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  #1 (permalink)  
Vecchio 6/9/2011, 14:46
Camminatori
 
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predefinito Affrontare la paura ed evitare il panico.

Ciao a tutti, ho 24 anni e vivo in città, ho casa in Abruzzo e mi piace la montagna, sia d'inverno che in estate.
Mi è sempre piaciuto, sin da piccolino, andare per sentieri, strade rurali e boschi per fare passeggiate di qualche ora, niente di impegnativo.

Non sono un escursionista, solo un'appassionato del settore, vivendo in città potete immaginare che non ho la possibilità di andare per boschi quando mi viene voglia, ma solo in determinati periodi dell'anno..

Detto questo, vi espondo i fatti:
Esattamente a luglio di questo anno ho affrontato la mia prima crisi di panico, assolutamente inaspettata e imprevista, qualcosa di mai vissuto e mai pensavo di poter vivere.
Ero a mare, ero andato a fare una nuotata con un amico sotto costa, mare conosciuto e calmo. Io nuoto da sempre e gioco a pallanuoto quindi me la cavo bene in acqua.. faccio le prime bracciate e mi paralizzo su uno scoglio affiorante, da solo perchè il mio amico non si era fermato perchè non si è accorto di nulla, in panico in mezzo al mare a circa 15 mt di distanza dalla scogliera.
Incredibile non riuscivo a crederci, mi dicevo di calmarmi, mi convincevo che tutto era ok e cercavo di calmare il battito cardiaco che era schizzato fortissimo.
Passano circa 15 secondi e la situazione torna sotto controllo, un po' scosso ma tranquillo riprendo a nuotare e facciamo il nostro piccolo allenamento estivo per poi tornare sulla terra ferma.

Da quel giorno è stato un calvario, tornato in città avevo perso completamente fiducia in me stesso, avevo paura di aver paura, scusate il gioco di parole ma è esattamente quello che ho provato, paura di entrare in panico, senza motivo apparente.
I giorni successivi al rientro in città sono stati tremendi, decido di parlarne con la mia ragazza (io che difficilmente mi apro alla gente, sono abbastanza riservato, ma voglio cambiare) e le spiego tutto, e mentre le spiego mi agito al sol pensiero di poter avere dei problemi, mi agito a tal punto che decido di restare da lei a dormire perchè la sola idea di restare a casa da solo (genitori partiti) mi terrorizzava (mai successo prima).

Passano circa 2 giorni e la situazione resta la stessa, il battito cardiaco è sempre, dico sempre, accelerato e non sono mai tranquillo. Decido di farmi fare una visita da un cardiologo padre di un amico il quale mi apre gli occhi, mi tranquillizza dal punto di vista fisico dicendo che sto bene e mi fa capire cosa è accaduto: ho avuto una crisi di panico.
Mi ha detto che è una cosa che generalmente colpisce le persone anziane perchè più consapevoli del rischio di un ragazzo. Dice che è tutto generato dalla consapevolezza del pericolo che ti mette in guardia, può generare paura ma non deve tramutarsi in panico.

Detto ciò, ho affrontato l'estate a mare con alti e bassi, ho avuto dei fastidi durante l'estate ma niente di grave, ho cercato di reagire e stare calmo, con l'aiuto della mia ragazza anche.

A fine agosto ho trascorso 2 settimane in Abruzzo, non essendo un escursionista, non avendo un equipaggiamento ed un abbigliamento serio e non conoscendo bene i boschi locali non mi sono avventurato da solo, ovviamente, ma ho solo fatto qualche passeggiata in compagnia su sentieri e piccoli tratti boschivi segnalati.

Il problema è: come combattere la paura? Ogni tanto mi viene da pensare cose del tipo "e se ci siamo persi?" "e se non riusciamo a tornare?" "e se mi sento male qui, chi mi soccorre?"

Penso al negativo, mi preoccupo e poi o riesco a calmarmi subito oppure occorre qualche secondo per autoconvincermi che è tutto ok, che è solo suggestione e che non c'è pericolo.

Come combattere questo problema?
Cosa riesce a dare fiducia in se stessi?
Quando mi informai sui vari corsi di sopravvivenza, lessi che tra le varie cose sponsorizzate (vere o false) c'era proprio questo fatto della sicurezza in se stessi, la capacità di affrontare i problemi con calma senza andare in panico.

