Ciao ragazzi, siamo un gruppo di 4/5 amici/he questa domenica andiamo in questo posto, è una escursione facile, quindi una passeggiatina:
Riserva Naturale Monte Soratte
Domenica 22 MAGGIO
Difficoltà: facile
Dislivello medio: 400mt
tempo medio: 3ore30minuti
Luogo affascinante e misterioso tra le dolci e verdi colline della Tuscia Romana...
Tra le dolci e verdi colline della Tuscia Romana, si erge d'improvviso un'unica montagna solitaria e singolare: il Monte Soratte. Luogo affascinante e misterioso che da sempre ha stimolato la fantasia e la spiritualità grazie ai Meri, gigantesche voragini carsiche che si aprono a cielo aperto nella roccia. Queste spaventose fenditure, che compaiono d'improvviso in mezzo ad un bosco popolato da una flora ed una fauna ricche di specie, sono a lungo state credute la porta per il regno degli Inferi.
Come arrivare In autostrada:
• Da Roma: Autostrada del Sole A1 (uscita Ponzano Romano-Soratte)
Viabilità ordinaria
• Da Roma: SS Flaminia
• Da Roma: S.P. Tiberina
Ci sono vari percorsi da fare nella riserva, cmq questi son quelli suggeriti da me:
Si parte con il Percorso Vita
Tempo del percorso: 45 minuti
Dall'Ufficio informazioni del Comune (Vie Vignola) occorre seguire la strada comunale che conduce alla Riserva, dopo duecento metri, a destra, un breve sentiero conduce all'inizio del percorso (cartello segnaletico). Questo itinerario è caratterizzato dal fatto che si sviluppa nel folto di un fitto bosco di caducifoglie. Lungo il percorso si incontrano specifiche aree che offrono la possibilità di effettuare esercizi ginnici, mediante l'utilizzo di apposite attrezzature. Dopo un breve tratto è possibile osservare i resti di cave per il calcare e la silice, utilizzata per la produzione di vetro e ceramiche. Proseguendo ulteriormente, sulla sinistra, si incontra il cartello segnaletico che indica l'inizio del sentiero "casaccia dei ladri".
Sentiero 202 B - Percorso “Casaccia dei ladri”
Durata: 45 minuti ca.
A partire dal cartello segnaletico che troviamo lungo il “Percorso Vita”, il sentiero chiamato “Casaccia dei Ladri” si inoltra in mezzo ad un bosco di caducifoglie e sclerofille ad alta densità di copertura. Il percorso sale decisamente raggiungendo la cresta del monte, dove la vegetazione dirada lasciando posto ad un ambiente più roccioso, tipico del versante occidentale della Riserva.
Raggiunta una piazzola si incontra il sentiero “Le Grotte” da cui, salendo a destra, si arriva ai resti di una costruzione denominata “Casaccia del Ladri”: la leggenda popolare vuole fosse utilizzata dai briganti come rifugio e oggi rappresenta un ottimo punto panoramico.
Tornando sui propri passi, lungo il sentiero “Le Grotte” che costeggia la cresta, si giunge all'Eremo di S. Silvestro.
PERCORSO "LE GROTTE" - (SENTIERO 206)
1 ora circa
Si può accedere a questo sentiero dal tratto finale del “Percorso Vita”, aggirando la vetta posta più a nord e seguendo poi a tratti la cresta e il versante occidentale del monte.
Si attraversa una vegetazione arbustiva, interrotta da affioramenti rocciosi, caratterizzata da ilatro (Phillyrea latifolia), leccio, acero minore e terebinto (Pistacia terebinthus).
Il nome del sentiero è dato dalla presenza lungo l'itinerario di alcune grotte, tra le quali si ricorda quella denominata “Erebus”, la cui esplorazione è tuttora in corso da parte dei gruppi speleologici che frequentano l'area.
Lungo il sentiero è possibile notare i ruderi di “Casaccia dei ladri” e l'imponente roccia chiamata “Sasso di S. Nonnoso”: secondo la leggenda la rupe venne spostata dal santo per procurare ai monaci il terreno adatto alla coltivazione di un orto.
Proseguendo, oltre il “Sasso di S. Nonnoso”, il sentiero conduce con una ripida salita all'Eremo di S. Silvestro.
PERCORSO "DEGLI EREMI" - (SENTIERO 205)
1.30 circa
Dall'ingresso principale della Riserva percorrendo la strada pedonale (percorso “Madonna delle Grazie”), si arriva alla cappella votiva dell'Annunziata, da dove sulla sinistra, in prossimità dell'area picnic, parte il sentiero “degli Eremi”.
Proseguendo lungo il sentiero, un primo bivio a sinistra permette di raggiungere direttamente la Chiesa di S.Lucia che sorge sulla prima vetta del monte Soratte, dove restano pochissime tracce dell'abitato che qui sorgeva, come documentato sin dal 1596. Lungo l'itinerario si possono ammirare alcuni esemplari di lecci secolari, preservati dal taglio e che da sempre hanno caratterizzato la fisionomia dei boschi che ricoprono il monte.Dalla Chiesa di S. Lucia, tornando indietro e seguendo la cresta verso nord-ovest, il sentiero conduce alla diramazione sotto le mura perimetrali del giardino del Santuario di Santa Maria delle Grazie. Proseguendo verso sinistra si arriva alla Chiesa di S. Antonio, posta sul versante occidentale del monte, dove è possibile ammirare un magnifico panorama. Le prime notizie su questo eremo, sede del priore di tutti gli eremiti del monte, risalgono al 1532.
Proseguendo si sale verso il Santuario di Santa Maria delle Grazie e verso la cima più elevata del Monte Soratte. Prima di raggiungere la Chiesa di S. Silvestro si incontra il bivio che, dopo qualche centinaio di metri, conduce al piccolo Eremo di San Sebastiano, di cui restano modeste tracce murarie.
L'eremo viene descritto nel '700 come una cappella con le immagini della Vergine, San Rocco e San Sebastiano, santi definiti pestilenziali in quanto invocati durante le pestilenze. Fu abitato fino al 1760, dopo di che comincio l'abbandono fino all'attuale stato di rudere. Sulla cima più alta del monte si trova la Chiesa di S. Silvestro, eretta sul tempio dedicato al culto di Apollo. La primitiva chiesa fu distrutta dalle incursioni barbariche ed in seguito ricostruita nel 747.
L'interno a tre navate, divise da pilastri, conserva nel presbiterio, con cripta sottostante, interessanti frammenti di epoca carolingia. Si conservano anche affreschi trecenteschi e quattrocenteschi di artisti locali, con episodi della vita di Santa Barbara, raffigurazioni della Madonna con Bambino e un Cristo benedicente.
Contatti e Info
Luca Caparrelli
mail:
luca.caparrelli@gmail.com