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29/4/2009, 19:54
|  | Moderatore Avventurosi | | Registrato dal: 7/2/2008 Età : 31
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Nome di battesimo: Daniele | | La piccozza nell'escursionismo. Quale scegliere?
La curiosità di informarmi su questo strumento mi è venuta dall'ultimo trekking, quello sui Sibillini. C'è stato un momento in cui ci siamo trovati ad affrontare un traverso innevato sul costone della montagna.
La pendenza non era moltissima e la neve era abbastanza soffice ma l'imprevisto c'è stato lo stesso. Uno scivolone di una trentina di metri fortunatamente senza conseguenze.
Uno dei bastoncini da trekking si è piegato durante la scivolata non garantendo affatto alcun tipo di sicurezza in quella situazione, anzi, probabilmente ha dato una falsa sicurezza.
La situazione affrontata non era particolarmente difficoltosa o pericolosa ma mi ha fatto pensare. Un supporto alla camminata più resistente e più corto avrebbe probabilmente limitato l'accaduto.
A questo punto girando in internet mi son messo a guardare i vari tipi di piccozze, strumenti più adatti in queste situazioni anche se probabilmente eccessivi per le mie tipiche uscite.
Ne esistono di molti tipi ed ho scoperto che per quanto riguarda l'escursionismo la classica con manico dritto è la più adatta. Tipo questa http://www.camp.it/IT/template01.aspx?codicemenu=40
Ce ne sono di varie lunghezze ed anche con manico un po' ricurvo fino ad arrrivare ad attrezzi tipici e specifici per arrampicate su cascate di ghiaggio... non interessanti nel mio caso.
A questo punto la domanda è questa. Quale potrebbe essere una soluzione ideale per un escursionista che non ha bisogno di arrampicarsi? Lunghezza, forma ed altro insomma.
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29/4/2009, 21:07
|  | Escursionisti | | Registrato dal: 16/4/2009 Età : 22
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Non c'enta molto con la tua richiesta , però se ti capitasse, puoi improvvisare una piccozza con un bastone che abbia un "becco" e che quindi ha la forma di piccozza; questo nel caso ti dovesse servire sul momento e non ce l'hai...
Per il resto non saprei dirti, vediamo gli altri cosa dicono...
Ciao
p.s. prova a vedere qua
dice:
"1°) libro sci alpinismo 1973: "la picca deve essere un pò meno della metà dell'altezza di chi la usa (consigliavano 80 cm)
2°) libro sci alpinismo cai 2005: le picche lunghe almeno 65 cm vanno molto meglio di quelle più corte per l'autoarresto (quindi quelle più corte sono usate per itinerari tecnici)
3°) grande libro della montagna 2005 (mi pare): la lunghezza è in relazione a quello che uno ci fà: se alpinismo classico (non cascate o vie 70°) la misura giusta è quella di 70 cm"
Ultima modifica di Sophos : 29/4/2009 a 21:12 | 
29/4/2009, 21:13
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/6/2005
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__________________ "Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta" http://noielapermacultura.wordpress.com/ | 
29/4/2009, 22:06
|  | Esploratori | | Registrato dal: 24/7/2008 Età : 57
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Nome di battesimo: Ubaldo | | Originariamente inviata da squob
Un supporto alla camminata più resistente e più corto avrebbe probabilmente limitato l'accaduto. Suppongo si sia trattato di distrazione, forse avevi fatto poca attenzione e non avevi i 3 punti di appoggio che necessitano in progressione su terreni instabili.
Nella condizione che descrivi (o come l'ho capita), l'aver avuto la picozza ti avrebbe aiutato solo se conosci la manovra di frenata, altrimenti ci fai poco.
Io a picozza ce l'ho da 70 cm ma non la uso in escursionismo..se pensassi di usare la picozza allora dovrei aver pensato anche agli scarponi e anche ai ramponi. | 
29/4/2009, 22:18
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/6/2005
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no Ub, è caduta la mia ragazza, la caduta è derivata dal non sapere come procedere in quelle condizioni.
naturalmente in caso di "necessità piccozza" ...i ramponi vengono da soli!
