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Vecchio 29/7/2011, 10:27
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predefinito Brevetto da accompagnatore

Ma se io volessi "un brevetto di accompagnatore" ovviamente riconosciuto ufficialmente che devo fare?? Due milioni di associazioni che fanno corsi e contro corsi, ma è mai possibile che non si riesca a capire se ne esiste una riconosciuta non so dall'ente del turismo? (ENIT).
Per dire in sbacquea e apnea ho conseguito i brevetti con la fipsas (coni), ma esistono altre didattiche: padi, naui e altre che in questo momento non mi ricordo. Didattiche differenti, ma tutte valide!! Infatti se vai a un diving e ti vuoi immergere senza un brevetto riconosciuto (cioè di una delle didattiche RICONOSCIUTE A LIVELLO NAZIONALE E INTERNAZIONALE) non ti fanno immergere!! Se vuoi fare l'accompagnatore sub devi conseguire un brevetto se vuoi fare l'istruttore prima devi essere abilitato fino a metri -45 col brevetto di 3° e poi ne devi conseguire altri. Insomma devi seguire un iter ben specifico che ti SPECIALIZZA!!

Insomma solo nel settore montagna che esiste sin dalla notte dei tempi non si capisce quale deve o devono essere i percorsi per diventare non dico guida, ma almeno ACCOMPAGNATORE. Si parla sempre di provincia, regione e mai di corsi a livello nazionale. Poi se si parla di regione magari nel lazio il corso che hai fatto è sufficiente nelle marche non sei qualificato.
Così come istruttore di sopravvivenza e su questo argomento c'è stata la guerra sul forum chi proveniva da una didattica, chi da un'altra ma l'attestato è riconosciuto a che livello?: provinciale, regionale, nazionale (nazionale era una battuta).
Inoltre abbiamo il CAI, ma che fa il CAI solo corsi validi solo al suo interno così come le altre assoiazioni.

UFFA!!!!

Ogni associazione al suo interno, senza mettere assolutamente in discussione l'utilità dei corsi, lavora solo al suo interno e ti da qualcosa (l'attestato) che serve in genere solo al suo interno. Poi dietro le associazioni in genre il rapporto diventa tu vuoi fare il corso di trek, escursionismo, arrampicata ecc ok pagami e resti contento, poi alla fine ti do l'attestato che è riconosciuto solo da me. Quindi alla fine ho fatto un corso solo a scopo ricreativo. Insomma le associazioni associano solo coloro che hanno uno stesso interesse e poi guadagnano e basta!! In pratica ufficialmente non lo sono, ma ufficiosamente servono solo a guadaganre soldi utilizzando l'amore per l'avventura degli avventurosi!! UFFFFAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!

Inoltre le associazioni del settore montagna sembrano cai contro tutti e il resto tutti contro tutti.
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  #2 (permalink)  
Vecchio 29/7/2011, 11:11
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Beh, c'è la FIE che organizza corsi per diventare accompagnatore escursionistico nazionale. Adesso se questo titolo poi viene riconosciuto soltanto dalla FIE non lo so.

Poi c'è l'accompagnatore di media montagna, che è proprio una professione, ma può svoglere l'attività soltanto nella regione dove ha superato l'esame. Anche se poi scrivono questo e come al solito non si capisce cosa voglia dire
L’Accompagnatore di media Montagna può esercitare la professione stabilmente solo nel territorio della Regione nella quale ha ottenuto l’abilitazione professionale. Nel rispetto delle normative locali e delle direttive comunitarie, può esercitare saltuariamente in tutto lo spazio U.E..
preso da Guide Alpine Lombardia - Accompagnatore di Media Montagna
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  #3 (permalink)  
Vecchio 29/7/2011, 12:14
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Ciao Squob. Hai centrato il problema come vedi parlo di "BREVETTO", non di attestato ma di brevetto. Cazzarola voglio il brevetto da accompagnatore, così come esiste il brevetto di bagnino, di sub, di apneista ecc.

Voglio qualcosa che sia riconosciuta a livello nazionale. Ti rendi conto dei casinic he fanno queste associazioni? Diciamo che il CAI dovrebbe essere una sorta di coni della montagna, ma pure quello ne fa di cose però che servono solo ai fini associativi e riconosciuti solo nel loro ambito.

