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Vecchio 31/8/2010, 21:16
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predefinito Secondo voi è possibile realizzare questo?

Ciao a tutti, mi chiamo Laura, ho 26 anni e vorrei parlarvi del mio progetto-sogno.
Mi rivolgo principalmente a chi ha già esperienza di ecovillaggi, ma spero che anche chi ne ha solo sentito parlare venga coinvolto nella discussione in modo attivo; spero quindi non tanto di raccogliere consensi, ma di generare un approccio critico, stimolare una serie di domande e suscitare osservazioni attraverso cui mettere alla prova il mio progetto e rafforzarlo per trasformarlo in realtà.
Il mio scopo principale è vivere a stretto contatto con la natura e rendermi pressochè autonoma e indipendente dal sistema, mangiando frutta e verdura dell'orto (sono vegetariana), e accudendo una mucca, e qualche gallina per il latte e le uova (anche se nel mio percorso personale, non escludo la possibilità di diventare vegana), con il massimo rispetto per la natura, quindi creando uno stile di vita sostenibile.
Sostengo che con il “progresso” ed il “benessere” economico, abbiamo purtroppo perso quella cultura contadina che fino a qualche decennio fa permetteva agli uomini e alle donne di vivere in modo dignitoso anche senza tutto quello che abbiamo oggi, che per la maggior parte delle volte è superfluo, inutile e dannoso. Nella mia ricerca di uno stile di vita da adottare per il futuro, mi sono imbattuta in persone che amo e ammiro profondamente, che hanno scelto di vivere come facevano i nostri nonni e bisnonni; allora tutta una serie di questioni mi sono venute alla mente e una domanda su tutte: “Ma come faceva la gente di una volta a....?” dove la fine della domanda può andare dal “come li lavavano i piatti senza detersivo” al “come facevano a tener l'orto d'inverno e a mangiare lo stesso con la neve” ; domande forse ingenue e sciocche ma che aprono le porte a un mondo che ci siamo lasciati alle spalle, per rincorrere il falso benessere. Oggi, rispetto al passato siamo più fortunati per il fatto che la tecnologia si è sviluppata (e quindi, possiamo scegliere di servirci della tecnologia non inquinante come i pannelli solari, o le macchine elettriche) ma ci ritroviamo in un ambiente degradato e inquinato, da tutelare e proteggere prima che il potere corrompente consumi tutto il pianeta.
Perciò arrivo al mio progetto: ho visto che esistono sparsi in montagna, ruderi, baite e alpeggi da ristrutturare ad un prezzo accessibilissimo, meno di 20.000 euro. Ovviamente non c'è la rete elettrica e neanche quella idrica, in compenso vi arriva l'acqua di sorgente e sarebbe possibile installare un impianto fotovoltaico (credo che partano dai 6.000 euro in su) o un eolico. Non si trovano vicino a strade e quindi bisognerebbe farsi come minimo una mezz'oretta di strada a piedi e in salita per trasportare le cose comprate in città, e questo è un po' un inconveniente, a meno che non si abbia un animale che aiuti nel trasporto. Le dimensioni del terreno annesso dipendono dalla proprietà, e possono variare dai 10.000 mq ai 40.000 mq. , per quello che ho visto sinora. Avrei pensato di comprare una proprietà di queste insieme al mio ragazzo, cercare di ristrutturarla con il materiale che offre la natura (bioedilizia), e viverci cercando di essere il più possibile indipendenti dalla “civiltà”, con un occhio particolare alla permacultura. Dopotutto, quali sono le cose veramente fondamentali e necessarie per un essere umano? Un riparo dal freddo e dagli animali, acqua, cibo, e poi? Magari altre due o tre cose, ma non di più. Il valore di respirare aria pulita, vivere in armonia con la natura rispettandola, trovare con essa un equilibrio e una pace interiore per poter esprimere se stessi nel modo più puro, è inestimabile. Date queste premesse, ho però qualche quesito tecnico da porre:
Una cosa che mi chiedo è come d'inverno in montagna (diciamo fino ai 700-800 metri), con la neve nei mesi più freddi, SI POSSA RIUSCIRE A MANGIARE LO STESSO E COME. DOVREI COSTRUIRE UNA SERRA PER LA VERDURA? E' FATTIBILE?
Stavo pensando che per riuscire ad avere un po' di soldini da parte (per le spese sanitarie e il dentista ad esempio, ma anche per poter ampliare il progetto), potrei vendere i disegni e i quadri che faccio, magari in qualche mercatino; sono sicura che qualcosa in tasca mi arriverebbe perchè mi ritengo in gamba. Oppure, malchevada potrei trovare qualche lavoro stagionale, giusto per lavorare tre-quattro mesi all'anno, magari nei mesi invernali quando fa più freddo, negli alberghi che fanno la stagione. Il mio ragazzo potrebbe fare altrettanto.
Questo è la prima fase del mio progetto, cioè possedere la terra e avere le risorse per porre le basi alla realizzazione di un mini-ecovillaggio. Infatti, guardando un po' su internet, ho visto che la formazione usuale di un ecovillaggio avviene attraverso individui che hanno uno scopo comune e mettono insieme una parte uguale di risorse per comprare un terreno, su cui poi costruire eventuali casette (di paglia, di legno, ma anche in modo tradizionale) o ristrutturarle, e via dicendo. L'idea mi piacerebbe molto, ma nelle varie proposte di formazione di ecovillaggi, ho visto che come investimento iniziale si parla di cifre a partire da 50.000 euro a testa, e io non posseggo così tanti soldi. Se li avessi, mi ci butterei di sicuro, ma io e il mio ragazzo arriviamo a malapena ai 35.000 euro, e un investimento così proprio non ce lo possiamo permettere. Per questo, conto sui modici prezzi delle baite e degli alpeggi, quelli sono accessibili per noi, e ovviamente non li ristruttureremmo per farci una casa di lusso, ma semplicemente, cercando di intervenire solo laddove sia strettamente necessario.
E mi piacerebbe andare oltre: sul terreno acquistato assieme alla baita, vorrei eventualmente costruire due o tre casette di paglia o di legno (come la “Roundhouse” di Tony Wrench, andatela a vedere su index perchè merita davvero!!! E lui l'ha costruita con sole 3.500 sterline ovvero poco più di 4.000 euro) con il sostegno di chi vorrà viverci a medio o lungo termine, ma sempre nel rispetto della natura e contribuendo al lavoro necessario negli orti e con gli animali, per il sostentamento della comunità. La cosa che potrebbe frenare questo è il fatto che le eventuali casette per poter essere costruite, dovrebbero necessitare di una autorizzazione dal comune, o comunque dovrebbero essere costruite su terreno edificabile. Quindi una cosa che vi chiedo è se le casette ecologiche stile “Roundhouse”, necessitano di essere costruite necessariamente su terreno edificabile? Sono un po' confusa a riguardo. In poche parole, comprerei una baita da ristrutturare con terreno annesso, e poi su questo terreno ci (auto)costruirei delle casette; innanzitutto, POTREI FARLO? O DEVE ESSERE TERRENO EDIFICABILE PER POTERCI COSTRUIRE QUALCOSA? E POI: SE FOSSE POSSIBILE, DI QUALI AUTORIZZAZIONI AVREI BISOGNO DAL COMUNE?
Vorrei fare le cose in modo legale, senza avere poi problemi e dovere smantellare ciò in cui ho creduto.
Per favore, ditemi cosa ne pensate e se avete critiche (costruttive) ancora meglio. Le domande che mi premono di più sono quelle in maiuscolo.
Grazie a tutti avranno avuto la pazienza di leggere il mio messaggio e aver risposto!

