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29/9/2011, 23:23
|  | Pantofolai | | Registrato dal: 21/8/2011 Età : 28
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| | Originariamente inviata da matu e penso che una volta raggiunta una certa massa critica, la popolazione nelle campagne sarà tale da innesare la nascita di servizi, tipo negozi, attività artigianali, che creeranno occupazione. Ragazzo tu mi piaci! (come soleva dire Abbadantuono)
Parlo anche io spesso di massa critica, è un concetto chiave (e secondo me l'unico) per attuare una sorta di riforma-rinascita sociale e culturale in Italia.
Continuerò a seguirti!
Non so come si fa perché non vedo nessun pulsante, ma considerati ringraziato!
Magari un giorno se ne potrebbe parlare a quattr'occhi, magari per una mangiata a "Fonte Romana", se la riaprono. Sono sicuro che sai dove si trova...
Ciao!
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29/9/2011, 23:27
|  | Montanari | | Registrato dal: 17/9/2009 Età : 46
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Nome di battesimo: Gian Luca | |
Ma nel frattempo nelle città cosa succederà ?
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29/9/2011, 23:34
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/6/2005
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caro Daniele, di realtà così nella nostra bella Umbria ce ne sono diverse, e per cercare l'evasione non serve andarsene in mezzo alle montagne, tu conosci bene il mio progetto, ma non conosci (forse) aldo di Bevagna...e poi c'è una comunità nascente nella valnerina...e una fattoria sempre nella zona di sant'anatolia di narco che assomiglia molto a ciò che dici.
la realtà è che la vita online è inversamente proporzionale alla vita reale, il mio consiglio è di dedicare sempre meno tempo a usurarsi i polpastrelli con la tastiera e iniziare a capire davvero cosa si voglia fare nella vita: avere uno scopo ultimo ti (mi) dà la spinta ad andare avanti.
tutto il resto è solo punteggiatura.
un caro e fraterno abbraccio.
__________________ "Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta" http://noielapermacultura.wordpress.com/ | 
29/9/2011, 23:38
|  | Pantofolai | | Registrato dal: 21/8/2011 Età : 28
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| | Originariamente inviata da Granpasso Ma nel frattempo nelle città cosa succederà ? "Siamo alla fine del XX secolo. Il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra, gli oceani erano scomparsi, e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti. Tuttavia, la razza umana era sopravvissuta"
ahahah... notte a tutti... dice bene federico..... spegniamo sti computer e iniziamo a ri-vivere....
| | I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a Turin per questo post: | | 
29/9/2011, 23:46
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 16/1/2011
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Nome di battesimo: Gianluca | |
@Matu
Contestualizziamo un attimo le cose.
O io parlo di oggi con una situazione economica stabile dove vendo il mio appartamento di città a 300.000 euri, perchè il prezzo di mercato di oggi è quello e riesco a trovare in tempi ragionevoli chi me lo compra e per cui realizzo quella cifra e con quello faccio quello che voglio (anche andare in brasile, per assurdo, e passare i prossimi quindici/vent'anni anni con le p@@le al mare  )
O parliamo di una situazione di crisi economica dove il mercato è crollato, o in forte crisi ..... parlavamo della grecia ....., ed allora può anche essere che il mio appartamento di città vale 300.000 euri ma non trovo chi me lo compra a quel prezzo e devo, di conseguenza calare la cifra sino a quando trovo qualcuno disposto a comprarlo ..... quanto devo calare ? .... non ne ho la più pallida idea potrebbe essere "tanto" o "poco".
E comunque DEVO avere l'appartamento da vendere ...... e non è così assodato (anzi).
Contestualizziamo la campagna.
Se ipotizziamo uno spostamento voluto è una cosa, ed il risultato non sarà altro che una serie di somme e sottrazioni come qualsiasi altra attività commerciale/industriale ..... conviene "economicamente" fare il formaggio ? Si ? Lo fai ... No ? Non lo fai ...... Idem con patate coltivare la terra, se ho i soldi, compro trattore e quello che mi serve, una persona fà il lavoro di 10 persone ....... ma parliamo sempre di situazioni normali con scelte ponderate ed affrontate come si deve e con i soldi alle spalle.
Se ipotizziamo che invece io mi sono spostato in campagna perchè in città ho perso il lavoro ...... bhè ..... non è la stessa cosa.
Ho la vaga impressione che non hai idea dei tempi per realizzare il pane, le marmellate, il sapone, coltivare la terra, seguire gli animali e magari dormire. Non è assolutamente all'altezza di una famiglia moderna "tipo" ..... madre, padre e uno o due figli ..... non ci stai dietro a meno che tu non abbia fior di macchinari (e soldi).
