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23/12/2009, 12:37
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 19/5/2007 Età : 47
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Nome di battesimo: Stefano | | L'Etica outdoor
Mi è capitato fra le mani un documento che avevo scritto parecchi anni fa, non ricordo più perchè. Rileggendolo l'ho trovato interessante, quindi lo copio/incollo qui. Riguarda l'Etica dell'escursionismo dal mio punto di vista.
Con gli anni tutti abbiamo notato un notevole aumento delle coseddette attività outdoor, intese sia come il massacrante trekking di più giorni in pieno inverno sia come la tranquilla gita accanto al rifugio della famiglia tipo. Ricordo un paio di anni fa in Lessinia, dopo un bivacco sotto zero a 2.000 metri, con la neve, alla mattina siamo stati svegliati dal traffico di persone che passavano per i sentieri vicino a noi!!! Tutti abbiamo sotto gli occhi la gran quantità di gente che si incontra sui sentieri montani, la nascita di grosse catene specializzate nella commercializzazione di materiali e abbigliamento sportivo come Sportler e Decathlon, i parcheggi all’inizio dei sentieri prealpini sono negli ultimi anni praticamente sempre esauriti, i rifugi qui da me sfornano ogni WE centinaia di pasti, le stanze si devono prenotare con settimane di anticipo.
I motivi di questo boom credo che siano molti. Da una parte gli appassionati che si interessano alla flora e alla fauna, oltre che alla bellezza delle nostre montagne. Poi sicuramente il bisogno di cercare uno sfogo allo stress e alla routine quotidiana nella pace della natura, un bisogno di tranquillità, di spazi aperti, di silenzio, di tagliare i fili con tutto e tornare per un po’ ad essere soli con noi stessi in un ambiente primordiale. E’ innegabile poi che il tempo libero a disposizione vada aumentando, le vie di trasporto (pensiamo alle autostrade, e alla capillarizzazione e cura delle vie di comunicazione montane) permettano spostamenti più agevoli e veloci, anche se a volte il traffico li rende già di per sé un’avventura. Anche l’Euro e il conseguente aumento incontrollato dei prezzi, secondo me è uno dei motivi che spinge la gente sulle montagne. Una gita nei boschi, con panini al seguito, ha dei costi facilmente abbordabili anche per una famiglia numerosa. Meno vacanze lunghe e più uscite brevi sono, per molte persone, una misura di salvaguardia del bilancio familiare sempre più risicato.
Questo aumento di affluenza deve sicuramente far piacere, ma impone anche qualche riflessione su una serie di problematiche che esso stesso comporta.
Innanzitutto chiunque si avventuri in un bosco, o su una montagna, dovrebbe avere delle conoscenze di base. In genere non serve essere un esperto in outdoor o in sopravvivenza, ma le nozioni fondamentali dovrebbero comunque essere acquisite, anche perché tutti possiamo per esempio perderci o slogarci una caviglia, e le persone meno preparate tecnicamente e/o meno attrezzate e/o meno allenate rischiano esponenzialmente di più di altre con maggior esperienza.
Secondariamente, ma altrettanto importante, chiunque si incammini su un sentiero, su una mulattiera, in un bosco, anche in piena estate dovrebbe avere le attrezzature minime che garantiscono una certa sicurezza, e in particolar modo scarpe adeguate al terreno, uno zainetto con un indumento antiacqua o un poncho, scorte di acqua, dei viveri, una torcia con batterie di ricambio, una carta della zona, un capo pesante, un berretto e dei guanti, un coltellino, un kit per accendere un fuoco tanto per citare alcune delle cose che mi vengono in mente.
Conoscenze ed attrezzatura sono invece spesso considerate un optional. Mi succede troppo spesso di vedere persone con pantaloncini e sandali sopra i 2.000 metri, o ragazzini e addirittura bambini esposti da genitori incoscienti al sole delle alte quote senza alcuna protezione, gente che ti ferma e ti chiede dove si trova, la strada per tornare ai rifugi, o che mendica un goccio d’acqua, mezza disidratata.
Ma secondo me chiunque si avventuri nell’ambiente naturale dovrebbe avere anche un codice, un’etica che garantisca che il suo passaggio, la sua permanenza, i suoi gesti siano sempre il più possibile in armonia con la stessa Natura. Dando comunque per scontato che nessun passaggio è assolutamente indolore, e che alcune azioni “dannose” sono comunque inevitabili (il taglio di un ramo, l’accensione di un fuoco, la raccolta di erbe, bacche, frutti e radici, lo scavo di canaline di scolo, lo spaventare animali che accudiscono alla prole o alle uova, lo schiacciare l’erba con la tenda per periodi anche prolungati provocandone la morte…), nessun escursionista dovrebbe provocare all’ambiente danni a cui la natura stessa non sia in grado di porre rimedio.