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29/4/2009, 22:27
|  | Moderatore Avventurosi | | Registrato dal: 7/2/2008 Età : 31
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Nome di battesimo: Daniele | | Originariamente inviata da Sophos ....
Per il resto non saprei dirti, vediamo gli altri cosa dicono...
Ciao
p.s. prova a vedere qua
dice:
....
Già letto nelle mie ricerche su internet... il fatto è che loro parlano di alpinismo mentre io volevo sapere se e come qualcuno le usa in escursionismo Originariamente inviata da federico si, ma perchè prenderesti quella? e di quale lunghezza? Originariamente inviata da ub Suppongo si sia trattato di distrazione, forse avevi fatto poca attenzione e non avevi i 3 punti di appoggio che necessitano in progressione su terreni instabili.
Nella condizione che descrivi (o come l'ho capita), l'aver avuto la picozza ti avrebbe aiutato solo se conosci la manovra di frenata, altrimenti ci fai poco.
Io a picozza ce l'ho da 70 cm ma non la uso in escursionismo..se pensassi di usare la picozza allora dovrei aver pensato anche agli scarponi e anche ai ramponi.  Giustissimo. Piccozza e ramponi sono insieme strumenti indispensabili quando si va su ghiaccio o neve dura ma può capitare che trovi queste situazioni anche in un'escursione semplice in un versante nord.
Sono un ignorante in materia ed ho letto della manovra di autoarresto in internet però in un'escursione può capitare che sia previsto ghiaccio o neve nel percorso.
Ubaldo, giusto per capire, tu che tipo di piccozza hai e per quale attività la usi?
Questa discussione è per capire se è utile o no questo strumento nel nostro hobby
Ultima modifica di squob : 29/4/2009 a 22:32 | 
29/4/2009, 23:21
| | Guest Escursionisti | | Registrato dal: 1/3/2009
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| |
La picozza ha diversi usi sulla neve in montagna.
Escludendo l'utilizzo in trazione, che serve nelle pendenze più elevate e quindi non nel normale escursionismo, rimane l'utilizzo in appoggio, che migliora l'equilibrio nella progressione, e l'autoarresto in caso di scivolata.
Poi si usa la pikka nei ghiacciai per controllare i crepacci e nelle manovre di recupero dai crepi.
Secondo me se si frequenta la montagna innevata pikka e ramponi sono cose da portarsi dietro. A meno infatti di fare sempre cose assai facili (tipo sentieri di fondovalle), magari la maggior parte delle volte può non servire, ma arriva prima o poi il momento il cui ramponi e pikka si devono utilizzare.
Le condizioni della neve infatti sono assai variabili e bisogna stare sempre in guardia. Un percorso banale in certe condizioni può diventare assai insidioso in altre condizioni ed addirittura sconsigliabile anche agli esperti.
Qui da me le Apuane ogni anno ci sono diverse vittime, soprattutto tra gli "escursionisti" su neve impovvisati. Ricordo un finesettimana ci sono stati 3 morti. Qualcuno non aveva l'attrezzatura.
Venendo alle caratteristiche delle pikke:
- pikka corta vuol dire manovrabilità. Cioè pikka tecnica, per un utilizzo anche in trazione. Di contro la pikka lunga facilita l'appoggio e l'utilizzo in ghiacciao. Le pikke tecniche sono sui 50 cm. Per escursionismo io andrei sui 60/65 cm.
- la pikka pesante vuol dire massa battente, quindi un miglior utilizzo in trazione. Le pikke tecniche sono sui 600 gr. Per un utilizzo in escursionismo vanno bene anche quelle più leggere.
- fondamentale che la pikka abbia la dragonne, cioè la fettuccia d'impugnatura. La testa dovrebbe poi essere di un pezzo unico senza saldature.
La forma del manico è ricurva nelle pikke tecniche. Per l'escursionismo va bene il manico diritto che facilita l'utilizzo in appoggio.
