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Vecchio 22/1/2012, 04:00
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predefinito vincere le proprie paure

Sarà l'orario...ma è da un po' che sto pensando a migliorare quel che sono le mie paure che sono,in un certo senso, pure un mio limite...
Qualcuno ha un consiglio su come si possano superare o comunque tenere sotto controllo??
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Vecchio 22/1/2012, 06:18
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Ci sono paure e paure, fobie, attacchi di panico..... scendi nei dettagli please
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I gruccioni partono e volano alti sul mare verso spiagge lontane. Gru
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Vecchio 22/1/2012, 09:18
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io diversi anni fa avevo una paura matta di volare in aereo, ma una roba da attacchi di panico, prendevo dei medicinali prima di volare per tenere tutto sottocontrollo.
Poi una volta mi sono deciso e sono andato a Bali in aereo, se non ricordo male erano 16 ore di volo, senza prendere nessuna medicina. Ecco, le prime ore sono state un inferno, poi ho riflettuto sulla mia paura e sono giunto alla conclusione che era una stupidaggine e mi sono fatto il resto del volo in tranquillità.

Adesso durante i voli aerei sono io quello che tranquillizza gli altri e non mi smuovo per nulla, sono sempre sereno.

Secondo me (e di certo non sono uno psicologo) il modo migliore per eliminare una paura è affrontarla. Magari ci saranno metodi piú scientifici e più corretti, ma io da quella volta faccio cosí e piano piano piano cerco di eliminarle tutte!
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Vecchio 22/1/2012, 11:32
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tempo fa parlammo delle paure e del panico che può assalire chi pernotta in solitaria nel bosco...

io sono sempre del parere che le paure di questo tipo si eliminano sempre e solo affrontandole
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Vecchio 22/1/2012, 12:09
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scendi nei dettagli please
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Secondo me (e di certo non sono uno psicologo) il modo migliore per eliminare una paura è affrontarla.
Originariamente inviata da Offroadisnotacrime Visualizza il messaggio
io sono sempre del parere che le paure di questo tipo si eliminano sempre e solo affrontandole
Allora partendo per ordine, quella che più mi crea problemi è la paura del mio sangue...è una cosa "strana", ma se vedo uno sbudellato non mi dà da fare..mentre se io solo, mi faccio un taglio normale, e esce un po' troppo sangue (l'ultimo lungo 7mm e non profondissimo, sul pollice) inizio a sudare freddo...divento pallido..mi viene quel senso di nausea. Fin'ora non mi sono mai tagliato in escursione, ho sempre con me il kit medico, ma non sono sicuro di riuscire a mantenere il controllo e medicarmi. Per controllare un tale comportamento, dovrei provare a tagliarmi via via sempre più lontano da casa... in modo da vincere la paura..? o ci sono altri modi?!? (non vorrei essere pieno di cicatrici per tentar di vincere la paura!

La seconda invece è la paura dell'altezza..fin da piccolo mi dà problemi..avevo paura a salire il quadro svedese, in quanto mi sentivo vulnerabile ed instabile.
Questa mia paura, contrariamente alla prima si sta dimostrando più fattibile da superare e "monitorare". In quanto sono stato su varie torri, sulla cupola di san pietro, sul campanile del duomo di RE..ma sempre dove ci sono protezioni..il mio timore, ora nasce dal fatto di voler provare le ferrate, con i primi caldi. Notoriamente, le ferrate, non sono fatte di scale mobili, ma si è piuttosto appesi nel vuoto...questa situazione, temo mi darà piuttosto da fare.. quindi, vorrei evitare di trovarmi, quando sarà ora paralizzato a metà, aspettando il soccorso alpino in elicottero.
Non voglio però nemmeno riunuciare a qualcosa per le paure..per dei limiti..fatti per esssere superati e/o spostati più in la...
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Vecchio 22/1/2012, 12:18
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Leggi i racconti di fantasmi di Montague Rhodes James, alcuni dei quali si svolgono proprio nei boschi. Ci sono degli studi di ricercatori universitari inglesi proprio sul "terrore silvano" nei racconti di MRJ.
Io li ho letti tutti almeno una decina di volte, e devo confessarvi che una certa suggestione l'ho avuta quando mi sono trovato dopo l'imbrunire, in inverno, all'interno della Foresta di Mercadante, nei pressi di Altamura (BA). Come dice Alessandro, la suggestione, la paura o il vero e proprio panico passano mettendo un piede avanti all'altro, ma senza correre, perché le radici sono sempre in agguato...

