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Vecchio 28/5/2009, 11:09
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predefinito Resistere alla sete

Originariamente inviata da Dott. Paolo Maseroli

Da anni svolgo attività in montagna e spesso ho sentito dire da diverse persone che se uno resiste alla sete è in grado di
praticare l'attività senza problemi, poiché si è abituato

Io non condivido tale affermazione, il nostro corpo è costituito da acqua sia in forma libera che in forma combinata con
altre sostanze per cui abbisogna di questo fluido indispensabile per la vita.

Molti processi vitali dipendono dall'acqua e dal suo equilibrio osmolare all'interno del corpo umano, di cui ne è costituito
in misura superiore al 60%, circa 42 litri in un individuo di 70kg di peso, cosi compartimentata:

" 70% all'interno delle cellule, nel citoplasma

" 20% negli spazi interstiziali (fra cellula e cellula)

" 10% circola nel sangue

Nel corpo umano il bilancio idrico dell'acqua che viene "perduta" deve essere uguale a quello che deve essere
reintegrato (equilibrio dinamico).

Durante la vita di tutti i giorni, vengono eliminati 2,5 litri di acqua cosi suddivisi:

" 1.5 litri con le urine

" 0.2 con le feci

" 0.5 con la traspirazione cutanea

" 0.3 con l'evaporazione polmonare

che vengono reintegrati con 1,2 litri di bevande, 1 litro con gli alimenti, 0.3 con l'acqua metabolica, ovvero quella che si
forma durante il metabolismo cellulare.

Una perdita di acqua pari al 2%, determina un calo del 20% in termini di prestazioni, in soggetti allenati e/o acclimatati
alla quota le perdite idriche possono arrivare anche fino al 5% del loro peso corporeo.

Durante l'attività fisica tutto l'organismo si adatta ad una nuova situazione ovvero deve offrire all'atleta, al dilettante,
all'escursionista, ecc. una nuova prestazione che per essere mantenuta, necessita di nutrimenti quale fonte
indispensabile di energia.

Nell'esecuzione di una prestazione fisica (esercizio fisico) si perdono enormi quantità di liquidi con:

" sudore

" urina

" direttamente proporzionale alla intensità e durata dello sforzo fisico

" freddo/caldo (condizioni climatiche)

" quota

" età, alimentazione, attività

Durante l'attività fisica vi sono segnali che si devono saper interpretare con particolare riferimento alla sensazione ed allo
stimolo della sete.

Infatti quando una persona ha sete, la sensazione come tutti sappiamo è di avere il desiderio di bere, se si prova a
resistere, nell'arco dell'attività lo stimolo non verrà più recepito dall'atleta.

Questa particolare condizione è dovuta alla perdita dei sali minerali che influiscono sui meccanismi della sete.

L'ATLETA SARA' TRATTO IN INGANNO E LA SUA MENTE CREERA' UN EFFETTO PLACEBO FACENDO CREDERE
CHE STA RIUSCENDO A RESISTERE ALLA SETE E CHE NON NE HA BISOGNO DI BERE:

SBAGLIATO!!!!

E' da questo momento che il corpo non avrà più lo stimolo e non reidratandosi adeguatamente inizieranno i problemi.

Durante l'attività fisica, l'intenso sforzo fisico e l'alta temperatura esterna, l'evaporazione dovuta all'aria secca e ventilata
della montagna può essere causa di disidratazione.

All'aumentare dello sforzo aumenta la respirazione ed anche la profondità della stessa e man mano che si sale di quota si
accentua, per la riduzione NON DELLA QUANTITA' DI OSSIGENO ma della quota, che per effetto della pressione
dell'aria non si diffonde bene dallo spazio alveolare al torrente circolatorio.

Gli atti respiratori a livello del mare sono 12 al minuto in condizioni normali, sotto sforzo passano a 50 - 80/minuto, in alta
montagna possono anche passare a 100 - 150/minuto , con uno scambio superiore a 250/l di aria al minuto.

Da questi valori si comprende come la perdita di liquidi è importante; ma la parte di vapore acqueo si ricondensa,
depositandosi nuovamente dentro le vie aeree umidificandole e riducendone l'incremento della perdita di liquidi.

Al fine di mantenere una giusta idratazione e conseguentemente una performance tecnica ottimale, si devono
reintegrare i liquidi con sorsi durante l'attività, in questo modo non dilatiamo improvvisamente lo stomaco e non creiamo
condizione di disagio.

Se non integriamo i liquidi si avrà la comparsa di disidratazione che si manifesta con:

" sete

" aridità della bocca e delle labbra

" secchezza della cute e sollevabile in pieghe

" faccia affilata

" tachicardia

" facile spossatezza

" riduzione del peso corporeo

" riduzione delle urine (meno di mezzo litro al di) con colore giallo intenso

se abbiamo una condizione ingravescente si ha:

" aumento della spossatezza

" crampi muscolari

" perdita di coscienza

" collasso

" cardio circolatorio

" shock

" coma

" morte

In assenza di cibo possiamo sopravvivere fino a tre settimane; senza acqua non potremmo sopravvivere per più di
cinque giorni.

Riepilogo dei segni e sintomi in funzione della perdita di liquidi nel corpo umano:

1-5% 6-10% 11-12%

Sete Emicrania Delirio

Disagio Vertigini Gonfiore alla lingua

Indolenza Secchezza delle fauci Spasmi

Ansia Formicolio agli arti Sordità

Inappetenza Colorito bluastro Oscuramento della vista

Arrossamenti Difficoltà di parola Insensibilità cutanea

Tachicardia Difficoltà respiratorie Inaridimento della pelle

Nausea e vomito Incapacità a deambulare Incapacità a deglutire

Indebolimento Offuscamento della vista Morte

Naturalmente l'acqua che perdiamo è anche ricca in sali minerali che vanno reintegrati, la ripresa di una diuresi almeno
di 1 litro al giorno è segno di una buona integrazione di liquidi.

Dobbiamo sempre misurarci con questi aspetti perché nella pratica dell'accompagnamento, della animazione o nella
maestria di una conduzione di corsi, vi possono essere persone che non sono allenate o non hanno mai partecipato a
nessuna attività.

Il risultato che può derivare da questo semplice sottovalutare il cliente è il rischio di un incidente.

Non dimentichiamo mai che il rischio è la probabilità che si possa verificare un danno.

Il rischio è l'operare senza tenere in considerazione, le condizioni che possono far verificare il danno in una valutazione
probabilistica, ovvero in un evento che può essere quantificato o misurato sulla base di esperienze personali ma anche
nella letteratura in campo clinico - sportivo, fisiologico e fisiopatologico e di una buona preparazione teorico pratica degli
insegnamenti affrontati nei vari corsi dei diplomati AMI.

Se noi vogliamo evitare la disidratazione dobbiamo reidratare il corpo bevendo con cadenza regolare (circa 20 minuti)
una quantità pari ad un bicchiere d'acqua e/o addirittura anticipando il meccanismo della sete.

L'equilibrio idrico, si raggiunge dopo diverso tempo poiché il passaggio è lento e progressivo, con una normalizzazione
anche nelle 48/72 ore.
Che ne pensate?
Avete mai avuto esperienze o problemi?
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Vecchio 28/5/2009, 11:44
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Penso che il dottore abbia pienamente ragione, d'altronde è un pur sempre un dottore.

A me è capitato solo una volta di avere tanta, ma tanta sete da non riuscire più a parlare.
Mi trovavo su un incendio boschivo con la protezione civile, ero a piedi e con flabello in mano sul versante di un monte. Fatto sta che a forza di andare dietro al fuoco sono sceso a valle e la cosa si è fatta più lunga del previsto, le macchine ma soprattutto l'acqua erano in cima dove si trovava anche il paese.

