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  #1 (permalink)  
Vecchio 2/4/2008, 11:44
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predefinito Le mie priorità.

Se dovessi trovarmi in una situazione di sopravvivenza sulle mie montagne, cosa farei ? Quali sarebbero le mie priorità ?

Trovarmi in una situazione di sopravvivenza sulle Prealpi vorrebbe dire, sostanzialmente, non essere in grado di tornare alla macchina prima di notte e quindi dover passare una o più notti all'aperto. I motivi possono essere 3: mi sono perso, mi sono fatto male e non posso camminare, le condizioni meteo non mi permettono di muovermi.

Prendiamo la peggiore delle ipotesi: mi sono perso, ho una caviglia rotta e c'è una bufera di neve furiosa. E prendiamo l'ipotesi ancora peggiore: il tutto è successo in alto, dove ci sono solo roccia e arbusti bassi. E tanto per fare le cose un po' più difficili, diciamo che è anche notte. E la temperatura scende sotto lo 0° C.

Naturalmente sono vestito adeguatamente e ho il minitattico, come sempre. Ho anche, come sempre, dei vestiti in più per far fronte agli sbalzi improvvisi di temperatura. Sono cose che porto abitualmente.

In qualunque altro caso sono in condizioni più favorevoli, quindi quello che posso, devo e voglio fare adesso è più che sufficiente per ogni altra situazione.

Ok, sono fermo. La prima cosa che penso è sicuramente STOP: fermati (lo sono già, ho una caviglia rotta), pensa (facile a dirsi, difficile a farsi, prima mi devo tranquillizzare), orientati (di notte, in mezzo a una bufera di neve e ferito ??? Mavaffa.... !), pianifica.

Il questo caso c'è poco da pensare e pianificare. Non c'è tempo, ho freddo, è buio, mi sto bagnando. Quindi innanzitutto devo coprirmi: riparo prima di tutto. Metto i sovrapantaloni impermeabili, che proteggono da acqua e vento, e sono uno strato aggiuntivo. Se ci riesco metto anche i mutandoni di lana, quelli della naja, ma solo se ce la faccio. Sopra a tutto, passamontagna cappuccio e il poncho. Poi le moffole. E la torcia frontale.

Ok, adesso sono riparato. Ma non posso passare la notte così, accovacciato sotto al poncho, con la schiena appoggiata ad un sasso. Non posso neanche, però, scendere più a valle. In queste condizioni sarebbe folle anche con tutte e due le gambe sane. Quindi devo organizzarmi per la notte.

Devo trovare un sasso lungo e alto abbastanza da ripararmi dal vento. Difficilmente non se ne trovano vicini, posso arrivarci camminando a 4 zampe. Devo trovarne uno a favore di vento. E appena trovato prendo i due sacchi dell'immondizia grandi e li metto a terra, accostati al sasso. Poi l'isotermica, sfilo il poncho e mi avvolgo nell'alluminio, sopra e sotto. Sopra cerco di mettere il poncho, stando attento però che il vento non se lo porti via.

In queste condizioni preparare qualcosa di caldo credo sia molto difficile. Quindi mi devo rassegnare a passare la notte così, come una trota avvolta nell'alluminio e messa nel frigorifero. Credo che sia fattibile, essendo ben vestito e comunque coperto e isolato da neve e vento. Spero che la mattina arrivi presto. Mangio magari qualcosa di dolce, per dare un po' più di combustibile al motore termico. Poi cerco di far passare 'a nuttata.

Alla mattina sono ancora vivo. A questo punto il dolore alla caviglia sarà molto forte. E il gonfiore mi costringerà a togliere la scarpa. Ma forse non dovrei. Forse una volta tolta non sarei più in grado di rimetterla. Forse mi conviene solo slacciarla, e cercare di bloccare la caviglia. Lo posso fare usando il segaccio a serramanico e un rotolo di benda da 10 cm, che stanno nel minitattico.