Voi avete avuto esperienze simili?
Un saluto a tutti!
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  #2 (permalink)  
Vecchio 6/9/2011, 14:59
znnglc avatar
Avventurosi
 
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Penso che le crisi da panico ed aumentare le proprie capacità/conoscenze e per, riflesso, aumentare la sicurezza in sè ...... bhè ..... credo che siano due cose completamente diverse.

La prima (crisi da panico) è una patologia e la "paura di aver paura" è uno dei sintomi da manuale, in questo caso sicuramente un medico specializzato può essere una scelta più che adeguata, mi permetto di direi, che è la scelta "primaria".

La seconda (corsi di sopravvivenza) prevede, a mio avviso, un equilibrio non così sbilanciato che potrebbe probabilmente avere chi soffre di crisi da panico (o d'ansia), per cui, per me, non è certo una scelta oculata per risolvere il problema di crisi da panico.

Ovviamente IMHO

Ciao, Gianluca

PS.: Un cardiologo è sicuramente un medico qualificato ma, forse, in questo caso ci sono medici più specifici e di conseguenza più utili

Ultima modifica di znnglc : 6/9/2011 a 15:07
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  #3 (permalink)  
Vecchio 6/9/2011, 15:07
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Non sono un esperto per cui posso dirti poco.
Credo si debba fare differenza tra ansia, paura e attacchi di panico.
L'ansia mi capita di provarla spesso in varie situazioni, alcune di difficoltà reale, come può essere un passaggio incerto, altre di pericolo paventato, come un bosco di notte.
Dall'ansia alla paura il passaggio è breve, un ramo secco che si spezza alle tue spalle ed il cuore salta in gola.
Il panico è invece quella situazione in cui non riesci a gestire la paura, giustificato in situazioni estreme da cause esterne, ma un po' patologico se scatenato da cause interne.
Come premesso, non sono un esperto, ma credo che una delle prime cose da fare sia, con l'aiuto di un esperto, individuare i motivi per cui scatta il panico e allo stesso tempo imparare le tecniche per tenerlo sotto controllo finché non si supera.
Facci sapere come procedono le cose.
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Vecchio 6/9/2011, 15:12
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Trekkers
 
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Bhé, ragazzo, credo che il modo di affrontare il panico sia una cosa molto soggettiva.
Alla mia prima arrampicata mi tremavano le gambe, e il fatto che non riuscivo a controllare questa cosa faceva aumentare la mia paura. Controllare il proprio battito cardiaco, il panico etc. è una cosa che non si può apprendere in due giorni, ma vuole il proprio tempo. Intanto, il fatto che sei riuscito a parlarne è già buona cosa. Recentemente ho nuotato in un fiume, seguendone il percorso. Non sono un grande nuotatore ma riesco a stare a galla. Ero con un mio nipote, senza giubotti di salvataggio. Ad un certo punto sono andato in iperventilazione. Bene, dico tra me, sono sfinito, adesso dico a mio nipote di spingermi verso le rocce in maniera da recuperare un pò. E così è stato, solo che le rocce su cui avrei dovuto aggrapparmi erano completamente lisce ed io completamente sfinito. Ho avuto un attimo di panico, ero proprio stanco, ho pensato: "ora annego". Ma, visto che mi sono spesso trovato in situazioni di rischio, ho controllato questa cosa. Mio nipote era avanti, ho guardato rapidamente intorno ed ho trovato un altro appiglio, misero, ma che mi ha consentito di recuperare. Ora, se il panico avesse avuto il sopravvento non so come sarebbe finita, io ti dico affronta le cose che ti capitano, controllando innanzitutto il respiro e cercando di capire qual'è la cosa giusta da fare. All'inizio ssarà difficile, ma piano paino e col tempo, puoi riuscire (sempre augurandoti di non cacciarti spesso nei guai).
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  #5 (permalink)  
Vecchio 6/9/2011, 16:05
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Montanari
 
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L'attacco di panico è una spiacevole conseguenza di una serie di fattori psicologici negativi che si mettono insieme; l'attacco di panico capita una volta e può capitare a chiunque ma può anche non ricapitare più per tutta la vita. Per evitare che ricapiti, esistono, come diceva Gianluca, i medici adatti, cioè gli psicologi (che non sono medici ma aiutano in queste situazioni) e gli psichiatri, che sono medici e danno medicine, quindi io eviterei i secondi per il momento, visto che hai avuto un solo attacco di panico in acqua, e andrei subito, senza perdere altro tempo, dai primi. Scegline uno a caso, tanto è solo culo beccarne uno bravo.