Vincenzo Annibale
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Vecchio 22/1/2012, 13:02
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Originariamente inviata da REtoroseduto Visualizza il messaggio
Allora partendo per ordine, quella che più mi crea problemi è la paura del mio sangue...è una cosa "strana", ma se vedo uno sbudellato non mi dà da fare..mentre se io solo, mi faccio un taglio normale, e esce un po' troppo sangue (l'ultimo lungo 7mm e non profondissimo, sul pollice) inizio a sudare freddo...divento pallido..mi viene quel senso di nausea. Fin'ora non mi sono mai tagliato in escursione, ho sempre con me il kit medico, ma non sono sicuro di riuscire a mantenere il controllo e medicarmi. Per controllare un tale comportamento, dovrei provare a tagliarmi via via sempre più lontano da casa... in modo da vincere la paura..? o ci sono altri modi?!? (non vorrei essere pieno di cicatrici per tentar di vincere la paura!

La seconda invece è la paura dell'altezza..fin da piccolo mi dà problemi..avevo paura a salire il quadro svedese, in quanto mi sentivo vulnerabile ed instabile.
Questa mia paura, contrariamente alla prima si sta dimostrando più fattibile da superare e "monitorare". In quanto sono stato su varie torri, sulla cupola di san pietro, sul campanile del duomo di RE..ma sempre dove ci sono protezioni..il mio timore, ora nasce dal fatto di voler provare le ferrate, con i primi caldi. Notoriamente, le ferrate, non sono fatte di scale mobili, ma si è piuttosto appesi nel vuoto...questa situazione, temo mi darà piuttosto da fare.. quindi, vorrei evitare di trovarmi, quando sarà ora paralizzato a metà, aspettando il soccorso alpino in elicottero.
Non voglio però nemmeno riunuciare a qualcosa per le paure..per dei limiti..fatti per esssere superati e/o spostati più in la...

per la tua prima paura, capisco perfettamente a me succede il contrario. nella mia breve vita mi sono tagliato (senza volerlo ovviamente ) una miriade di volte, so bene quando un taglio è pericoloso o quando è un taglietto, so mettermi i punti e mantengo una calma incredibile.

quando invece vedo che si fa male qualcuno o che qualcuno si mette in condizioni di pericolo mi allarmo e allerto, mi viene una leggera nausea...

proprio perchè mi son fatto male un sacco di volte e so cosa vuol dire perdere sangue copiosamente, so che a volte fa male ecc...

peggio ancora se si parla di distorsioni, lussazioni o fratture. se le vedo riesco a sopportare ed aiutare, ma se si parla di ginocchia aperte o di spappolamenti vari chiedi di cambiare argomento xkè mi schifo da morire!

(diverso se vedo un film... no problem )



come far passare questa cosa? nn ho idea
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Vecchio 22/1/2012, 13:33
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Originariamente inviata da REtoroseduto Visualizza il messaggio
.... quella che più mi crea problemi è la paura del mio sangue...è una cosa "strana", ma se vedo uno sbudellato non mi dà da fare..mentre se io solo, mi faccio un taglio normale, e esce un po' troppo sangue (l'ultimo lungo 7mm e non profondissimo, sul pollice) inizio a sudare freddo...divento pallido..mi viene quel senso di nausea. Fin'ora non mi sono mai tagliato in escursione, ho sempre con me il kit medico, ma non sono sicuro di riuscire a mantenere il controllo e medicarmi. Per controllare un tale comportamento, dovrei provare a tagliarmi via via sempre più lontano da casa... in modo da vincere la paura..? o ci sono altri modi?!? (non vorrei essere pieno di cicatrici per tentar di vincere la paura! ....
Direi che sarebbe azzardato e sicuramente non si farebbe un buon "lavoro" fare considerazioni sul come, sul perchè, sul quando .... ect. senza neanche conoscersi ...... chiunque, in buona fede, potrebbe dirti "fai così che ottieni cosà" ma credo che il rischio di fare più danni che guadagni sarebbe molto alto. Con la "buona fede" si fanno, potenzialmente, tante minchiate esattamente che con la "cattiva fede", certo con la prima hai una scusante ma il risultato finale non cambia.

L'unica cosa che mi permetto di dirti è una sola ..... anzi sono tre ..... conoscenza - pratica - e nuovamente conoscenza ...... Mi spiego meglio; più conosci della tua fobia e più riesci a raziocinarla, maggior raziocinio vuol dire maggior consapevolezza dei limiti, e nel tempo, dell'infondatezza della fobia. Pratica vuol dire che se ho paura di rompermi una gamba più sviluppo le mie capacità di prevenire e curare una frattura maggiori saranno le mie probabilità di superare, nell'eventualità che ciò possa avvenire, maggior consapevolezza di ciò che uno può fare in caso di necessità vuol dire maggior fiducia in se stessi. Infine nuovamente conoscenza, ovvero, analisi critica di tutto ciò che ruota intorno alla propria fobia per trovare punti deboli e, come tali, affrontarli.