Mi domando come è possibile che nel settore montagna non esistano(anche da didattiche diverse) i BREVETTI di:

- Accompagnatore escursionistico
- Accompagnatore di alta montagna
- Istruttore di arrampicata
- Istruttore di sopravvivenza

Anche nel settore della vela esistono i brevetti ma nel settore montagna esiste solo la guida alpina.

Se ci sono guide alpine che fanno parte del forum le invito a fare chiarezza, grazie a tutti
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  #4 (permalink)  
Vecchio 29/7/2011, 12:39
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Credo che nel campo sia opportuno fare riferimento alla organizzazione più autorevole, che dovrebbe essere il CAI. Se non altro è "stabile" mentre altre federazioni sono in continuo fermento. Sicuramente una guida alpina è una garanzia, così come un accompagnatore di media montagna.
Eccedere nella burocrazia può sembrare vantaggioso, ma nella nostra cara Italia finisce per portare solo soldi ai soliti noti (vuoi il bollino ? paga) senza vantaggi per nessuno. Quando invece dietro ci sono organizzazioni spinte fondamentalmente dalla passione, allora ci può essere un vero vantaggio per tutti. Se poi sei un professionista che sa fare il suo lavoro e si sa vendere (tra internet e passaparola) allora al diavolo il brevetto. IMHO

Ciao
Matteo
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  #5 (permalink)  
Vecchio 29/7/2011, 12:55
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predefinito Problema irrisolto

Caro CADMO, solleciti un problema annoso.

In realtà, la montagna è stata la prima a veder nascere una figura professionale riconosciuta: quella di guida alpina.

Se vuoi il "brevetto", valido su tutto il territorio nazionale e per tutte le discipline e i percorsi (escursionismo, alpinismo su roccia e ghiaccio) devi diventare guida alpina, non ci sono alternative.

Ma ha senso solo se intendi farlo professionalmente! Se vuoi fare della montagna il tuo mestiere, allora va bene... sennò il gioco non vale la candela: è una strada troppo lunga e difficile.

Anche l'Accompagnatore di Media Montagna è una figura professionale, ma:
  • deve limitarsi all'escursionismo, non può accompagnare su percorsi e difficoltà alpinistiche (nemmeno le ferrate, su neve solo ciaspolate... ma anche questo è in discussione);
  • è una figura normata a livello regionale, peraltro non in tutte le regioni, né in modo uniforme (nel Lazio, a esempio, hanno fatto la legge, ma non è mai stata attuata);
  • il percorso per il "brevetto" è decisamente più facile e breve di quello per diventare Guida Alpina.
Gli accompagnatori delle altre associazioni hanno un titolo valido solo per le attività sociali. Oltre al CAI, prevede figure nazionali anche la FIE, ma sempre per accompagnare durante attività sociali. La FIE non prevede istruttori e/o accompagnatori di alpinismo perché si limita ad attività escursionistiche (in senso largo: anche su neve, ferrate e percorsi di "alpinismo facile" come semplici ghiacciai).

Se non hai velleità professionali, insomma, forse diventare accompagnatore CAI o FIE non sarebbe disprezzabile. E' vero che non puoi accompagnare di professione, ma avresti un titolo valido all'interno di realtà associative molto diffuse e importanti e poi - diciamocelo - un accompagnatore titolato dal CAI o dalla FIE ha anche un certo prestigio al di fuori dell'associazione di appartenenza.

Anche perché ottenere il titolo non è affatto facile: io so come funziona il CAI e ti posso garantire che per diventare AE (accompagnatore di escursionismo, nazionale) ci vogliono molti corsi, molta attività sul campo, grande impegno all'interno dell'associazione e un discreto numero di anni.

Infine, c'è l'ultima possibilità: l'AIGAE, Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche. SI tratta di un associazione che rilascia il titolo di Guida Ambientale Escursionistica (GAE), ma si tratta di un titolo non riconosciuto, che non permette di effettuare attività professionale (anche perché le Guide Alpine e gli AMM si incazzano... non a torto).

