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9/9/2008, 14:34
|  | Trekkers | | Registrato dal: 17/3/2008
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| | Originariamente inviata da bukowski Allora Gio, ecco il mio suggerimento x quanto riguarda la pseudo-galletta : se a volte ti sei recato ad un hard-discount o al Lidl x es., avrai trovato delle confezioni di taralli, quegli anelli salati prodotti in Puglia calabria o molise. Io trovo che siano adatti alla bisogna, abbastanza duri x resistere alle sollecitazioni meccaniche (almeno se presi nella versione piccola) buoni da mangiare da soli o per accompagnare qualsiasi companatico, lunghissima durata (sono totalmente secchi e non si ammollano come i crackers se lasciati all'aria), e leggeri. Per me son da considerare.
Buk i taralli gli ho provati, hanno un difetto. Vengono finiti in 24 ore dall'arrivo nel paese straniero, indipendentemente da quale sia il loro quantitativo.
saluti
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9/9/2008, 16:31
|  | Montanari | | Registrato dal: 7/11/2005
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Suggerisco i Malzheiten
Date una occhiata anche al Peronin : il cibo degli astronauti.
Io sto per acquistare entrambi gli oggetti per valutazione sul "campo". li utilizzeró tra due settimane in una gara militare.
Saluti
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ESTOTE PARATI !
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9/9/2008, 20:42
|  | Amministratore Avventurosi | | Registrato dal: 16/3/2005
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Nome di battesimo: Andrea | | Originariamente inviata da iacco 7 biscotti a 18 euro mi sembra decisamente esagerato.
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23/9/2008, 19:04
|  | Camminatori | | Registrato dal: 8/12/2007
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Nome di battesimo: Stefano | |
........mi tocca quotare cotopaxi, uhmmm e vabbe', se vogliamo qualcosa che non sia cosi' appetibile, non resta che andare sulle "friselle" (stessa provenienza, bassissimo costo ed estrema reperibilita' in tutti i discount) che sarebbero una specie di semi-ciambella di pane di 15-20 cm di diametro, ma estremamente secca e dura. L'unico modo x mangiarla è di inzupparla per 5 secondi nell'acqua e poi lasciare che si ammorbidisca un po' nei tre minuti successivi. Stesso vantaggio dei taralli, è leggera, se lasciata all'aria si indurisce ancora di piu' ed è difficile mangiarla al volo )cosi' nn fa la fine dei tarallucci, porelli).
buk
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24/9/2008, 09:32
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 19/5/2007 Età : 47
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Nome di battesimo: Stefano | |
Vado un po' OT, ma solo un pochino.
Se il tempo a disposizione, il luogo e la reperibilità di acqua potabile e di legna per il fuoco lo permettono, a me piace moltissimo farmelo, il pane, nei boschi. Non so perchè, ma ha un sapore, un profumo, che non si trova in nessun altro pane. E' una poesia, poter addentare una focaccia calda, profumata, appena cotta e fatta con le tue mani. Ach... romantikonen!
E' semplice. Porto dei sacchettini da freezer piccoli, chiusi naturalmente, con dentro già pronta la miscela. Uso 200 grammi di farina 00 per pane e pizza già con il lievito per ogni sacchettino. Si trova in tutti i negozi, costa circa 1,50 euro al chilo. contiene un lievito chimico, che a differenza di quello naturale non necessita di tempi di lievitazione prima della cottura. Ci aggiungo già a casa il sale e una puntina di bicarbonato, per aumentare il volume. Dentro metto anche una bustina di olio extravergine, naturalmente chiusa - la apro nel momento in cui la uso.
Quando devo fare il pane apro il sacchettino e ci metto l'acqua, 100 grammi. Ho una tacca fatta con un punteruolo sul gavettino, per misurare la quantità. Ci aggiungo l'olio e mescolo velocemente dentro il sacchettino stesso. In questo modo non mi sporco le mani o, peggio, non sporco il pane con le mani sporche. Poi o lo rovescio su una pietra piatta messa sul fuoco (occhio che a volte si scheggiano), strizzando il sacchettino, e spianandola con un legno. La faccio diventare circa un centimetro di spessore. La cuocio fino a farla dorare, poi la giro. E' pronta in una decina di minuti. Viene una specie di focaccia buonissima. Dentro ci si può mettere cipolla disidratata (in tutti gli alimentari, vendono dei barattolini), che si reidrata con l'acqua dell'impasto e la cottura, o rosmarino secco o fresco.
Si può fare anche nella popote, facendo attenzione a non bruciarla, girandola a metà cottura. O anche "in forno", facendone una palla, mettendola nella popote, chiudendo il coperchio e coprendola di braci. Gonfia meglio e la crosta viene meno secca, ma è più difficile controllare la cottura. Sarebbe buona cosa tenere dei dischetti di carta da forno ritagliati della misura del fondo della popote, aiutano a non attaccare o bruciare la pagnotta.
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Un brutto giorno in montagna è comunque meglio di un bel giorno al lavoro http://www.housegate.net | | I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a Stefanobi per questo post: | | 
26/9/2008, 16:43
|  | Esploratori | | Registrato dal: 25/9/2008 Età : 26
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Nome di battesimo: Giovanni | |
ciao,
continuo l'offtopic di Stefanobi circa la focaccia
[OT]
mi chiedevo se era possibile farla in casa... ovviamente mi riferisco a farla su una pietra.
Dato che mi piace parecchio impastare ma non proprio dover accendere un bel po di tempo il forno elettrico, mi chiedevo se era possibile sfruttare questo metodo alternativo in casa
Se è possibile, che pietra ci vorrebbe??? mattoni refrattari? o anche un pezzo di marmo? (se non scheggia...)
