No no un solo campo!
il secondo pallino verde è dove, come spiegato qualche post dopo il primo post, uno dei due si è accucciato perchè un po'...stremato!Il pallino verde cerchiato invece è dove c'era la tenda.Parlavo di meno 13° all'alba, verso le 5mezza, quando ormai eravamo partiti da un'ora e mezza circa; e a quell'ora eravamo appena usciti dal collo di bottiglia, ovvero quel passaggio stretto in canalino visibile ai piedi della montagna.
La difficoltà maggiore in condizioni standard è data sul canalino, per il periocolo sassi mobili.Noi l'abbiamo trovata un po' su tutto lo scivolo che, essendo un nebbione unico, ci veniva spontaneo tenere la sinistra in modo spinto, in modo da restare adiacenti al costone roccioso, unico riferimento valido per capire dove si stesse andando (sforare sulla destra significa uscire su un paretone di 900mt quale è la nord dello zebrù...

). Quindi tenendo troppo la sinistra fiivamo a tratti di incontrare ghiaccio vivo.La seconda forte difficoltà l'ho incontrata sotto la cima, ma ero uscito fuori via e mi ero inpegolato in paretine ripide(65°70°)e ghiacciate.Temevo la discesa, perchè passar da dove salivo era da folli (non avendo nemmeno dietro la corda per fare una doppia, che era rimasta al socio). In compenso con la doppia picca sono riuscito a salire (pregando Iddio) e la discesa l'ho fatta un po' più sotto, andando a naso, sperando di non trovare altro ghiaccio.E per grazia ricevuta così è stato.In effetti nemmeno la discesa, che doveva essere la stessa della via che avrei dovuto fare salendo, non l'ho fatta giusta. Seguendo infatti tutta la cresta nevosa, visibile nelle foto del secondo post, temevo di arrivare sotto al bivacchino del socio (pallino verde) e allora ho piegatoprima verso destra. A vedere le foto ci si rende conto che era impossibile sbucar sotto al bivacchino, in quanto la cresta finira 50mt sopra al bivacco, ma ero completamente disorientato, da una nebbia fittissima, che non mi ero reso conto della cosa...
riporto le foto già messe per agevolare.