in quel momento fosse l'uomo più felice del mondo, nonostante i -10 gradi...

Peccato che questo sistema vale solo per alcune ore.
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Vecchio 29/9/2007, 02:10
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io ad Ancona ho trovato un negozio che ha i noodles impacchettati singolarmente con una specie di dado ,ogni confezione da due porzioni e' grande come un pacchetto di sigarette,basta aggiungere acqua bollente in una tazza coperta e e' pronto il pranzo,mio consiglio due gocce di salsa worcestershire!

durante i trekking trovo ottime anche le varie paste ripiene in versione secca,cottura breve e come dice Stefano un po' di pecorino bello vecchio e un po' di olio e e' fatto il pasto,comunque per questo genere di spesa i posti ideali sono i vari lidl ed eurospin che hanno anche cose tedesche e del nord europa....ah e anche l'ikea ha specie i salumi di renna che a me piacciono molto,insieme a diversi piatti pronti!


vorrei provare questi li avete mai provati?

e comunque sottoscrivo in pieno il discorso di Stefano sul mangiare cio' che la natura offre,specialmente le varie erbe!
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Vecchio 29/9/2007, 08:08
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Forti ! Su youtube c'è un video dove un trekker li prova, in un ambiente freddo, e dice che sono bollenti ! Non riesco a trovarlo, dopo cerco meglio e posto il link. Sul sito indicato però non vende in Europa, mi sembra di capire. A 5 euro l'uno non sono poi neanche tanto cari. Sarebbe interessante provarli.

EDIT: trovato:

http://it.youtube.com/watch?v=j0d1uDjEMiQ

E questo è un sito inglese dove li vendono online (quindi non ci sono problemi di tasse d'importazione, credo):
http://www.hotpackmeals.co.uk/
Ma non so se si possano spedire alimenti da uno Stato all'altro, sarebbe da verificare. 6 pasti completi vendono sui 40 euro, più spese di trasporto.

Questo è simile, ma più ingombrante da trasportare, e spedisce in Italia a 5,70 euro la latta:

http://www.hotcan.com/index.php
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Vecchio 29/9/2007, 09:03
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Gli scaldini chimici sono comunque semplici da fare, bastano ossido di calcio e acqua. Qualcuno ha mai provato a farseli ?
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Vecchio 29/9/2007, 10:57
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Originariamente inviata da nemo3m
io ad Ancona ho trovato un negozio che ha i noodles impacchettati singolarmente con una specie di dado ,ogni confezione da due porzioni e' grande come un pacchetto di sigarette,basta aggiungere acqua bollente in una tazza coperta e e' pronto il pranzo,mio consiglio due gocce di salsa worcestershire!

durante i trekking trovo ottime anche le varie paste ripiene in versione secca,cottura breve e come dice Stefano un po' di pecorino bello vecchio e un po' di olio e e' fatto il pasto,comunque per questo genere di spesa i posti ideali sono i vari lidl ed eurospin che hanno anche cose tedesche e del nord europa....ah e anche l'ikea ha specie i salumi di renna che a me piacciono molto,insieme a diversi piatti pronti!


vorrei provare questi li avete mai provati?

e comunque sottoscrivo in pieno il discorso di Stefano sul mangiare cio' che la natura offre,specialmente le varie erbe!
Sarebbero da provarli tutti!
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"ma perchè dovete pagarci? Abbiamo avuto un buon raccolto quest'anno"...
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Vecchio 29/9/2007, 11:21
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ma che roba è?!?!?
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Vecchio 29/9/2007, 11:26
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Ma che stai a di'?
E' chicken casserole, ubriaco!
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Vecchio 6/10/2007, 13:00
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Originariamente inviata da Stefanobi
Gli scaldini chimici sono comunque semplici da fare, bastano ossido di calcio e acqua. Qualcuno ha mai provato a farseli ?
io non ci ho mai provato ma l'ossido di calcio come lo reperisco???
e in che quantità devo mischialo con l'acqua?
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  #15 (permalink)  
Vecchio 6/10/2007, 14:34
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Gli scaldini chimici sono comunque semplici da fare, bastano ossido di calcio e acqua. Qualcuno ha mai provato a farseli ?
io non ci ho mai provato ma l'ossido di calcio come lo reperisco???
e in che quantità devo mischialo con l'acqua?
Dove vendono materiali per depurazione delle acque. Si chiama calce viva, la vendono a sacchi. Le dosi non le so, ma credo basti provare.
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