Tra caldo e corse mi sono talmente disidratato che non avevo più saliva, se provavo a sputare mi rimaneva attaccata al labbro una specie di schiumetta bianca tipo colla (lo so fa un po' schifo ma è dovere di cronaca). Insomma, è stata una faticaccia risalire ma appena arrivato mi sono attaccato alla fontanella per buoni 5 minuti.

Da quel giorno porto sempre una borraccia con me. Negli incendi l'acqua nella borraccia diventa bollente ma meglio calda che niente!!!
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Vecchio 28/5/2009, 14:23
Trekkers
 
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Mai avuto sete a tal punto.Capisco comunque che sia veramente difficile resistere. Su un manuale di sopravvivenza c'è scritto che i tuareg per sopportare meglio la sete usano tenere un sassolino in bocca. Dovrebbe aumentare la salivazione e quindi alleviare quel senso di arsura che si prova. Altro non so...
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Vecchio 28/5/2009, 15:30
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anch'io sapevo del sasso in bocca,e di non respirare con la bocca per ridurre la perdita di liquidi.personalmente sono un tipo che beve tre litri d'acqua al giorno anche in inverno,però magari d'estate mi capita perchè sono in giro di bere solo una tazzina di the alle 6 di mattina e poi starmene in giro tutto il giorno sotto il sole senza bere niente fino alle 8/9 di sera,e non è senta più di tanto la sete,riesco a dominare gli stimoli,però come dice il dottore,non và bene,perchè se il tuo corpo ti dà dei segnali bisogna assolutamente ascoltarli.
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Vecchio 28/5/2009, 18:53
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a ulteriore riprova dell'importanza del bere: i soldati israeliani si portano addosso più acqua che munizioni e già dall'inizio dell'addestramento "devono" bere a intervalli regolari un tot quantitativo di acqua.
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Vecchio 28/5/2009, 19:57
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Io bevo molto, penso più di 3 litri al giorno. Anche in escursione il 90% delle volte mi riporto a casa un litro buono d'acqua. Preferisco però avere il peso in più che rischiare di non averne Mi è capitato diverse volte, nonostante i miei avvertimenti, che compagni d'escursione poco esperti siano rimasti senza acqua. In quel caso il mio litro in più si è rivelato molto utile
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Vecchio 28/5/2009, 21:49
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Sono anch'io d'accordo che bere acqua sia veramente importante. Mi domando come faccia Pannella quando fa gli scioperi della sete.
A volte mi capita di dimenticarmi di bere e poi arrivo alla sera che mi accorgo di aver preso uno, due o massimo tre bicchieri d'acqua in tutta la giornata e di sentirmi distrutta. Ma e' diverso che avere lo stimolo e non bere affatto!
Pero' non mi e' ancora chiaro come si puo' agire su un bisogno primario, come la sete, modificandolo al punto tale da negarselo. Il caso di Pannella, appunto.
Mi ha incuriosito il fatto del sassolino in bocca. Io avrei paura di ingoiarlo in un momento di distrazione...

Fabiola
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Vecchio 28/5/2009, 22:52
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Evitare la disidratazione è SUPERFONDAMENTALE!!!
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Vecchio 28/5/2009, 23:18
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Sono d'accordo Gruccione,
ma mettiamo che al posto dell'acqua ci sia un altro bisogno che per taluni sia ritenuto fondamentale. Chi fuma ad esempio: come puo' "riprogrammarsi"?
La pubblicita' e' piena di qs messaggi che invitano ad usare qs o ql prodotto per sentirsi al top e molti di noi ci cascano.
Come si riconosce un bisogno indotto (e come lo si riesce ad arginare) da uno che invece nasce genuinamente da noi stessi? O meglio ancora, come si passa dal bisogno indotto al suo rifiuto consapevole? In fondo a me la voglia di avventura si sta consolidando attraverso i Vs racconti. le Vs esperienze e tutte le osservazioni che fate di continuo... in sostanza siete come una pubblicita' di un prodotto Eccellente che mi attira sempre piu'.
E meno male...

Ma che devo aprire un altro topic?