Sarebbe tattico IMHO fare una pietra con delle maniglie o un piccolissimo telaio in modo da avere la *focacciera* da utilizzare in casa  (ovviamente non si avrà il sapore della legna, dell'aria e dell'acqua di bosco  )
[/OT]
per rientrare un po nel topic, invece, sia quando prendo la pietra per usarla sul gas, sia quando prendo la pietra piatta da usare in un trekking, che precauzioni devo prendere per pulirla? basta lavarla?
(Se ci aggiungo anche chi siamo? perchè esistiamo? dove stiamo andando? ... credo di aver posto un Marzulliano numero di domande  )
Gio
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26/9/2008, 17:15
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 19/5/2007 Età : 47
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Nome di battesimo: Stefano | |
Nelle cucine si usa la pietra ollare, Steatite. Se ci cuoci sopra la carne la pulisci facendola bruciare. Se ci cuoci la piadina basta uno straccio umido.
La vendono un po' dappertutto, in genere con dei fornellini ad alcool per tenerla calda. Io la facevo scaldare in forno, poi la toglievo e la mettevo in tavola. Credo si possa scaldare anche sul fuoco, anche se non l'ho mai fatto. Ognuno poi si cuoceva i suoi pezzi di carne, con delle forchettine, tipo fonduta. L'ho buttata perchè è una grande rottura di pallottole!!!
Invece le precauzioni le devi prendere con le pietre che trovi fuori. Per l'igiene non ci sono problemi, la temperatura le rende sterili. Ma alcune pietre tendono a "scoppiare" se scaldate. Si crepano improvvisamente e proiettano schegge di sasso intorno, possono essere pericolose se ti finiscono in un occhio.
Io non le so riconoscere, e finora non ne ho mai trovate, per quello che ricordo. Comunque quando metto sassi sul fuoco mi allontano un pochino finchè non sono roventi. Se scoppiano lo fanno subito. Dovrebbero scoppiare perchè all'interno alcuni sassi contengono umidità, che scaldandosi si trasforma in gas, si dilata e genera una pressione interna che può spezzare il sasso.
Sulla cottura su materiali naturali o semplici come pietra o coccio in Italia ci sono grandi tradizioni, sono cotture antiche che si stanno rivalutando anche nei ristoranti più "snob", anche se sempre adattate e reinventate in maniera moderna, cosa che personalmente non mi piace. Ci sarebbe da parlarne mesi!! Ma poi ci cacciano dal forum
Ciao
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26/9/2008, 17:19
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 19/5/2007 Età : 47
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Nome di battesimo: Stefano | |
Con "se scoppiano lo fanno subito" intendo non in pochi secondi. Intendo che una volta raggiunta la massima temperature i gas interni o l'hanno già fatta scoppiare o non sono abbastanza forti, o magari hanno trovato una via di uscita, come la stessa porosità della roccia. Comunque io li lascerei in pace almeno 5 minuti, prima di maneggiarli. Anche perchè ci mettono un certo tempo a diventare roventi, e d'altro canto ci mettono anche parecchio a raffreddarsi. Mai usato sassi roventi come stufa di emergenza? Una libidine!!
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26/9/2008, 18:33
|  | Esploratori | | Registrato dal: 25/9/2008 Età : 26
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Nome di battesimo: Giovanni | |
ciao Stefano,
grazie per le dritte. In verità avevo pensato anch'io ad usare il fornelletto ad alcool ben carico con la pietra  (anche se avevo comunque dubbi sul potere calorifico... ma se li vendono accoppiati  ) Sulla cottura su materiali naturali o semplici come pietra o coccio in Italia ci sono grandi tradizioni, sono cotture antiche che si stanno rivalutando anche nei ristoranti più "snob", anche se sempre adattate e reinventate in maniera moderna, cosa che personalmente non mi piace. Ci sarebbe da parlarne mesi!! Neanch'io ci tengo alla nouvelle cuisine con mezzi rustici. (Detto tra noi non tengo troppo alla nouvelle cuisine in generale) Ognuno poi si cuoceva i suoi pezzi di carne, con delle forchettine, tipo fonduta. Questa è geniale Mai usato sassi roventi come stufa di emergenza? Una libidine!! Da generazioni in un paesino di montagna... uso tutt'ora (anche se la stufa nuova ne ha limitato da un paio d'anni fortemente l'utilizzo) il mattone refrattario sulla stufa a legna.
Messo poi in carta oleata, stracci vari e legato ben bene.
Lo mettiamo nel letto quando a gennaio/febbraio fa un freddo cane.
La mattina è ancora tiepido 
(In città dove studio, invece, in un condominio con riscaldamento centralizzato si impazzisce dal caldo)
Quante ne sapevano prima
Gio
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28/12/2009, 12:38
| | | | Registrato dal: 28/12/2009
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| | gallette
le gallette del marinaio, prodotto tipico genovese, che difficilmente si trova nelle altre provincie liguri, non ha sale! infatti l'aggiunta del sale comporterebbe un rischio di aggressione da parte di muffe e non si potrebbe quindi conservare le gallette per lungo tempo. a Genova le trovi nelle panetterie del centro storico oppure se ti viene meglio a Savona da Violini in via Guidobono. attenzione però.. a Savona di solito le trovi nel periodo di Natale, perchè servono per fare il Cappon Magro.
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28/12/2009, 12:56
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 19/5/2007 Età : 47
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Nome di battesimo: Stefano | |
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