Laura

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Mauro marcelli (3/3/2011)
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Vecchio 31/8/2010, 21:32
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In poche parole, comprerei una baita da ristrutturare con terreno annesso, e poi su questo terreno ci (auto)costruirei delle casette; innanzitutto, POTREI FARLO? O DEVE ESSERE TERRENO EDIFICABILE PER POTERCI COSTRUIRE QUALCOSA? E POI: SE FOSSE POSSIBILE, DI QUALI AUTORIZZAZIONI AVREI BISOGNO DAL COMUNE?
Ciao! Dunque, ho letto con molta attenzione ciò che hai scritto perchè sono sempre pronta alle eventuali novità in generale, la vostra è una bella idea, secondo me però molto "dispendiosa", nel senso credo che per far partire davvero questo progetto ci sia bisogno di molti soldini... Mi sono un attimo "immedesimata" nel vostro sogno e seppur lo trovo molto interessante a me mancherebbe qualcosa, forse perchè una parte di me ORA "ha bisogno anche dell'essere umano", domani chissà, mai dire mai... ... Comunque, entro nel merito, diversi mesi fà avevo intenzione di comprare (non da sola) un terreno nella natura sul quale poi "far arrivare" una casetta prefabbricata (dall'estero) ma, ripeto, a parte tutte le dovute autorizzazioni, il costo che avevo preventivato davvero non è indifferente... Il terreno deve essere comunque edificabile per le case prefabbricate "tipiche", comunque domani mi informo meglio a studio circa le attuali normative vigenti e se vuoi ti faccio sapere... PS: Coltivatevi il vostro sogno se ci credete davvero... In bocca al lupo...
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Vecchio 31/8/2010, 21:57
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Hehe!
L'avevo presa in considerazione anch'io quella della casetta in legno...ci sono delle casettine prefabbricate deliziose tipo chalet di 50-70 mq da montare in un giorno e mezzo a partire dai 7.000 euro...però resta il fatto che bisogna comprare un terreno edificabile...che non costa proprio poco...dipenderà pure da zona a zona ma so che oltre al perimetro della casetta il terreno edificabile deve essere di almeno altri 5 metri tutt'attorno...quindi il prezzo sale....a conti fatti ho calcolato che la ristrutturazione delle baita fosse più economica..almeno lì la struttura c'è già e si tratta di metterla a posto, così come il terreno...
Il discorso è: come facciamo noi giovani, che magari non abbiamo molti soldi messi da parte, ad avere una casa se il mondo del lavoro è un terno al lotto e in futuro andrà sempre peggio? I prezzi delle case sono inaccessibili, e personalmente non mi andrei mai ad impiccare in qualsiasi forma di mutuo...allora ho pensato che una casa te la puoi anche costruire da solo se compri almeno il terreno, e da qui il discorso delle casette prefabbricate in legno...
da lì mi son detta: ma perchè non mettere a posto qualcosa che c'è già? Magari in un posto ancora (si spera) incontaminato come la montagna? E così mi è venuta l'idea della baita. Voglio avere qualcosa di mio, non voglio stare in casa dei genitori (anche perchè non ci vado d'accordo), e non voglio neanche sperperare i soldi in dissanguanti affitti. Voglio COSTRUIRE qualcosa di mio, e sto cercando una possibilità il più possibile economica. Lo spirito d'adattamento c'è, per il resto servono un pò di sacrifici...
non credo che sia poi così dispendiosa l'idea della baita...18.000 euro per la proprietà più il terreno e spese di notaio e balle varie, diciamo 6.000 euro di impianto fotovoltaico e mettiamoci anche un 8.000 euro di spese di ristrutturazione fai da te...e poi? Che altro? Ah si...Rimboccarsi le maniche!
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  #4 (permalink)  
Vecchio 31/8/2010, 22:15
GiovanniS avatar
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Ciao Laura,
ammiro molto il tuo sogno e non ti dissuaderei mai dal realizzarlo nonostante la mia visione di un'ipotetica situazione da te descritta l'affronterei in modo meno drastico.
Essere totalmente autosufficienti al giorno d'oggi è una cosa complessa a meno di rinunciare a davvero "tutte" le comodità in quanto terra, allevamento e tutte le altre attività richiedono la totalità del tempo utile di una giornata, 365 giorni l'anno.
Per guadagnare un po di denaro potresti vendere i tuoi quadri, qualche prodotto alimentare che è abbondante e magari ospitare a mo di b&b o rifugio dei clienti (un po avventurosi). Se manchi le entrate devi sapere che rischi di non poterti permettere l'aspirina per tuo figlio.


Tieni presente che i miei nonni vivevano bene a 800 metri l'inverno. Comunque erano una comunità ed alcuni beni venivano acquistati, venduti, scambiati e donati.
Prova ad immaginare che se avevi dei raccolti abbondanti di grano, fagioli (di cui facciamo ancora i barattoli conservati) e pomodori (acquistati o barattati per farne le varie conserve) allora hai di che "non morire di fame".
Il raccolto delle patate dava era un fondamentale nutrimento e le migliori andavano vendute o scambiate, anche perché se ne raccogli tante e non hai tecnologie per conservarle non durano che pochi mesi.

