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28/5/2010, 01:59
|  | Montanari | | Registrato dal: 6/5/2010
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| | Quanto andare veloci?
Io sono tutto fuorchè allenato; chi ha letto altri miei 3d lo sa
Oggi ho camminato per Roma per 4 km circa, facendo pianure, salitelle e discese, e ho impegato circa un'ora, quindi circa 15 minuti a km.
Quanto andate veloci voi? Io ho l'impressione di essere tremendamente lento...
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28/5/2010, 07:07
|  | Trekkers | | Registrato dal: 19/6/2009 Età : 44
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Nome di battesimo: Francesco | |
C'è gente che va molto più veloce, ma considera che in situazioni normali (senza dislivelli importanti e senza zaini enormi) quella è la media.
C'è una regola empirica, cosiddetta "regola di Naismith", che consente di calcolare approssimativamente i tempi di percorrenza di un itinerario in base alla propria velocità base. "Velocità base" corrisponde ai km fatti in un'ora in piano, senza dislivelli importanti, senza esagerare.
In ogni caso, in questa discussione http://www.avventurosamente.it/vb/17...-distanze.html
pur partendo da considerazioni diverse, abbiamo parlato di cose che potrebbero almeno in parte rispondere ai tuoi dubbi  E c'è la spiegazione della regola di Naismith.
Saluti
Francesco
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28/5/2010, 07:51
|  | Esploratori | | Registrato dal: 20/5/2009 Età : 51
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Nome di battesimo: Daniele | |
ognuno ha i suoi ritmi! detto questo, io la velocità la lascio a quelli che gareggiano. già si corre tutto il giorno, ci mancherebbe pure in escursione...
__________________ "non chiedo dove" | 
28/5/2010, 08:06
|  | Montanari | | Registrato dal: 19/1/2010
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Nome di battesimo: Elisabetta | |
... Ti rispondo a "modo mio"...  Ascoltati, ascoltati e rispettati... Ascolta il tuo cuore, i tuoi battiti, ascolta quanto puoi tenere, quanto puoi, eventualmente, velocizzare... Ascolta se il tuo corpo e la tua mente ti stanno "chiedendo altro" in questo momento. Secondo me comunque la risposta già te la sei data da solo, hai detto: "... ho l'impressione di essere tremendamente lento...", vuol dire che hai necessità di velocizzare... Detto questo, ognuno, come dice Daniele, ha i suoi ritmi, ovvio, se sei in gruppo ti adegui e "tieni il tempo" ma se sei solo vai come "senti che devi andare" (almeno in escursione!), senza preoccuparti di altro...
__________________ «Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà». | 
28/5/2010, 09:21
|  | Trekkers | | Registrato dal: 20/6/2009
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Tieni anche conto che per predisposizione fisica (e mettiamoci anche psicologica) c'e' chi va forte in salita e magari piano in discesa e viceversa. Ad esempio io vado con andatura normale in salita, abbastanza velocemente in piano, ma tremendamente lento in discesa.
__________________
"Never stop exploring!"
*Campione Mondiale di Gioca Juer*
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28/5/2010, 09:51
|  | Trekkers | | Registrato dal: 25/5/2009
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Nome di battesimo: Maturino | |
io vengo dalla scuola dei 400 metri di dislivello all'ora in salita, e poco più veloce in discesa.
Questa regola però penso valga più o meno solo per la Majella, dove la distanza lineare che devi percorrere è piccola rispetto al dislivello (in sostanza perchè è sempre molto "ripida").
La montagna secondo me deve essere anche una sfida "aerobica", senza stare attenti solo al tempo e fare le cose con fretta, ma piuttosto cercare ogni volta di spostare l'asticella della propria resistenza fisica un po' più in là di quanto si è fatto alla salita precedente...
E cmq la cosa più importante per salire bene secondo me non è il fisico, o i superpoteri, ma è il ritmo. Se si acquista un buon ritmo durante la salita e lo si tiene per un periodo sufficientemente lungo si va dove si vuole, per questo di solito quando io vado in montagna faccio andare sempre avanti quello con più esperienza, perchè se viene imposto un ritmo preciso e costante lafatica si dimezza. Se il ritmo viene "spezzato" da una sosta improvvisa o da qualche contrattempo poi ripartire è sempre dieci volte più faticoso...
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28/5/2010, 09:53
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/2/2007
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Nome di battesimo: Paolo | |
E' una domanda a cui è difficile rispondere, comunque un consiglio che ti posso dare è quello di partire lentamente.........per i primi 20-30 minuti almeno mantieni un passo lento e regolare, soprattutto se inizi subito con una salita.....almeno io mi trovo bene a fare così, soffro un po' le partenze a razzo.
Per quello che diceva Drachetto riguardo alla velocità in discesa......secondo me è al 90% una questione di abitudine.....quando ho iniziato anchio mi rendevo conto di andare pianissimo in discesa......è una questione di abitudine al tipo di sforzo ma soprattutto di esperienza che si acquisisce piano piano sul dove si devono mettere i piedi....senza accorgersene poi si comincia ad andare più veloce........
