Ieri sono andato a fare il primo volo di prova di una vela da speedfly.
Queste vele sono dei piccoli parapendio e si caratterizzano per la loro leggerezza, la loro maggior velocità e la possibilità di affrontare venti un po più forti.
Si interpongono tra i parapendio e gli speedride (quelli con gli sci che vanno giu toccando qua e la la neve)
Qualche giorno prima feci dei gonfiaggi con questa vela, ma niente che mi permettesse di affrontare dei giudizi sul suo comportamento.
Leggendo nei vari forum mondiali non si trovava molto essendo il prodotto molto recente, solo quei pochi raccontavano che l'avevano usata con brezza di mare o comunque su collinoni tipo inglese con venti da circa 20 miglia/h.
Ieri era buona, il vento era forte ma non troppo. decido di uscire e girare il primo degli 8 video che devo fare per recensire questa vela.
Solo il tempo di preparare le cose e appena esco di casa verso le 13, il vento è già aumentato. è forte nel mio villaggio.
Valuto un possibile effetto venturi per giustificare l'intensità e parto entusiasta.
Ho deciso di provarlo per la prima volta nel parco nazionale, perchè vi è una cima che è esattamente esposta a quella direzione di vento, ma mi costerà circa 1.5 ore di avvicinamento e 1h per il ritorno. Questo mi permette di testare anche un nuovo strano paio di scarpe che ho appena comprato e che mi incuriosivano molto (Merrell Moab Mid GTX XCR).
Parto a passo spedito e subito trovo tracce di neve vecchia di qualche settimana fa. attraverso la zona forestale e arrivo sulla tundra.
La montagna è la che mi osserva tra le frasche degli abeti e pini silvestre che ma mano si lasciano soppiantare dalle betulle nane.
La montagna ha un colore strano, argentea scura. quasi minacciosa.
la tundra è ricoperta da un 10-15cm di neve e tutti i muschi che solitamente sono molto spugnosi, sono già gelati ed induriti. per alcuni giorni le temperature erano sui -15, mentre in quel momento eravamo pochi gradi sotto lo 0. tutte le paludi che sono bypassate dalle passarelle in legno, sono orami gelate. arrivo ai piedi della montagna per capire che tutta la zona dove pensavo di atterrare è disseminata da sassi. In certe zone di più, in altre meno. Mi preoccupo non sapendo come arriva veloce a terra questa nuova vela. Comincio a salire la montagna che pare un enorme deposito di sassi. Alcuni grandi come persone , altri più minuti. COmprendo la natura del colore... è tutto gelato. un leggero strato di neve riempie gli spazi vuoti tra le pietre. il resto è tutto gelato. Faccio passi sempre con attenzione. non improvviso. sono solo e distante 30km dal primo villaggio. un errore mi costerebbe troppo. la wilderness si fa sentire nello spirito.
più mi innalzo (sono poche centinaia di metri) e più il vento e il freddo aumentano. dall'ideale passa al troppo... almeno per il mio stato psicologico.
in certi passi le petre dondolano, ma leggero, evito di smuoverle. a volte uso le mani quando non sono certo dei miei 2 punti di appoggio. le pietre sono più fredde e taglienti dell'aria. non indosso i guanti per non sudare. quando arrivo in alto, trovo un piccolo spiazzetto da dove decollare. in mezzo giace una grossa petra ma non vedo in giro spigoli taglienti o arbusti che incastrano i cordini. ma il vento soffia. ho un windmeter e lo uso... segna 10m/s costanti che sono 21 nodi e 23 miglia/h. cavolo sono già verso il limite.
COl parapendio non sarei già potuto decollare, ma psicologicamente so che questa vela dovrebbe poter volare... ma quando non si sanno le cose, si ha paura. Il decollo è tutto circondato da pietre... anzi è fatto di pietre e sotto ci sono un mare di pietre. un errore sarebbe assolutamente fatale. Ho paura.
penso alla famiglia, penso a rinunciare, ma penso anche alla gioia di volare... e con una vela nuova per giunta.
Faccio la cosa più saggia.
MI siedo e mi faccio una sigaretta per prendere tempo, mentre il vento mi sottrae Kilo Joules a gogo. Mi proteggo bene con tutto quello che ho.
Sono totalmente solo, consapevole della mia grande esperienza in parapendio e della mia totale inesperienza in speedfly. Sono molto simili, ma non so di per certo quanto. Ora non è il momento di immaginare, ho bisogno di certezze.
Osservo intorno, le nuvole viaggiano come aerei, non mi rincuorano.
Penso nuovamente di rinunciare, ma aspetto ancora. Passano circa 30 min, nel quale sono molto concentrato sulle mie valutazioni. So che non devo sbagliar, ma un errore è sempre possibile. La cosa che più mi spaventa è il sollevare la vela... appena prende vento ho paura mi sollevi e mi trascini indietro sulle pietre retrostanti il decollo. Le pietre invece sotto il decollo sono quelle più impressionanti visivamente, ma non psicologicamente.
Il vero punto era la mia fierezza.
Riuscire a pensare puramente con la mia testa, eliminando tutta la pattumiera dell'immaginazione. La solitudine assoluta aiuta in questo. Si vedono le cose per quello che sono, senza influenze di alcun tipo.
