Definire Dan Osman uno dei migliori rocciatori al mondo e addirittura il migliore mi sembra molto azzardato. Non sono la velocità e tanto meno la spericolatezza le virtù di un rocciatore.
Saliva vie non difficili slegato ed in velocità, con un istinto quasi animalesco, anche nelle movenze, offuscando per un momento la parte logica del suo cervello.
Non lo definirei nemmeno rocciatore, al più climber o arrampicatore.
Altro spessore è sicuramente Alex Huber.
Un vero mito, lui si può definire senza dubbio uno del migliori rocciatori al mondo.
La sua esperienza è molto completa: ha fatto via di grado elevato sia in falesia che sulle big-wall, free solo incredibili, un 8.000 in Himalaya e vie nuove in Antartide in condizioni estreme.
Per me le imprese maggiori sono i due free solo effettuati alle Cime di Lavaredo e al Gran Capucin. A differenza di Dan Osman che saliva quasi d'istinto, ha preparato queste vie con grande attenzione e cura, ripetendo varie volte i passaggi più duri con la corda. Ha avuto una concentrazione e
nervi saldi fuori dal comune. La via al Gran Capucin doveva essere in condizioni ottimali, poiché a quell'altitudine è molto facile trovare ghiaccio nelle prese, tra l'altro è anche sceso dalla stessa via.
Quest'estate ho avuto la fortuna di vedere una mostra dedicata a lui al Museo di Messner a Bolzano.
L'uso del casco non è illogico. In quelle vie non è remota la possibilità che un sasso ti colpisca in testa. Se è grande non ci può far nulla comunque, ma invece se è di una misura abbastanza contenuta si ha più possibilità di reggere la botta e continuare a vivere.
Sulle dolomiti anche io ho visto un tedesco che saliva una ferrata slegato, ma con il caschetto per lo stesso motivo.
__________________ In tempi come questi la fuga è l'unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare |