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3/5/2011, 21:09
| | Cittadini | | Registrato dal: 15/4/2010
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| | Guado in solitaria
Salve ragazzi/e , vorrei qualche consiglio su tecniche (se esistono) per guadare torrenti (anche cattivelli) quando si è da soli... quali accorgimenti ecc ecc.
grazie!!!
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3/5/2011, 22:13
|  | Esploratori | | Registrato dal: 9/2/2009
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Nome di battesimo: Livio | |
Utilizzare i bastoncini da trekking
Non fidarsi di sassi e roccette affioranti, accertarsi prima della loro solidità
Non appoggiare definitivamente un piede prima che l'altro non sia in sicurezza.
Prestare particolare attenzione al fondo del torrente che è quasi sempre scivolosissimo
in particolare se si guada senza scarponi.
Preferire punti in cui il letto è piu' largo in quanto la portata d'acqua è maggiormente distribuita, anche se cio' comporta qualche passo in piu'
Se la portata d'acqua è notevole non traversare mai perpendicolarmente ma in diagonale verso monte per opporre maggior resistenza al flusso d'acqua e garantirsi maggior equilibrio.
Altro non mi viene in mente
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3/5/2011, 23:00
|  | Cittadini | | Registrato dal: 15/3/2011 Età : 39
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Nome di battesimo: Dep | |
...e che anche qualche decimetro di acqua con forte corrente ti può buttare giù, come uno sgambetto... l'ho provato l'altro giorno sul Piave | 
4/5/2011, 00:08
|  | Trekkers | | Registrato dal: 19/12/2009
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Nome di battesimo: Marco | |
l'unica cosa che mi viene in mente oltre a quelle già dette, se ne hai la possibilità, di assicurarti con una corda | 
4/5/2011, 13:16
| | Escursionisti | | Registrato dal: 31/7/2010
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Nome di battesimo: riccardo | |
Devi saper leggere il fiume. Capire la corrente. Capire dove attraversare. Un posto non è assolutamente uguale all'altro.
In caso di torrente davvero "cattivello" non userei i bastoncini da trekking, a mio avviso troppo fragili, ma un robusto ramo alto circa 180 cm da impugnare con entrambe le mani.
Devi anche predisporre una via d'uscita, un piano di emergenza se qualcosa va storto e conseguentemente valutare il torrente anche molti mt a valle di dove hai deciso di attraversare.
Devi essere in grado di nuotare efficacemente in rapida e conoscere la tua propensione/capacità di resistenza agli shock termici, che possono letteralmente azzerare ogni tua reattività.
Ti consiglio , le prime volte, di andare accompagnato e mettere in atto le sicure del caso
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4/5/2011, 16:39
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 19/12/2010
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Nome di battesimo: Francesco | | Originariamente inviata da Irsoirvo Devi saper leggere il fiume. Capire la corrente. Capire dove attraversare. Un posto non è assolutamente uguale all'altro.
In caso di torrente davvero "cattivello" non userei i bastoncini da trekking, a mio avviso troppo fragili, ma un robusto ramo alto circa 180 cm da impugnare con entrambe le mani.
Devi anche predisporre una via d'uscita, un piano di emergenza se qualcosa va storto e conseguentemente valutare il torrente anche molti mt a valle di dove hai deciso di attraversare.
Devi essere in grado di nuotare efficacemente in rapida e conoscere la tua propensione/capacità di resistenza agli shock termici, che possono letteralmente azzerare ogni tua reattività.
Ti consiglio , le prime volte, di andare accompagnato e mettere in atto le sicure del caso In aggiunta a ciò che ha scritto Irsoirvo, dico solo tre cose:
1) La regola assoluta per il guado è guardare dove si uscirà, cioè prima si deve controllare che una volta arrivati dall'altra parte non ci siano difficoltà ad uscire dall'acqua, pareti ripide o scoscese, rocce scivolose, ecc.
2) i bastoncini da trekking sono inutili (se parliamo di un guado "serio" quindi profondo e con acqua veloce) perchè l'appoggio che ti serve è sia verticale che orizzontale (sopratutto in caso di caduta o scivolata), e i bastoncini in questo secondo caso si spezzerebbero perchè sono costruiti per sostenere solo carichi verticali. In più sono facili ad incastrarsi nelle rocce del fondo.
Se la forza della corrente è molta usa un palo grosso per tenerti e uno fino per tastare la profondità del fondo prima di fare ogni passo.