Ha smesso di nevicare, e ci sono una 40ina di cm di neve. Impossibile riconoscere tracce di sentiero. Inoltre, come sempre accade alla mattina quando ci sono le bufere, la nebbia permette una visibilità di pochi metri.

Comunque adesso devo ripristinare l'organismo. Prendo il gavettino e il fornellino d'emergenza, e faccio bollire dell'acqua. Mi preparo un doppio cappuccino bollente, e mangio qualcosa. Il fornellino a gel funziona in qualunque condizione, sono proprio contento di averlo preso. Inoltre non si deve preparare, come quello ad alcool: si estrae il supporto, si apre il coperchio e si accende.

Dopo aver alzato la temperatura corporea, devo orientarmi. Non è facile, perchè non vedo niente. Quindi faccio il vigliacco, e tiro fuori il GPS. Spero, per allora, di avere l'H, perchè col vecchio Etrex, in caso di fortissima nebbia, la ricezione dei satelliti è difficoltosa.

Coordinate, cartina, e il punto è fatto. Adesso so dove sono e dove devo andare. Ho circa 9 ore di luce davanti. Ma ho anche una caviglia rotta.

Lego i due bastoncini assieme, e improvviso una stampella. Poi piano piano inizio a muovermi, facendo enorme attenzione a non incappare in qualche sasso coperto dalla neve fresca. Ogni tanto mi fermo e tendo l'orecchio. Uso il fischietto, e ogni poco tempo faccio 3 fischi. Mi dirigo verso il sentiero più vicino.

Bevo spesso, ogni volta che mi fermo, anche se non ho sete.

A sera arrivo alla fila dei boschi. E' fattibile, perchè il dislivello fra la sommità delle roccie e i boschi è di circa 700 metri al massimo. In 9 ore dovrei potercela fare, anche zoppo. Dei soccorsi neanche l'ombra. Quindi un'altra notte fuori.

Fuoco !! Devo fare un bel fuoco, ma in 40 cm di neve non è facile. Posso raccogliere minutaglia raccolta sotto i pini più spessi, mettendola nel poncho e portandola sotto un pino particolarmente grosso, che ha tenuto il suolo libero dalla neve. Quello sarà il mio hotel per la notte.

Scavo un piccolo spazio fuori dalla chioma dell'albero (non voglio dar fuoco alla mia casa, giusto ?), tolgo la neve fino ad arrivare al terreno gelato. Faccio una piattaforma di legni più grossi, poi accendo il fuoco, usando l'accendino e della carta imbevuta nel gel del fornelletto.

Vado a fare le terapie, poi riprendo.
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Vecchio 2/4/2008, 12:04
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Sei un delinquente!!!


Di notte giri ancora per boschi e lo fai in maniera da romperti una caviglia???

Delinquente!

Tutti in galera quelli come te!!!

Delinquente di un delinquente!


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  #3 (permalink)  
Vecchio 2/4/2008, 12:05
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Originariamente inviata da Stefanobi
Il questo caso c'è poco da pensare e pianificare. Non c'è tempo, ho freddo, è buio, mi sto bagnando. Quindi innanzitutto devo coprirmi: riparo prima di tutto. Metto i sovrapantaloni impermeabili, che proteggono da acqua e vento, e sono uno strato aggiuntivo. Se ci riesco metto anche i mutandoni di lana, quelli della naja, ma solo se ce la faccio. Sopra a tutto, passamontagna cappuccio e il poncho. Poi le moffole. E la torcia frontale.
Piccolo OT.

E' essenziale, prima di coricarsi, non essere bagnati per non disperdere calore.
Quindi va bene coprirsi dalle intemperie... ma non troppo per non sudare... (vecchio proverbio eschimese).

Nel caso si debba lavorare tanto per la costruzione di un riparo (più elaborato rispetto a quello di Stefano) è bene tenerlo a mente .

Fine OT.
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  #4 (permalink)  
Vecchio 2/4/2008, 12:18
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Non è proprio sicuro quello che vuoi fare per due motivi.

