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25/3/2010, 22:17
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/2/2007
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Nome di battesimo: Paolo | | Deforestazione e rimboschimento nel mondo
Un'interessante tabella dall'Economist. Global deforestation: Wood through the trees | The Economist
Presenta la variazione, misurata in milioni di ettari e per due periodi temporali (1990-2000; 2000-2010), dell'estensione delle foreste in varie zone del mondo.
La deforestazione continua a grandi passi (pur rallentando leggermente) nell'America del sud e in Africa, mentre in Europa e nell'Asia dell'Est si assiste a un deciso rimboschimento.
Per Cina, India, Vietnam e Stati Uniti l'articolo parla espressamente di "programmi di rimboschimento"
Qualcuno sa invece le possibili cause del rimboschimento in Europa?
C'è chi dice che derivi principalmente dall'abbandono dei pascoli e generale spopolamento/abbandono delle montagne
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25/3/2010, 22:29
|  | Moderatore Avventurosi | | Registrato dal: 7/2/2008 Età : 31
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Nome di battesimo: Daniele | |
Sentita la notizia oggi alla radio. Non saprei dirti, però il discorso dell'abbandono delle campagne e dei monti potrebbe dare una risposta. Se fosse così è una magra consolazione.
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25/3/2010, 22:52
|  | Trekkers | | Registrato dal: 10/1/2010
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Nome di battesimo: Andrea | |
E' una magra consolazione, ma non nel senso che temi tu.
E' un fatto che in europa si stanno ri-piantando i boschi, questi sono boschi monovarieta', per cui "tutti faggi" o "tutti abeti" ecc... a volte sono tirati su con piu' criterio, ma comunque non sono veri boschi. Non ancora.
Il vero bosco e' una bestiaccia, pieno di liane (stracciabraghe) e con ogni punto soleggiato pieno zeppo di piante e pianticelle tutte la' a contendersi ogni spazio buono.
Ne puoi ammirare un po' se vai a visitare l'oasi di macchia grande a Focene.
Pero' e' vero che se lasci in pace un bosco ripiantato per 30-40 anni, questo pian pianino assumera l'aspetto di un vero bosco europeo.
Spiacevole, ma necessario e (altra cosa ancora piu' buona) c'e' il fatto che in europa si sta diffondendo una cultura piu' rispettosa dell'ambiente (non tanto al sud d'italia, ma da altre parti) e qualcosa e' realmente cambiato.
L'abbandono delle campagne regala enormi spazi alla speculazione edilizia e al latifondo, ma non fa ricrescere i boschi. Idem per l'abbandono della montagna che, anzi, facilita il lavoro dei piromani: nessuno piu' che ripulisce le vie tagliafuoco.
La ricrescita nel sud-est asiatico invece... boh?
A.
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25/3/2010, 23:10
|  | Moderatore Avventurosi | | Registrato dal: 7/2/2008 Età : 31
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Nome di battesimo: Daniele | |
Vero però potrei pensare che l'abbandono dei paesetti di montagna tolga mercato ai venditori di legname per riscaldamento. Cadendo così anche un po' l'interesse di tagliare.
Ascoltavo tempo fa una notizia al tg dove intervistavano un imprenditore italiano che produceva pannelli di truciolato, quelli con cui sono fatti la stragrande maggioranza dei mobili, da legname riciclato, totalmente, quindi niente taglio di alberi.
Quello che sto dicendo non è supportato da nessuna documentazione, sono solo miei ragionamenti.
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26/3/2010, 10:29
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/2/2007
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Nome di battesimo: Paolo | |
Mi sono informato un po' sul sito della FAO e pare che il rapporto vero e proprio uscirà ad ottobre 2010, questa era solo un'anteprima.
Anteprima che si può leggere in formato completo da qui (sezione "key findings", in inglese, francese o spagnolo, 12 pagine formato PDF) Global Forest Resources Assessment | 
29/3/2010, 15:57
|  | | | Registrato dal: 4/11/2009 Età : 30
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Nome di battesimo: Elisabetta | |
L'abbandono dei pascoli è la prima risposta che mi è venuta in mente, ricordo di averne sentito parlare in non so più quale corso universitario... qui ho trovato un articolo del 2009 sulle foreste della Svizzera che aumentano perché diminuisce l'agricoltura di montagna.
