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10/11/2009, 09:48
|  | Camminatori | | Registrato dal: 1/10/2009
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Nome di battesimo: Gianluca | |
Ciao Federico, grazie della risposta, ci tenevo ad avere il tuo parere!!! | 
10/11/2009, 10:15
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 19/5/2007 Età : 47
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Nome di battesimo: Stefano | |
Musica e libri sono per me indispensabili, almeno da novembre e fino a febbraio, quando si hanno 14/16 ore di buio e parecchi gradi sotto zero. Servono per far passare le ore, quindi ti consiglio caldamente di portarti un MP3 e uno dei tuoi libri preferiti, altrimenti ti troverai a startene a contemplare il tetto della tenda per ore. A meno che non riesci, naturalmente, a dormire 12 ore di fila o ad ascoltare i rumori del bosco 5 ore - ti assicuro che è alienante e per niente romantico o avventuroso - o guardare le stelle ore e ore con mani e piedi che si congelano.
Piantata la tenda o preparata la truna, che va fatto con la luce, non ti resta che prepararti la cena e mangiare, e con il freddo intenso non è un'esperienza così piacevole come può essere in estate, non vedrai l'ora di essere al caldo nel sacco a pelo, quindi ascoltami, portateli. Male che vada l'MP3 (40 grammi comprese batterie) ti servirà per il notiziario e il meteo, e il libro lo potrai usare come seggiolino per isolarti dal freddo quando ti siedi, come tagliere o base per cucinare, come esca per il fuoco, come carta per pulire la pentola...
E anche in estate io ti consiglio di portarteli. Non pesano niente, ma se trovi una giornata di pioggia e avrai qualcosa per far passare le ore mi penserai e mi ringrazierai, garantito! Sono quelle piccole cose che pesano poco ma che, quando ne hai bisogno, ti danno tantissimo. Portateli, non guardare ai grammi!!!
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Un brutto giorno in montagna è comunque meglio di un bel giorno al lavoro http://www.housegate.net | 
10/11/2009, 10:18
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/6/2005
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si beh, Stefano ed io viviamo la natura in maniera leggermente differente, naturalmente ognuno deve trovare il suo "contatto", quello che a me potrebbe andar bene, ad altri potrebbe non essere l'ideale.
segui il consiglio di Stefano, portati questi oggetti, se li userai allora ok, altrimenti avrai capito che non ti servono
__________________ "Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta" http://noielapermacultura.wordpress.com/ | 
10/11/2009, 10:56
|  | Esploratori | | Registrato dal: 12/9/2006
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| | Originariamente inviata da Stefanobi Servono per far passare le ore, quindi ti consiglio caldamente di portarti un MP3 e uno dei tuoi libri preferiti, altrimenti ti troverai a startene a contemplare il tetto della tenda per ore. Perfettamente d'accordo! Durante un bivacco, fummo "sorpresi" da un acquazzone, e se non avessi avuto con me "la settimana enigmistica" (un classico!  ) sarei davvero rimasto a guardare il soffitto della tenda per ore.
Quanto al lettore Mp3, purtroppo non riesco a portarmelo appresso perchè, nonostante adori la musica, nel bosco mi impedirebbe di ascoltare i rumori circostanti (sia per una questione di "romanticismo", diciamo così, sia per quello stato di "allerta continua" di cui si è parlato).
__________________ “Non dovremmo preoccuparci di aver vissuto a lungo,
ma di aver vissuto abbastanza.” Seneca
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10/11/2009, 12:05
|  | Amministratore Avventurosi | | Registrato dal: 16/3/2005
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Nome di battesimo: Andrea | |
Sarà che ho avuto insegnamenti scout, la musica posso sentirla sempre, quando sono in montagna i sensi sono orientati ad essa.
Poi quando sono da solo a volte mi porto un libro, altre volte un piccolo strumento musicale, a volte passo il tempo a fare fotografie alla natura (anche notturne), altre volte non mi porto niente.
Se sai suonare uno strumento melodico (chitarra, flauto, armonica, ecc) e le condizioni lo permettono, suonare e cantare in montagna è bellissimo, specialmente davanti ad un bel fuoco o in tenda se è brutto tempo, anche se non sempre è possibile portarsi dietro uno strumento musicale. Io ho comprato il guitalele, una chitarra in miniatura che occupa poco spazio, pesa poco e si suona esattamente come una chitarra, è solo due toni più alta, a volte porto quello.
