Una neve...
...da sogno!
Dati
Data: 08/02/2012
Regione e provincia: Lazio (RM)
Località di partenza e di arrivo: Campaegli (1456m)
Tempo di percorrenza: 6h
Chilometri: 10
Grado di difficoltà: E con
ciaspole
Descrizione delle difficoltà: neve freschissima
Dislivello: 200m di saliscendi
Accesso stradale: A24 usc. Vicovaro - Arsoli - Cervara
Descrizione
Quale momento migliore per farsi una ciaspolata in compagnia... dopo una settimana di neve continua e temperature abbondantemente sottozero, approfittiamo dell'unica finestra di bel tempo per recarci nel nostro stupendo e selvaggio parco dei Simbruini. La neve è nelle condizioni migliori: né polverosa, né crostosa. Gli innumerevoli alberi non hanno avuto modo di scrollarsi di dosso la tanta neve caduta e soffiata orizzontalmente dalle bufere e si presentano ancora meravigliosamente "glassati", congelati in uno stato che sembra fuori dal tempo.
Un brutto tiro però ce lo riserva la strada di accesso a Campaegli. Ovviamente ci siamo informati prima sulla sua percorribiltà ed eravamo provvisti di catene e termiche, ma il forte vento in più punti aveva di nuovo accumulato in mezzo alla strada quella neve faticosamente spazzata dai mezzi di servizio. Incastrati nella coltre, non ci rimane che scendere e liberare le ruote con le mani, nonché spingere la Pierpaolo-mobile nel turbinio di neve sollevato dalle gomme che provano a ripartire.
Fu così che l'escursione muove i primi passi soltanto dopo le 10.30, bruciandoci la possibilità di pranzare al "caldo" del bivacco.
Pronti, via! Dodici ciaspole (io, Daniele, Viviana, Flavio, Massimiliano e Michele), due sci (Pierpaolo) e quattro zampette (Lilli) lasciano le sommerse case di Campaegli per inoltrarsi nel bosco. Siamo i primi a provare un'escursione in quella zona dopo il maltempo di portata storica (uno del posto ci ha definiti "coraggiosi") e l'affrontare chilometri quadrati di manto bianco completamente intonso conferisce una sensazione unica. Quasi dispiace lasciare le proprie impronte, sembra di profanare una bellezza inviolata. Ovviamente i segnali non si vedono, abbandoniamo presto il presunto sentiero per affrontare vari saliscendi fuoripista. Incontriamo boschi più o meni fitti, radure dalla pace sconfinata, valloni colmi di neve e un'impressionante dolina. Avvistate volpi e cinghiali. L'ultimo tratto è in discesa in una valle sempre più stretta, dalla vegetazione sempre più fitta e dalle piante sempre più spinose (ahi!). Sullo sfondo si intravede la piana di Camposecco con alle spalle l'imponente cima di Vallevona ma coscienziosamente decidiamo di non proseguire data l'ora e scegliamo di pranzare in loco. Ritorno sulla stessa traccia. In definitiva, escursione meravigliosa, consigliatissima dopo un'abbondante nevicata e per niente stancante. Ottima la compagnia, ma forse mi sembra scontato scriverlo visto che ormai cominciano a diventare un certo numero le escursioni fatte assieme!
Grazie a tutti!