Ricorda che hai avuto un attacco di panico in acqua e non sei affogato, hai continuato la tua gitarella abbastanza serenamente, e ciò significa che non hai avuto nulla di grave; se lo fosse stato, saresti rimasto là... invece è finito in breve tempo e sei stato in grado di concludere la gitarella, quindi: respira profondamente, non è stato nulla di grave.

Il corso di sopravvivenza puoi anche farlo comunque, ma al momento lo ritengo un pò avventato.
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Vecchio 6/9/2011, 17:57
Trekkers
 
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Crisi di panico mai avute, anche se una volta a dire il vero mi sentii molto male su una di quelle terribili giostre delle fiere, ma non saprei se stavo rimbambito da tutti gli strambi giri che faceva o se si trattava di panico.

Ansia da prestazione invece si, così come ansia diciamo immotivata, per fortuna senza mai cedere troppo anche se avvolte sono stato male anche io lo ammetto tranquillamente, brutti periodi e brutti avvenimenti familiari da superare li passiamo tutti purtroppo.
E credo che chiunque abbia un minimo di intelligenza l'ansia la provi prima di fare qualcosa di importante, anche la sensazione di aver paura di aver paura l'ho provata anche io, e per uno strasicuro di me stesso come sono è una cosa terribile, lo so bene. Sono anche stato molto a contatto con persone che curavano questi disturbi, e un po ha aiutato anche me a conoscermi meglio.

Le cose basilari da pensare, niente di medico ovvio per quello ci vogliono i medici, sono:

1. Ansia non significa essere pazzi, paura non significa essere cagasotto, al mondo non esiste nessuno che non prova paura. Paradossalmente per come si è abituati a pensare, chi non prova niente compresa la paura e l'ansia, non è neppure un essere umano, anzi un pazzo.
2. Una crisi di panico o d'ansia non ti uccide, non ti fa impazzire, è solo un momento in cui si cede più del dovuto alla paura. Basta pensare questo e già si elimina quasi tutto il problema.
3. L'ansia fissa o crisi di panico, se non in casi estremi, non sono normali, ma esistono cure e specialisti e sono cose talmente banali che si curano in massimo 1-2 mesi di terapia.
4. Che è collegata con la terza, ma è la primissima cosa da pensare, è che andare da uno specialista, chiamiamolo pure terapista, psicologo o come vogliamo, non significa essere pazzi, psicopatici, deboli, culatoni o chissà che, quindi al primissimo problema andarci subito e con tutta la tranquillità del mondo. Ricordiamoci che in tutto il mondo, specialmente oggi dove siamo straimpegnati, superstressati, dove pretendiamo il mille percento da noi stessi, tutti o quasi hanno un analista, e non è una debolezza anzi è indice di grande maturità e consapevolezza che tutti siamo esseri umani e non macchine.
Questo perchè quando nascono problemi come insonnia, ansia, panico, nascono sempre da stimoli esterni negativi, che per noi magari possono anche essere normali, "più mi metto alla prova, più divento forte" vero ma fino a un certo punto, e ognuno ha un suo punto dove oltre crolla ed è più che normale cercare un aiuto per risolvere.
5. Importantissimo! Fare da soli, al limite maschera il problema ma prima o poi si presenterà di nuovo, e purtroppo forse anche più forte di prima. Se invece preso in tempo si può anche solo risolvere con una chiaccherata di mezz'ora, e sopratutto per sempre, perchè si scopre cosa genera l'insicurezza e si elimina il problema per sempre.