Mi spiego con un esempio pratico ....... immaginiamo che io abbia paura della "guerra", di trovarsi un bel giorno immerso in un conflitto, stile quarta guerra mondiale o una bella guerra non dichiarata fra estremisti e resto del mondo. Queste situazioni, in particolar modo il concetto di "guerra mondiale", hanno una storicità, ovvero, sono già avvenute; studiando questi fatti ti permettono di capire sicuramente le cause che le hanno causate ma anche avere una idea dei meccanismi che le possono causare e se certe cause non sono più "di moda" (ad es. espansione territoriale) alcune lo sono ancora (ad es. necessità di materie prime); questa conoscenza ti permette di fare valutazioni più obbiettive su quelli che sono i segnali che ricevi, ad esempio, dall'opinione pubblica, dai giornali, da internet ...... di capire se pensi di trovarti ad una semplice prova fra "gradassi", la classica prova dei muscoli, oppure a qualcosa di più concreto e, per tanto, potenzialmente più pericoloso ..... e nel tempo potresti capire se vale la pena preoccuparsi o meno.

Capire come poter pensare di affrontare certe situazioni che potrebbero derivare da una situazione di belligeranza, come ad esempio la penuria di cibo, e, quando possibili, affrontarle anche realmente mediante una simulazione ti potrebbe permettere di capire come comportarsi, ti potrebbe far capire che, alla fine, un qualche modo per mettere almeno un pasto al giorno uno lo trova ...... e quando ti rendi conto che non saresti proprio come una barca in balia delle onde la tua autostima potrebbe facilmente aumentare e maggiore è l'autostima maggiormente è più facile affrontare l'ignoto.

Queste sono "mie" convinzioni personali e non ho idea se per te potrebbero essere valide, a sensazione azzarderei di sì, ma credo che solo "tu" possa alla fine decidere se queste mie considerazioni sono applicabili, o meno, anche per te. Io sono dell'idea che i migliori dottori per noi stessi siamo noi stessi e che professionisti esterni sono un aiuto ma nulla di più ...... ma questa è una mia convinzione che comunque non è "universale" ..... per alcuni problemi (per fortuna pochi) l'aiuto esterno è fondamentale quanto quello interno.

Alla fin fine perchè ci portiamo il kit del pronto soccorso ? perchè impariamo come potabilizzare l'acqua ? perchè impariamo ad usare una bussola ? perchè ci portiamo dodici strumenti diversi per accendere un fuoco ? ....... per trovarsi preparati nel momento del bisogno e poter affrontare/vivere le nostre escursioni senza il patema d'animo di ..... oddio e se mi faccio male ? e se finisco l'acqua ? e se il gps si guasta ? e se devo accendere un fuoco ?

Poi, intendiamoci, la mia non è una "ricetta" universale ...... è solo il "mio" metodo per affrontare le mie fobie.

