Originariamente inviata da Androgea
posso prendere i punti ogni 200/300 passi oppure a tempo
LOL! Grazie.
Nessuna delle due

Li prendi quando è più opportuno. Ti spiego, o almeno ci provo.
Siccome non è possibile avere punti di riferimento lontani e chiari come una chiesa, un rifugio (non avresti bisogno di una mappa) e anche se li hai non sono continuamente in vista, e non puoi o vuoi andare sempre perfettamente dritto, e sempre con gli stessi passi, come potresti fare in una pianura, devi usare altri riferimenti. Non è semplicissimo da spiegare, ma la logica è banale.
La teoria è che parti in una direzione, per esempio verso nord, contando i doppi passi, e quando arrivi a una svolta segni i passi fatti e la nuova direzione, per esempio est. Ti viene fuori una cosa del genere: 200 passi nord, 150 passi est, 1.200 passi sud... e così via (in realtà segni i gradi, con precisione, scrivo nord, sud... solo per fare prima). Come le mappe del tesoro dei libri che leggevamo da bambini: semplice ed efficace. Ma ripeto è solo teoria, la potresti applicare in città, o in una pianura. In un bosco, con salite e discese, quindi doppi passi non sempre uguali, roveti, vegetazione fitta, fossi, vai, costoni, ghiaioni, strapiombi... e quindi cose che ti costringono a tenere percorsi zigzaganti non è così facile. Proprio per la presenza di tutti questi ostacoli naturali, tracciare delle linee rette che portano a riferimenti facilmente identificabili e inequivocabili non è spesso possibile. Allora devi prendere questi ostacoli naturali e trasformarli in punti di riferimento o in vere e proprie strade, a tuo vantaggio. Devi trasformare le cose negative in cose positive.
Tenendo presente il concetto base, cioè che segni la direzione e i doppi passi fino alla svolta successiva, la cosa migliore da fare è seguire
per quanto possibile delle direttrici, che non sono altro che delle "strade" naturali che ti portano in un posto. Direttrici possono essere: sentieri, torrenti, il margine di un bosco, un vaio, un muretto a secco, una parete rocciosa, un prato, un ghiaione, una cresta, una linea elettrica... Sono riferimenti naturali con una certa estensione spaziale, cioè lunghi (una pozza non è una direttrice, ma un punto di attacco, mentre il greto di un torrente lo è, perchè è una specie di strada naturale) che ti possono "dirigere" verso una direzione. Mentre segui queste direttrici segni sulla mappa dei punti di riferimento evidenti, naturali (una piccola radura, una pozza, un grosso alvero caduto di traverso) o da te creati (dei sassi messi uno sopra l'altro, un fazzolettino di carta infilato su un ramo...). Questi riferimenti saranno la prova del 9, ti diranno non solo che sei sulla strada/direttrice giusta, ma anche a che punto preciso della strada sei. Questo ti toglierà anche la rottura di contare i doppi passi. Non ti servono, perchè non seguirai la strada/direttrice per tot passi, ma finchè non sarai arrivato alla pozza, al mucchietto di pietre... cioè al riferimento o al punto di attacco.
Dal punto di partenza segui una direzione e conti i passi, finchè non arrivi o a una direttrice o a un punto di attacco
che ti impediscono di continuare o che vanno verso la direzione da te voluta. Se arrivi a una direttrice, per esempio un vaio, lo segni sulla mappa e lo segui. Segui il vaio, e al ritorno non potrai sbagliare perchè il vaio o lo segui da una parte o dall'altra, non ci sono alternative. Ma per sapere al ritorno fino a dove lo devi seguire prima di cambiare direzione, senza la rottura dei doppi passi, devi guardare altri elementi qualilficanti, proprio i punti di attacco. Per esempio se arrivi al vaio e lo segui verso est, puoi segnare il punto in maniera evidente, ad esempio con delle pietre messe una sopra l'altra in posizione evidente. Al ritorno seguirai il vaio finchè non troverai le pietre, e li girerai seguendo quanto hai scritto sul foglio. Un altro mucchietto di pietre lo dovrai fare qualche decina di metri dopo, sai mai che un cinghiale prende dentro al primo e lo butta giu, allora sei fregato. Oppure segnerai altri elementi qualificanti: per esempio arrivi al vaio, lo segui verso est (e fai un mucchietto di pietre), poco più avanti trovi un piccolo vaio che si getta nel primo e lo segni: sarà la prova del 9 che sei sulla strada giusta. Una direttrice e una serie di punti di attacco, di elementi qualificanti che ti dicono: si, il vaio è quello giusto, e sei proprio qui, dove hai segnato questo grosso tronco caduto sotto il quale hai messo 3 pietre a triangolo.
