Ancoraggi e Protezioni in Arrampicata
Prettendo che la mia esperienza in merito è quella che è (poca), ma sperando che sia un piccolo modo di contribuire alle prime “infarinature” relative all’argomento, vi elenco qualche piccola nozione (sicuramente non priva di imprecisioni…4x4 aiutami tu!) sulle protezioni in montagna. Rimando ovviamente a testi specifici ed a corsi mirati chiunque voglia cimentarsi nell’autoassicurazione in montagna.
Le protezioni che si possono mettere o trovare già in loco, in montagna, sono di diversi tipi e, con il passare del tempo, hanno sostanzialmente modificato, sia il modo di andare ad arrampicare(attrezzatura necessaria e velocità di percorrenza), sia, purtroppo, il modo con cui si approccia l’arrampicata e la montagna (troppo spesso senza la necessaria cautela ed il necessario timore/rispetto).
Senza andare a scavare nella storia dell’alpinismo (perché una volta c’era l’alpinismo e basta, in quanto il concetto di arrampicata sportiva è praticamente attuale) e senza scomodare cunei di legno, bong e carte di alluminio pressato, diciamo che le protezioni possono essere le seguenti: Protezioni mobili:
- Clessidre naturali con cordino
- Chiodi
- Friends
- Nuts
- Tri-Cam Protezioni fisse:
- Spit
- Fix
- Golfari resinati - Clessidre naturali con cordino
Si sfrutta la naturale clessidra (un buco che passa la roccia da parte a parte per capirci) che la conformazione della roccia offre. Si passa un cordino al suo interno e lo si strozza a doppio. Ultimamente, con l’utilizzo sempre più diffuso del kevlar o del dynema, si riescono a sfruttare in massima sicurezza anche clessidre molto piccole e frastagliate, in quanto, per detti materiali, la sicurezza offerta da cordini di piccoli diametri è paragonabile a quella offerta dalla classica corda dinamica del diametro quasi doppio. - Chiodi
L’odore del martello sul chiodo (e sulla roccia quando si “padella” il colpo) è romantico…
Il chiodo è la protezione che subito ci ricorda i filmati in bianco e nero di scalatori con pantaloni alla zuawa e corde avvoltolate intorno al petto mentre si muovono a scatti in filmati ingialliti e bruscolosi.
Il chiodo si inserisce nelle fenditure, lame, fessure o come volete voi…si pulisce il terriccio eventualmente presente…si presenta…e SBAM! Martellate…
…sempre avendo cura che il chiodo entri fino in fondo (all’occhiello) in modo che, un eventuale volo, non generi momenti di forza tali da poterlo “invitare” ad uscire dalla sua sede…sì, bei discorsi…poi dipende da quello che trovi, dalla paura che hai in quel momento, da quanto dista l’ultima sicura piantata…insomma…
ah, dimenticavo…dopo la prima martellata sul chiodo si lascia il martello abbattuto sul chiodo e lo si risolleva lentamente in modo da poter capire se il chiodo è entrato ed evitare che il chiodo, se rimbalzato nella sede, cada di sotto… - Friends, Nuts e Tri-Cam
…e altri ancora…sono detti sicurezze veloci.
Ora, probabilmente sono veloci perché non richiedono martello, ma se non hai un buon occhio ed una buona esperienza, posso assicurare che ci metti una vita per capire quale misura infilare in quella maledetta fessura, oppure, anche capire se sia meglio mettere un dado o un tricam e via dicendo.
Sono dispositivi buoni per la progressione, ma, personalmente, a parte la tranquillità psicologica che danno, ho troppa poca esperienza nel loro uso per sentirmi tranquillo del mio posizionamento…quindi, messi, ma mai testati con volo… - Spit
Lo spit è costituito da: un tassello di 2-3cm con, all’estremità una serie di punte che servono per perforare la roccia; un cuneo, che serve per allargare il tassello di cui sopra e creare l’espansione che non lo farà uscire dalla roccia una volta inserito; una piastrina di acciaio con un bullone di 8mm da avvitare nel tassello e provvista di un asola in cui inserire i moschettoni.
Per inserire lo spit nella roccia, si deve utilizzare un pianta spit, al quale si avvita il tassello con le punte.
Poi, mediante piccoli colpi di martello sul pianta spit si inizia la perforazione avendo cura di ruotare continuamente il pianta spit (noi fungiamo da rotazione stile trapano e le punte non si infilano troppo nella roccia).
Personalemnte sono una pippa e ci impiego venti minuti per piantarne uno, ma la gente esperta in 5-10 minuti lo pianta.
Una volta arrivati al bordo del tassello, si posiziona il cuneo nel fondo del cilindro e poi si reinserisce il tutto nel foro appena scavato battendolo giù con forza.
Ora basta avvitare la piastrina (senza stringerla a morte) ed il gioco è fatto. - Fix
Tipo lo spit, ma va più in profondità e per infilare il tassello si usa forare la roccia con il trapano.
Poi si inserisce il tassello con una barra filettata al suo interno (che va ad impanare sul terminale del tassello stesso, poi si applica la piastrina (solitamente da 10mm) poi si mette il dado e si serra la piastrina alla barra filettata andando a far espandere il tassello. - Golfare resinato
E’ un golfare in inox che, mediante una resina bicomponente, viene fissato nel suo alloggio (scavato mediante trapano) in parete.
Sono molto più resistenti agli agenti atmosferici/ambientali ed al tempo degli spit e dei fix, inoltre sono molto profondi e quindi danno una sicurezza e stabilità, probabilmente, senza uguali.
Essendo la parte ultima dei golfari un anello dalla sezione larga e arrotondata, questi offrono una buona e non traumatica superficie per lo scorrimento della corda e possono quindi venir usati anche per effettuare calate (sosta alla francese) consentendo inoltre di effettuare agevolmente manovre di corda anche con un Rinvio o un Moschettone a ghiera inseriti nello stesso golfare. La piastrina di uno spit (idem quella di un fix), invece, ha una sezione piccola e squadrata e non devono mai essere effettuate manovre analoghe: una corda di salita non deve mai passare per il foro della piastrina di uno spit in quanto la corda potrebbe venir abrasa o, addirittura, tagliata.
Spit, Fix e Golfari si posizionano sempre su roccia il più compatta possibile, avendo cura di perforare a 90 gradi rispetto alla roccia e posizionando la protezione tenendo conto di dove andra a cadere il rinvio o moschettone in essa posizionata, in modo da non creare una tenuta ottima in un posto che potrebbe essere molto insicuro per il moschettone che vi verrà inserito.
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