A me ha aiutato, dopo le prime volte di ansia forte, quando prendevo a modello Bruce Willis, Ken il guerriero , o simili icone che sembrano sempre impassibili anche in caso di fine del mondo , e cercavo di fare lo stesso, è di pensare e di dire a chi ti sta vicino candidamente :"cacchio a fare sta cosa mi cago sotto in modo esagerato, ci provo ma non garantisco che ci riesco.", facendo così ci si sente molto meno oppressi e sotto stress, e sopratutto se poi la fai perchè tanto la fai e anche bene ti sentirai davvero parecchio più forte di prima. Parlo per me ovviamente, ripeto non sono un medico ne un curatore, ma credo sia una cosa che potrebbe aiutare molto.

Spero di aver dato una mano nel mio piccolo, ciao.
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Vecchio 6/9/2011, 18:53
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La paura è una cosa, l'attacco di panico un'altra... Mentre la prima rientra nella sfera "fisiologica" ed ha il compito di difenderci ed aiutarci ad affrontare certi pericoli (scarica di adrenalina=>aumento della pressione arteriosa=>muscoli "potenziati" ed allertati=>corpo umano pronto a fuggire o a combattere), la seconda cade nel "patologico" e non ci aiuta per niente, anzi...
Ho avuto un "accenno" di crisi di panico (nel senso che è durata pochi secondi) anni fa durante un giretto in fiera con la mia ragazza, giusto il primo giorno dopo un ricovero in ospedale che durò 20 giorni... probabilmente ha contribuito molto il fatto di essere stato "recluso" così a lungo per espormi poi bruscamente in una situazione di sovraffollamento come quella di un mercato popolare. Il tutto è cominciato con una brutta sensazione di agitazione da pericolo grave e imminente ma sconosciuto, tachicardia, immobilità, respiro corto e frequente.... Brutta, brutta, brutta.... La mia ragazza se ne accorta che qualcosa non andava bene e mi chiese che stava succedendo... Ho cercato di tranquillizzarmi per poi risponderle e nel frattempo mi stava già passando... Da allora, per fortuna, non si è presentata mai più...
Sono d'accordo con chi mi ha preceduto sul fatto che conviene, qualora dovesse ripresentarsi, contattare una figura qualificata (psicologo, ecc...) per vedere come uscirne al meglio e in breve tempo.
E' una cosa che può capitare a tutti, e sembra accadere più frequentemente a chi vive nelle grandi città, e possiamo liberarcene...
Questa è la mia piccola/breve esperienza personale...

ciao, Antonio
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  #8 (permalink)  
Vecchio 6/9/2011, 19:52
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Montanari
 
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Ciao Corrad.........innanzitutto tranquillo.........
Quello che ti è successo al mare è una cosa meno rara di quanto tu possa credere. Immagino non ti sia sfuggita la clamorosa crisi di panico che ha colpito la campionessa di nuoto Giorgia Consiglio quest'estate durante i campionati del mondo Foto Nuoto, attacco di panico: si ritira la Consiglio - 1 di 7 - Repubblica.it.
Puoi ben immaginare la preparazione di una campionessa di nuoto di fondo che si presenta ad una prova mondiale ma tantè.........