Se compro il latte ad un euro al litro, con la quantità di latte che mi serve per fare anche una sola caciotta me la compro al supermercato (da 3.5 litri di latte "crudo" ricavi circa 400 gr. di formaggio fresco ..... hai solo circa 9 euri di latte per fare 1 kg di formaggio, aggiungi calio, sale, tempo, calore ......) ..... mi costa di meno 
Fare il vino non è niente di particolare ..... se sei capace ..... e lo porti alla cantina sociale solo se hai certe quantità se no il gioco non vale la candela perchè tu gli porti "x" kg. d'uva e la cantina ti restituisce quanti litri di vino ? ......
Se la campagna la affronti con la giusta copertura economica non è assolutamente diversa da qualsiasi altra attività produttiva ...... ma devi avere la giusta copertura economica per macchinari e tutto quello che ti serve ..... diversamente devi sopperire con le tue mani e per me questo è medioevo.
Ciao, Gianluca
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30/9/2011, 00:05
|  | Trekkers | | Registrato dal: 25/5/2009
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Nome di battesimo: Maturino | |
l'idea dei tempi per realizzare pane, marmellate, dolci, yogurt, sapone e via dicendo ce l'ho eccome, perchè li ho fatti (vivo da qualche anno a Milano per studio ma prima stavo in Abruzzo, come sai) e/o li faccio tuttora. Stesso discorso per uva/vino, per l'orto, per gli animali da cortile, alberi da frutta, olive/olio e compagnia bella. Se parlo so un minimo quello che dico, se magari un giorno ci conosceremo vedrai che non sono un damerino... 
Per il formaggio, bravo, hai dimostrato che conviene comprarlo, io che dicevo prima? Anche tenere le mucche, con gli ovvi controlli veterinari del caso, stalla, foraggio, è una enorme spesa... per fare quattro formaggelle poi? non conviene nemmeno quella strada...
Vabbè per farla breve, che è tardi, rimaniamo sempre sulla stessa posizione, che vale la legge del menga, e quando e se piove merda tale lapidaria legge vale ancora di più, mi dispiace per chi l'ha in culo... la vita non è fecile per nessuno e ognuno ha le sue croci.
Alla fine abbiamo cominciato con te che mi davi del catastrofista e adesso arrivi a parlare di medioevo, buffo vero? | 
30/9/2011, 00:15
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 16/1/2011
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Nome di battesimo: Gianluca | |
Bhè se hai detto che hai potenziali parenti a Mantova ...... nulla di più facile ...... conoscerci e vedrai che neanche "io" sono un damerino (vent'anni fa lo ero però) ..... un bicchiere di vino te lo posso anche offrire ma mio suocero fà un vino che a me fà decisamente pena ...... e lo compro alla cantina sociale  ...... molto meglio ma se vuoi quello fatto con solo uva ..... c'è.
Notte notte, Gianluca | 
30/9/2011, 00:31
|  | Montanari | | Registrato dal: 6/5/2010
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| | Originariamente inviata da Daniele 86 Volevo sapere la vostra opinione a riguardo? o meglio ancora se conoscete una persona che ha già fatto questa scelta, oppure se qualcuno di Voi ha provato per un breve periodo a vedere cosa significa condurre una vita dettata dalle regole della natura, rinunciare all'evoluzione sociale per vivere nella semplicità della vera bellezza della vita?! E' pieno sul web di queste storie con tanto di indirizzi in cui andare per condividere qualche esperienza. Dal WWOOF ai blog dei singoli che si organizzano. Magari anche sta tizia ha un blog, o magari, se sei riuscito ad avere abbastanza informazioni solo vedendo MelaVerde, forse puoi raggiungerla e chiederle di stare un pò là con lei a vedere come vive.
Sicuramente, visto che la compagnia le manca, non le sarà difficile ospitarti per un pò.
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When you have, everything... you have everything to lose.
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I'mFromItaly: il blog dei miei viaggi http://www.imfromitaly.com | 
30/9/2011, 07:57
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/6/2005
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| | Originariamente inviata da znnglc Ho la vaga impressione che non hai idea dei tempi per realizzare il pane, le marmellate, il sapone, coltivare la terra, seguire gli animali e magari dormire. Non è assolutamente all'altezza di una famiglia moderna "tipo" ..... madre, padre e uno o due figli ..... non ci stai dietro a meno che tu non abbia fior di macchinari (e soldi).
Se compro il latte ad un euro al litro, con la quantità di latte che mi serve per fare anche una sola caciotta me la compro al supermercato (da 3.5 litri di latte "crudo" ricavi circa 400 gr. di formaggio fresco ..... hai solo circa 9 euri di latte per fare 1 kg di formaggio, aggiungi calio, sale, tempo, calore ......) ..... mi costa di meno
Fare il vino non è niente di particolare ..... se sei capace ..... e lo porti alla cantina sociale solo se hai certe quantità se no il gioco non vale la candela perchè tu gli porti "x" kg. d'uva e la cantina ti restituisce quanti litri di vino ? ......
Se la campagna la affronti con la giusta copertura economica non è assolutamente diversa da qualsiasi altra attività produttiva ...... ma devi avere la giusta copertura economica per macchinari e tutto quello che ti serve ..... diversamente devi sopperire con le tue mani e per me questo è medioevo. Io, grazie al signore, questa idea ce l'ho perchè ognuna delle cose che hai detto, l'ho fatta con le mie mani.
la sai la cosa divertente? è che per fare il contadino non serve il trattore, al contrario se uno vuole fare l'agroindustriale e morire di fame, allora si che serve il trattore, i concimi, i pesticidi e ogni sorta di diavoleria chimica e meccanica...e soldi.
additare l'agricoltura non convenzionale (ma in realtà vecchia di 10.000 anni), con le modifiche "moderne" della permacultura, dell'agricoltura sinergica e dello studio dei suoli, al medioevo è purtroppo, indice di superficialità nella conoscenza dell'argomento.
ho da poco seminato oltre 4000 mq di grano in parte a sodo, in parte a semina distanziata, in parte con metodo tradizionale, la cosa bella è che il miglior grano stà crescendo su sodo, dopo che per due anni ho applicato tecniche, assolutamente naturali, per il ripristino della fertilità del suolo.
noi dobbiamo capire se vogliamo continuare a vivere avvelenandosi dentro i nostri appartamenti da 300.000 euro in città, oppure costruire un nuovo paradigma sociale, un'intermediazione fra la vecchia (e faticosa) campagna e la società degli iperconsumi.
o meglio, VOI dovete capirlo, io la mia scelta già l'ho fatta.
e non mi sento mica medioevale
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30/9/2011, 09:36
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 16/1/2011
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Nome di battesimo: Gianluca | |
Caro federico sono contento per te. Se riesci a vivere con quello che coltivi meglio per te.
Vivo in campagna da quando mi sono sposato e, per la precisione, nella casa dove prima vivevano i nonni di mia moglie; è un piccolo loghino. Il loghino è, wikipedia docet, una costruzione edilizia rurale tipica della bassa mantovana, normalmente costituita da un corpo di fabbrica complesso comprendente abitazione, fienile e stalla. Il loghino costituisce un'unità abitativa e produttiva autonoma, fornendo alloggio alla famiglia che lo possiede, ricovero al bestiame ed alle attrezzature agricole. Annesso al loghino ci sono circa 8/9 biolche di terra che equivalgono a circa 2 ettari e mezzo di terra con qualche filare di vigna e qualche albero da frutto. Non è molto diverso da come era agli anni '40 se non per la mancanza di animali quali un paio di maiali, un cavallo, piccioni (che ci sono ancora), galline e conigli e, aihmè, il forno esterno che fù smantellato negli anni '60/'70 in seguito ad una ristrutturazione dell'immobile.
Questa era la fonte di sostentamento di una famiglia tipo composta da due adulti ed una figlia, che erano i nonni di mia moglie, oltre ad una altra famiglia che collaborava al mantenimento del tutto in cambio di vitto e alloggio. Macchinari non c'è ne erano e si avvalevano di un trattore che prendevano in affitto e con quello preparavano il terreno. C'erano tutte le coltivazioni che servivano e che nel mantovano si possono coltivare, per cui, grano, mais, patate, ect. ect.
Il riscaldamento era a legna e non di certo "centralizzato" e l'acqua calda era quella che la stufa dava, però la corrente elettrica c'era anche settant'anni fa.
Morale della favole, quì, lavoravano, tutti i giorni, 4 o 5 persone con una media di ore lavorate non inferiore alle 12, nei momenti di calma andavano a fare le mondine o raccogliere il grano nei campi di altri che, per dimensione, necessitavano di mani "esterne". I giorni di fiera, la nonna di mia moglie, faceva quello che quì si chiama "tira e molla" che è una specie di dolce e lo vendeva.