Insomma, buona pikka a tutti. | 
29/4/2009, 23:33
|  | Moderatore Avventurosi | | Registrato dal: 7/2/2008 Età : 31
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Nome di battesimo: Daniele | |
Naturalmente (il nik non l'avverbio), tanto per capire, tu pensi che sia necessaria una piccozza nell'escursionismo per affrontare tratti innevati ed in pendio? Necessaria nel senso che sia utile averla in certe condizioni ed anzi.... in quali?
ps: certo che utilizzare "naturalmente" come nik crea non pochi problemi quando si scrive... specialmente in questo forum!!! | 
29/4/2009, 23:48
| | Guest Escursionisti | | Registrato dal: 1/3/2009
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Secondo me pikka e ramponi devono essere sempre al seguito a meno che si abbia in programma qualcosa di assolutamente banale, tipo un sentiero pianeggiante di fondovalle o un sentiero nel bosco su pendenze basse dopo un'intensa nevicata.
In tutte le altre situazioni ramponi e pikka ci vogliono. Magari non servono il più delle volte, ma quando servono se non ce li hai rischi la vita!
Le condizioni più pericolose sono chiaramente i traversi ripidi con parecchio pendio sotto. Poi dipende anche dalla tipologia di montagne e dalla loro meteorologia. Qui in Apuane ci sono certe condizioni in cui si trova neve dura come ghiaccio a 1000 metri di quota e nel bosco.
Se frequenti la montagna d'inverno fai l'investimento: ramponi + pikka!
PS. "Naturalmente" è un nik che mi piace troppo, l'ho scelto di getto in antitesi ad "avventurosamente" che a me suonava troppo di Rambo.. Natura è la parola giusta, l'avventura viene di conseguenza, è insita nella Natura.. | 
30/4/2009, 00:33
|  | Amministratore Avventurosi | | Registrato dal: 16/3/2005
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Nome di battesimo: Andrea | |
Secondo me in quelle condizioni sarebbe stato utile avere degli scarponi un po' più rigidi e al limite un paio di ramponi (ci sono quelli che si adattano a tutti gli scarponi purchè questi non siano morbidi, ad esempio: http://www.camp.it/IT/template01.aspx?codicemenu=50) e probabilmente si sarebbe evitato. La dinamica iniziale della caduta non l'ho vista, ma immagino che si sia trattato di uno scivolamento sulla neve.
Comunque il tratto che abbiamo fatto in quelle condizioni può considerarsi di leggera difficoltà alpinistica, quindi la massima sicurezza la ottieni con ramponi e picozza.
Il problema in queste cose è sempre "a monte" di tipo valutativo: se sei con attrezzatura da escursione e incontri un tratto alpinistico lo sai riconoscere? E se lo riconosci che fai continui o cambi percorso? Nella scelta tieni conto delle capacità degli altri componenti? Personalmente, conscio delle mie capacità, mi sono preso la libertà di affrontare quel tratto innevato, il cui attraversamento non era di particolare difficoltà, sicuro delle capacità degli altri componenti, ma la sicurezza di conoscere le capacità degli altri in realtà non ce l'avevo.
Comunque per rispondere alla tua domanda pensa ad esempio se invece della neve trovavamo il ghiaccio, ovviamente non avremmo proseguito per quella strada, però in quelle condizioni avere ramponi e picozza ti permette di proseguire, mentre se hai solo la picozza non ci fai niente.
Secondo il mio modo di vedere i ramponi sono al 50% uno strumento di progressione e al 50% uno strumento di sicurezza, mentre la picozza è al 30% uno strumento di progressione e al 70% uno strumento di sicurezza, anche se in alpinismo sicurezza e progressione sono strettamente legati. In particolare per le scivolate dividendo idealmente la sicurezza in "preventiva" (quella che ti fa evitare la scivolata) e "curativa" (quella che ti salva durante una scivolata) direi che quella dei ramponi è al 50% preventiva e al 50% curativa, mentre quella della picozza è al 30% preventiva e al 70% curativa. Questa è una considerazione puramente personale e non esaustiva che però fa riflettere sul ruolo dei due strumenti e sulla necessità di averli entrambi in tratti alpinistici.