Un buon escursionista è una persona che ama l’ambiente, lo rispetta, conosce le tecniche di base, ma soprattutto un buon escursionista è una persona che conosce le leggi e le regole che stanno alla base della vita naturale, e che la regolano. E che sa adeguare il suo comportamento a queste leggi.
Una foresta è un ambiente complesso, competitivo, in cui ogni componente ha un ruolo simbiotico, che si intreccia con la vita di tutti gli altri abitanti, animali e vegetali. E ogni anno una parte di queste forme di vita deve morire, per dare nutrimento o spazio alle altre. Gli alberi non muoiono sempre di vecchiaia, o per eventi naturali come un fulmine, una frana. Molti muoiono perché perdono la loro gara per la sopravvivenza. Nelle zone dove la vegetazione è folta il sottosuolo è pulito, ricoperto solo dalle foglie e dai rami caduti. Ma dove il sole riesce a forare la coltre delle cime subito la vita esplode, nuove vite sbocciano. Già appena nato un alberello inizia a competere, per guadagnarsi la sua parte di luce, di nutrimento, di umidità, e quando è grande continua a lottare per le stesse cose. E deve lottare anche contro gli insetti che scavano il suo interno, i roditori che rosicchiano la sua corteccia, i funghi e i batteri, gli uccelli che ne fanno il rifugio Tutte le creature della foresta sono legate fra loro da una fitta ragnatela di cause ed effetti, di relazioni di vita e di morte. Gli scoiattoli e tutti i roditori che si nutrono sugli alberi sono a loro volta nutrimento per volpi, falchi e altri predatori, gli insetti sono preda degli uccelli che a loro volta rilasciano con le loro feci i semi che andranno a far nascere nuove piante. Quando qualcosa danneggia una parte della foresta, quell’intricata ragnatela di rapporti viene spezzata, alterata, e la ferita si estende a tutto l’ambiente. Un inverno particolarmente freddo o lungo, o arrivato troppo in anticipo, ha riflessi sulla produzione di bacche e frutti, e quindi sulla sopravvivenza di piccoli mammiferi, di uccelli e di roditori, che a loro volta spingono i predatori più grossi a cambiare zona di caccia, se non a morire per denutrizione. Una presenza sconsiderata di esseri umani in una zona prima selvaggia provoca la fuga dei predatori, e questo, negli anni successivi, sarà la causa della proliferazione di quegli animali che di questi predatori erano il nutrimento. Questa proliferazione porterà al consumo eccessivo delle risorse di cui le prede così aumentate si nutrono a loro volta, e questo ne ridurrà naturalmente il loro numero. Occorreranno però anni per ripristinare il normale equilibrio, e in questi anni l’ambiente non sarà lo stesso. Quante volte ci è capitato di sentir dire “quest’anno ci sono tantissime vipere”, o “in tutta la stagione non ho visto un falco”? Sono due aspetti dello stesso problema: da una parte qualcosa fa ridurre la presenza degli uccelli predatori, e dall’altra i rettili, loro prede, aumenteranno a dismisura. Una specie si sviluppa in un determinato ambiente perché in esso trova le condizioni ideali per la sua stessa sopravvivenza, cibo e riparo. Ma questa capacità di supportare la vita è limitata. Un bosco ha una sua densità di alberi. Piantarne molti altri non lo trasformerà in un bosco più fitto, perché la natura tende a bilanciarsi, a mantenere in vita solo la parte di sé stessa che è in grado di mantenere. Gli alberi nuovi semplicemente moriranno per mancanza di luce, di acqua, di nutrimento. La natura tende sempre a mantenersi in equilibrio. Quando uno dei sottili fili che uniscono tutti gli esseri viventi che la compongono si spezza l’equilibrio è perso, e la natura viene stravolta. E prima che torni come prima devono passare molti anni.
C’è, questa etica? Indubbiamente la stragrande maggioranza degli escursionisti che si incontrano nelle zone impervie, difficili da raggiungere, lontane dalle vie di comunicazione e dai rifugi è gente con una grande passione, e questa passione ha all’interno anche il gene del rispetto per tutte le forme di vita. Chi ama la bellezza ama anche tutte le forme attraverso cui si essa si manifesta, e le rispetta.