Scambiando i prodotti del loro raccolto abbondante potevano acquisire altri prodotti che non coltivavano. Ad esempio per fare i pomodori pelati servivano parecchi chili di pomodori adatti per la salsa che sono impossibili (o comunque dispendiosi) da coltivare alle nostre altitudini. Così arrivavano i commercianti dalle pianure che vendevano o scambiavano pomodori, olio (non esistono ulivi da me...) per patate o altro.
Mio nonno in aggiunta lavorava come muratore o qualsiasi lavoretto trovava prima di andare alla terra e questo favoriva entrate in denaro che garantivano comunque istruzione, spese mediche ed altre sicurezze per i figli.
Per l'inverno c'era da procurarsi la legna. In un piccolo paesino qual'era il mio, il comune assegnava aree di bosco ad ogni famiglia così almeno la legna poteva esser tagliata e raccolta con il solo costo della fatica.

Insomma a sentire i raccolti del nonno, a patto del lavoro congiunto di tutta la famiglia, nessuno ha avuto privazioni ed una vita tutto sommato buona ed onesta per l'epoca.

Il problema che ti pongo, in relazione a quanto detto, è che però all'epoca tutto funzionava come un sistema sociale che oggi non esiste più.
C'era colui che passava per le case e raccoglieva le capre o le pecore per portarle al pascolo mentre le signore preparavano pane o pasta per poi raggiungere in campagna i mariti. C'erano persone che accettavano lo scambio di prodotti di prima necessità.
Oggi se ti si guasta il lievito madre e non hai i soldi per acquistarlo non fai il pane (vabè che costa niente... si fa per dire) mentre al tempo potevi bussare la porta accanto per chiedere un pezzo del lievito madre dell'altra signora.
Oggi ad 800metri devi porti dei problemi per cui hai bisogno di parecchi soldi per acquistare olio, zucchero, pomodori, alcuni frutti ed altre cose che prima magari riuscivi ad ottenere anche in altro modo.

Quel che ti consiglio, quindi, è di procedere per gradi trovando uno stato di equilibrio tra le attività che intendi svolgere ed il contatto con la società moderna perché l'autosufficienza è impossibile da raggiungere in due persone.
Più che altro prova ad auto produrre quante più cose pian piano, dalla coltivazione di un orto, un frutteto e l'allevamento di qualche gallina ed al massimo qualche animale da latte per i formaggi.

Agli inizi del novecento il cucchiaio lo incavavano nel legno e la casa la mettevano su con pietre, tavole e mattoni ma c'era il calzolaio, l'allevatore, il fabbro, la sarta ed il contadino. Insomma anche i miei nonni non erano autosufficienti ma semplicemente meno dipendenti

Per il resto... in bocca al lupo!
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I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a GiovanniS per questo post:
IrrequietaMente (4/9/2010)
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Vecchio 31/8/2010, 22:30
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Ascoltalo, leggilo, mi piace il modo in cui GiovanniS ti ha risposto, stavo pensando cose simili e pur cercando un modo semplice per scriverlo mi stavo arrendendo non trovandolo per cui mi unisco a lui.

Lui lo ha fatto con immediatezza e semplicità, senza dirti di abbandonare ma offrendoti una possibile via di sviluppo del tuo sogno e nelle sue parole ci sono una saggezza e una conoscenza che vengono dalla sua famiglia che ha saputo trasmettergliele, grazie a lui e a loro che tramite lui le hanno condivise oggi con noi tutti e buona fortuna a te e al tuo ragazzo ^_^
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  #6 (permalink)  
Vecchio 31/8/2010, 22:35
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Se fossi sicuro di non ammalarmi, di avere sempre cibo ed acqua in abbondanza, se non fossi cosi freddoloso ma se soprattutto la mia ragazza fosse folle almeno la centesima parte di me tanto da seguirmi sarei gia da un pezzo l'eremita di qualche posto!!!!(conoscete tutti il film "Laguna Blu" vero?!!)Bel sogno...ma almeno per me resterà tale^^Bella idea comunque, spero riuscirai a realizzarla..
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Vecchio 31/8/2010, 23:19
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Originariamente inviata da Daedin Visualizza il messaggio
nelle sue parole ci sono una saggezza e una conoscenza che vengono dalla sua famiglia...
Adesso mi fai sentire