3) se il guado da fare è molto lungo (quindi il fiume è largo) conviene nuotare se c'e' l'acqua abbastanza profonda, e sopratutto solo se il fiume è caldo. Se la temperatura è fredda o peggio molto fredda non è mai consigliabile guadare, tanto meno nuotare.
Quando si nuota nel fiume si deve immaginare prima il percorso da seguire, controllando attraverso le increspature dell'acqua le roccie affioranti.
In caso di fiumi tropicali, si deve controllare la presenza di animali pericolosi, se è zona.
In ogni caso, guado o nuotata, se la corrente è forte si devono tenere sotto controlllo le cose portate dalla corrente che possono anche uccidere.
Comunque la regola base dei fiumi è: seguire il corso finchè non trovi un punto dove ti bagni di meno. Il guado è sempre l'ultima ratio in caso di sopravvivenza, sulle nostre montagne può essere un ulteriore divertimento.
ciao
Francesco
__________________ spinnmode@alice.it | 
4/5/2011, 18:56
| | Cittadini | | Registrato dal: 15/4/2010
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Intanto grazie per le spiegazioni; per quanto riguarda lo zaino, per esempio molto pesante ma stagno (quindi galleggia)?
ancora grazie
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4/5/2011, 19:18
|  | Montanari | | Registrato dal: 22/8/2010
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Nome di battesimo: francesco | | Originariamente inviata da condor Intanto grazie per le spiegazioni; per quanto riguarda lo zaino, per esempio molto pesante ma stagno (quindi galleggia)?
ancora grazie
ho letto (ma è una teoria che mi lascia qualche dubbio) che uno zaino per quanto pieno galleggia sempre perchè forma una sacca d'aria all'interno
__________________
non esiste buono o cattivo tempo, soltanto buono o cattivo equipaggiamento
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4/5/2011, 19:28
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 12/1/2010 Età : 38
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Nome di battesimo: marco | |
io i torrenti che ho attraversato l'ho fatto in modo "non perpendicolare" ma un pò "contro corrente". ci metto un pò più tempo , però mi pare che il mio equilibrio ne giovi rispetto a tagliarli
per quel che riguarda lo zaino non ne ho idea , secondo me , anche se è stagno , se ti cade in acqua lo devi poi andare a recuperare in mare
__________________ ognuno è responsabile della propria felicità o infelicità le mie passeggiate | 
4/5/2011, 20:15
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 19/12/2010
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Nome di battesimo: Francesco | |
Ha ragione Climber, lo zaino galleggia anche se non è stagno, almeno finchè non si riempie e inzuppa tutto quello che c'e' dentro, e a questo punto diventa una zavorra PERICOLOSISSIMA.
Se si guada un fiume pericoloso, e si ha lo zaino, le tecniche sono due:
A) utilizzarlo come gallegiante e per proteggersi dagli oggetti portati dalla corrente.
B) tenerlo sulle spalle, ma avere l'accortezza di sganciare la cinghia a vita, il cinghietto pettorale, e lascare un pò gli spallacci, tutto questo per potersene liberare se cadendo si perdesse l'orientamento in acqua.
Per rendere "stagno" qualunque zaino (non in cotone o lana o fibre che assorbono l'acqua), basta mettere tutto il contenuto in sacche stagne in modo tale da non creare l'effetto zavorra, così galleggerebbe anche per lunghi tratti.
Ha ragionissima Kima, che ha ricordato una regola base di qualunque guado (che io mi ero dimenticato).
ciao
Francesco
__________________ spinnmode@alice.it | | I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a spinnmode per questo post: | | 
4/5/2011, 21:46
|  | Montanari | | Registrato dal: 17/9/2009 Età : 46
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Nome di battesimo: Gian Luca | |
I bastoncini sono utili eccome !!!! Non è detto che sulla riva tu possa trovare un legno adatto al guado. Inoltre è preferibile avere più punti di appoggio. Se si perde l'equlibrio è molto probabile che la corrente ci trascini via quindi l'imperativo è "NON CADERE !!!!". Nel dubbio di acque profonde e troppo forti evitare il guado.....
Quà un pò di foto con guadi seri. 33 giorni in Alaska
Ciao.
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4/5/2011, 23:24
|  | Trekkers | | Registrato dal: 17/3/2008
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I bastoncini li vedo meglio del grosso bastone, perchè avendo una sezione piccola risentono meno della forza del'acqua.