Ma molti, pur amando l’escursionismo, danneggiano deliberatamente l’ambiente. Quanti fanatici di coltellil se ne vanno per i boschi con 3, 4 lame e le provano sugli alberelli? Quanti, in preda a raptus alla Bear Grylls, lasciano intenzionalmente a casa la tenda per costruirsi ripari scomodi, freddi, umidi, pieni di insetti, abbattendo decine di alberelli? Quanti raccolgono specie anche protette? Quanti danneggiano i nidi e le tane? Quanti lasciano rifiuti di ogni sorta in giro? Quanti accendono inutili falò in posti assolutamente inadatti e pericolosi? E questi sono i cosiddetti amanti della natura!
Invece la massa di “escursionisti della domenica”, quelli per intenderci con frighetto e sandali, credo che di etica non se ne intendano molto. Arrivano con la macchina fino a pochi centimetri da dove hanno deciso di fermarsi, con il solo scopo di aprire il baule e tirar fuori cibo, sdraio e birra, radio ad alto volume, magari sintonizzata sulla partita di calcio, ombrelloni, e quando se ne vanno lasciano un po’ di tutto. Danni ne fanno tutto sommato pochi, visto che rimangono sempre ai bordi delle strade o in zone comunque altamente frequentate, e d'altronde non sarebbe giusto impedire a chiunque di trovare un po’ di riposo e di fuga dalle torride città estive, di portare i bambini qualche ora a respirare dell’aria senza polveri sottili e monossidi vari. Non è gente appassionata, è solo gente che scappa qualche ora, quindi da loro non credo si possa pretendere tutta la serie di comportamenti che invece dovrebbero essere d’obbligo per l’escursionista abituale.
Credo che, come in tutte le cose, ci siano i “buoni e i cattivi” anche qui. A fianco di gente che rispetta la natura ci sono gli incivili, i maleducati, i vandali. C’è anche una specie che personalmente ritengo odiosa, l’integralista che si pone al di sopra di tutto e di tutti, che ti guarda storto se cammini fuori dal sentiero, perché in quel modo schiacci l’erba, che ti accusa di devastazione se accendi un fuoco, per quanto sicuro possa essere, che si porta via i suoi escrementi in un sacchettino di nylon (giurò, ci sono anche quelli!!!). C’è di tutto.
Quindi alla fine cosa serve per essere un buon escursionista?
Secondo me servono 3 cose: una sufficiente conoscenza delle tecniche di base, un equipaggiamento adeguato alla propria esperienza e, soprattutto, tanta passione, tanto amore e tanto rispetto. Sono 3 elementi che si reggono fra di loro, se uno dei tre manca, o è debole, la struttura crolla.
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Un brutto giorno in montagna è comunque meglio di un bel giorno al lavoro http://www.housegate.net | | I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a Stefanobi per questo post: | | 
23/12/2009, 13:30
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 3/12/2009 Età : 50
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Nome di battesimo: marco | |
grazie stefano per questa bella esposizione di quelle riflessioni che noi, per i motivi che conosciamo, abbiamo già fatto nostre.
quando vado in montagna porto sempre con me un pacchetto di sigarette vuoto per metterci le cicche, ed alle volte ci penso 2 volte prima di spostare un sasso.
ma non è sempre così...
anche da regolarista ero particolarmente attento alla natura (checchè ne pensasse la gente...), ma mi capitava spesso uscendo per sterrati dopo le classiche feste quali pasquetta, il primo maggio ecc. di trovare boschetti bianchi di piatti e bicchieri di plastica come se avesse nevicato. sporcizia lasciata dalla stessa gente che guardava noi moticiclisti come i distruttori della natura.
penso che l'educazione civica (materia ormai dimenticata) e l'amore per la natura, dovrebbero essere a scuola materie di primaria importanza. tutto questo perchè, non dimentichiamocelo, la natura che ci circonda appartiene principalmente a chi ci stà più a cuore, i nostri figli.
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Ultima modifica di spyrozzo : 23/12/2009 a 15:14 | 
23/12/2009, 15:53
|  | Trekkers | | Registrato dal: 21/9/2009
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Nome di battesimo: Carlo | |
questa cosa mi a riportato in mente una scena di les stroud dove sparge addirittura le feci dei cavalli per non soffocare l erba.. fu una scena che in un certo senso mi colpi e pensai proprio a questa cosa del 'rispetto'.
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23/12/2009, 16:32
|  | Esploratori | | Registrato dal: 5/11/2009 Età : 24
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Nome di battesimo: Alessio | |
Sì, sono d'accordo, e sono ancora più d'accordo con la questione dei puristi assoluti. L'integralismo e l'esagerazione sono sempre qualcosa di negativo.