L'obiettivo dell'AIGAE sarebbe quello di colmare il vuoto che tu senti, ma ha il limite di proporre un titolo che non è riconosciuto, il che comporta gravi problemi legali. Gli accompagnatori delle varie associazioni, nazionali o locali, se non altro, si muovono in piena legalità. Gli AIGAE "praticanti" che conosco, infatti, hanno sempre un'associazione alle spalle e si limitano comunque ad accompagnare i soci.

Chiudo con una parentesi che si farebbe lunga... accompagnatori e Parchi nazionali e regionali... gli AMM dovrebbero servire ad accompagnare nelle aree protette, ma anche qui c'è un vuoto normativo. Alcune aree protette hanno provveduto con "albi" autonomi di accompagnatori ufficiali (es. il Pollino).
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I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a oldrado per questo post:
mregazzi (29/7/2011)
  #6 (permalink)  
Vecchio 29/7/2011, 13:52
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il fatto che esistano mille figure diverse che fanno cose simili è realtà tipicamente italiana; d'altro canto se non c'è una legislazione nazionale di base e quelle regionali sono lacunose o del tutto assenti, allora assisteremo al continuo proliferare di federazioni su federazioni, ultima ad esempio la federtrek che so di sicuro inizierà presto a fare corsi interni, proprio come la FIE...

tuttavia il paragone con il brevetto di sub è calzante! cercando "federazione subacquea" su google ai primi tre posti sono uscite ben tre federazioni diverse! FIAS, FIPSAS, FISASUB... quali di queste sono riconosciute dal CONI? i bagnini (assistenti bagnanti) invece svolgono corsi ed esami organizzati dalla sezione salvamento della FIN, federazione italiana nuoto, e riconosciuti dal CONI.
quali delle varie federazioni o associazioni tipo FIE, AIGAE, Federtrek, CAI ecc ecc sono riconosciute dal CONI? e l'andare per montagne può essere considerato uno sport?
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  #7 (permalink)  
Vecchio 29/7/2011, 14:10
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La domanda è la GUIDA ALPINA può fare tutto? Nel senso essendo guida "alpina" dal nome mi sembra di capire che si tratta di una persona specializzata in alta montagna quindi uso delle corde, ramponi, piccozze, rinvii, ferrate ecc. L'obiettivo è quello di attaccare una cima raggiungerne la vetta nel più breve tempo possibile e ridiscendere altrettanto brevemente. Questo se non sbaglio è lo stile alpino e questo è quello che ti proporrebbe di fare una Guida Aplina?

Ok c'è la Guida Alpina, mi domando perchè non esiste a livello nazionale una Guida escursionistica (o di media montagna), non capisco perchè la guida alpina è riconosciuta a livello nazionale e gli "altri" tipi di guida devono essere riconosciuti solo a livello regionale, provinciale, associativo. Essere accompagnatore CAI, Fie AGAE ecc è sempre a livello associativo e se io voglio fare la guida di media montagna perchè non posso avere un brevetto che mi consenta di essere riconosciuto a livello nazionale come la guida alpina. Sicuramente tra le associazioni ci sono quelle che fanno corsi validi, però alla fine faccio un corso, mi impegno, studio ecc e poi alla fine ho qualcosa che comunque non è riconosciuto dagli altri. Allora se ho tanta esperienza, mi risparmio i soldi e continuo a fare quello che mi piace.

In subacquea la fipsas è quella che ha dei corsipiù duri o meglio aveva, si imparava l'uso dell'attrezzatura e in contemporane a si faceva tanta apnea per acquisire acquaticità per un brevetto 4 mesi. Il padi lo facevi in 1 mese. Col padi nei villaggi turistici ottenevi il brevetto di primo grado -16 metri in 1 settimana. Il corso era incentrato solo sull'obbiettivo finale usare le bombole. E' chiaro che esistono scuole diverse ma che ti fanno fare la stessa cosa allora qualsiasi brevetto hai sei valido. In montagna esiste solo la guida alpina BOH????
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  #8 (permalink)  
Vecchio 29/7/2011, 16:27
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Scusa CADMO, ma non capisco.
Io non conosco il mondo della subacquea, ma se non sbaglio il "brevetto" non ti permette di fare da istruttore e/o di accompagnare persone, attesta solamente che TU puoi andare sott'acqua con le bombole... sbaglio? Se sì dimmelo, per favore, perché davvero non lo so.

