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18/6/2011, 15:55
|  | Montanari | | Registrato dal: 22/2/2010
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Nome di battesimo: Luca & Anna | | Walter Bonatti (l’eroe del K2 raccontato dal G.T.M.G.) Sono diversi i personaggi che con le loro imprese hanno reso ancor più mitico e affascinante il mondo d'alta quota. I pionieri della montagna sono ancora oggi, e lo saranno per sempre, leggende! Tra tutti però, un pensiero particolare lo vogliamo dedicare ad un uomo che in quella che, forse, è stata la più grande impresa italiana d'alpinismo, ha contribuito in modo essenziale con le sue gesta...Walter Bonatti. Molti di voi sicuramente lo conosceranno, qui di seguito riportiamo una breve sintesi della sua vita da alpinista ed esploratore. Leggerete di un uomo che ha vissuto davvero...avventurosamente!! ----------------- Walter Bonatti nasce a Bergamo il 22 giugno 1930. La sua prima formazione è come atleta, era un ginnasta prima di tutto. Il primo avvicinamento alla montagna avviene nel 1948, ma la prima grande impresa è datata 1950 con la decisione di scalare la fino ad allora inviolata parete del Grand Capucin. Una tormenta però fece desistere Bonatti e il suo compagno di spedizione Camillo Barzaghi. Un nuovo tentativo fu intrapreso da Walter Bonatti e Luciano Ghigo, appena tre settimane più tardi, ma questa volà fu una tempesta di neve a costringere i due alla ritirata forzata. Il ritorno fu lento e particolarmente difficile viste le condizioni atmosferiche avverse. L’anno della conquista del Grand Capucin è il seguente, quando il giovane Walter partì alla volta dello sperone di nuovo con Ghigo. I due furono nuovamente colti da impreviste catastrofi atmosferiche, non desistendo rimasero nell’impresa, costretti ad un bivacco di fortuna in quota, assicurati (se così si può dire) alle corde in mezzo alla tempesta. La conquista però avvenne e la via fu intitolata proprio a Walter Bonatti. Successivamente fu richiamato alle armi riuscendo a farsi assegnare al Reggimento Alpini dove ebbe la possibilità di seguire diversi corsi di alpinismo che gli sarebbero serviti, poi, nelle future imprese. Il 1953 è un anno florido di successi. Compì la prima invernale sulla Cima Grande e la Cima Ovest del Lavaredo (Dolomiti di Sesto) e nello stesso anno raggiunse la vetta del Cervino inaugurando una nuova direttissima. Ancora, scalò il Monte Bianco attraverso il canalone Nord e il Pizzo Palù in condizioni quasi invernali. Il 1954 fu un anno molto significativo per Bonatti. Diventa guida alpina, ma soprattutto viene ingaggiato nella spedizione italiana condotta da Ardito Desio alla conquista del K2, fino ad allora inviolato. Walter Bonatti è il più giovane della spedizione cui presero parte anche Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, incaricati poi di raggiungere la vetta. La sera prima del trionfo italiano nella conquista del K2 Compagnoni, Lacedelli, Bonatti e Hunza Mahdi giungono all’ottavo campo. Bonatti e lo sherpa Mahdi poi fanno ritorno al settimo campo per andare a recuperare le bombole d’ossigeno da portare agli altri due che avrebbero dovuto attaccare la vetta l’indomani. Intanto Compagnoni e Lacedelli avevano allestito il nono ed ultimo campo. Con il pesante carico sulle spalle, Bonatti e Mahdi tornarono dal settimo all’ottavo campo e, dopo una breve pausa ristoratrice,e da lì verso il nono campo, raggiunto poco prima del tramonto. Non riuscendo ad individuare dove fosse collocato il campo (solo poi verrà ammesso che i due lo allestirono altrove rispetto agli accordi), Bonatti e lo sherpa si trovarono in evidente difficoltà, mentre Compagnoni e Lacedelli, invece di dar loro aiuto, si limitarono, nascosti, da lontano a gridargli di lasciare le bombole e tornare indietro. Il suggerimento era evidentemente inopportuno e sconsigliato visto il giungere della notte e soprattutto l’enorme stanchezza fisica che i due stavano provando. Così il 30 luglio 1954, senza aiuto, senza un rifugio, senza una tenda o anche solo un sacco a pelo per ripararsi, i due si trovarono a cielo aperto, ad oltre 8.000 metri di altezza con temperatura intorno ai -50 gradi centigradi, impossibilitati a muoversi da quel maledetto punto se non con le prime luci dell’alba. Quella notte costò diverse amputazioni da congelamento allo sherpa