Molto spesso mi porto la reflex digitale. La fotografia si sposa egreggiamente con la montagna e la natura in genere, sono due grandi passioni che si accrescono e si sostengono a vicenda.
Per rispondere alla domanda originaria ti posso dire di non preoccuparti più di tanto delle "presunte insidie" dei boschi quando vai da solo. La vera insidia a mio avviso siamo noi stessi: devi essere molto prudente perchè (nelle peggiori condizioni) non puoi contare sull'aiuto di altri se ti dovessi trovare in difficoltà. Quando si è da soli la propria sicurezza dipende dalle proprie azioni, si è pienamente responsabili (azioni e conseguenze, anche inaspettate) di ciò che si fa.
Andare da soli con coscienza di ciò che si fa è anche segno di maturità.
Vi riporto un testo tratto da nomads.it: Un tempo le tribù nomadi del deserto e degli altipiani avevano i loro riti di iniziazione per marcare il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. La loro funzione era chiara: rendere evidente a tutti cosa il gruppo si aspettasse da questo o quel suo membro; un’informazione fondamentale nella dura vita dell’erranza fisica.
Nel loro incedere verso la modernità, le società (quella occidentale in primis) hanno eliminato i propri legami con la cultura tribale delle origini, cancellando contestualmente i momenti di passaggio con cui i giovani erano usi segnare - fuori e (soprattutto) dentro di sé - la transizione verso la maturità e le responsabilità individuali e collettive. Il che peraltro ha spesso portato i giovani a inventare propri riti iniziatici, il più delle volte distruttivi o mal finalizzati. Di qui la presa d’atto che l’aver annullato i momenti di passaggio – formativi e anche simbolici - all’età adulta ha probabilmente creato più di uno spiazzamento, di là come di qua dall’immaginaria linea di demarcazione fra adolescenza e maturità. “Siamo noi occidentali a essere rimasti degli eterni adolescenti… E ora scopriamo che l'incompiutezza e l'instabilità sono in realtà appannaggio delle società occidentali”, constatava l’etnologo francese George Lapassade (da poco scomparso). “La celebrazione dell’immaturità viene costantemente riaffermata dai media” sottolinea il sociologo inglese Frank Furedi (quello del celebre articolo su “I ragazzi che non vogliono crescere”), “e così la nostra società è piena di ragazzi e ragazze persi ai confini dell’età adulta”.
E’ alla luce di tutto questo che si sta assistendo a un, seppur ancora timido, rifiorire di proposte ed esperienze che in qualche modo possano fare da succedaneo dei riti di iniziazione delle culture tribali e nomadi del passato. “Prove” e percorsi di crescita finalizzati se non a marcare formalmente l’entrata nella fase adulta quantomeno a mettere il giovane in condizioni che richiedano da lui un salto di qualità, fisico e psicologico, tale da farlo “diventare” un’altra persona: esattamente quello per cui erano nati i riti di passaggio nelle società di un tempo. [se vuoi continuare la lettura clicca qui] | 
10/11/2009, 12:46
|  | Esploratori | | Registrato dal: 29/1/2008 Età : 29
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Nome di battesimo: Federico | |
Io credo di essere una via di mezzo, magari non porto libri, però una radiolina sì, in linea di massima mi fa piacere averla, soprattutto per "emergenza" nel caso magari mi senta demoralizzato per qualche imprevisto.
A ottobre sono salito sul Tobbio in notturna e ho dormito (abbastanza scomodamente) in tenda.
Seppur poco, mi sono riposato abbastanza, alle cinque ero sveglio, ero completamente immerso nella nebbia, c'era un silenzio assordante, devo ammettere che mi ha fatto piacere ascoltare una voce umana nella notte.
In alternativa, se ne ho voglia, butto giù qualche pensiero sul mio block-notes. Il tutto perchè mi muovo praticamente sempre in solitaria, in due sarebbe chiaramente diverso.
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Non ho mai pensato nella vita che per procedere bisogna necessariamente andare in linea retta. (M. Paolini) Shine on... | Scatto... | Ascolto... | 
10/11/2009, 13:00
|  | Camminatori | | Registrato dal: 1/10/2009
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Nome di battesimo: Gianluca | | Originariamente inviata da Stefanobi quindi ascoltami, portateli. Ha ma sicuramente li poreterò, e ti ringrazio sin da ora...il senso di alienazione che ti assale, ho già avuto modo di sperimentarlo quando ero in due (con un amico) in pieno autunno, e alle 18:00 era buio pesto e alle 06 :00 del mattino seguente non si vedeva nemmeno l'accenno dell'alba... un diversivo di questi o tutti insieme saranno ancora più preziosi quando sarò solo!!!