Innazitutto scindi........Il Mare è un ambiente diverso dalla Montagna.
Poi ti racconto quello che mi è successo..........
Faccio una premessa. Sono sommozzatore professionista da oltre vent'anni e mi immergo regolarmente nelle acque torbide e limacciose del porto di Genova. Ho anche avuto un paio di piccoli problemi con lenze e cime varie sott'acqua. Una volta mi sono chiuso il rubinetto da solo sotto una carena e sono sgusciato via in apnea. Un'altra volta sono rimasto impigliato in un parruccone di lenza nel buio fangoso più assoluto e senza coltello.......
Una volta mi sono buttato vestito tra nave a banchina e recuperare una persona precipitata per la quale purtroppo..........
Inoltre nuoto discretamente anche se non sono mai stato un campione.........
Ecco cosa mi è successo quest'estate.
Mio figlio pratica vela sugli optimist e una domenica stava preparandosi ad una regatina a trecento metri da costa. Mia madre e il suo compagno erano in barca a fare il tifo e io con altri amici in spiaggia. Quest'anno il mare a giugno era ancora freddo e quella era una giornata con cielo coperto e non troppo calda. Verso mezzogiorno mangio un bel pò di roba tipo: pizza e focaccia di gusto...........
Decido di raggiungere mia madre in barca a nuoto che sta a poco più di trecento metri dalla riva.........La chiamo per telefono e le dico di non muoversi da li, che arrivo a nuoto.......Conscio della digestione in corso e dell'acqua fredda rifletto su come agire e decido di acclimatarmi per bene e poi di partire confidando sul movimento per generare calore...........
Mi immergo gradatamente, l'acqua non è fredda ma sicuramente è fresca.........
Parto.......Inizio a nuotare e dopo un centinaio di metri o poco più scatta qualcosa.......Inizio a pensare e quà mi fotto..........L'acqua è fredda, non mi sto riscaldando, sono lontano dalla riva e nessuno mi segue con lo sguardo e penso che se mi becco una congestione vado giù come un sasso...........come un sasso..........e muoio........
Questi pensieri negativi inondano la mia mente ma cerco di gestire la situazione. Non riesco più a nuotare bene, perlomeno non riesco ad immergere più la testa ed in effetti l'acqua è fredda e la sensazione è sgradevole. Cerco di mantenermi calmo e vedo davanti a me la boa dei 300metri, male che vada mi attacco li e giù come un sasso non vado, penso.......In ogni caso non sono per niente a mio agio e nuoto a rana verso la boa........Ad un certo punto mollo e chiamo (grido) verso la barca di mia madre che prontamente sente e manda il gommone dell'istruttore di pietro a prendermi.........
Una volta a bordo mi rendo conto di essere infreddolito e rifletto sull'accaduto........ Una cosa del genere non mi era mai successa.
Fortuna che ho avvertito mia madre che ero in mare (mia moglie a terra non lo sapeva). Ho mantenuto il controllo ma mi sono sentito forse per la prima volta in vita mia completamente vulnerabile...........ed è stata una brutta sensazione..........Mai avevo provato una vulnerabilità così forte.........
Questo ovviamente non ha intaccato la mia autostima e la fiducia che ho in me..........Certamente la prossima volta valuterò ancor meglio come e quando andare in acqua, sopratutto se fredda.........
Questa è la mia esperienza che piacevolmente condivido........
Consigli che ti posso dare ?
Vai e nuota...........Sei bravo e forte...........Sconfiggi i fantasmi. La volontà vince la paura..........
Se ti piace il cinema vai a vedere "lanterna verde"
Tranquillo........
Ciao e buone nuotate...........
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  #9 (permalink)  
Vecchio 30/9/2011, 03:31
Camminatori
 
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Bertrand Russell, un noto filosofo, precipitò con l'aereo in mare e sopravvisse. Nuotò in un oceano infestato da squali per alcune ore e raggiunse, piano piano, la terraferma - e non aveva 20 anni...

Questo significa che quando la azione è davvero richiesta, non avrai tempo per la paura. In realtà, è possibile che le azioni più coraggiose siano fatte proprio da coloro che più sembravano codardi, mentre gli spaccatutto al momento davvero decisivo stanno a guardare...

Le crisi di panico non hanno età, e comunque sono più frequenti nei giovani. Si presentano con battito cardiaco acceleratissimo (si arriva anche a 140...) e respiro ancora più accelerato. Saturati di anidride carbonica, respira in un sacchetto quando accade.

Per il resto la paura è un campo immenso - e protoencefalico: è la reazione spontanea di ogni sistema biologico, lotta o fuga ma si predilige prima la fuga (c'è addirittura che ne ha fatto l'... elogio! Elogio della fuga - Laborit Henri - Libro - IBS - Mondadori - Oscar saggi )

Tutto quello che filosoficamente porta a elaborare il concetto di paura, aiuta ad affrontarla. Ma la paura è un sitomo esistenziale, siamo creature che vivono prevalentemente di immaginazione (quando dobbiamo vivere solo di cibo, si chiama appunto sopravvivenza non vita). Ognuno ha il suo tema esistenziale da affrontare, tu magari hai questo. Perchè è tutto nella mente. Cosa detta e ridetta da ogni filosofia e religione, ma che occorre sempre ridire perchè si fa così fatica a comprenderlo e accettarlo e anche a ricordarlo.