Scherzo ovviamente...
mi fa piacere che hai inteso il mio messaggio Daedin
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Vecchio 1/9/2010, 00:03
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ciao Laura, se cerchi nel forum c'è un altro utente, Federico, che lavora ad un progetto concettualmente simile.
prova a contattarlo, così potete scambiarvi esperienze ed idee!
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  #9 (permalink)  
Vecchio 1/9/2010, 09:37
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Non posso darti grandi contributi ma ti segnalo questo
WWOOF - World Wide Opportunities on Organic Farms
Magari puoi pensare di passare qualche mese in uno di questi posti per fare esperienza e imparare qualcosa

In bocca al lupo
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Vecchio 1/9/2010, 11:08
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Originariamente inviata da Daedin Visualizza il messaggio
Ascoltalo, leggilo, mi piace il modo in cui GiovanniS ti ha risposto, stavo pensando cose simili e pur cercando un modo semplice per scriverlo mi stavo arrendendo non trovandolo per cui mi unisco a lui.
sottoscrivo pienamente
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  #11 (permalink)  
Vecchio 1/9/2010, 11:32
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Quotando in pieno lo spirito e le cose scritte da GiovanniS mi permetto di aggiungere una cosa che secondo me è sfuggita. Anche gli animali di cui vorresti servirti hanno delle necessità alimentari. Un mucca costa un sacco di soldi, e non solo per l'acquisto. La sua gestione nel corso dell'inverno non è cosa semplice. Devi mettere in conto non solo di produrre ortaggi ma anche foraggio.
Non giudico la tua idea irrealizzabile ma solo di estrema difficolta nella realizzazione, nonostante questo ti auguro veramente di riuscire.
Buona fortuna

Manuel
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  #12 (permalink)  
Vecchio 1/9/2010, 12:01
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ciao. Ho letto il tuo appello e vorrei contribuire.
A ventisei anni e' sacrosanto avere dei sogni, ancora meglio se realizzabili.
Temo tuttavia che il tuo lo sia solo in parte.
Questa convinzione matura dall'analisi dell'approccio adottato:
Il modo che hai scelto per condividere questo sogno(internet), ci parla di te:
sei una giovane di oggi, che ha studiato, che beneficia della modernita' per determinarsi, e integrarsi, per costruirsi un futuro.
Ne deriva un paradosso:
per tornare al Passato, ci serviamo del Futuro.
Detto questo cito:

...Vorrei fare le cose in modo legale, senza avere poi problemi e dovere smantellare ciò in cui ho creduto....

Vivere nella legalita' significa rispettare cio' che e' di tutti, e contribuire a mantenerlo e migliorarlo, ad esempio avendo un reddito tassabile.
Una attivita' di vendita ambulante, e' legale solo se si dispone di licenza, autorizazioni all'esposizione della merce, previo pagamento delle dovute concessioni di occupazione del suolo pubblico.
Tutto cio' inneschera' una spirale entro la quale tutti viviamo, un calderano all'interno del quale convivono la nostra liberta', e le regole della societa' civile.
Ti auguro poter riflettere in prospettiva, e di fare le scelte migliori.
saluti.
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  #13 (permalink)  
Vecchio 1/9/2010, 13:47
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Ti farà piacere sapere che non sei l’unica a voler realizzare un progetto simile.
Alcuni sono utenti storici di questo sito, e magari ti daranno la loro opinione, più che autorevole visto che certe scelte le hanno vissute.

Io conosco almeno una decina di persone che, partendo da situazioni e motivazioni differenti e seguendo percorsi differenti, stanno cercando di orientare la loro vita verso il downsizing o decrescita che dir si voglia.

Almeno 8 su 10 sono un fallimento, non so se siano felici o no, sicuramente non sono indipendenti. Visto che di fatto vivono solo grazie agli aiuti di parenti ed amici.

I pochi che ci stanno riuscendo, e sono persone con storie e caratteri molto diversi tra loro, devono il loro successo ad un avvicinarsi alla decrescita, lento e terribilmente razionale.