(naturalmente la priorità deve essere la sicurezza, non sto certo dicendo di fare le corse in discesa eh!)
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28/5/2010, 09:54
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/2/2007
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Nome di battesimo: Paolo | | Originariamente inviata da matu se viene imposto un ritmo preciso e costante lafatica si dimezza. Se il ritmo viene "spezzato" da una sosta improvvisa o da qualche contrattempo poi ripartire è sempre dieci volte più faticoso... Anche questo è verissimo!
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28/5/2010, 09:55
| | Montanari | | Registrato dal: 3/5/2010
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Di correre non ho proprio voglia, rovinerebbe tutto. Certo, un buon passo bisogna mantenerlo, ma senza forzare.
Si parte tranquilli, ci si ferma ogni tanto, poi arriva il momento in cui si rompe il fiato e da li in poi non ci ferma più nessuno!
Si dice anche da voi "rompere il fiato"?
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28/5/2010, 09:57
|  | Montanari | | Registrato dal: 7/11/2005
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I tempi dipendono tremendamente da molti fattori peró . . . in linea piú che generale io:
1) faccio 1km in 15 min su strada asfaltata con poco carico o comunque all'inizio di una escursione
2) su strada bianca vado a 20 min al km
__________________
ESTOTE PARATI !
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28/5/2010, 10:16
|  | Esploratori | | Registrato dal: 12/9/2006
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| | Originariamente inviata da matu Se il ritmo viene "spezzato" da una sosta improvvisa o da qualche contrattempo poi ripartire è sempre dieci volte più faticoso... Non solo: anche il semplice cambio di passo (quando magari tagliamo un tornante, oppure imbocchiamo una scorciatoia) può avere effetti molto più "traumatici" di quanto si pensi.
Inoltre, proprio per ridurre l'impatto di un'eventuale sosta, è sempre consigliabile non togliersi lo zaino (anche se spesso si è tentati di fare una pausa proprio per far riposare le spalle).
__________________ “Non dovremmo preoccuparci di aver vissuto a lungo,
ma di aver vissuto abbastanza.” Seneca
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28/5/2010, 10:41
|  | Escursionisti | | Registrato dal: 29/4/2010
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Nome di battesimo: Amedeo | |
La domanda che invece mi pongo quando vado in bicicletta o a piedi non è "quanto vado veloce?" ma, bensì, "quanto vado lento?".
Il pedalare o il camminare lentamente è la condizione principale per percepire ed entrare in contatto con ciò che mi circonda. Questo naturalmente, vale per me, poi ognuno è diverso dagli altri.
Non mi crea problemi lo spezzare il ritmo perchè non mantengo un ritmo particolare. Velocizzo, rallento o mi fermo; tutto dipende da cosa c'è di interessante o meno da osservare intorno a me.
Almeno in questo voglio essere libero, considerando tutti gli schemi e le consuetudini a cui sono sottoposto nella vita -normale-.
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28/5/2010, 10:53
|  | Moderatore Avventurosi | | Registrato dal: 7/2/2008 Età : 31
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Nome di battesimo: Daniele | |
Non ho mai dato molta importanza alla mia velocità ma giocherellando con il gps e curiosando nei dati delle tracce salvate mi son reso conto che la mia media è di circa 3 km/h. Quindi, in montagna, percorro 1 km in 20 minuti.
Poi dipende sempre dal tipo di percorso ma quando pianifico su carta è questo il dato che uso e di solito ci sto abbastanza dentro alle previsioni.
Questo vale con lo zaino in spalla. Senza zaino non so quale è la mia media oraria. Sicuramente maggiore ma non saprei dire.
Invece mi serve almeno un'ora per prendere il ritmo. In questa prima ora può capitare che faccia anche un paio di pause di qualche minuto, dopodichè spezzo il fiato e non ho quasi più bisogno di fermarmi.
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28/5/2010, 13:27
|  | Montanari | | Registrato dal: 19/1/2010
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Nome di battesimo: Elisabetta | | Originariamente inviata da matu La montagna secondo me deve essere anche una sfida "aerobica", senza stare attenti solo al tempo e fare le cose con fretta, ma piuttosto cercare ogni volta di spostare l'asticella della propria resistenza fisica un po' più in là di quanto si è fatto alla salita precedente... D'accordo con te... Ogni volta un pò di più... E' quello che poi faccio anche in palestra... Comunque, io all'inizio accuso un pò, poi, quando prendo il ritmo giusto non mi fermi, anzi, mi ricarico proprio camminando... Questo accade quando entra in circolo energia...
__________________ «Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà». | 
28/5/2010, 14:46
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 26/7/2007 Età : 53
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Bravo Paolo,condivido. Infatti come nella corsa,alla partenza non bisogna forzare.Partire piano e man mano,prendendo la misura della nostra condizione fisica, dosare l'energia e gli sforzi per sopportare ed affrontare la fatica per tutto il percorso. Passo costante e brevi soste per non perdere il fiato. Aug. | | | | Strumenti della discussione | | |
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