Fregatene.
Tu hai paura che ti capiti un attacco di panico, ma in realtà le cose che nella vita ti possono capitare inattese sono una miriade: questo fenomeno a cui tu pensi di essere improvvisamente esposto ora, è un fenomeno a cui sei stato esposto da sempre e altrettanto costantemente, solo che non te ne accorgevi.
La tua dignità non dipende da quel fenomeno - nemmeno e anzi soprattutto nemmeno quando accade. Lascialo accadere, dopo tutto a Dostoevskij capitavano le crisi epilettiche, ma non per questo smise di scrivere e anzi ne fece un punto di forza.

In realtà io ho spesso sospettato che la radice di ogni paura è la paura di essere forti - dove forti non significa prepotenti, e in realtà se non ci fosse questa segreta simmetria tra paura e forza vera, ogni forza si tramuterebbe subito in prepotenza. Il dio Greco della Paura era Phobos ( http://it.wikipedia.org/wiki/Fobos_%28mitologia%29 ) figlio di Marte dio della Guerra (il coraggio, la forza anche...) e di Venere (della bellezza, cosa stranissima: per la mitologia greca evidentemente fra paura e fascino c'era un nesso - ma in effetti gli inglesi dicono "stand in awe" per significare ammirazione, ma "awe" significa anche paura...). Secondo me tra paura e vergogna c'è un nesso ancestrale, ma chi di noi direbbe che essere spudorati sarebbe per ciò stesso preferibile o che quello sarebbe l'obbiettivo?

Ultima modifica di silveratmosphere : 30/9/2011 a 03:41
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  #10 (permalink)  
Vecchio 30/9/2011, 07:18
 
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ciao corrad,
spero che in questo tempo tu abbia risolto comunque perchè non ti rivolgi ad uno psicologo o psichiatra!
ciao a tutti
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  #11 (permalink)  
Vecchio 30/9/2011, 13:00
kallaghan avatar
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Ciao Corrad tutta la mia solidarieta'. Svolgo un lavoro molto stressante e gli attacchi di panico "facevano" parte del gioco. In pratica con il panico si deve convivere. Si deve addirittura andare a cercare la causa scatenante, affrontandola a muso duro, ripetendo l'esperienza che l'ha generata sperando di riuscire pian piano a dominarla. Cercare di evitare le situazioni ansiogene non fa' altro che accuire il problema. In parole povere devi affrontare il problema invece che aggirarlo. Gli attacchi o il senso di paura andra' sempre ' piu' diminuendo con l'aumentare della razionalizzazione delle cause.Un metodo efficace puo' essere, nell'affrontare una situazione a rischio, di pensare a cose ben piu' pericolose gia affrontate: se sono stato capace di fare quello quella volta questo adesso e' un gioco da ragazzi e poi ripetere mentalmente:"non fa' male...." come nei film, ma funziona.
__________________
due passi
I video dei 2 passi
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  #12 (permalink)  
Vecchio 30/9/2011, 15:11
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Salve a tutti, ciao Corrad. Essendo nuovo mi sono presentato nell'apposita sezione ma mi sembra utile rifarlo adesso rapidamente.
Ho 25 anni, studente, vivo a Sassari.