1)Sei in Italia, la tua famiglia sa dove sei, non ti vedono arrivare mandano il soccorso.
In condizioni di nebbia più ti sposti dalla meta prefissata più tardi ti troveranno.

2)40 cm di neve fresca non sono uno scherzo se ci si deve camminare senza sci o senza ciaspole, figurati con una gamba fuoriuso.
40 cm di neve fresca su un pendio fuori dal bosco possono essere mortali anche per chi la neve la conosce molto bene.

In una situazione reale in nord italia, con tutta la roba che ti porti dietro ti conviene cercare un posto sicuro da slavine ed attendere.

saluti
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  #5 (permalink)  
Vecchio 2/4/2008, 12:20
Gegio avatar
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Uhm....sperare di trovare un sasso che ti funga da rifugio, al buio e con una caviglia rotta la vedo dura.....
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  #6 (permalink)  
Vecchio 2/4/2008, 12:31
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predefinito Re: Le mie priorità.

Originariamente inviata da Stefanobi
Se dovessi trovarmi in una situazione di sopravvivenza sulle mie montagne, cosa farei ? Quali sarebbero le mie priorità ?

Trovarmi in una situazione di sopravvivenza sulle Prealpi vorrebbe dire, sostanzialmente, non essere in grado di tornare alla macchina prima di notte e quindi dover passare una o più notti all'aperto. I motivi possono essere 3: mi sono perso, mi sono fatto male e non posso camminare, le condizioni meteo non mi permettono di muovermi.

Ragazzi, credo che Stefano (e lo ha esposto in premessa) si riferisca ad una situazione estrema nella quale non sia possibile essere raggiunti dai soccorsi.

Trovo il suo discorso estremamente interessante e giusto; è ovvio che la prima cosa da fare in caso di necessità è quella di allertare i soccorsi - ma è sempre possibile farlo?
Siamo realmente sull'itinerario che abbiamo comunicato ai nostri Cari? Le condizioni meteo permettono un rapido dispiegamento delle forze di soccorso?


Piuttosto... Stefano ci sta riassumendo una serie di comportamenti da tenere in caso di SOPRAVVIVENZA che sono accettati a livello mondiale... proviamo a discuterne anche in base alle nostre esperienze


Cotopaxi ha fatto la giusta osservazione sul fatto che i nostri familiari dovrebbero sapere dove siamo: per noi, abituati a "girare" in sicurezza", questa cosa è scontata.
Magari lo è un pò meno per chi ci legge per la prima volta o da poco si è avvicinato al mondo dell'outdoor.

Stefano perchè non hai comunicato ai Tuoi dove eri in escursione e l'ora prevista per il rientro?
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  #7 (permalink)  
Vecchio 2/4/2008, 13:15
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E' interessante questo post. Anche perchè, in una situazione come quella presentata da stefanobi, non avrei saputo immediatamente cosa fare, ci sarei arrivata magari molto a rilento,e con molti errori in mezzo...
Sarebbe bello proporre altre situazioni estreme per trovare insieme le situazioni più adeguate, in modo che,se ci dovessimo trovare ad affrontarle davvero non faremmo troppi errori...
che ne dite?
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C'è una gioia nei boschi inesplorati, C'è un'estasi sulla spiaggia solitaria, C'è vita dove nessuno arriva vicino al mare profondo, e c'è musica nel suo boato. Io non amo l'uomo di meno, ma la Natura di più. - http://wildxtremenorth.blogspot.com/ -
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  #8 (permalink)  
Vecchio 2/4/2008, 13:30
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predefinito Re: Le mie priorità.

[quote="stanley"]
Originariamente inviata da Stefanobi
Piuttosto... Stefano ci sta riassumendo una serie di comportamenti da tenere in caso di SOPRAVVIVENZA che sono accettati a livello mondiale... proviamo a discuterne anche in base alle nostre esperienze
quoto, il post è davvero interessante.

sono in attesa del seguito, soprattutto di come stefano penserà a procacciarsi il cibo per la seconda notte di isolamento
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  #9 (permalink)  
Vecchio 2/4/2008, 13:34
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Credo che principalmente, questo di Stefano, sia uno spunto per aprire una discussione formativa, sia per i più esperti che per i neofiti...