Fabiola
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  #10 (permalink)  
Vecchio 28/5/2009, 23:31
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Ahimè la necessità di mantenere l'equilibrio idrico del corpo è la madre di tutte le necessità. Se si programma un'escursione si deve pensare innanzi tutto al rifornimento idrico sia trasportado liquidi sia pianificando il percorso in modo da raggiungere punti di rifornimento. In caso di emergenza sia in questo Forum sia in tutti i manuali di sopravvivenza si parla delle tecniche per ovviare al problema. Io personalmente ne conosco svariate. Per le altre domande molto interessanti penso proprio che se ne debba parlare in altro topic
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Vecchio 29/5/2009, 12:38
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Io anche sono una persona che beve pochissimo, sarà dovuto al fatto che sudo poco, ma anche quando faccio movimento (e di conseguenza la sudorazione aumenta), bevo poco, leggendo sopra (e comunque si sapeva), dovrei bere, io lo prendo come "un allenamento nell'allenamento" perchè potrei trovarmi senza per emergenza, e in quel caso "conoscere la sete" mi potrebbe aiutare a tiare avanti.
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Vecchio 29/5/2009, 12:45
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Riporto il consiglio datomi da un amico che corre in bici e che applico quando vado a correre: quando bevete, tenete l'acqua in bocca per un po', prima di deglutire, in modo da reidratare la bocca e ridurre la sensazione di sete.
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  #13 (permalink)  
Vecchio 29/5/2009, 12:56
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Originariamente inviata da Blackshot Visualizza il messaggio
Riporto il consiglio datomi da un amico che corre in bici e che applico quando vado a correre: quando bevete, tenete l'acqua in bocca per un po', prima di deglutire, in modo da reidratare la bocca e ridurre la sensazione di sete.
Ottimo! lo faccio sempre ma non avevo pensato a scriverlo!
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  #14 (permalink)  
Vecchio 29/5/2009, 14:10
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Originariamente inviata da Giacomo123 Visualizza il messaggio
Che ne pensate?
Avete mai avuto esperienze o problemi?

Io vengo spesso preso in giro per la quantitá d'acqua che porto con me ma ora . . . non me ne frega niente!
Come regola, l'acqua é la prima cosa cui penso quando programmo una uscita.
Cerco di evitare di dover dipendere dalle sorgenti (che magari, al momento opportuno non raggiungo o non sono . . . disponibili).
Cerco sempre di tornare con un 20% di acqua rimasta nello zaino.

I miei consigli:
- usare il camelback. Si, é una scocciatura pulirlo ogni volta ma permette di bere in totale meno e piú frequentemente. Di fatto, si sfrutta meglio l'acqua e non la si "piscia via". Questo fatto mi é confermato ogni volta nelle gare militari dove l'ambiente di competizione mi costringe a bere qualcosa come 7 litri di acqua in 24 ore (periodo: giugno).
- valutare la necessitá di bere con il colore dell'urina (troppo gialla => meglio bere di piú). Spesso, per disbitudine o carattere si beve meno (o piú) di quello che serve e non ce se ne rende conto.
- usare i liquidi isotonici diluiti al 50% (cosí mi danno anche un pó di stimolo alla bevuta nel caso per pigrizia non mi andasse di bere).
- rifornirmi di acqua non appena ce ne é la possibilitá (l'acqua di fonte in montagna me la riporto poi a casa, é molto leggera ed il caffé nella moka viene meglio )
- per tradizione, mi faccio sempre un the od un caffé nel mentre dell'escursione. Per questo e per motivi di lavaggio ferite, lascio sempre almeno mezzo litro di acqua non "inquinata" dal liquido isotonico.
- uso delle bottiglie di plastica "a buttar via" che durante l'uso schiaccio per ridurre lo spazio ed il rumore di sciacquettío nello zaino.
- uso delle bottiglie grandi nello zaino e di una borraccia piatta da mezzo litro nelle tasche anteriori dello zaino (cosí posso bere "al volo")
- in inverno le bottiglione sono adagiate nel lato "schiena" per evitare il congelamento e generalmente inserite nel sacco stagno (mondezza condominiale) per fare uno strato di aria calma e calda
- vestirsi possibilmente a maniche lunghe (camicie tecniche sahariane) anche d'estate, dopo un pó ci si abitua e si soffre meno il caldo
- uso di berretti a "tutta falda", tipo pescatore insomma.
- nel caso di salite "quasi" alpinistiche estive su terreno brullo (tipo Gran Sasso) indosso una chéche od una shemagh avvolta intorno alla testa, cosí c'é minor perdita di liquidi.

