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11/4/2011, 12:48
|  | Trekkers | | Registrato dal: 10/2/2011
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Nome di battesimo: Francesco | | recuperare una corda Ho l’abitudine di portare, durante le mie escursioni, oltre a vari cordini, anche una corda statica da 10 mm. Mi è tornata utile in molti casi, ad esempio per arrampicarmi sugli alberi, laddove non vi sono appigli o rami bassi che mi facilitino la salita, ma anche per scendere dirupi che abbiano una certa inclinazione. In tutti questi casi ho avuto la necessità di recuperare la corda ed il sistema che applico, fino ad oggi, mi ha permesso di raggiungere lo scopo. Naturalmente, se qualcuno conosce un sistema migliore lo metta sul sito, così condividiamo queste belle tecniche con il maggior numero possibile di persone. Il sistema non prevede l’uso di moschettoni e attrezzi vari, la corda è lo strumento principe, per l’utilizzo di queste attrezzature vi rimando ai rocciatori presenti in questo sito. Diamo un’occhiata al disegno qui sotto. (Figura A) Fatta una gassa con un nodo appropriato (es.: tessitore) passiamola attorno al punto di ancoraggio e dentro l’asola infiliamo il corrente (Fig. B). Tirando il corrente il nodo si avvolge attorno all’ancoraggio (Fig. C). Per recuperare la corda occorrerà allentare il corrente e tirare il dormiente (Fig. D). Vediamo meglio ne dettagli con l’ausilio delle foto. Come detto prima prepariamo un nodo che abbia una gassa, ad esempio un “tessitore” o un savoia doppio. Stabiliamo la grandezza dell’asola. Essa non deve essere piccola, ma di un’ampiezza tale da riuscire ad abbracciare almeno un po’ più della metà del diametro del tronco. Nel nodo inserirò un bastoncino di sezione adeguata per poterlo sciogliere facilmente. Nella foto il bastoncino è lungo solo per scopo dimostrativo, in realtà, per il vero utilizzo, esso sarà molto più corto. Prima di passare la fune attorno al tronco è bene pulire quest’ultimo da eventuali rametti o da qualsiasi cosa che potrebbe impedire o rallentare lo scorrimento della corda. La stessa cosa vale se passiamo la fune attorno ad un masso o qualsiasi altro tipo di ancoraggio. Dentro l’asola infiliamo il corrente e tiriamo verso di noi (vedi disegno C). La corda si stringerà intorno al tronco ed a quel punto potremo utilizzare la cima corrente per scendere (o salire). RECUPERO DELLA FUNE. Fin qui tutto abbastanza semplice (almeno spero). Il problema sta nel recuperare la corda poiché vi sarà il fattore attrito con il quale ci dovremo confrontare. Per prima cosa, come ho già detto un po’ più in su è buona cosa (anche se non indispensabile) fare l’asola abbastanza ampia da abbracciare un po’ più della metà del diam. del tronco. Il motivo è semplice, al momento in cui dovrò scrollare la corda corrente l’asola di quella lunghezza mi faciliterà il compito. E’ la mia personale esperienza che mi ha portato a questa conclusione. Un’asola piccola crea più problemi con l’attrito, a differenza di un’asola come quella della prima foto che permette alla fune di allentarsi più facilmente. Scrollerò, ripetutamente, la cima corrente provocando un movimento ad “onda” che si ripercuoterà sul nodo e, al momento in cui l’onda arriva sullo stesso, tirerò la cima opposta verso di me in maniera da allentare il sistema. Tutto questo va ripetuto fino a quando la gassa si sarà distanziata dal tronco abbastanza da consentirmi di tirare bene la cima dormiente recuperando così la fune. Non ha molta importanza che l’albero su cui mi ancoro abbia la corteccia liscia o ruvida, il sistema funziona lo stesso, ma occorre acquisire destrezza nel maneggiare la fune. E’ probabile che le prime volte non riuscirete a sincronizzare i movimenti (allentare con una cima e tirare l’altra al momento giusto), ma esercitandovi, magari nel giardino di casa, riuscirete nell’intento. E’ tutto. Buon esercizio | | I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a argo per questo post: | | 
11/4/2011, 12:54
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 19/12/2010
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Nome di battesimo: Francesco | |
Ottima dimostrazione!