Per andare in montagna con le proprie forze e con le proprie conoscenze non serve alcun brevetto. E vivaddio! Ogni tanto ci provano a far passare qualche proposta di legge per "patentini" e fesserie simili: ogni volta che in montagna succede un incidente se ne parla, ma fortunatamente - per ora - riusciamo ad evitare questa follia della società ipersecuritaria, che nasconde anche grandi interessi commerciali.

Quindi se tu vuoi andare in montagna da solo, non hai bisogno di nulla. Vacci e basta. Se proprio senti la necessità di un riconoscimento, allora i titoli della grandi associazioni nazionali mi sembrano più che sufficienti.

Se invece vuoi portare persone in montagna ma non a livello alpinistico (e l'alpinismo non si riduce alla tua definizione, e nemmeno lo "stile alpino") è chiaro che la Guida Alpina non fa per te, ma allora informati se nella tua regione (a proposito, dove vivi?) ci sono gli AMM e prova a diventarlo.

Sulla "esportabilità" del mestiere di AMM è anche in corso, che io sappia, un dibattito e non è del tutto vero che se sei un AMM lombardo non puoi mai sconfinare... Sullo Stelvio come faresti? Così come un AMM abruzzese se porta un gruppo sulla Laga o sui Simbruini non è che si ferma in cresta perché non può varcare i confini.... stiamo scherzando?

Riassumendo: se vuoi fare l'accompagnatore professionale, la situazione è questa. Se senti il bisogno di un "brevetto" che attesti che sei capace di andare in montagna... be' è un bisogno che non capisco, ma forse ti puoi più che accontentare di diventare un titolato CAI, FIE o AIGAE.

Ultimissima alternativa: vuoi essere "brevettato" e in più fare una cosa davvero utile? Allora fai domanda come volontario del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico). Se vuoi ti dico come si fa...
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  #9 (permalink)  
Vecchio 29/7/2011, 17:35
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Distinguerei tra accompagnatori professionisti (cioè coloro che vengono pagati) e accompagantori volontari (facenti capo ad associazioni)...........

Il parallelo con la subacquea serve sino ad un certo punto.......Non mi risulta infatti che a tutt'oggi esista una figura di accompagnatore professionista e professionale normata da una legge nazionale........Forse mi sbaglio visto che non pratico subacquea ricreativa da lustri ma mi pare che sinora tutti gli accompagnamenti si svolgano in una zona d'ombra tra il semiprofessionale/associativo senza rilascio di ricevute e quant'altro..........
Le GA sono le uniche figure normate da una legge nazionale che possono fare accompagnamento a pagamento su percorsi di montagna e/o che prevedano il superamento di ostacoli verticali.............
E' vero, esiste un vuoto normativo a livello nazionale....a livello regionale invece vengono istituiti appositi albi per gli accopagnatori di media montagna............
Sul fronte associativo invece ogni realtà ha più o meno le proprie figure che possono fare attività di tipo volontario e all'interno della propria associazione.........
Bisogna vedere cosa si vuol fare..............
Accompagnamento amatoriale allora rivolgersi alle varie realtà associative...........
Professionale. Diventare GA (percorso durissimo) o AMM ( comunque da non sottovalutare).......
In ogni caso valutare molto attentamente cosa si fa, in quale realtà e chi si porta..........
perchè un conto è incappare in un incidente facendo accompagnamento come CAI, che ha una struttura parastatale, normative, assicurazioni, coperture legali, riconoscimento di merito per oltre un secolo di attività da parte di tutte le realtà dello stato (vedi CNSAS). Diverso è praticare con l'associazione pinco pallo nata ieri e composta da tre gatti..........
Ricordiamoci che la Sicurezza viene prima di tutto e l'accompagnatore si occupa principalmente di Sicurezza............

