81 anni e una storia alle spalle. Una di quelle storie che forse neanche il più grande romanziere sarebbe stato capace di scrivere. Una storia diventata leggenda, quella di un uomo, dapprima ginnasta, poi alpinista, poi eroe, poi esploratore, poi...un mito!
Un mito a tutto campo. Le sue gesta apprezzate dagli amanti della natura, potevano e potranno essere apprezzate anche da chi l'avventura la ricerca in altri campi. Un mito per chi ama la natura selvaggia, un esempio di coraggio, caparbietà e forza di volontà per chiunque, anche fuori da questo contesto.
Un uomo che ha dovuto e saputo far fronte a molte accuse, anche le più inaspettate e che ha sempre saputo reagire e mantenere la testa alta, consapevole della verità dei fatti. Verità che fortunatamente, anche se dopo anni, è venuta fuori, agli occhi di tutti e stavolta per sempre.
E Bonatti è stato anche un uomo capace di dire "no" a cariche e riconoscimenti istituzionali per non accettare di essere "accostato" alle persone da cui si è sentito tradito. Un uomo tutto di un pezzo.
Una persona divenuta personaggio, uno di quelli che davvero se la potevano tirare e invece, uno dei suoi innumerevoli pregi è stato anche quello di non trattare mai le persone "guardandole dall'alto", si è sempre mostrato disponibile a raccontare delle sue esperienze, di spiegare e non solo raccontare.
Ha saputo vivere la montagna. Sentirne l'anima, affrontarla senza sentirla rivale o nemica, semplicemente viverla e non usarla come sport.
Credo, visti poi i giorni d'oggi, che un personaggio genuino come Walter Bonatti non sarà così facile da ritrovare tra noi. Lascia un vuoto per fortuna colmabile, ma solo mantenendo vivo il suo spirito nei suoi racconti e nei suoi contributi che per anni ancora insegneranno qualcosa in più agli sportivi di oggi. E per sempre resteranno leggende.
A Walter Bonatti il K2, il nostro rispetto e il nostro più caro saluto!
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