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10/11/2009, 17:51
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 26/7/2007 Età : 53
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10/11/2009, 17:57
|  | Esploratori | | Registrato dal: 20/5/2009 Età : 51
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Nome di battesimo: Daniele | | Originariamente inviata da kallaghan2007 prova e avrai certamente, se non tutte, molte risposte!
__________________ "non chiedo dove" | 
10/11/2009, 18:26
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 19/5/2007 Età : 47
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Nome di battesimo: Stefano | |
Portati mezzo litro di grappa, male che vada ti metti in anestesia totale
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10/11/2009, 18:35
|  | Esploratori | | Registrato dal: 29/1/2008 Età : 29
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Nome di battesimo: Federico | |
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Non ho mai pensato nella vita che per procedere bisogna necessariamente andare in linea retta. (M. Paolini) Shine on... | Scatto... | Ascolto... | 
10/11/2009, 18:37
|  | Escursionisti | | Registrato dal: 10/11/2009 Età : 23
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Nome di battesimo: Fausto | |
Io credo che libri, musica, radio chitarre o altro stonino un po' con l'immergersi nella natura(se si vuole fare quello), in quanto sarebbero come un giubbotto salvagente per un sub deciso ad andare a fondo. Quando si va in montagna, secondo me (ma non volio sembrare un sotuttoio, sottolineo il secondo me), bisogna saper trovare il punto di vista per il quale il vento che ti sibila tra le orecchie è musica, la pioggia che picchia sulla tenda o sul poncho è l'amico che ti sta parlando, e le cime degli antichi eremiti che contemplano il cielo. Per i libri, la musica e il resto c'è tempo a casa!...o no!? boh un forse alla fine non ci sta mai male...forse!
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conosci te stesso
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10/11/2009, 18:43
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/6/2005
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| | ecco, quella è una cosa che devo iniziare a valutare anche io 
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10/11/2009, 19:06
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 26/7/2007 Età : 53
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x stefb: proprio l'altro ieri ne ho provata una all'amarone, porc ...c..che buona!! pero' in montagna e' sprecata ,ripiegherei per una nard...
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10/11/2009, 19:21
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 19/5/2007 Età : 47
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Nome di battesimo: Stefano | | Originariamente inviata da FaustoSupertramp Io credo che libri, musica, radio chitarre o altro stonino un po' con l'immergersi nella natura Vedi, io amo i risotti e la carne ai ferri. Ma chi mi dice che devo per forza mangiare uno o l'altro? Posso benissimo avere sulla tavola entrambe le cose che mi piacciono, allora perchè non farlo?
Per me la musica è importantissima, mi piace moltissimo starmene ad ascoltare i miei gruppi preferiti. E farlo guardando il tramonto dalle montagne non è una cosa che mi toglie sensazioni, anzi, crea un effetto che coinvolge tutti i sensi: la musica, il profumo dei pini, i colori del tramonto, il calore del fuoco, l'accarezzare del vento si mescolano, e mi danno delle emozioni particolari. Sono come un buon piatto, che non è fatto di un solo ingrediente, ma di un insieme di prodotti, con le giuste spezie, il giusto tocco di sale, la giusta cottura e il giusto vino che l'accompagna, e una tavola apparecchiata come si deve e la giusta compagnia sono il tocco finale. E' un dare in più, secondo me, non un togliere.
Naturalmente non sto sempre con il naso in un libro, o le orecchie con le cuffie  Ogni cosa ha il suo tempo, c'è un tempo per il vento e un tempo per i Jethro Tull, un tempo per i camosci e un tempo per Asimov. Fanno tutti parte di quello che per me è l'outdoor, o meglio il campeggio in montagna, si mescolano, si intrecciano, si alternano. Tanto tempo ne ho a volontà, non sono costretto a fare le cose di corsa o a razionare il tempo, non devo emozionarmi a cottimo, proprio perchè ho il tempo di fare tutto, è il tempo quello che mi spinge lontano, il bisogno di avere tutto il tempo possibile e immaginabile per fare tutto quello che mi viene in mente.
E' questo che mi piace. Il giorno in cui non dovessi avere più tempo da perdere smetterei di andare in montagna e mi comprerei una casa al mare(così finalmente sarebbe contenta anche mia moglie  ).
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