ciao.
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  #10 (permalink)  
Vecchio 29/7/2011, 18:57
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Quoto Granpasso. Mi pare che diciamo le stesse cose.
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  #11 (permalink)  
Vecchio 1/8/2011, 11:04
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Originariamente inviata da mas_ Visualizza il messaggio
il fatto che esistano mille figure diverse che fanno cose simili è realtà tipicamente italiana; d'altro canto se non c'è una legislazione nazionale di base e quelle regionali sono lacunose o del tutto assenti, allora assisteremo al continuo proliferare di federazioni su federazioni, ultima ad esempio la federtrek che so di sicuro inizierà presto a fare corsi interni, proprio come la FIE...

tuttavia il paragone con il brevetto di sub è calzante! cercando "federazione subacquea" su google ai primi tre posti sono uscite ben tre federazioni diverse! FIAS, FIPSAS, FISASUB... quali di queste sono riconosciute dal CONI? i bagnini (assistenti bagnanti) invece svolgono corsi ed esami organizzati dalla sezione salvamento della FIN, federazione italiana nuoto, e riconosciuti dal CONI.
quali delle varie federazioni o associazioni tipo FIE, AIGAE, Federtrek, CAI ecc ecc sono riconosciute dal CONI? e l'andare per montagne può essere considerato uno sport?
Magari ci sono più associazioni che lavorano nell'ambito delmondo acquatico della coni che rilasciano un brevtto riconosciuto a livello nazionale e internazionale per settori diversi: salvamento, apnea ARA, ARO ecc. Poi ci sono altre didattiche che rilasciano il brevetto internazionale!!!!!! di Sub. PEr la coni c'è la fipsas, poi c'è il PADI, poi il NAUI. Sono didattiche diverse con metodologie di insegnamento/apprendimento diverse ma che ti portano a fare la stessa cosa: subacquea.

Mi piacerebbe (per assurdo) un cai che al suo interno rilasciasse brevetti di accompagnatore trek, guida di media montagna, guida alpina, istruttore di orientamento, di sopravvivenza. Sono tutte cose diverse fatta dalla didattica CAI. La stessa cosa potrebbe fare un'associazione che da anni ha esperienza nel settore ed è accreditata, per esmpio la FIE o altre. Insomma se volessi fare l'accompagnatore non vedo e non capisco perchè devo combattere anni per diventare guida alpina!!
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  #12 (permalink)  
Vecchio 1/8/2011, 11:25
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Originariamente inviata da Granpasso Visualizza il messaggio
Distinguerei tra accompagnatori professionisti (cioè coloro che vengono pagati) e accompagantori volontari (facenti capo ad associazioni)...........

Il parallelo con la subacquea serve sino ad un certo punto.......Non mi risulta infatti che a tutt'oggi esista una figura di accompagnatore professionista e professionale normata da una legge nazionale........Forse mi sbaglio visto che non pratico subacquea ricreativa da lustri ma mi pare che sinora tutti gli accompagnamenti si svolgano in una zona d'ombra tra il semiprofessionale/associativo senza rilascio di ricevute e quant'altro..........
Le GA sono le uniche figure normate da una legge nazionale che possono fare accompagnamento a pagamento su percorsi di montagna e/o che prevedano il superamento di ostacoli verticali.............
E' vero, esiste un vuoto normativo a livello nazionale....a livello regionale invece vengono istituiti appositi albi per gli accopagnatori di media montagna............
Sul fronte associativo invece ogni realtà ha più o meno le proprie figure che possono fare attività di tipo volontario e all'interno della propria associazione.........
Bisogna vedere cosa si vuol fare..............
Accompagnamento amatoriale allora rivolgersi alle varie realtà associative...........
Professionale. Diventare GA (percorso durissimo) o AMM ( comunque da non sottovalutare).......
In ogni caso valutare molto attentamente cosa si fa, in quale realtà e chi si porta..........
perchè un conto è incappare in un incidente facendo accompagnamento come CAI, che ha una struttura parastatale, normative, assicurazioni, coperture legali, riconoscimento di merito per oltre un secolo di attività da parte di tutte le realtà dello stato (vedi CNSAS). Diverso è praticare con l'associazione pinco pallo nata ieri e composta da tre gatti..........
Ricordiamoci che la Sicurezza viene prima di tutto e l'accompagnatore si occupa principalmente di Sicurezza............

ciao.
Ok abbiamo toccato il punto giusto, ognuno può andare in montagna da solo (cosa che faccio da sempre) però se voglio fare un giro con la famiglia con un accompagnatore che conosce i luoghi, i percorsi, le variazioni climatiche della zona non sarebbe più sicuro???
Di certo un accompagnatore di un'associazione CAI compreso non mi da garanzie, perchè primo l'accompagnatore non lo fa per mestiere, ma il più delle volte per fare il figo all'interno dell'associazione (e visto che conoscete il settore sapete che ce ne stanno tanti), secondo se qualcuno si fa male c'è l'assicurazione (cosa che ha anche l'associazione PINCO-PALLO), terzo il soccorso Alpino lo posso chiamare pure io (e non è verala storia che propinava il cai che l'elicottero costa 300.000 lire al minuto e oltre all'iscrizione alla sezione e l'assicurazione occorre versare altri soldi), le guardie forestali le posso chiamare pure io. Sicurezza e pronto soccorso: il cittadino è libero di aiutare un compagno in difficoltà ma se succede qualcosa di negativo allora la responsabilità (dice la legge) è di chi aiuta, altrimenti si chiama chi è preposto e uno ne esce pulito pulito. Credi che un accompagnatore non di mestiere in situazioni diciamo "particolari" si butterebbe a capofitto ad aiutare qualcuno che si è fatto male, che sta male o che è in situazione di pericolo? Ecco perchè dico che secondo me occorrerebbe un brevetto di accompagnatore. Quante guide alpine conoscete che lavorano sull'appenino?
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  #13 (permalink)  
Vecchio 1/8/2011, 11:47
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Che io sappia Accompagnatore di Media Montagna e Guida Ambientale Escursionistica possono fare in sostanza le stesse cose e sono ambedue titoli che consentono un'attività professionale.
La differenza è che diventare GAE è più semplice che diventare AMM.
Entrambi non hanno limite di altitudine ma non possono effettuare percorsi che necessitino di attrezzi per la progressione (corde, ramponi, piccozze...).
Quanto ai limiti "territoriali" ho chiesto proprio in questi giorni ad un amico GAE (che ci lavora professionalmente) che mi ha spiegato il senso di quanto detto da Squob: la tua attività deve avere base (sia fiscale che come eventuale associazione) nella regione dove hai preso il brevetto, se ti trasferisci stabilmente devi fare un altro esame, che però riguarda solo le peculiarità del territorio in cui ti trasferisci e non tute le materie precedentemente sostenute.
Detto questo in maniera "saltuaria" (posto che non si intende raramente ma solo che la tua attività "principale" è nel territorio dove hai conseguito l'abilitazione) puoi esercitare su tutto il territorio UE.
Nessuno ti vieta per dire di portare un gruppo in Norvegia ad esempio.
Quanto al fatto che GA e AMM non siano d'accordo è storia vecchia... io porto il massimo rispetto e se non fosse un percorso folle sia come difficoltà che come tempo vorrei diventare GA, ma questo non toglie che difendano il loro orticello.
Qui da me hanno fatto le gran storie perchè a loro parere un istruttore FASI (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana) non potrebbe chiodare una falesia, salvo poi essere costretti a lasciar perdere... ci manca solo che per chiodare una falesia serva una guida alpina adesso....

Ciao
Andrea
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  #14 (permalink)  
Vecchio 1/8/2011, 12:27
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Originariamente inviata da andreadefalco Visualizza il messaggio
Che io sappia Accompagnatore di Media Montagna e Guida Ambientale Escursionistica possono fare in sostanza le stesse cose e sono ambedue titoli che consentono un'attività professionale.
La differenza è che diventare GAE è più semplice che diventare AMM.
Entrambi non hanno limite di altitudine ma non possono effettuare percorsi che necessitino di attrezzi per la progressione (corde, ramponi, piccozze...).
Quanto ai limiti "territoriali" ho chiesto proprio in questi giorni ad un amico GAE (che ci lavora professionalmente) che mi ha spiegato il senso di quanto detto da Squob: la tua attività deve avere base (sia fiscale che come eventuale associazione) nella regione dove hai preso il brevetto, se ti trasferisci stabilmente devi fare un altro esame, che però riguarda solo le peculiarità del territorio in cui ti trasferisci e non tute le materie precedentemente sostenute.
Detto questo in maniera "saltuaria" (posto che non si intende raramente ma solo che la tua attività "principale" è nel territorio dove hai conseguito l'abilitazione) puoi esercitare su tutto il territorio UE.
Nessuno ti vieta per dire di portare un gruppo in Norvegia ad esempio.
Quanto al fatto che GA e AMM non siano d'accordo è storia vecchia... io porto il massimo rispetto e se non fosse un percorso folle sia come difficoltà che come tempo vorrei diventare GA, ma questo non toglie che difendano il loro orticello.
Qui da me hanno fatto le gran storie perchè a loro parere un istruttore FASI (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana) non potrebbe chiodare una falesia, salvo poi essere costretti a lasciar perdere... ci manca solo che per chiodare una falesia serva una guida alpina adesso....

Ciao
Andrea
Grazie a te e al tuo amico per aver fatto chiarezza, come vedi (chiodare falesia...) ci sono molti controsensi. Perchè parlo di brevetto di accompagnatore non solo per una questione di sicurezza, ma anche perchè il turismo montano si sviluppa non solo grazie alla bellezza del luogo (alpi per esempio), ma anche grazie al personale del luogo che te lo fa conoscere.

In sicilia (regione da cui vengo) la guida alpina la incontri sull'Etna, Stromboli, Vulcano e stop. Sfido chiunque ad avventurarsi da solo in un ambiente come quello vulcanico!!! Poi Nebrodi, Peloritani, Madonie sono di chi ci è nato e conosce i luoghi. Io conosco le MAdonie (PA), ma se devo andare sui nebrodi (credo 1600 slm. max): cartina, internet, forum e poi piano piano mi pianifico il percorso senza sapere se l'escursione che farò sara bella. invece se nella zona ci fossero degli accompagnatori sarebbe differente, o no? PRimo mi saprebbe dire con certezza se i fontanili che incontro sono potabili!!! Mi indirizzerebbe su percorsi belli, indirizzerebbe su percorsi da fare anche con la famiglia.

Nel Lazio: gli appennini sono stupendi e sono veramente abbandonati. Se ci fosse la possibiltà lavorativa credo che le cose sarebbero più curate, infatti nel lazio dal punto di vista escursionistico si fa molto, ma vedo tanto fa da te di persone rispettose della natura, certo sarebbe bello se quei luoghi diventassero una risorsa. Per esempio i centri visita il sabato e la domenica sono sempre chiusi, ma è proprio durante il fine settimana che dovrebbero stare aperti e per esempio distribuire le cartine gratuite delle riserve anziche ogni volta doverle acquistare in libreria, potrebbero dare informazioni utili sui percorsi tracciati!!. Esistono rifugi pastorali gestiti dai comuni/enti locali che sono chiusi, ma sulla porta di questi non c'è neanche scritto a chi chiedere le chiavi occorre sempre andare alla cieca. Magari si tratta anche di belle srutture dove provincia regione o non so quale ente ha speso una fortuna in infissi nuovi, letti, gruppo elettrogeno ecc. però la struttura deve restare chiusa. Come a dire io la struttura l'ho fatta perchè come ente dovevo, però se tu escursionista non ci vieni è meglio !!! Se le chiavi le avesse a disposizione il gruppo di accompagnatori di quella zona? E se l'accompagnatore oltre a conoscere i luoghi, sapere quali fontanili sono asciutti, quali con acqua potabile, conoscere i percorsi, consigliare a secondo della stagione un percorso piuttosto che un altro, conoscere le variazioni climatiche e consigliare l'equipaggiamento da portarsi, se l'accompagnatore fosse un esperto di pronto soccorso con al seguito un kit merdico che spesso molti dimenticano e se inoltre durante l'escursione avesse con se una ricetrasmittente sempre in contatto con la forestale non sarebbe una cosa buona??. La'ccompagnatore con i comuni del luogo potrebbe organizzare dellee scursioni per bambini nel periodo estivo in modo da diffondere (adesso sono romantico)"l'amore per la natura" insomma secondo una figura di questo tipo gestita in un certo modo sarebbe una risorsa per il territorio e in certe zone montane dove non ci sono opportunità potrebbe essere una buona occasione di lavoro!!!

