Istat, ecco il paniere del benessere ci saranno sicurezza e ambiente - Repubblica.it
Finalmente, sia pure con la solita lentezza pachidermica dell'ufficialità, pare che il famigerato "P.i.l." si avvii ad andare in soffitta.
Sebbene già da anni fosse criticato in tutti i modi, anche ironici (ad esempio storpiandolo in "P.i.r.l.") sembrava in effetti refrattario ad ogni modifica.
Ma, evidentemente, ci si è dovuti arrendere all'evidenza - giusto per citare la cosa più ovvia e banale - che un Pil (inteso come mera produzione)enorme significa, ad esempio, altrettanto enormi mucchi di spazzatura a Napoli e dintorni; e questo non si può certo dire che sia direttamente proporzionale al benessere di una popolazione.
Per estremizzare, si è finalmente preso atto che occorreva tener conto anche di quelli che traggono molto più benessere dalle foreste Casentinesi piuttosto che dal trovarsi in un supermercato sommersi da panettoni accatastati come colonne d'Ercole, in mezzo a fiumi brulicanti di persone fameliche e compulsive.
Il lavoro risulterà lungo, difficile e laborioso, perchè "costruire" un indicatore che recepisca aspetti spesso difficilmente misurabili e quantificabili è quanto di più complesso possa esistere; anche se, proprio per questo, rappresenta al tempo stesso una delle sfide più affascinanti per chi si occupa di economia e/o statistica.
D'altro canto la "fortuna" e la longevità del P.i.l. finora è stata proprio nella sua grossolanità e facilità di misurazione, esattamente come la fortuna del gretto indice di ascolto televisivo rispetto al vecchio (qualcuno ricorderà) indice di "gradimento", complicato, forse anche "scomodo" e quindi a suo tempo abbandonato.
Se la realtà rispecchierà le intenzioni finora espresse (e già questa è una sfida tutta da verificare), credo che la cosa più bella sarà il coinvolgimento diretto della società, in uno studio teorico che per avere alla fine una validità pratica che dovrà per forza intercettare istanze, sensibilità, bisogni e valutazioni provenienti da strati diversi e da persone diverse.
Dovrà coniugare, tanto per fare un esempio concreto e a noi attinente, chi darà un valore a un trekking sulla base di quanto hanno funzionato il nuovo gps o lo zaino ultimo modello appena acquistati....e chi invece sulla base di criteri in gran parte im-materiali esattamente come è valso per Zimmer e Kramer. Probabilmente saranno i secondi a consentire di dare un "valore" anche alla conservazione delle foreste casentinesi che invece resterebbe inespresso considerando il trekking (ai fini del "vecchio" Pil) unicamente in ragione del numero di nuovi gps venduti.
Non è affatto irragionevole pensare che certe eventuali diminuzioni del PIL (pensiamo ad esempio al numero di auto e quindi al traffico) potranno essere addirittura più che compensate dal nuovo indicatore di benessere che in futuro ne prenderà il posto.
(Federico sarà contento)
Un saluto