Tutto questo ha permesso, dopo 12 ore di lavoro quotidiano, al sostentamento più che dignitoso ma ribadisco ...... dopo 12 ore non con la penna in mano, o con la tastiera, ma con vanga e badile, senza un giorno di ferie ma sì con la completa autonomia economica.
Da parte della mia famiglia le cose erano, e sono, completamente diverse poichè sono un figlio dell'industrializzazione e sino a vent'anni fa vivevo, tranquillamente, in un paesino nel torinese di appena 50.000 abitanti anche se i miei nonni avevano una cascina analoga con più animali da cortile ma senza maiali e cavallo. Mai preso in mano un badile sino a vent'anni fa e le cose più pesanti che ho sollevato sono stati i libri di scuola (tanti). In questi vent'anni il badile l'ho preso in mano più volte e, tutte le volte, mi sono reso conto che è più pesante della penna e che fra te e una zucchina ci sono ore di lavoro, che ne vale sicuramente la pena per integrare e mangiar sano ma da quì a dichiarare l'autonomia economica ...... la strada è molto lunga e faticosa.
Hai ragione non era il medioevo ...... ma avere la completa autonomia economica dal mono industriale, attuale, vuol dire questo ...... farsi un c@@o per 12 ore al giorno, tutti i giorni e, ribadisco, non con una penna in mano.
Se uno ambisce a questo ..... auguri ..... liberissimo di farlo ..... terra da coltivare c'è nè, tanta o poca non lo sò, ma sicuramente un pezzo di terra si trova, a sedici anni uno se vuole può iniziare a lavorare e non c'è bisogno neanche di perdere tempo in lauree o anni di università per iniziare questa vita basta solo un pò di sudore. Per cui ..... auguri e buon lavoro
Ciao, Gianluca
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30/9/2011, 12:48
|  | Trekkers | | Registrato dal: 25/5/2009
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Nome di battesimo: Maturino | |
rientro nella questione anche se mi ero promesso di uscirne...
caro Gianluca, perdonami, ma così stai facendo il classico "uomo contro", che trova tesi contrarie a tutto quello che la gente dice (o scrive) senza proporre nulla e senza avere nessun tipo di visione...
Allora, io adesso dico la mia, di "visione", o perlomeno come io immagino l'Italia tra una ventina di anni, pessimista, ottimista, non importa:
io penso che CI SARA' un ritorno alle campagne, non foss'altro perchè la vita nelle città è insopportabile oggi, figuriamoci come lo sarà in futuro, CI SARA' una certa emancipazione dal mercato come lo intendiamo oggi e dal consumismo, un ritorno all'autoproduzione di alcuni beni alimentari e non,ma CI SARA' ancora il mercato, inteso come presenza di industrie che producono beni durevoli, beni che una persona non può farsi da solo (vestiti, elettrodomestici, materiali complessi, composti chimici), esisteranno ancora negozi e servizi come il commercialista, si pagheranno ancora le tasse, ci saranno le forze dell'ordine (ci mancherebbe), semplicemente l'assetto economico generale sarà diverso, e più simile a come era negli anni 40 e 50. Internet esisterà ancora e offrirà lavoro e opportunità più di prima, e le energie rinnovabili (soprattutto l'idroelettrico, non hai idea di quante mini centrali di inizio 900 sono inutilizzate)saranno la quasi unica fonte di energia. Quelli che immaginano il futuro simile ai dipinti di Bruegel o di Giorgione secondo me sbagliano di grossissimo...
Le tecniche agricole di cui parla Federico permettono un'intensità di lavoro sul campo mooolto inferiore rispetto a quanto si fa oggi, anche nella più moderna delle aziende agricole, e rese che permettono a una famiglia la quasi autonomia alimentare con pochissima terra. Chiaro, bisogna sporcarsi le mani, e se a uno piace di più utilizzare la penna che la "zappa" (in senso figurativo) non è che è destinato a morire di fame...
Bisogna considerare due cose quando si pensa a un futuro in questi termini: il progresso tecnologico raggiunto oggi (che non è tutto da buttar via, anzi), e il progresso civile, raggiunto negli ultimi due-tre secoli. Entrambi non è che verranno cancellati o dimentica, quindi qualsiasi futuro dovrà faarci i conti, e a guadagnarci saranno le persone.
Io vedo così il futuro. Tu? (e considera che sei un fortunato, perchè hai già una casa in campagna, ma se le cose più pesanti che hai sollevato sino a venti anni fa sono stati i libri, devi un attimo cambiare la tua forma mentis per godere appieno di quello che ti circonda, altrimenti fai esattamente la stessa vita che facevi quando stavi in città...)
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30/9/2011, 12:49
|  | Montanari | | Registrato dal: 17/9/2009 Età : 46
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Nome di battesimo: Gian Luca | | Originariamente inviata da Turin "Siamo alla fine del XX secolo. Il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra, gli oceani erano scomparsi, e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti. Tuttavia, la razza umana era sopravvissuta"
ahahah... notte a tutti... dice bene federico..... spegniamo sti computer e iniziamo a ri-vivere.... Era uno spunto interessante......tra l'altro sono processi già in atto..........
Vabbè.........
Ciao. | 
30/9/2011, 14:00
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/6/2005
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se ne sei convinto Gianluca, persegui pure la tua strada, l'importante che tu, io e tutti gli altri siamo felici, il messaggio che volevo veicolare era differente ma poco importa.
un abbraccio.
__________________ "Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta" http://noielapermacultura.wordpress.com/ | 
30/9/2011, 14:37
|  | Montanari | | Registrato dal: 12/10/2010 Età : 37
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Nome di battesimo: Marco | |
Ma curiosità...
ma non è che alcuni di voi hanno paura di mettersi in gioco e lavorare duramente in campagna invece che dietro ad una scrivania o un comodo rifugio lavorativo?
Nessuno dice che sia facile, nessuno dice che sia GIUSTO, nessuno dice che IO la penso così e che TU devi pensarla così... ma mi sembra che si è ritenuti PAZZI se si cerca l'isolamento...
Mi ricordo GRANPASSO quando criticavi nel mio topic il fatto che dipingevo le vallate dell'entroterra ligure molto dark, e che IO ero probabilmente un cittadino...così facendo e in questa discussione non fai altro che rendere altri motivi per andarsene dalla tua terra...non è bello questo.
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30/9/2011, 14:38
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 16/1/2011
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Nome di battesimo: Gianluca | |
@Matu
Non faccio "l'uomo contro" ma solo un pò di realismo e praticità, quando qualcuno mi viene a dire che vivere a 2000 metri, da solo in una baita, è la cosa più bella del mondo perchè quella è la vera bellezza della vita permettimi di rimanere quanto meno un pò stranito. Quando sento che per raggiungere l'autonomia economica è sufficiente coltivare un terreno, cioè fare il contandino, e poi mi giro intorno (è sufficiente che apro la porta di casa) e vedo cosa è il contadino "oggi", quì, credimi sono visioni completamente diverse e, alla fine, è un lavoro come un altro ..... ne più ne meno ..... con gli stessi risultati di una qualsiasi attività lavorativa.
A me, personalmente, stà benissimo il ritorno alla campagna, ho scelto "io" di venirci proprio perchè mi piace, la città hai i suoi vantaggi, la campagna ne ha altri e, oggi, non tornerei indietro ma sono state scelte sofferte e rinunciando a certe opportunità (anche lavorative) ma sono perfettamente consapevole che se io non avessi un lavoro di penna che mi permette, di fatto, di mangiare tutti i giorni ...... solo con quello che ho "fuori" non ci campo ...... perchè per camparci dovrei fare la vita che facevano i nonni di mia moglie o i miei nonni a cui sono molto legato sentimentalmente (anche se orami non ci sono più) ma che sinceramente non mi sento di voler emulare. Per cui, alla fine, quando si associa continuamente il lavoro di concetto come al male della terra ...... e che basta fare quello e quello per stare tutti bene ...... bhè concedimi di rimanere ancora un attimino più stranito.
Coltivare l'orto per ricavare l'insalata piuttosto che i pomodori o le zucchine lo faccio volentieri ed è più un hobby che una fonte di sostentamento, cibo sano sicuramente quanto meno perchè sò cosa uso, ma se vado a vedere l'incidenza della verdura con la mia dieta (sono onnivoro convinto) di oggi .... bhè incide ma fino a un certo punto a livello economico per cui, alla fine, non è molto diverso che fare yoga o coltivare bonsai. Uso una macchina a metano perchè inquina meno ma, non lo nego, alla fine risparmio pure, certo ho dovuto rinunciare a velocità ed autonomia ma non ha importanza.
Per tanto se il sogno di qualcuno è quello di vivere di quello che produce il proprio orto ..... ben venga e auguri sinceri ...... di cuore e senza nessuna retorica ..... ma occhio a volare all'altezza giusta o si rischia di cadere a terra e farsi male.
Il futuro prossimo ? ...... troppo complesso il discorso ......
Ciao, Gianluca
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