Ciao , Gianluca
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  #9 (permalink)  
Vecchio 22/1/2012, 14:02
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Originariamente inviata da REtoroseduto Visualizza il messaggio
La seconda invece è la paura dell'altezza..fin da piccolo mi dà problemi..avevo paura a salire il quadro svedese, in quanto mi sentivo vulnerabile ed instabile.
Questa mia paura, contrariamente alla prima si sta dimostrando più fattibile da superare e "monitorare". In quanto sono stato su varie torri, sulla cupola di san pietro, sul campanile del duomo di RE..ma sempre dove ci sono protezioni..il mio timore, ora nasce dal fatto di voler provare le ferrate, con i primi caldi. Notoriamente, le ferrate, non sono fatte di scale mobili, ma si è piuttosto appesi nel vuoto...questa situazione, temo mi darà piuttosto da fare.. quindi, vorrei evitare di trovarmi, quando sarà ora paralizzato a metà, aspettando il soccorso alpino in elicottero.
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Ciao,come diceva Gianluca dando consigli così a gratis si può fare del danno...anche non volendo...
Difatti quello che voglio darti,rispetto alla tua seconda fobia,è solo un semplice suggerimento...
Prima di affrontare delle ferrate,cerca un corso indoor di arrampicata,o qualcosa di similare dove,su pareti artificiali,seguito da persone qualificate,potrai esercitarti in tutta sicurezza,in modo da prendere le misure alla tua paura...
Se ti dovessi bloccare in preda al panico sarai sempre in sicurezza perchè assicurato da una fune e potrai riprovare tutte le volte che vuoi...
Non ci sarebbe cosa peggiore di rimanere bloccati sul campo...
Questo è il mio parere che,se messo in pratica,penso non possa che giovarti....
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  #10 (permalink)  
Vecchio 22/1/2012, 14:18
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Originariamente inviata da znnglc Visualizza il messaggio
Poi, intendiamoci, la mia non è una "ricetta" universale ...... è solo il "mio" metodo per affrontare le mie fobie.
Io posso anche studiarmi come bloccare un emorragia, ma come posso fare ad allenarmi perchè quando vedo il sangue io possa mantenere la calma. Quello che dici tu,
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conoscenza - pratica - e nuovamente conoscenza
lo trovo giusto e azzeccato.. però a differenza di poter simulare varie emergenze, come da te citato, durante un eventuale conflitto, come l'accensione di fuochi, procurarsi cibo, farsi ripari d'emergenza, questo mio limite, non riesco, o cmq non credo a ricrearmelo a piacimento, senza cmq procurarmi atti di autolesionismo, in modo che io possa tentare di mantenermi lucido e non andar in panico. Perchè solitamente un taglio, mi capita quando meno me lo aspetto..

Originariamente inviata da nuvolo Visualizza il messaggio
Prima di affrontare delle ferrate,cerca un corso indoor di arrampicata,o qualcosa di similare dove,su pareti artificiali,seguito da persone qualificate,potrai esercitarti in tutta sicurezza,in modo da prendere le misure alla tua paura...
Giusto, non ci avevo pensato...anche se (credo) la ferrata sia molto piu facile che l'arrampicata...tolto il fatto che la prima in caso di cadute si è più a rischio e la seconda è più sicura.
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Vecchio 22/1/2012, 14:20
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Originariamente inviata da Vincenzo Annibale Visualizza il messaggio
Leggi i racconti di fantasmi di Montague Rhodes James, alcuni dei quali si svolgono proprio nei boschi.
Se inizio a leggerli ancor prima del mio primo bivacco in solitudine sui monti, non credo possa essermi d'aiuto.. anzi, corro il rischio mi vengano pure gli attacchi di panico che al momento non ho pensando a dormire nel bosco.
Originariamente inviata da Offroadisnotacrime Visualizza il messaggio
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un po' ti invidio!
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  #12 (permalink)  
Vecchio 22/1/2012, 14:36
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Originariamente inviata da REtoroseduto Visualizza il messaggio
Giusto, non ci avevo pensato...anche se (credo) la ferrata sia molto piu facile che l'arrampicata...tolto il fatto che la prima in caso di cadute si è più a rischio e la seconda è più sicura.
Beh...ci sarebbero un sacco di considerazioni da fare...la ferrata in tanti casi comprende tecniche di arrampicata...in caso andamento verticale del cavo d'acciaio di sicura,ed in seguito ad una caduta,i moschettoni di sicura non si arrestano fino al primo ancoraggio a valle del cavo...una caduta sicuramente non è da sottovalutare nemmeno su una ferrata...in arrampicata se il secondo che ti fà da sicura lavora bene con la corda l'arresto della caduta è più repentino quindi più sicuro...
Secondo me con la verticalità non si scherza...in nessuna disciplina...sono sicuro che apprezzerai i rudimenti appresi in palestra,ma soprattutto capirai se ti è possibile avventurarti in queste nuove esperienze.
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  #13 (permalink)  
Vecchio 22/1/2012, 15:25
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Io posso anche studiarmi come bloccare un emorragia, ma come posso fare ad allenarmi perchè quando vedo il sangue io possa mantenere la calma ..... Quello che dici tu, lo trovo giusto e azzeccato.. però a differenza di poter simulare varie emergenze, come da te citato, durante un eventuale conflitto, come l'accensione di fuochi, procurarsi cibo, farsi ripari d'emergenza, questo mio limite, non riesco, o cmq non credo a ricrearmelo a piacimento, senza cmq procurarmi atti di autolesionismo, in modo che io possa tentare di mantenermi lucido e non andar in panico. Perchè solitamente un taglio, mi capita quando meno me lo aspetto..
Ciò che noi proviamo, sentiamo è, alcune volte, una interpretazione di una determinata sensazione, interpretazione che ci porta poi ad ipotizzare un qualcosa e, di conseguenza, dopo questa "elaborazione" decidiamo, volontariamente o involontariamente, come comportarci.
Questo vuol dire che data l'informazione di partenza elaboriamo una serie di scenari, in base alle nostre conoscenze, e poi scartiamo quelli più improbabili per concentrarsi su quelli più probabili.