Per fare quello che vuoi fare tu e continuare a vivere bene, evitandosi di morire a 40 anni di tubercolosi, richiede un patrimonio, di conoscenze, di esperienze, di oggetti e ainioi anche di soldi.

Bisogna diventare agricoltori, pastori, boscaioli, apicoltori, infermieri ma anche muratori, falegnami, elettricisti ed idraulici.
Bisogna imparare che cosa prendere di vecchio e che cosa di nuovo, che cosa realmente serve e che cosa no. E soprattutto serve creare una comunità che ti permetta di condividere oggetti e conoscenze. E poi devi dimenticare subito di essere mai stata piccolo borghese.

Ti faccio qualche esempio sul riscaldamento di casa.

Ti puoi riscaldare a legna (vecchio) ma devi essere proprietaria di un bosco (necessiti soldi) e per non bruciane troppa inutilmente ti è utile una stufa efficiente di nuova generazione (soldi + nuovo verso vecchio). Ti servono degli attrezzi, come una motosega ed un trattorino e qualcuno con cui dividere la spesa (attrezzi + comunità) poichè farsi la legna con ascia e una sega a mano può essere romantico ma è devastante , (fatto e quando realizzi che in 4 ore, pesantissime, hai fatto legna si è no per un giorno ti assicuro che è demotivante).


Il piccolo borghese si riferisce al fatto che casa tua, sarà un disastro per parecchio. I soldi ti serviranno per gli attrezzi ed i lavori ed i boschi e tutto il resto. Casa l'arrederai con roba trovata nelle discariche. e prima che il tutto assuma un aspetto decente passeranno anni. Può sembrare una boiata ma è il primo punto in cui molti ricercatori della decrescita hanno fallito.
La casa brutta a vedersi non era accettata, la necessità di avere subito un ambiente bello a mostrarsi è stato il primo passo verso la dipendenza da parenti ed amici.

Quindi a quello che vuoi ci si può arrivare ma da quello che ho visto si ha successo solo se segue un percorso graduale, che ti permette di accumulare le risorse, le esperienze, e le persone necessarie

saluti

Ultima modifica di cotopaxi : 1/9/2010 a 15:21 Motivo: errori e aggiunta spiegazione
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IrrequietaMente (4/9/2010), oloapota (1/9/2010)
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Vecchio 1/9/2010, 14:52
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Originariamente inviata da IrrequietaMente Visualizza il messaggio
comprerei una baita da ristrutturare con terreno annesso, e poi su questo terreno ci (auto)costruirei delle casette
A prescindere dal raggiungimento finale o meno del tuo obiettivo direi che ti fa bene cominciare ad assumere un po' di informazioni particolari in merito a:
- regolamento edilizio del Comune nel quale vuoi acquistare
- visure catastali
- rendite catastali
- vincoli urbanistici, paesaggistici, edilizi...
- finanziamenti e mutui agevolati (ad esempio la regione Valle d'Aosta mette a disposizione dei residenti che vogliono costruire, recuperare o acquistare una nuova abitazione, un mutuo a tasso agevolato)
- quali possono essere gli interventi sul fabbricato che si possono fare senza concessione e senza autorizzazione, quali senza concessione ma con autorizzazione, quali con concessione
- ammontare dei diversi contributi per i diversi tipi di interventi necessari

piano piano, un passo alla volta, si può arrivare molto lontano
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I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a Donatella per questo post:
IrrequietaMente (4/9/2010)
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Vecchio 1/9/2010, 17:11
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Nome di battesimo: Daniele
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anzitutto benvenuta!
GiovanniS e cotopaxi ti hanno già abbondantemente risposto. Donatella già ti ha dato alcune indicazioni circa parte dell'apetto burocratico, io aggiungerei pure anche il fatto che a 800 slm in Trentino hai un tipo di clima, in Sicilia ne hai un altro con tutto ciò che ne consegue per gli umani, gli animali e le eventuali coltivazioni.
Originariamente inviata da IrrequietaMente Visualizza il messaggio
... vivere come facevano i nostri nonni e bisnonni
come bene ha detto GiovanniS, loro non vivevano isolati ma inseriti in una comunità.
e poi devi pensare alle emergenze, una per tutte: in caso di necessità come raggiungi un medico o come ci arriva lui da te?
possano comunque i tuoi sogni realizzarsi, in bocca al lupo!
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"non chiedo dove"
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