L'ultima volta che mi è capitato di fare un guado, non avendo bastoncini mi son trovato ad utilizzare un travetto (penso fosse appartenuto ad un ponte che non c'era più). Era più la difficoltà a non farselo portar via dalla corrente che l'aiuto che dava.
Altra cosa che aiuta molto è non togliersi le scarpe, al massimo se si sa che si affronteranno guadi portarsi dietro un paio di sandali o di scarpe da ginnastica. La differenza tra andata scalzi e ritorno con gli scarponi fu abissale.
saluti
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5/5/2011, 08:41
|  | Montanari | | Registrato dal: 17/9/2010 Età : 49
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Nome di battesimo: Nino | |
Ciao a tutti.
Io personalmente attraverso i fiumi in "salita", controcorrente, utilizzo per appoggio il mio fidato bastone che non lascio mai senza però utilizzare il cinghietto da polso, mi libero, mettendoli nello zaino, degli indumenti superflui ed ingombranti (che se bagnati diventano di piombo e legano i movimenti) e sopratutto, procedo con molta prudenza. Se del caso, ed è capitato, rinuncio al guado.
Discorso a parte per lo zaino. Per quanto esso possa essere impermeabile è sempre un peso che portiamo sulle spale quindi nella parte alta del corpo, un eventuale "ondeggiamento" provocato da un colpo di corrente o da un'onda, verrebbe amplificato da quel peso precludendoci la possibilità di riprendere l'equilibrio. Inoltre una volta caduti in acqua ed in "balia" della corrente quel fardello fa volume e quindi si comporta come una vela esponendo una maggior superficie alla forza dell'acqua. In caso di presenza di sassi semi affioranti o rami/alberi sommersi rappresenta un ulteriore pericolo potendovisi impigliare. Come ho detto spesso in altre discussioni (e raccomandato caldamente) io ho dotato gli spallacci di tutti i miei zaini di fibbie a sgancio rapido proprio per questo motivo, ovvero liberarmene immediatamente in caso di caduta in acqua. Meglio perdere lo zaino che la vita. Se proprio lo si vuole portare addosso e non è di grandi dimensioni, meglio spostarlo sul davanti, ovvero indossarlo al contrario in quanto di più immediato e naturale abbandono .
Sarebbe buona cosa inoltre assicurarsi con una fune alla sponda che si lascia anche se questo comporta ulteriori problematiche, sopratutto in caso di torrenti o fiumi impetuosi.
Assicurarsi inoltre che il materiale per accendere un fuoco, se ci si è bagnati e fa freddo, sia sano e salvo, asciutto e trasportarlo se possibile alla cintura di modo da non perderlo con lo zaino.
Ciao
Nino
__________________
Mancò la fortuna, non il valore. (Riferito ai soldati italiani che combatterono con MOLTO valore ad El Alamein, Nord Africa) - Ham Call IW8PQ e KJ4AUA - PMRItaly Call 1TDSL - RRM LUPO 01
Ultima modifica di iwottopq : 5/5/2011 a 08:45
Motivo: Integrazione
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6/5/2011, 19:34
|  | Trekkers | | Registrato dal: 9/1/2011
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Nome di battesimo: Paolo | | Originariamente inviata da velinosirente Utilizzare i bastoncini da trekking
Non fidarsi di sassi e roccette affioranti, accertarsi prima della loro solidità
Non appoggiare definitivamente un piede prima che l'altro non sia in sicurezza.
Prestare particolare attenzione al fondo del torrente che è quasi sempre scivolosissimo
in particolare se si guada senza scarponi.
Preferire punti in cui il letto è piu' largo in quanto la portata d'acqua è maggiormente distribuita, anche se cio' comporta qualche passo in piu'
Se la portata d'acqua è notevole non traversare mai perpendicolarmente ma in diagonale verso monte per opporre maggior resistenza al flusso d'acqua e garantirsi maggior equilibrio.
Altro non mi viene in mente e se si lanciano gli scarponi sull'altra sponda assicurarsi che nella traiettoria non ci siano ostacoli che possono deviare la traiettoria
__________________ La magia nel fuoco, è la passione... la magia nella terra, è la sicurezza...
la magia nell'acqua, è la vita... la magia nell'aria, è l'infinito...
Voglio ubriacarmi di questi quattro elementi... | 
6/5/2011, 19:39
|  | Esploratori | | Registrato dal: 9/2/2009
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Nome di battesimo: Livio | |
tutta invidia..tu non riusciresti mai a colpire con uno scarpone l'unico ramo presente nel raggio di 10 km... | | | | Strumenti della discussione | | |
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