Alcuni anni fa spendere un migliaio di euri per un impianto ad osmosi inversa era abbastanza "normale". Allora era ancora un impianto di "nicchia" per persone di "nicchia" per cui ...... si pagavano.
Un impianto di filtrazione ad osmosi è composto da 5 o 6 sezioni (+1 se da pozzo).
Queste sezioni sono, normalmente:
- primo filtro da 5-10 micron
- secondo filtro da 1 micron
- filtro a carboni attivi (se è a 6 sezioni)
- filtro osmosi inversa
- filtro a carboni attivi
- lampada UV
se l'impianto preleva l'acqua da un pozzo, normalmente, si antepone un prefiltro antisabbia da 50/100 micron.
Oggi un impianto (da sottolavello) di questo genere ha un costo decisamente inferiore rispetto agli anni scorsi e può essere ragionevole spendere sui 500 euri a scendere sino a 250 euri.
La differenza fra i due prezzi dipende dal venditore (più è bravo e più costa

), dagli automatismi che avvisano quando cambiare i filtri, dal controllo elettronico della lampada UV (esistono alcune lampade che vanno in allarme in caso di malfunzionamento) o accessori vari (come ad esempio un serbatoio ausiliare o una pompa di rilancio).
Ultimamente esiste una formula commerciale per "incentivare" la vendita e consiste nel dare in comodato d'uso magari anche a zero euri per poi obbligare il cliente con un contratto che lo obbliga a cambiare i filtri ogni "x" mesi ad un prezzo decisamente più alto del loro reale valore.
In effetti il grande "business" di questi impianti è proprio nella manutenzione e vendita dei filtri di ricambio.
Di per sè un filtro (tolto quello ad osmosi o a carboni attivi) può essere rigenerato mediante una serie di lavaggi in controcorrente (ovvero si fa entra l'acqua dove normalmente esce e si butta via l'acqua di risulta), normalmente un filtro antisabbia da 50/100 micron è l'unica manutenzione che richiede. I filtri a cartuccia da 5/10 o 1 micron, per la loro natura, sono fatti per essere "cambiati" ma potrebbero essere trattati nella stessa maniera. Un filtro a cartuccia non costa molto, siamo nell'ordine della decina di euri e se sono del tipo a cestello la manutenzione è a prova di normo dotato, se è del tipo a cartuccia (potrebbero costare un pochino di più) bisogna smontarlo (staccare i raccordi) e poi rimontarlo, è un pochino più complesso ma poco di più.
I filtri a carbone attivo necessita una manutenzione più complessa, se si vuole rigenerare, ed i processi di rigenerazione per il carbone sono vari ...... quello più a portata umana consiste nel svuotare i filtri (se è possibile) e riscaldarli ad una temperatura non inferiore di 800°C (una piccola fucina arriva anche a temperature più alte) ed una volta raffreddati possono essere riutilizzati (ne perdi una parte per combustione).
I filtri ad osmosi non li puoi rigenerare ma, normalmente, durano un paio di anni.
La lampada UV, se sei fortunato, dura una decina di anni ma come ogni cosa si può "bruciare" anche il giorno dopo l'acquisto ....... che (_|_) ....... dipende da come è costruita però spesso è possibile sostituire la sola e semplice lampada. Normalmente la lampada UV è la parte più costosa dell'intero impianto.
La lentezza di erogazione può dipendere dal fatto che i filtri sono intasati, dalla presenza o meno di una pompa e comunque la filtrazione comporta una perdita di carico. Per risolvere potresti mettere, dopo il gruppo, un serbatoio da una decina di litri che faccia da "polmone" per avere da subito l'acqua.
Questa è la "tecnologia" di filtrazione e negli anni è più o meno sempre la stessa, i progressi che si possono avere sono nei filtri ad osmosi ma per il resto sono "cose" vecchie di decenni. Ovviamente ciò che è elettronica (lampada UV) negli anni cambia ma alla fine ........ se non è zuppa è pan bagnato.
Di fatto fare la manutenzione di un impianto è alla porta di tutti e generalmente i vari ricambi sono +/- standard per cui non c'è neanche la necessità di utilizzare un determinato fornitore.
Se posso esserti di aiuto ........ sono a disposizione.
Ciao, Gianluca