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30/4/2009, 08:38
|  | Esploratori | | Registrato dal: 24/7/2008 Età : 57
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Nome di battesimo: Ubaldo | | Originariamente inviata da AndreaDB
Il problema in queste cose è sempre "a monte" di tipo valutativo: se sei con attrezzatura da escursione e incontri un tratto alpinistico lo sai riconoscere? E se lo riconosci che fai continui o cambi percorso? Nella scelta tieni conto delle capacità degli altri componenti? Personalmente, conscio delle mie capacità, mi sono preso la libertà di affrontare quel tratto innevato, il cui attraversamento non era di particolare difficoltà, sicuro delle capacità degli altri componenti, ma la sicurezza di conoscere le capacità degli altri in realtà non ce l'avevo.
Comunque per rispondere alla tua domanda pensa ad esempio se invece della neve trovavamo il ghiaccio, ovviamente non avremmo proseguito per quella strada, però in quelle condizioni avere ramponi e picozza ti permette di proseguire, mentre se hai solo la picozza non ci fai niente.
Secondo il mio modo di vedere i ramponi sono al 50% uno strumento di progressione e al 50% uno strumento di sicurezza, mentre la picozza è al 30% uno strumento di progressione e al 70% uno strumento di sicurezza, anche se in alpinismo sicurezza e progressione sono strettamente legati. In particolare per le scivolate dividendo idealmente la sicurezza in "preventiva" (quella che ti fa evitare la scivolata) e "curativa" (quella che ti salva durante una scivolata) direi che quella dei ramponi è al 50% preventiva e al 50% curativa, mentre quella della picozza è al 30% preventiva e al 70% curativa. Questa è una considerazione puramente personale e non esaustiva che però fa riflettere sul ruolo dei due strumenti e sulla necessità di averli entrambi in tratti alpinistici. Non aggiungerei altro.
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30/4/2009, 09:29
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/6/2005
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idem, Andrea è una biblioteca ambulante
(anche se mi ha fotografato i materassini da mare...)
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30/4/2009, 09:59
| | Guest Escursionisti | | Registrato dal: 1/3/2009
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Concordo con il fatto che la pikka per l'escursionismo è di sicurezza mentre i ramponi sono di progressione. Quindi mai con i ramponi e senza pikka, mentre il contrario al limite si.
Coinsidera comunque, AndreaDB, che le condizioni della neve/ghiaccio d'inverno sono assai mutabili ed anche in maniera imprevedibile, per cui la valutazione la puoi fare sul momento ma per il ritorno non sai bene. Un pendio banale, se cambiano le condizioni meteo (ad ese arriva vento da est), può diventare pericoloso. Quindi attenzione a dire mi conosco, conosco la montagna e quindi valuto.
Conviene sempre avere parecchio margine in montagna, per ovviare a imprevisti/errori di valutazione.
Non ho ancora capito se il vostro giro era invernale o primaverile/estivo. Un po' di differenza c'e'.. Attraversare una lingua di neve in tarda primavera è una cosa, la montagna d'inverno è un'altra.
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30/4/2009, 10:07
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/6/2005
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| | Originariamente inviata da naturalmente Non ho ancora capito se il vostro giro era invernale o primaverile/estivo. Un po' di differenza c'e'.. Attraversare una lingua di neve in tarda primavera è una cosa, la montagna d'inverno è un'altra. no, era una cosa tranquilla fatta l'altra settimana sui sibillini a 2000 mt di quota..
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30/4/2009, 10:14
|  | Amministratore Avventurosi | | Registrato dal: 16/3/2005
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Nome di battesimo: Andrea | | Originariamente inviata da federico anche se mi ha fotografato i materassini da mare...
Però te la sei cercata | | | | Strumenti della discussione | | |
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