Mahdi. Giustamente deluso e profondamente ferito dal comportamento dei membri della spedizione, da quel momento in poi Bonatti iniziò a prediligere spedizioni in solitaria. Nel 1964 un giornalista, ripercorrendo i fatti della scalata accusò Bonatti di aver convinto lo sherpa a seguirlo nelle sue manovre promettendo a lui il raggiungimento della vetta, incarico invece spettante agli altri due. Continuando nel ripercorrere la scalata, lo stesso giornalista finì per far ricadere sempre su Bonatti accuse circa l’utilizzo dell’ossigeno nella notte all’addiaccio, rischiando così di compromettere il successo italiano nella conquista della seconda cima più alta del mondo. Ma a seguito di una causa per diffamazione, Walter Bonatti vince la stessa nel 1967, e la stessa testata giornalistica fu costretta a pubblicare la rettifica di quanto realmente accaduto. Da quel momento in poi, ancor più, giustamente, indignato Bonatti si battè per dar giustizia a quanto accaduto e per diffondere la verità in ogni modo. Ancora nel 1994 un dottore australiano, Robert Marshall analizzando le foto di vetta dell’impresa del K2 (pubblicate sull’annuario svizzero “Berge der Welt” del 1955) constatò l’utilizzo dell’ossigeno sino in cima e non fino a 8400 m come invece volevano far credere Compagnoni e Lacedelli. Questo scagionò ulteriormente Bonatti dall’aver utilizzato l’ossigeno per sé. Inoltre in un’intervista del 1994 Lacedelli ammise di aver spostato di proposito l’accampamento del nono campo per non permettere l’individuazione a Bonatti e Mahdi sotto pressione di Compagnoni. Ma solo nel 2004 il CAI si espresse dichiarando definitivamente come veritiera, unica ed attendibile la versione dei fatti di Bonatti, la cui versione quindi venne definitivamente ed interamente accettata. Per di più anche la Società Geografica Italiana nel 2008 sancì scredito sulle versioni di Lacedelli e Compagnoni che volevano, forse, rendere la loro impresa ancor più eroica, o forse, temevano un raggiungimento della vetta da Bonatti per primo, vista la sua forma fisica e determinazione. E con cerimonia ufficiale venne dichiarata ufficiale la versione di Bonatti. Tra il 1955 e il 1957 Bonatti diventa guida di Courmayeur e dedica i suoi sforzi al Monte Bianco del quale scala con incredibile estro e innovazione la parete Sud-Ovest del Petit Dru. Una via impossibile, scalata comunque con ingegno dal grande Bonatti. E poi scalò anche la difficile parete Nord. Nel 1958 raggiunge in stile alpino, dunque senza ausilio di ossigento, la vetta del Gasherbrum IV a 7980m. Nel 1961 Bonatti tenta, in cordata, la salita al Freney, su una cima inviolata. Lungo il percorso incontra una cordata francese con la quale decide di unirsi, ma una tormenta di neve che durò oltre una settimana, decimò il gruppo e nel tentativo di scendere, solo in tre tornarono vivi a valle. Nel 1965 il grande Bonatti compirà l’ultima impresa da alpinista, aprendo in solitaria invernale, una nuova via sulla parete Nord del Cervino. All’età di 35 anni Walter Bonatti, nominato poi nel 2004 Cavaliere di Gran Croce dall’allora Presidente Ciampi (Bonatti restituì poi l’onorificenza visto l’accostamento a Compagnoni) e nel 2002 Ufficiale della Legion d'Onore in Francia, ricevette la Medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica per l’impresa del Cervino e si ritira dall’alpinismo estremo. Tra il 1967 e il 1986 Bonatti girerà il mondo come esploratore in solitaria e non. Terre d’interesse saranno soprattutto Patagonia, Nuova Guinea e Congo. Oggi questa leggenda dell’alpinismo italiano e mondiale vive in Valtellina. Scrive libri e ogni tanto è ospite di varie trasmissioni televisive. ----------------- Questa e altre biografie dei grandi personaggi della montagna le potete trovare sul nostro sito: www.gtmontegennaro.altervista.org Il nostro "Gruppo" è anche su Facebook
Ultima modifica di inchianamo : 19/6/2011 a 18:53 | | I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a inchianamo per questo post: | | 
18/6/2011, 18:27
|  | Montanari | | Registrato dal: 24/2/2011 Età : 21
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Nome di battesimo: Francesco | |
onore a lui!
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Bisogna essere forti. Bisogna essere sempre più forti. Bisogna essere talmente forti da poter fronteggiare qualsiasi destino.
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18/6/2011, 19:51
|  | Montanari | | Registrato dal: 22/2/2010
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Nome di battesimo: Luca & Anna | |
Ce ne sarebbero di contributi su Bonatti, suggerisco però quest'intervista tratta da youtube, informale, di qualche anno fa a Che Tempo Che Fa Intervista Che Tempo Che fa 1 Intervista Che Tempo Che Fa 2 | 
19/6/2011, 17:59
|  | Montanari | | Registrato dal: 22/2/2010
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Nome di battesimo: Luca & Anna | | | 
19/6/2011, 18:36
|  | Esploratori | | Registrato dal: 10/2/2011
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Nome di battesimo: silvia | |
un mito
__________________ solo i pesci morti seguono il flusso della corrente - prov. cinese | 
1/8/2011, 02:19
|  | Montanari | | Registrato dal: 22/2/2010
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Nome di battesimo: Luca & Anna | | | 
1/8/2011, 07:02
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 10/12/2008 Età : 64
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Nome di battesimo: enrico | |
Quando intervisteranno Luca e Anna gli eroi del Semprevisa.....
__________________
I gruccioni partono e volano alti sul mare verso spiagge lontane. Gru www.proflambiase.eu | 
1/8/2011, 14:59
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 26/7/2007
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Ho letto No way down in questi giorni e devo dire che sto' guardando le imprese alpinistiche con occhio diverso. Quale che siano le motivazioni che spingono gli uomini a decidere di scalare una montagna,sono persone che ammiro molto ed invidio per come decidono di mettere in gioco la propria vita per il brivido ragionato dell' estremo.Non vi nascondo che mi piacerebbe fare un 4000 o un 6000, e perche' no' un 8000 ma non il K2..assolutamente. Il libro di Bonatti e' in lista.
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1/8/2011, 16:56
|  | Montanari | | Registrato dal: 22/2/2010
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Nome di battesimo: Luca & Anna | | Originariamente inviata da gruccione Quando intervisteranno Luca e Anna gli eroi del Semprevisa..... 
Oddio oddio! di sicuro se ci intervistano appena scesi da qualche montagna ci trovano che parliamo come Denny Devito in questa scena memorabile ‪Qualcuno volò sul nido del cuculo - Carta a me‬‏ - YouTube
carta a me, carta a me 
Medicina prego!
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1/8/2011, 20:07
|  | Montanari | | Registrato dal: 22/2/2010
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Nome di battesimo: Luca & Anna | | Originariamente inviata da kallaghan Ho letto No way down in questi giorni e devo dire che sto' guardando le imprese alpinistiche con occhio diverso. Quale che siano le motivazioni che spingono gli uomini a decidere di scalare una montagna,sono persone che ammiro molto ed invidio per come decidono di mettere in gioco la propria vita per il brivido ragionato dell' estremo.Non vi nascondo che mi piacerebbe fare un 4000 o un 6000, e perche' no' un 8000 ma non il K2..assolutamente. Il libro di Bonatti e' in lista.
Hey Kallo! Ma di chi è il libro che citi???
Dicci dicci che vogliamo sapere....
Perchè no il K2??
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1/8/2011, 21:59
| | Pantofolai | | Registrato dal: 27/6/2011
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| | Originariamente inviata da inchianamo Hey Kallo! Ma di chi è il libro che citi???
Dicci dicci che vogliamo sapere....
Perchè no il K2?? Libri e recensioni: No way down | | I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a caronte per questo post: | | 
1/8/2011, 22:09
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 26/7/2007
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No al K2 anche se dovessi diventare uno in grado di affrontarla perche' e' una montagna che devi affrontare in luglio - Agosto quando fa' caldo e guarda caso c'e' un passaggio: "collo di bottiglia,seracco e traverso" dove in pratica si cammina sotto un ghiacciaio pensile proprio nel periodo di maggiore caldo...li' significa proprio andarsela a cercare.
| | I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a kallaghan per questo post: | | 
2/8/2011, 08:29
|  | Escursionisti | | Registrato dal: 14/7/2010
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| |
Io ho letto montagne di una vita, di Bonatti.
Merita assolutamente, anche perchè c'è il suo racconto dell'impresa del K2.
Ciao
__________________ ... Und wenn ich einmal nicht mehr bin und ihr steht an meinem Grab, dann singt ein Lied für mich und erhebt das Glas... | 
1/9/2011, 22:18
|  | Cittadini | | Registrato dal: 25/8/2011
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Nome di battesimo: Omar | |
Di Bonatti mi è rimasta scolpita la frase:
"Io andavo in montagna per trovare qualcosa che era già dentro di me"
__________________
Buen camino, peregrino! No tengas prisa...Santiago sigue ahi, no apresures tu camino...eso es lo que vas buscando. Ultreya!
| | I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a Scarpanto per questo post: | | 
14/9/2011, 10:33
|  | Escursionisti | | Registrato dal: 1/9/2011
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