Pensa a una città vista dall'alto: se chiedi un'informazione cosa ti dicono? Segui questa strada, al terzo semaforo giri a destra, alla rotonda dopo il fruttivendolo prendi la seconda uscita, segui la strada fino allo stop, giri a sinistra subito dopo il distributore della ESSO, la seconda a destra sei arrivato. Cosa sono tutte queste informazioni? Non sono altro che direttrici (le strade), i punti di attacco (i semafori, le rotonde, le svolte...) e i riferimenti di sicurezza (il fruttivendolo, il distributore...).
Pensa adesso a un bosco in montagna, visto dall'alto. Vedi tutto il verde delle chiome, ma sotto c'è una città, con le strade, i riferimenti e i punti di attacco. Il concetto è lo stesso: segui il greto del torrente, passi una grossa pietraia e poi un a piccola radura, vai avanti fino a che incontri un vaio che attraversa il torrente, e segui il vaio verso ovest per 500 metri (Vedi nota *), poi vai a sud finchè non esci dal bosco, segui il margine del bosco verso nord fino alla strada... (* in questo caso non hai riferimenti o punti di attacco, quindi lo dovrai fare tu, per esempio con una pila di sassi uno sopra l'altro - quando non ci sono riferimenti e devi/vuoi svoltare devi crearti tu un riferimento).
Oltre a questi riferimenti di prossimità dovrai anche cercare riferimenti lontani, guardandoti bene attorno ogni tanto,
con particolare attenzione non al davanti ma al dietro. Per esempio da un certo punto del cammino puoi scorgere, guardandoti indietro, una cima lontana? Segnala sulla mappa, scrivendo per esempio "Da qui si vede una cima lontana in direzione sud", e per terra metti il mucchietto di pietre (o altro, quello che vuoi). Sarà un'ulteriore prova che sei sulla strada giusta. Al ritorno, quando arriverai al punto in cui vedrai una cima lontana e, guardando per terra, vedrai le pietre, avrai la certezza di essere esattamente nel punto segnato sulla carta.
Aggiungo una nota: non sempre le direttrici ti portano dove devi andare tu. Se devi andare a sud, e un crepaccio ti taglia la strada, lo segui per forza, perchè se continui dritto ci finisci dentro, e appena puoi riprendi ad andare verso sud. Quindi segui le direttrici o se sei costretto o se vanno verso la direzione voluta (verso non vuol dire proprio nella direzione voluta, ma anche circa in quella direzione: meglio una strada certa che va "più o meno" verso dove devi andare, che un percorso incerto nel bosco che fa perfettamente dove devi andare: camminerai di più, ma non rischierai di incasinarti). Quindi il metodo è un misto: direttrici se possibile, se proprio non è possibile allora doppi passi e bussola, ma sempre facendo estrema attenzione ai punti di riferimento (le prove del 9), vicini e lontani, e soprattutto alle spalle.
Quindi il concetto base è quello del percorso rettificato, che realizzerai
dando la preferenza non a percorsi retti contando i passi come se fossi in pianura ma a percorsi naturali facilmente identificabili e inequivocabili, arricchiti da punti di riferimento naturali o artificiali ben evidenti che sostituiranno i doppi passi (che puoi sempre aggiungere per avere più informazioni, o che puoi sostituire con il tempo impiegato - dalla pozza alla radura, seguendo il vaio, ho camminato 450 doppi passi o ho impiegato 15 minuti -) e da riferimenti lontani. Ed è importante mettere ogni tanto dei riferimenti ben visibili, come delle pietre una sopra l'altra in un punto visibile da più lontano possibile, o meglio ancora qualcosa di chiaro (pezzi di fazzolettini di carta?) sui rami. Tornando indietro osserverai con attenzione attorno a te, in cerca anche di questi segni che saranno la prova del 9. Occhio che se piove i fazzolettini possono cadere.
Sembra difficile, in realtà con il tempo diventa quasi naturale, è una forma mentale basata sull'osservazione e sull'identificazione. Ti abitui ad osservare, a farti una mappa mentale della zona, ad individuare le "strade naturali", a mettere ogni tanto qualche riferimento. Ti fermi ogni tanto e ti guardi attorno a 360°, individui in lontananza dei riferimenti, come un costone erboso, e in questi riferimenti individui dei punti inequivocabili e identificativi, come una macchia di erba più scura a forma di cane, due grosse pietre con un albero in mezzo...
Spero di essermi spiegato!