Originariamente inviata da lobo
fermi tutti... prima di partire per la tangente e fare allarmismo...una bussola con l'illuminazione a Trizio non è un centrale nucleare in tasca!
vecchie bussole militari (di solito pre-anni '60-'70) usavano il radio per l'illuminazione, veniva 'spennellato' assieme ad una sostanza fosforescente direttamente sulla ghiera e sugli aghi, naturalmente la sostanza fosforesciente nelgi anni si è esaurita mentre i radio no... ci sono certe vecchie bussole che ho voluto vendere quando mi son nati i bambini!
al giorno d'oggi si usa il 'tritium H3' che è un gas leggermente radioattivo contenudo in alcuni tubicini che fungono da lampadine, ha una vita di circa 10 anni e poi si esaurisce da solo.
da quello che mi han spiegato persone molto più competenti di me.. il trizio emana radiazioni di tipo 'beta' che non riescono a passare gli strati della nostra pelle, per aver problemi bisogna ingoiarlo!
per questo dico sempre a tutti di non leccare o ingoiare le bussole!!

Originariamente inviata da znnglc
Vorrei, solo a livello di curiosità, sottolineare che le radiazioni beta emesse dal trizio sono del tipo a bassa energia (18.6 keV) e solo per questo non possono penetrare la pella umana (probabilmente non vanno oltre il vetro della bussola).
Ho voluto solo aggiungere questa informazione perchè, normalmente, quando si sente parlare di raggi "beta" la si associa a fonti radioattive ben più attive dove, in questo caso, la tipologia di energia è più elevata e sarebbero in grado di attraversare la cute umana se esposti entro un raggio di un paio di metri, dalla sorgente, anche se sono "facilmente" schermabili con pochi mm di alluminio.
Ciao, Gianluca
PS.: Non è che da domani andate in giro con le bussole incartate nell'alluminio ?

Io uso il "domopack", dici che va bene?!
Originariamente inviata da climber
confermo le radiazioni del trizio non oltrepassano il vetro e comunque anche se lo oltrepassassero le emissioni sono bassissime, praticamente innoque, inoltre dentro all'orologio non c'è trizio ma vapori di trizio

Dite il vero, ne sono consapevole però...
Che senso ha mettere un componente con scadenza di 7,5 anni (dopo i quali emana il 60-65% della luce iniziale), in oggetti fatti per durare una vita o più? Oggi come oggi (come accennato) ci sono prodotti come il Lumibright (brevetto Seiko) che possono sostituire qualunque fonte al Trizio egregiamente. Se i soldati "la vogliono al Trizio", a me stà bene; io preferisco fosforescente. Con un prodotto di buona qualità e tenendola al buio quando non è in uso, continuerà a funzionare quando andrà a mio nipote ed oltre.
Sulla questione "sicurezza" preferisco non commentare, in quanto il mio punto di vista deriva da esperienze "sfortunate" che mi hanno insegnato a NON correre MAI rischi inutili (tanto le situazioni in cui DEVI FARLO PER FORZA arrivano comunque; ragion per cui meglio eliminare i fattori di rischio non necessari abbassando così le probabilità totali di subire un danno).
Sia Trizio, gas di Trizio che quel che volete, dopo che "si è spento", continua ad essere dannoso, deve essere smaltito in modo appropriato. Se lo levate dalle bussole o dagli orologi, dove lo mettete?! Io mi sono posto il problema parecchie volte ma non sono arrivato ad una soluzione (a parte smettere di produrlo, visto che a mala pena si riescono a smaltire le "pile alkaline"). Fa male anche se bruciato ed inalato, oltre che ingoiandolo. Alla fine ci finisce come la Francia che è diventata un enorme discarica di scorie radioattive ma prima o dopo lo spazio finisce (fossero solo i cilindretti di Trizio il problema, sarebbe già una gran cosa).
Ho avuto un idea!!!
Ora disassemblo il Trizio esausto e vado a cercare un "GEOCHACHE", così il problema diventa di qualcun altro... lol...
Penso che siamo andati tutti un pò OT...