Ultima modifica di CADMO : 1/8/2011 a 14:17
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Vecchio 1/8/2011, 13:43
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@andreadefalco:
  • l'AMM può sicuramenrte esercitare la professione di accompagnatore, nei limiti delle normative regionali vigenti e nelle regioni dove queste normative sono state approvate e attuate (nel Lazio no, per esempio).
  • NON E' VERO, invece, che la GAE può esercitare la professione di accompagnatore, perché non è riconosciuta da nessuna normativa, né nazionale, né regionale. Una GAE che accompagna la gente in montagna commette un illecito, civile e fiscale in primo luogo, e in secondo luogo penale in caso di incidenti. Può farlo solo all'interno di attività sociali ed esclusivamente a favore dei soci di una determinata associazione, di cui la GAE fa parte.
Il punto è che la professione di Guida Alpina è antica e rivendica le proprie prerogative. Si potrebbe dire che si tratta dell'ennesima corporazione professionale della nostra cara Italia, ma non sono d'accordo: la durezza selettiva con cui si diventa guida alpina è garanzia di sicurezza. Anche per fare cose tutt'altro che estreme (che so: le vie normali italiane al Bianco o al Cervino).
La figura dell'AMM è nata, su modello francese (se non sbaglio) proprio per dare mercato all'accompagnamento escursionistico, per il quale la Guida Alpina è - obiettivamente - uno strumento non appropriato. Ora: se alcune regioni non hanno approvato e/o dato attuazione alla legge sugli AMM prendetevela con loro, ma io non penso che si possa immaginare un accesso diverso alla professione di accompagnatore. Se vuoi portare la gente sui monti in cambio di soldi, deve dimostrare di avere i titoli tecnici, fisici e culturali per farlo, altrimenti saremmo nelle mani di molti "scazzacani", come si dice dalle mie parti.

Nel Lazio la legge sugli AMM è stata approvata nel 2007. Secondo me è una buona norma. Ma i decreti attuativi non sono mai stati emanati.

In conclusione, caro CADMO, nel Lazio non hai molte strade per fare l'accompagnatore di professione, se non quella di tentare il percorso da Guida Alpina (a proposito: di Guide Alpine sull'appennino ce ne sono non poche e alcune stanno a Roma, anche se sono iscritte al Collegio Abruzzese: trovi l'elenco su internet e anche sui siti del CAI).

Che questo comporti un danno per lo sviluppo sostenibile del turismo sulle nostre montagne è vero. Mi trovi perfettamente d'accordo. Ma ciò non può comportare "scorciatoie" per esercitare una professione delicata, di grande responsabilità. Se qualcuno mi chiede soldi per portarmi in montagna deve essere una persona con i titoli giusti, rigorosamente verificati, stabiliti e verificati per legge.

Raccomanderei poi di informarsi meglio su tante altre cose, prima fra tutte il soccorso alpino. Le Guide Alpine hanno l'obbligo di soccorso e sono formate professionalmente a prestarlo. Fa parte del loro mestiere (ed è uno dei motivi per i quali non si diventa Guida Alpina con un test a crocette...). Il CNSAS, però, è costituito da volontari. Persone che magari stanno a casa con moglie e figli e vengono chiamati imrpovvisamente per recarsi a prestare soccorso a qualche sventurato. Lo zaino è sempre pronto, a portata di mano. Volontari che effettuano esercitazioni ed addestramenti tutto l'anno.

Lo sottolineo perché sulla questione dell'elicottero girano molte "leggende". Ebbene, sappiate che se chiamate l'elicottero, questo viene a prendervi e constata che non avevate un buon motivo di chiamarlo, allora dovete pagarlo. Anche se siete soci del CAI, della FIE e dell'Antica Massoneria Grande Oriente di Rito Scozzese Accettato! Perché il Soccorso Alpino è un costo per la collettività, anche se i volontari ovviamente non prendono una lira. E anche perché la vita dei volontari non può essere messa a repentaglio per delle sciocchezze.
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"Non cercate nel monte un'impalcatura per arrampicare, cercate la sua anima" (J. Kugy). - RRM Alfa 02 -
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