Nella vita si può fare tutto, basta si faccia con moderazione. Chi porta via i propri escrementi nel sacchetto mi sembra davvero un folle.. Poi ci sono contesti e contesti. Alle volte, cose naturali è bene evitarle.. Ma asportare la cacca in un escursione di un paio di giorni mi sembra solo idiozia! | 
23/12/2009, 18:05
|  | Escursionisti | | Registrato dal: 27/9/2009 Età : 29
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Nome di battesimo: Daniele | |
Bellissima riflessione. Stracondivido in particolare il capitolo sugli integralisti. Detesto gli integralisti in qualunque loro forma, sia nella natura, che nella religione, che ovunque... e hai centrato davvero l'obiettivo!!!
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23/12/2009, 18:50
|  | Montanari | | Registrato dal: 17/12/2009 Età : 51
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Nome di battesimo: Diana | |
Interessante spunto di meditazione, l'ho molto apprezzato e mi ha fatta sorridere amaramente la parte sugli integralisti che ormai purtroppo sembrano spuntare in ogni aspetto della nostra vita sociale...
C'è però una frase di una delle risposte che mi ha fatta sorridere ancora più amaramente: Originariamente inviata da spyrozzo penso che l'educazione civica (materia ormai dimenticata) e l'amore per la natura, dovrebbero essere a scuola materie di primaria importanza. La scuola è stata depredata di ogni cosa negli ultimi 15 anni, ormai le restano più o meno solo gli occhi per piangere o, se preferite, i tradizionali "fichi secchi per fare le nozze". Non si può più pensare di potere demandare alla scuola la funzione educativa che non avviene nelle famiglie quando i genitori sono i primi che vengono a lamentarsi che il "pupo" (a volte anche maggiorenne) è traumatizzato nel sentirsi riprendere, sgridare o bocciare...
E non parlo per sentito dire...
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23/12/2009, 19:16
|  | Montanari | | Registrato dal: 17/9/2009 Età : 46
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Nome di battesimo: Gian Luca | |
Senso di appartenenza da cui scaturisce amore per il luogo e rispetto........
E questo vale in ogni posto...........
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23/12/2009, 19:37
|  | Trekkers | | Registrato dal: 24/7/2009
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Nome di battesimo: luca | |
bellissima considerazione...La passione,l'amore,il rispetto sono alla base di ogni cosa...anche quando siamo convinti di essere "arrivati" dobbiamo sempre guardare al punto di partenza...sono qualità che devono essere sempre monitorate e regolate affinchè si mantenga il giusto equilibrio. Originariamente inviata da Daedin Secondariamente, ma altrettanto importante, chiunque si incammini su un sentiero, su una mulattiera, in un bosco, anche in piena estate dovrebbe avere le attrezzature minime che garantiscono una certa sicurezza, e in particolar modo scarpe adeguate al terreno, uno zainetto con un indumento antiacqua o un poncho, scorte di acqua, dei viveri, una torcia con batterie di ricambio, una carta della zona, un capo pesante, un berretto e dei guanti, un coltellino, un kit per accendere un fuoco tanto per citare alcune delle cose che mi vengono in mente. Purtroppo anche io ho visto molto spesso persone completamente sprovviste di un equipaggiamento base e senza la benchè minima nozione di escursionismo...Un'attrezzatura adeguata ed una conoscenza basilare dei principi "di come muoversi in montagna" possono salvare la vita!!
Mille grazie Stefano.
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"Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare" Inferno - Divina Commedia
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23/12/2009, 22:16
| | | | Registrato dal: 23/12/2009
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Nome di battesimo: Fabio | |
Beh, nelle zone nordiche ci stanno materie scolastiche che ti insegnano a rispettare la natura, ad esempio l' orienteering. Per il fatto degli integralisti beh... Sono sconcertato, di sicuro sono pazzoidi pignoli, ma è difficile cambare loro la testa. Si sentono molto rispettosi, ma invece non fanno altro che sembrare degli idioti. Beh, magari ci fosse anche in italia l'orienteering, ma credo che la integreranno presto, perchè h sentito che gli austriaci s sono innamorati della foresta umbra (in Puglia, la mia regione  ) perchè è una foresta non troppo fitta, e semplice da proseguire. Speriamo però che non la abbattin per farci uno stupido hotel, o bruciare per divertimento. La mia amatissima Foresta umbra! Beh, ciao... NO AGLI INTEGRALISTI, AI BABBEI CHE NON PORTANO LA TENDA (E LA "CAPA") E AI VANDALI!!!
__________________ Fabylosfabouluscout | 
23/12/2009, 22:27
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 3/12/2009 Età : 50
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Nome di battesimo: marco | |
gli integralisti ed i naturalisti estremisti...
anni fa durante un'uscita con il 4x4 (una campagnola AR59 nulla di che...) in un passaggio decisamente ostico, ed impossibilitati a tornare indietro abbiamo sbriciolato parte di un mega tronco abbattuto dal mal tempo ed in avanzato stato di decomposizione. un amico della natura che passava di lì cominciò ad inveire contro di noi. quando gli abbiamo fatto notare che l'albero era stramorto e stramarcio e che ne stavamo sbriciolando un pezzetto giusto per farci salire la ruota quello rispose: "ehm... si... però... MA ERA BELLO COSI' ". intanto avevano da poco cementificato buona parte dell'alveo del torrente, ma nessuno si era lamentato.
__________________ www.marcoianni.com c'è chi parla parla parla... e chi fa. noi fa!
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23/12/2009, 22:27
| | Camminatori | | Registrato dal: 9/1/2009
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Per quanto riguarda l'orienteering, o meglio, l'orienteering sportivo, cioè le gare di orienteering, credo che sia una delle discipline più irrispettose della natura, anche se non sembra.
Un conto è fare un'escursione e orientarsi con carta e bussola.
Un conto è una gara dove decine o centinaia di persone vogliono vincere, quindi corrono solo con l'obiettivo di arrivare prima, quindi calpestano tutto quello che si può calpestare, forse senza nemmeno accorgersene.
Oltre al baccano, che a volte pare d'essere al mercato.
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24/12/2009, 10:37
|  | Trekkers | | Registrato dal: 19/6/2009 Età : 44
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Nome di battesimo: Francesco | | Originariamente inviata da Stefanobi Un buon escursionista è una persona che ama l’ambiente, lo rispetta, conosce le tecniche di base, ma soprattutto un buon escursionista è una persona che conosce le leggi e le regole che stanno alla base della vita naturale, e che la regolano. E che sa adeguare il suo comportamento a queste leggi. Credo che questa sia una buona sintesi e, almeno per quanto mi riguarda, la sottoscrivo in pieno.
Quanto agli escrementi nei sacchetti di plastica, la cosa ha un fondamento "tattico" in ambito di operazioni speciali di tipo militare, per non lasciare alcuna traccia (e in particolare quelle son tracce che per esempio i cani sentono molto bene).
Ma a livello "ecologico" è una vera e propria contraddizione in termini... la gente sta proprio male
Saluti
Francesco
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24/12/2009, 20:49
|  | Montanari | | Registrato dal: 17/9/2009 Età : 46
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Nome di battesimo: Gian Luca | | Originariamente inviata da pauser Per quanto riguarda l'orienteering, o meglio, l'orienteering sportivo, cioè le gare di orienteering, credo che sia una delle discipline più irrispettose della natura, anche se non sembra.
Un conto è fare un'escursione e orientarsi con carta e bussola.
Un conto è una gara dove decine o centinaia di persone vogliono vincere, quindi corrono solo con l'obiettivo di arrivare prima, quindi calpestano tutto quello che si può calpestare, forse senza nemmeno accorgersene.
Oltre al baccano, che a volte pare d'essere al mercato. Ecco un bell'esempio di integralismo di cui sopra............... 
Inutile aggiungere altro, ognuno è libero di pensarla come vuole ma per fortuna, come dico sempre, le Montagne sono grandi, gratuite e libere e c'è spazio per tutti, anche per gli integralisti.........
Ciao.
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3/1/2010, 00:02
|  | Esploratori | | Registrato dal: 29/1/2008 Età : 29
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Nome di battesimo: Federico | |
Io ho iniziato a imparare queste cose già dalla scuola elementare, quando si facevano diverse uscite dell'allora "corso di comportamento in montagna".
Qualcuno con figli ne ha sentito parlare?
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Non ho mai pensato nella vita che per procedere bisogna necessariamente andare in linea retta. (M. Paolini) Shine on... | Scatto... | Ascolto... | 
3/1/2010, 00:07
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 19/5/2007 Età : 47
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Nome di battesimo: Stefano | |
Mai sentito. Alice, in prima superiore, fa 3 lingue, informatica, diritto, economia, stage all'estero, ma di cose utili per la vita di tutti i giorni niente  Per fortuna che c'è il papà
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