...E noto che il vento comincia ad avere dei buchi... nel senso che in brevi momenti cala un po. il cumulo soprastante appare meno compatto... vuol dire che l'ascendenza sta diminuendo, ...il cilclo termico smolla un po'.
Mi prepare subito.
All'inizio, poco dopo aperta la vela, il vento quasi se ne impossessa, ma io la rivendico come mia propietà. Non avrà nulla di mio questo posto... se non il mio stesso ricordo.
In un momento di calma apparente, non faccio a tempo a sollevare la vela che un nuovo ciclo improvviso si impossessa della vela di nuovo, e io non posso fare altro che trattenerla ed evitare che mi tiri. sbatte come una bandiera impazzita... 18mq di furia.
La risistemo a fiocco per evitare che si gonfi inaspettatamente. Mi sento molto tranquillo. ma aspetto di averla sulla testa. Infatti, appena il rafficone cala, la gonfio e la porto veloce sulla testa.
STOP!
voglio sottolineare come sia pazzesco questo momento.
il fatto semplice di avere la vela sulla testa... mi fa cambiare totalmente stato d'animo, pensieri e respirazione. Mi sento in una cassaforte ora. tutto ciò che seguirà, sarà come essere a casa... nella mia casa cielo, dove ho speso una buona fetta della mia vita e dove non ho mai depositato mezza paura o angoscia. tutte le paure stanno per terra. le paure sono umane, non trovano spazio nel cielo. Nel cielo io, sono solo aria che scivola su aria, niente di più, e non ho posto per i pensieri.
La vela sulla testa mi rasserena la visione come il sole che spunta tra le nuvole e regala una luce diversa la mondo. Automaticamente penso alla gioia di non dover scendere da quei massi gelati a piedi, al non dover più temere il vento, a non dover più sforzarmi a pensare o angosciarmi dalle responsabilità. So che ora con un piccolo gesto sarò nel mio paradiso. una spinta elegante del mio peso in avanti e so che stacco. Ma aspetto qualche piccolissimo istante per farlo. è bellissimo sentirsi pronti a godere e basta. Finalmente scarico tutta la paura che ho accumulato nella attesa. Non ci sono più dubbi. ora godo. ed infatti
come la foglia che lascia la pianta ad ottobre... quell'istante. elegante. armonioso.
il mio capo precede il mio corpo, mentre le braccia si spostano posteriormente quasi ad imitare un uccello. Ed è col petto che si fa.
è il petto che spinge in avanti sull'imbrago, caricando la vela, impartendo una velocità che si tramuta nella tua perdita di peso. Abbandono la terra. Forse come lo farebbe un anima beata, felice per quello che è stato ma felice per quello che sarà. Sopratutto felice per l'istante, adesso volo!.
La vela mi conferma tutte le mie sensazioni e ricordi di volo. tutto è accaduto come dovrebbe accadere e sono compiaciuto che questa vela sia degna di essere le mie ali. ora mi fido di lei. ora la conosco già abbastanza.
salgo nel vento un po', freno, provo le virate. tutto mi piace e mi asseconda. sono comodo seduto lassu.
volteggio a destra e sinistra, il paesaggio cambia continuamente luce, molto rapidamente... perchè le nuvole si susseguono veloci, sospinte dal vento... ed ora sono come loro... ma io posso scegliere la mia strada. esploro con lo sguardo l'area che mi circonda. la conosco. ma questo è un nuovo abito. forse il più severo nel quale l'abbia vista, forse per via di quello che ho provato in cuore.
Ho avuto quello che volevo, e non perdo altro tempo.
Dopo 15 min circa di veleggiamento, mi dirigo ad atterrare... vado verso la strada del ritorno. La vela è veloce, anche quando vado contro il vento.
Mi abbasso progressivamente e dolcemente.
Quando sono vicino al suolo cerco un di individuare le pietre pericolose, e scelgo la mia zona... arrivo arrivo.
Do la massima velocità e poi ecco. tiro e mi fermo. in piedi fermo. non sento più il vento sibilare. non sento più la mia leggerezza. sono tornato uomo.
NOn faccio cadere la vela. la tengo sulla testa e comincio a correre verso il ritorno... attraverso le betulle nane. corro e salto da pietra in pietra. corro sui muschi, affondo nella tundra... ma la vela sulla testa mi mantiene più leggero e mi sostiene ancora. in certi momenti sono senza peso e posso fare salti miracolosi. lo sforzo è pochissimo. anzichè averla sulla schiena, è lei a portarmi. raggiungo facilmente la passarella di legno ghiacciato... e li mi fermo. abbasso le ali, come una poiana che si posa sul tronco.
Ripongo rapidamente il tutto e prendo a passo veloce il mio cammino. un cammino verso il sole che tramonta che mi riscalda il volto, esattamente come tutto quello che ho appena vissuto mi scalda il cuore.
quale sarà il prossimo passo? quando troverò ancora me stesso?
questo è quello che pensavo camminando.
Qui ho fatto appunto un teaser... ovvero una presentazione dei contenuti del video in lavorazione.
Il video sarà pronto tra un po' di giorni... ma cominciate a guardare questo:
Artic Tundra Speedfly Teaser on Vimeo
saluti
Ivan