Piccola parentesi: se ti rompi una caviglia, io credo che prima tu debba controllare lo stato della caviglia o di qualunque altro organo tu ti sia danneggiato. Per es. hai una frattura esposta, può insorgere anche il rischio di un emorragia, oppure della compressione di un'arteria e quindi di diminuzione della perfusione arteriosa dell'arto in questione.

Ce ne sarebbero molti altri e vari di esempi da porre, ma il principio è, controllare che la ferita o il trauma, o qualunque altra patologia, siano sotto controllo!
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"ma perchè dovete pagarci? Abbiamo avuto un buon raccolto quest'anno"...
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  #10 (permalink)  
Vecchio 2/4/2008, 13:36
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predefinito Re: Le mie priorità.

Originariamente inviata da stanley
Ragazzi, credo che Stefano (e lo ha esposto in premessa) si riferisca ad una situazione estrema nella quale non sia possibile essere raggiunti dai soccorsi.
Esatto. L'ho fatta peggio possibile. Logico che avrei potuto dire "Aspetto che arrivi il soccorso alpino che ha la sede a 150 metri da dove mi sono perso, e intanto mi mangio quella bella porzione di stinco con i crauti calda calda che mi sono portato via". Ma allora la suspance dove sarebbe stata ?

E' il peggio del peggio che mi potrebbe capitare. L'ho pensata così catastrofica proprio perchè tutte le altre condizioni, al confronto, non possono essere che più semplici. Tanto per dirne una: è impossibile che mi perda: conosco le mie montagne, e le so percorrere anche con il buio e la nebbia. E se il tempo peggiora tanto da farmi presagire neve (acqua no, quella non mi crea particolari problemi), la prima cosa che faccio è darmela moooolto velocemente a gambe.

Insomma, volete sapere se me la cavo o no ???
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  #11 (permalink)  
Vecchio 2/4/2008, 13:44
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Originariamente inviata da stanley
E' essenziale, prima di coricarsi, non essere bagnati per non disperdere calore.
Infatti la prima cosa è il riparo: pantaloni impermeabili e antivento, poncho, guanti. Non lasciarsi mai bagnare, mai. Riparo prima di tutto. Tanti credo che penserebbero subito: "Oddio, adesso cosa bevo ??? Mamma mia, come farò, senza cibo ?" No. Senza acqua si campa 2 giorni buoni. Senza riparo non si arriva a mattina.

Non mi stancherò mai di dire che poncho, pantaloni antiacqua, ghette e guanti devono essere sempre con noi, anche nella più torrida giornata di ferragosto !!! Magari a Riccione puoi anche prendere un acquazzone, ma a 2.000 metri non puoi permettertelo.

Teniamo conto che il maggior numero di morti per ipotermia avviene a temperature tra 10° e 0° centigradi (fonte: Journal of Wilderness Medicine).

Quindi va bene coprirsi dalle intemperie... ma non troppo per non sudare... (vecchio proverbio eschimese).
Cioè, secondo te: sono in mezzo a una tempesta di neve, sono ferito, sono perso, sono nel cuore della notte... E VUOI CHE SUDI ??????????????????????

Certamente, sudare è pericoloso. Il vestirsi a strati serve anche per quello, per togliere e mettere in modo da mantenere comunque un microclima ideale. Anche perchè sudare è come prendere l'acqua, pari pari.
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  #12 (permalink)  
Vecchio 2/4/2008, 13:50
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Originariamente inviata da cotopaxi
1)Sei in Italia, la tua famiglia sa dove sei, non ti vedono arrivare mandano il soccorso.
In condizioni di nebbia più ti sposti dalla meta prefissata più tardi ti troveranno.
Nessuno sa dove mi trovo, anche perchè mi sono perso, e quindi non sono dove avrei dovuto trovarmi, altrimenti non mi sarei perso. Inoltre mia moglie aveva scoperto proprio la mattina in cui sono partito che ho un'assicurazione sulla vita milionaria, quindi difficilmente allerterà i soccorsi La sto mettendo giù nella peggiore delle ipotesi.