Sentiamo un forte boato ed interpretiamo questo come una esplosione o che ne sò un albero caduto, ovviamente valutando ciò che ci circonda ci rendiamo conto che le probabilità di esplosione sono estremamente ridotte e se poi ci troviamo, ad esempio in mezzo ad un bosco, ancora di meno per cui diamo maggior valore all'ipotesi dell'albero caduto e, come tale, ci comportiamo ma solo fino a quando non andiamo a verificare sappiamo ciò che realmente è accaduto; però se sono "guerrafobico", probabilmente, la mia prima ipotesi sarà "bomba" e, magari, mi butto a terra, se invece non lo sono magari mi limito a trasalire ed inclinare leggermente le gambe come se dovessi passare sotto un tronco ad altezza "corna"

ipotizziamo di soffrire di aracnofobia e prendiamo, per fare un esempio concreto, il morso di un ragno ...... il classico morso di ragno velenoso (la filmologia è piena di vedove nere o tarantole assassine) ...... se io affrontassi questo con la pratica dovrei cercare che ne sò ..... una tarantola ..... non mi sembra il caso come "fai da te" ..... però potrei studiare i meccanismi che stanno dietro al morso ovvero gli effetti del veleno, capire quanto potenzialmente sono realmente pericolosi, quali sono i sintomi di un avvelenamento, quanto realmente incide la parte "di autosuggestione" e quanto incide invece "realmente la tossicità" del veleno, potrei procurarmi magari dei video su casi reali di persone che sono state morse e vedere quali sono le loro reazioni creando in me una consapevolezza di ciò che vado incontro in caso di un reale morso di un ragno velenoso ...... in altre parole cercare di vincere la mia autosuggestione.

Giustamente mi dici ..... ma io ho paura del "mio" sangue e non degli altri ...... ok, anzi non ok, mi dispiace ma perchè uno ha paura del proprio sangue ? ..... quali sensazioni prova e come le interpreta ? ..... uno suda freddo perchè ? ..... paura di dissanguarsi ? ...... ok. Cerchiamo di capire quale flusso di sangue dev'esserci per rischiare un dissanguamento, un flusso continuo rispetto ad un flusso pulsante cosa comporta, quali vasi corrono, ad esempio, nella mano .... a quale profondità ? .... ect. ect.
Non sono un esperto di "fobie" ma ho come la sensazione che buona parte di esse dipendono dell'autosuggestione o da una errata interpretazione dei segnali esterni (ingigantendo gli esati negativi).

Poi è vero che alla fine solo con una "prova del fuoco" uno può mettere in pratica la "conoscenza teorica" e farla diventare "conoscenza pratica" ma posso mettertelo anche per iscritto "la conoscenza aiuta" e poi, statisticamente parlando, chi impugna una lama ..... prima o poi ..... gli fà assaggiare il proprio sangue

Ciao , Gianluca
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Vecchio 22/1/2012, 15:49
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chi impugna una lama ..... prima o poi ..... gli fà assaggiare il proprio sangue
ormai le mie lame sono intrise di mio sangue.. l'ultima volta con le forbicine TAGLIENTISSIMISSIMISSIME della Wave!

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Cerchiamo di capire quale flusso di sangue dev'esserci per rischiare un dissanguamento, un flusso continuo rispetto ad un flusso pulsante cosa comporta, quali vasi corrono, ad esempio, nella mano .... a quale profondità ? .
grazie! Giustissime considerazioni, che fin'ora non avevo valutato..ma viste da uno esterno, dovrei approfondire..
Credo sia una buona base di partenza per lavorarci su...sperando di superare questo mio limite!
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Vecchio 23/1/2012, 10:14
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Quanto al sangue versato, io porto sempre con me un coltellino svizzero Victorinox (mod. Swiss Champ). Se si usano prodotti ben fatti (tipo Victorinox e Leathermann ad esempio) il rischio di incidenti è ridottissimo, ma visto che anche io ho dato il mio personale contributo di sangue, ho deciso di portare con me anche un paio di guanti adeguati a maneggiare attrezzi senza impaccio. Così il danno è loro, non mio.

Vincenzo Annibale

Ultima modifica di Vincenzo Annibale : 23/1/2012 a 22:08
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