Un altro articolo interessante fa riferimento a un rapporto pubblicato nel 2007 dalla rivista del Corpo Forestale dello Stato, che si può scaricare in pdf. Quello che emerge è che dopo la forte deforestazione iniziata con la crescita demografica dopo l'Unità d'Italia, dal 1920 si è avuto un graduale aumento della superficie boschiva, accompagnato dall'abbandono di terreni agricoli per 16 milioni di ettari. A questo però si affianca una semplificazione delle foreste e del paesaggio (ad es. diminuzione di siepi e filari nei campi, mancanza di manutenzione delle foreste) che è fortemente negativa perché porta alla perdita di habitat e di biodiversità.
Comunque c'è una grande differenza fra una foresta primaria e una foresta di rimboschimento, e purtroppo sono proprio le foreste primarie, che andrebbero difese, quelle più aggredite dalla deforestazione.
__________________
"Every step of the way, we walk the line" Bob Dylan, Mississippi | 
29/3/2010, 17:29
|  | Trekkers | | Registrato dal: 10/1/2010
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Nome di battesimo: Andrea | |
Be'... il rimboschimento delle foreste italiane e' andato di pari passo con il lavoro dell'italgas. Man mano che e' diminuita la richiesta di legna da ardere e' aumentata la superficie boschiva.
Se ti puo' consolare si tratta di una risorsa che si rigenera relativamente in fretta. Dubito che uno solo dei boschi presenti sullo stivale abbia piu' di 1500 anni, se non in rari angoli sperduti.
Gli antichi Romani, per alimentare le terme e il loro stile di vita, hanno bruciato tutto il bruciabile e continuato ad importare legna da ardere da ovunque fino a tutto il IV secolo d.C.
Comunque la foresta di rimboschimento e' una sorta di "stampino" su cui, molto lentamente, ricresce la foresta primaria... che noi non vedremo mai, temo. Ho idea che ci voglia un tempo decisamente piu' lungo prima che dal bosco "pettinato" esca fuori qualcosa di serio.
A.
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29/3/2010, 17:46
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 24/12/2009 Età : 31
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Nome di battesimo: Luca | | Originariamente inviata da Nettuno Comunque la foresta di rimboschimento e' una sorta di "stampino" su cui, molto lentamente, ricresce la foresta primaria... che noi non vedremo mai, temo.
A. non sottovalutiamo l'ingegneria genetica....  non mi stupirei se tra vent'anni se ne uscissero con il super albero, il super cespuglio e la super liana in grado di crescere 500 volte più velocemente del normale. Solo che non saprei dire se la cosa possa essere positiva o no
Chissà se le campagne diventeranno obsolete, e le nuove coltivazioni verranno fatte in grattacieli, sfruttando le nuove tecnologie ed i progressi sulla manipolazione dei geni.....mah  vedremo.... | 
3/4/2010, 11:46
|  | Esploratori | | Registrato dal: 25/9/2008 Età : 26
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Nome di battesimo: Giovanni | | Originariamente inviata da oloapota C'è chi dice che derivi principalmente dall'abbandono dei pascoli e generale spopolamento/abbandono delle montagne Questo per me è un bello spunto. Già nel mio paese e principalmente nel bosco di Scodanibbio ho potuto notare che guardando qualche foto dei tempi passati (quando mi è capitato) il bosco fosse addirittura meno esteso di quel che è oggi.
L'abbandono poi, ovviamente, si traduce nel breve termine anche nella scomparsa dei sentieri e nell'aumento della densità delle piante che a volte generano dei veri e propri "muri".
Purtroppo dall'altro lato "dove c'era l'erba ora c'è una città" e dal dopo guerra il sangro che era largo e disegnava il paese da molti anni a questa parte è stato imbrigliato e deviato per far posto ai palazzi che si estendono sulle zone di campagna più voracemente di quanto riesca ad immaginare... (ma questo penso accada quasi ovunque) Originariamente inviata da Pesciolotto non sottovalutiamo l'ingegneria genetica.... non mi stupirei se tra vent'anni se ne uscissero con il super albero, [...] in grado di crescere 500 volte più velocemente del normale. E chi si siede più sul prato xD
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24/9/2010, 10:57
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/2/2007
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Nome di battesimo: Paolo | |
Sull'economist in edicola da oggi, uno speciale di una 20ina di pagine sulle foreste del mondo
Si può leggere anche online aggratise A special report on forests: Better REDD than dead | The Economist | | | Strumenti della discussione | | |
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