__________________ spinnmode@alice.it | 
11/4/2011, 13:13
|  | Moderatore Avventurosi | | Registrato dal: 7/2/2008 Età : 31
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Nome di battesimo: Daniele | |
I sistemi sono molto interessanti ma se semplicementi utilizzassi la corda doppia non otterresti lo stesso risultato? In più, non essendoci nodi, eviteresti che si possano incastrare da qualche parte.
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11/4/2011, 13:18
|  | Esploratori | | Registrato dal: 12/3/2011 Età : 24
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Nome di battesimo: Michele | |
quoto squob, ma se il ragionamento è su una corda da 10 metri, in dobbia diventerebbe 5, forse un po poco, ma dipende dalle situazioni!!!
__________________ Michele "Dietro una montagna ce n'è sempre una più alta!" Le mie Foto | 
11/4/2011, 13:54
|  | Montanari | | Registrato dal: 7/11/2005
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Quoto la nota di Squob.
Mi viene peró in mente che si potrebbe utilizzare in parte la corda da 10mm ed in parte un cordino resistente e sottile (tipo paracord).
Cosí ad es. invece di portare 20m di corda da 10mm
si dovrebbe portare con sé solo 10m di corda da 10mm e 10m di paracord (peso ed ingombro trascurabili).
ciao
__________________
ESTOTE PARATI !
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11/4/2011, 13:55
|  | Escursionisti | | Registrato dal: 17/1/2011 Età : 27
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Ciao,
mi sembra che anche con il sistema indicato con una corda da 10mt si puo' scendere una parete da 5 mt... voglio dire... che si dimezza ugualmente la lunghezza... esatto??
__________________
La forza non deriva dalle capacità fisiche ma da una volontà indomita.
Mahatma Gandhi
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11/4/2011, 14:19
| | Montanari | | Registrato dal: 9/11/2009
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Nome di battesimo: carlo | | Originariamente inviata da iacco Quoto la nota di Squob.
Mi viene peró in mente che si potrebbe utilizzare in parte la corda da 10mm ed in parte un cordino resistente e sottile (tipo paracord).
Cosí ad es. invece di portare 20m di corda da 10mm
si dovrebbe portare con sé solo 10m di corda da 10mm e 10m di paracord (peso ed ingombro trascurabili).
ciao In effetti questo mi sembra l'unico vantaggio di questo sistema rispetto a una classica discesa in corda doppia...
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11/4/2011, 14:19
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 16/1/2011
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Nome di battesimo: Gianluca | |
Non vorrei dire una eresia, per cui abbiate "pietà" di me.
Se ho capito bene tu usi, per scendere o salire, solo il corrente ed il dormiente è libero .... giusto ? In quel caso la tua corda 10 metri diventa da 5 (corrente)..... giusto ? O stò dicendo 'inchiate ?
Se non ho detto 'inchiate qual'è la differenza ad usare la corda doppia ?
Però se non ho capito male il tuo sistema ..... perchè al posto del dormiente non posso usare una corda più piccola anzichè dividere di fatto la corda ? Ovvero faccio l'asola con la corda da 10 e tutto il resto solo che all'estremita dell'asola lego una corda più piccola solo per il recupero ........
Non sparatemi per favore ....... pietà ...... è la peperonata che inizia a circolare e mi si annebia la vista ..... il colesterolo ..... la senilità ......
Ciao, Gianluca
PS.: A quanto pare non sono l'unico ad aver avuto qualche "dubbio" ......
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11/4/2011, 14:26
| | Montanari | | Registrato dal: 3/5/2010
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Stessa identica cosa che utilizzare la corda doppia.
Così rischi che il nodo si incastri da qualche parte e dimezzi ugualmente la lunghezza della corda (anzi con il nodo perdi anche qualche centimetro in più).
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11/4/2011, 15:09
|  | Trekkers | | Registrato dal: 10/2/2011
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Nome di battesimo: Francesco | |
Grazie ragazzi per le osservazioni più che corrette.