Tutte queste sono le considerazioni finali, per arrivare dal particolare (questo esempio forzato) al generele: una serie di idee su cosa fare se.

2)40 cm di neve fresca non sono uno scherzo se ci si deve camminare senza sci o senza ciaspole, figurati con una gamba fuoriuso.
40 cm di neve fresca su un pendio fuori dal bosco possono essere mortali anche per chi la neve la conosce molto bene.
Già, ma nessuno sa dove sono, nessuno mi cercherà, e sono in una zona tanto remota che nemmeno io so dove mi trovo. Non posso stare fermo. Per questo mi sono fatto delle stampelle legando i bastoncini.

In una situazione reale in nord italia, con tutta la roba che ti porti dietro ti conviene cercare un posto sicuro da slavine ed attendere.
Idem come sopra: nessuno verrà a cercarmi. Altrimenti il "racconto" era già finito !!
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  #13 (permalink)  
Vecchio 2/4/2008, 13:54
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predefinito Re: Le mie priorità.

Ad uso pratico per i citati "meno esperti"

"Siamo realmente sull'itinerario che abbiamo comunicato ai nostri Cari?"
Non è detto, soprattutto nel caso in cui ci si sia persi. L'autore faceva però riferimento ad un gps, utilizzabile anche di notte per non deviare troppo dalla retta via.

" Le condizioni meteo permettono un rapido dispiegamento delle forze di soccorso?"
Si, magari non riesce a partire l'elicottero ma i soccorsi partono.
Il recupero di un gruppo di bloccati da nevicata è un caso decisamente frequente
Le condizioni che non permettono alle squadre di partire le si può trovare su alpinistiche serie, finchè si rimane in ambito escursionistico si è sicuri.

Le descrizioni dei bivacchi e dell'autosoccorso sono più che buone, quello che contesto è la mancata valutazione del rischio valanghe.
In un caso come quello citato, il rischio di slavine su pendii nudi è veramente elevato.
Il rischio aumenta muovendosi, perchè si intacca la struttura del pendio innevato ed aumenta ancora se la persona è inesperta e quindi non sa come e dove muoversi.

La valutazione tra il rimango fermo ed attendo rischiando l'ipotermia o mi muovo e rischio la slavina, non è semplice ma va fatta.

saluti
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  #14 (permalink)  
Vecchio 2/4/2008, 13:54
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Originariamente inviata da Gegio
Uhm....sperare di trovare un sasso che ti funga da rifugio, al buio e con una caviglia rotta la vedo dura.....
Sono sulla cima delle Prealpi Venete. Li è tutto un sasso, ci sono solo sassi. Difficile che su una montagna di nuda roccia non si trovi un crepo, un sasso, un piccolo costone per ripararsi a più di una 50ina di metri. Con la torcia frontale poi ci si muove molto agevolmente anche nel buio totale.

E poi, con tutte le sfighe che ho avuto, almeno lasciatemi trovare un cavolo di sasso, no ?
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  #15 (permalink)  
Vecchio 2/4/2008, 13:57
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predefinito Re: Le mie priorità.

Originariamente inviata da cotopaxi
In un caso come quello citato, il rischio di slavine su pendii nudi è veramente elevato.
Beh, 40 cm di neve fresca, senza altra neve vecchia sotto, e senza che sia intervenuto nessuno sbalzo termico elevato (ha nevicato poche ore prima e la temperatura è sempre la stessa) difficilmente causano slavine. Almeno non mi risulta che sia possibile. Lo scivolamento del manto nevoso avviene se si combinano determinate variabili: nel mio caso l'unica di queste variabili presente è la neve.
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