una mia esperienza:
per farla breve, l'estate scorsa in Madagascar mi sono trovato a fare una escursioni che si supponeva essere lunga ma non troppo. Le varie persone si erano piú o meno preparate al percorso come acqua.
Di fatto, si é poi scoperto che il percorso permetteva una variante molto bella ma che impegnava almeno altre due ore in piú (se non oltre).
Di fatto, quasi tutte le persone erano a corto di acqua ed io stesso soffrivo perché ne stavo razionando. Io e pochi altri arditi abbiamo scelto il percorso lungo e per la prima volta mi sono trovato ad attaccare le mie povere riserve di acqua. Dopo una giornata di cammino e con l'incertezza del trekking piú "avanzato" sapere di non avere quasi piú acqua é stata veramente una brutta esperienza.
La brutta esperienza era anche dovuta al fatto che se qualcuno si fosse sentito male come avremmo potuto dargli da bere qualcosa? Avrei dovuto dargli anche il mio ultimo "bicchiere" di acqua o l'avrei dovuto tenere per me per potermi far tornare indietro (6 ore di trekking) e chiedere aiuto?

bel problema . . .
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ESTOTE PARATI !
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  #15 (permalink)  
Vecchio 29/5/2009, 15:41
gmassalini avatar
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Ritengo ottimi i consigli di Iacco (nonchè le valutazioni estremamente puntuali del dottore!)!
Ormai da anni vivo per molto del mio tempo in Namibia, e spesso mi trovo ad essere ospite dei miei amici Bushmen (la mia seconda famiglia). Il Kalahari è veramente difficile durante la stagione secca, e l'acqua diventa una risorsa preziosa (ora anche quando sono in Italia faccio in modo da non sprecarne neache una goccia, anche se dal rubinetto di casa arriva sempre....). La pipì troppo gialla o ancora peggio l'inizio di mal di testa/lingua gonfia sono i primi avvertimenti del nostro corpo da non trascurare, che indico ad eventuali miei ospiti durante le avventure nel Bushmenland. E' chiaro che poi i Bushmen sono molto più abituati di me alla macanza di acqua, ma sanno anche come ricavarla dai pochi cespugli e piante presenti nel bush.
Io cerco sempre di portarmene dietro molta, ed anche se calda o di odore non troppo piacevole vi assicuro che quando si ha sete diventa buonissima. Occorre sempre 'giocare di anticipo', non arrivare insomma (potendo) ad avere i primi preoccupanti sintomi della disidratazione.
Una cosa che invece sconsiglerei è il caffè, in quanto le sue doti 'diuretiche' portano a perdere ulteriori liquidi (sconsiglio sempre ai miei amici di non berlo alla sera quando campeggiamo con le tende in mezzo alla savana: meglio non uscire x fare pipì durante la notte!!!
Nel Kalahari purtroppo i solito metodi per ricavare acqua con buche e teli durante la notte non funzionano, in quanto l'umidità è troppo bassa, attorno al 20%, quindi la cosa migliore è imparare dai Bushmen a riconoscere i sottili fili d'erba che spuntano dalla sabbia e che indicano le radici nascoste contenenti acqua ricca di vitameine. Provo ad allegare una foto.
So che sto parlando di un mondo lontano, ma è estremamente bello per me condividerlo con le persone di questo forum, che fin dall'inizio mi hanno colputo per la loro apertura mentale e curiosità!
Un caro saluto a tutti
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