Tengo a precisare che ho pensato questo sistema senza l'utilizzo di longe, moschettoni e attrezzi vari, ho precisato che per questa cosa rimandavo agli arrampicatori che in questo sito per fortuna non mancano. Sono più di trent'anni che non arrampico più, adesso riesco a malapena ad arrampicarmi sulle scale, ma se vi riferite alla doppia di durfer mi pare che occorrano questi strumenti. Se invece mi trovo a fare del trekking senza attrezzature a parte la corda, non è un male riuscirsela a cavarsela anche senza questi strumenti. Interessante il suggerimento di ZNNGLC sull'aggiungere un'altro cordino di sez. inferiore per sfruttare tutta la lunghezza della corda (se dovesse servire), ma non credo funzionerebbe o darebbe la stessa sicurezza. A meno di non aver capito male, il cordino di diam. inferiore potrebbe scivolare sull'asola facendomi precipitare.
Per squob: il nodo non si incastra perchè lo tengo al fianco dell'ancoraggio, una scrollata ed è già libero (almeno fino ad ora non si è mai incastrato)
Grazie comunque, sto sempre attento ai vostri suggerimenti perché se posso migliorare il sistema sarò ben lieto di farlo.
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11/4/2011, 16:57
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 16/1/2011
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Nome di battesimo: Gianluca | |
Ciao,
'mò vedo di spiegarmi "meglio" ...... tu hai diviso la corda in due (+/-) ed hai fatto l'asola, per cui, hai la dormiente e il corrente lunghi +/- uguali; la mia proposta è quella di fare l'asola avendo, alla fine, la parte del dormiente (corda grossa) lunga solo 20/30 cm, a questo, leghi con un nodo piano (ad esempio) il cordino (un paracord ad esempio) che diverrà il nuovo dormiente.
Potrebbe funzionare così ?
Ciao, Gianluca
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11/4/2011, 17:41
| | Montanari | | Registrato dal: 9/11/2009
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Nome di battesimo: carlo | |
Questa volta sono io che probabilmente dico una castroneria, ma mi sembra che questo sistema si utilizzi in ambito torrentistico nelle cosidette discese a corda singola..
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11/4/2011, 17:46
|  | Montanari | | Registrato dal: 22/8/2010
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Nome di battesimo: francesco | | Originariamente inviata da squob I sistemi sono molto interessanti ma se semplicementi utilizzassi la corda doppia non otterresti lo stesso risultato? In più, non essendoci nodi, eviteresti che si possano incastrare da qualche parte. quoto
__________________
non esiste buono o cattivo tempo, soltanto buono o cattivo equipaggiamento
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11/4/2011, 18:33
|  | Escursionisti | | Registrato dal: 6/7/2010
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| |
effettivamente in entrambi i modi si dimezza la lunghezza della corda..
Facendo la doppia non si hanno nodi che si incastrano, ma bisogna avere moschettoni ed imbrago a meno che non la si faccia come una volta passando la corda intorno a spalla e gambe..
Quando non si hanno i mezzi per una doppia allora il metodo di Argo diventa vantaggioso perchè tengo entrambe le mani su una corda sola e non rischio che si sfili se "mollo" uno dei due capi come succederebbe nella doppia...
Per sfruttare tutta la corda c'è sempre il metodo "Kamikaze" che piace tanto a Bear Grylls.. ma per far quello dovreste scendere mangiando insetti e solo per raggiungere qualche carcassa di animale.. | 
11/4/2011, 18:42
|  | Moderatore Avventurosi | | Registrato dal: 7/2/2008 Età : 31
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Nome di battesimo: Daniele | |
Beh, imbrago e qualche sorta di discensore servono sempre se si sta scendendo una parete. Se si utilizza solo per fare una scarpata allora uno vale l'altro con indubbi vantaggi con la corda doppia intorno ad un albero (o qualsiasi altra cosa naturale che non consenta di far scavalcare la corda).
Che in mano si tenga un singolo capo o due la cosa è indifferente.... sempre pericoloso è!! | | | | Strumenti della discussione | | |
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