Non sono mai stato vittima di un attacco di panico con tutti i suoi sintomi canonici (tachicardia, tremore, iperventilazione ecc...) quindi non posso immaginare quello che si prova in quegli attimi.
Per quanto riguarda la paura il discorso ovviamente cambia, la paura (secondo me) è una sensazione talmente soggettiva da non poter essere descritta con sintomi come l'attacco di panico che manifesta comunque dei cambiamenti della fisiologia apprezzabili anche da una persona esterna.
La paura spesso (quasi sempre) è immotivata, cioè anche situazioni neanche potenzialmente pericolose possono scatenarla. Personalmente trovo utile rivedere quelle situazioni mentalmente (magari prima di andare a dormire) e virtualmente immaginare la reazione che vorremmo avere in quel frangente.
Una cosa strana che mi capita facendo questa specie di training autogeno è che la situazione che mi aveva causato la sensazione più brutta dal vivo sia quella meno o per niente pericolosa, per esempio la vista di un serpente o di un topolino e a mente fredda capisco che la paura in quel caso è veramente immotivata e immagino una reazione più tranquilla per il futuro.
Al contrario, a volte, quando ripenso ad escursioni che ho fatto, e nelle quali magari ero tranquillissimo, mi assale una strana sensazione fino a pensare che non riuscirei a rifarla.
L'ultimo caso proprio domenica notte, ripensando all'escursioncina alla Grotta dell'Inferno, vicino Sassari. Non capivo come avevo fatto ad essere così calmo (in realtà spesso me lo imponevo, anche parlandomi a voce alta) la mattina, da solo, isolato, in una grotta pullulante di pipistrelli con disegnati simboli satanici (probabilmente da qualche banda di ragazzini).
Visto che abbiamo la stessa età non credo di avere molto da insegnarti, ma ti consiglio semplicemente di goderti le tue passioni (senza fare cose troppo rischiose ovviamente) senza pensare ad eventuali crisi di panico. Se proprio ricapiterà ne uscirai con tutte le energie e sarà un'esperienza in più...
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  #13 (permalink)  
Vecchio 30/9/2011, 15:12
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Salve a tutti, ciao Corrad. Essendo nuovo mi sono presentato nell'apposita sezione ma mi sembra utile rifarlo adesso rapidamente.
Ho 25 anni, studente, vivo a Sassari.

Non sono mai stato vittima di un attacco di panico con tutti i suoi sintomi canonici (tachicardia, tremore, iperventilazione ecc...) quindi non posso immaginare quello che si prova in quegli attimi.
Per quanto riguarda la paura il discorso ovviamente cambia, la paura (secondo me) è una sensazione talmente soggettiva da non poter essere descritta con sintomi come l'attacco di panico che manifesta comunque dei cambiamenti della fisiologia apprezzabili anche da una persona esterna.
La paura spesso (quasi sempre) è immotivata, cioè anche situazioni neanche potenzialmente pericolose possono scatenarla. Personalmente trovo utile rivedere quelle situazioni mentalmente (magari prima di andare a dormire) e virtualmente immaginare la reazione che vorremmo avere in quel frangente.
Una cosa strana che mi capita facendo questa specie di training autogeno è che la situazione che mi aveva causato la sensazione più brutta dal vivo sia quella meno o per niente pericolosa, per esempio la vista di un serpente o di un topolino e a mente fredda capisco che la paura in quel caso è veramente immotivata e immagino una reazione più tranquilla per il futuro.
Al contrario, a volte, quando ripenso ad escursioni che ho fatto, e nelle quali magari ero tranquillissimo, mi assale una strana sensazione fino a pensare che non riuscirei a rifarla.
L'ultimo caso proprio domenica notte, ripensando all'escursioncina alla Grotta dell'Inferno, vicino Sassari. Non capivo come avevo fatto ad essere così calmo (in realtà spesso me lo imponevo, anche parlandomi a voce alta) la mattina, da solo, isolato, in una grotta pullulante di pipistrelli con disegnati simboli satanici (probabilmente da qualche banda di ragazzini).
Visto che abbiamo la stessa età non credo di avere molto da insegnarti, ma ti consiglio semplicemente di goderti le tue passioni (senza fare cose troppo rischiose ovviamente) senza pensare ad eventuali crisi di panico. Se proprio ricapiterà ne uscirai con tutte le energie e sarà un'esperienza in più...
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Vecchio 30/9/2011, 15:55
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Ciao, si risolve tutto, pagando s'intende. Per un attacco di panico nn mi riferirei ad un medico il quale non ha competenze nel campo se non diagnostiche, e al più ti prescrive un ansiolitico del tutto palliativo. Se ti interessa puoi risolverlo con una psicoterapia (che dovrebbe mettere sotto controllo il sintomo in tanto), o una psicanalisi (che ha la possibilità di cogliere più accuratamente le cause), sennò uno se lo tiene.
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Lui
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  #15 (permalink)  
Vecchio 30/9/2011, 16:15
 
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Perchè tenersi le crisi di panico quando può provare a combatterle? Forse è più giusto che si chieda cosa sta succedendo in questo momento della sua vita a livello interiore... Probabilmente c'è un nesso con le crisi di panico... E comunque, per cominciare, un buon psicanalista può aiutare... ma prima di tutto ci siamo noi... E la nostra volontà di stare bene...
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