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15/5/2010, 21:05
| | Escursionisti | | Registrato dal: 21/10/2009
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Nome di battesimo: paolo | | Sul tetto del Matese Dati
Data: 9-5-2010
Regione e provincia: Molise - Campobasso
Località di partenza: Colle di Mastro Cosimo
Località di arrivo: Monte Miletto
Tempo di percorrenza: 3 h
Chilometri:
Grado di difficoltà: E-EE
Descrizione delle difficoltà:
Periodo consigliato:
Segnaletica:
Dislivello in salita: 850 mt
Dislivello in discesa: idem
Quota massima: 2050 mslm
Accesso stradale: strada prov.le Sella del Perrone - Campitello Matese Descrizione Abitando in Provincia di Foggia é giocoforza che il Matese per la sua relativa vicinanza (sono pur sempre quasi due ore di auto) sia il sistema montuoso che frequento più spesso. "Scoperto" dieci anni fa, sebbene sia povero di fauna selvatica di pregio (ad es. l'unico ungulato presente é il cinghiale) e la pressione del pascolo impoverisca le sue ricchezze floristiche, ospita stupende faggete che d'inverno regalano splendide ciaspolate nel silenzio più totale e grandiosi scorci panoramici soprattutto alle quote più elevate, a ridosso della sua dorsale principale composta da M. Mutria (1823) - M. Gallinola (1923) e M. Miletto (2050). Domenica scorsa, dopo oltre due mesi di immobilità e senza la compagnia della moglie, mi sono voluto regalare una passeggiata che non impegnasse troppo le mie gambe arrugginite e fosse comunque redditizia. Il periodo é quello giusto perché le fioriture di crochi, violette e ranuncoli allietano il passo e non essendoci ancora bestiame non si é torturati dagl iinsetti. Mollata l'auto in loc. Colle di Mastro Cosimo lungo la prov.le per Campitello (all'altezza di uno stazzo), e lasciatami la strada carrozzabile alle spalle, superato un crocefisso in legno, mi sono inoltrato lungo i pianori che si estendono, ad una quota media di 1550-1650 mslm, ai piedi delle poderose bastionate e dei brecciai che scendono dalla Gallinola incombente a SW, avendo sempre in vista il Miletto, unica vetta del massiccio a presentare traccie di glacialismo. Durante questo tratto si cammina più o meno paralleli alla strada che conduce a Campitello, a poche centinaia di metri da essa, ma grazie allo scarsissimo passaggio di auto e al fatto di infilarsi in piccoli canyon o di aggirare dolci ondulazioni, si riesce comunque a godere il meraviglioso isolamento di questi luoghi. Aggirato il versante orientale della Gallinola ho intercettato la strada asfaltata in corrispondenza di una curva a sx dalla quale si é già in vista della piana di Campitello; sono sceso lungo una strada bianca che conduce ad alcuni stazzi (1450 mslm circa) con nelle orecchie il fragore di una delle rare sorgenti perenni di queste montagne: Capo d'Acqua. Superate le sorgenti (la cui bellezza é un pò intaccata da un recentissimo intervento di "valorizzazione turistica") il sentiero si inerpica lungo la sinistra orografica di un vallone con asse orientato verso W che, dopo l'attraversamento di un tratto punteggiato da radi e stentati faggi, si stringe per poi aprirsi nuovamente; dal punto in cui il vallone si "riapre" si può notare sulla sua testata un piccolo tugurio utilizzato come ricovero per i pastori per raggiungere il quale si cammina lungo il fianco S della cima di Capo d'Acqua sormontata dalla stazione di arrivo della seggiovia. Mentre ero intento a percorrere questo tratto, frequentato da cavalli semiselvatici, un maestoso nibbio bruno ha volteggiato a lungo sulla mia testa mentre potevo ben scorgere, verso NW e al di là della stazione di arrivo della seggiovia, la croce metallica posta in vetta al Miletto. Raggiunto il tugurio (circa 1700 mslm) é proprio questo la nota stonata in un paesaggio per il resto fantastico che si dispiega in un lungo susseguirsi di dorsali, abbraccia il vicino Lago del Matese (700 metri più in basso) e immediatamente sottostante appare il verdissimo Campo dell'Arco (una curiosa struttura naturale in pietra affiancata da un inghiottitoio). Qui si dovrebbe intercettare il sentiero che sale dal Colle del Monaco e conduce in vetta al MIletto percorrendone dapprima tutto il versante SW pero poi invertire direzione e attaccarla dal versante N. Ma in questo punto critico la segnaletica é carente così io preferisco risalire la china in direzione N fino a raggiungere la citata stazione d'arrivo della seggiovia (cirica 1850 slm) dalla quale a vista si guadagna dopo un breve strappo la cima del Miletto (2050 mslm). Domenica le nuvole la facevano da padrone e così la nebbia mi ha concesso solo brevi scorci ma la vista arriva molto lontano quando l'aria é tersa (dalle vicine Mainarde alla Meta, dalla Majella al Gargano e all'Adriatico, dai Monti Picentini all'Appennino frusinate. Al ritorno ho invece optato per il sentiero “ufficiale” che attraversa luoghi molto suggestivi; tornando si può azzardare il sentiero perché nei primi 1500 metri di percorso dalla vetta é segnalato; poi con un pò di capacità di orientamento si ritorna al tugurio e dunque sui propri passi.
Ultima modifica di deneb71 : 15/5/2010 a 21:16 | 
15/5/2010, 21:55
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 10/12/2008 Età : 64
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Nome di battesimo: enrico | |
Posti meravigliosi e tutto sommato non lontanissimi da Roma. Mi hai fatto venire voglia di una gitarella  !
__________________
I gruccioni partono e volano alti sul mare verso spiagge lontane. Gru www.proflambiase.eu | 
15/5/2010, 22:08
|  | Escursionisti | | Registrato dal: 11/12/2009
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Nome di battesimo: Marco | |
più frequento questo forum e più mi accorgo come i paesaggi possano essere diversi eppure ugualmente affascinanti... queste distese aperte quasi lunari mi danno un tale senso di spazio e libertà...
__________________ il bello dei miei piani è che niente va secondo i miei piani | 
16/5/2010, 07:43
|  | Trekkers | | Registrato dal: 10/1/2010
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Nome di battesimo: Andrea | |
Zona meravigliOsa il matese, di cui ricordo (a quote più basse e sul lato campano) boschi di querce e porcini ovunque (slurp).
Splendide foto, grazie davvero | 
16/5/2010, 09:49
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/2/2007
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Nome di battesimo: Paolo | |
Belle foto, grazie per averle condivise
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16/5/2010, 12:32
|  | Esploratori | | Registrato dal: 20/5/2009 Età : 51
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Nome di battesimo: Daniele | |
condivido pienamente il commento di jojo!!!
__________________ "non chiedo dove" | 
17/5/2010, 11:15
| | Escursionisti | | Registrato dal: 21/10/2009
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Nome di battesimo: paolo | |
Grazie a voi.
Quanto alla distanza da Roma il Matese non é certo più lontano di quanto lo siano da casa mia il PNALM o i Sibillini o il Gran Sasso. Indubbiamente dalla Capitale i citati gruppi montuosi sono più vicini (soprattutto i primi due) e offrono più wilderness; ma cavalcarne le creste o inoltrarsi nel fitto delle sue faggete non lasciano indifferente neppure il più scafato degli escursionisti. Queste montagne sono sconosciute ai più e anche trekkers se ne incontrano di rado.
In alcuni dei piccoli centri che ne orlano le pendici (mi riferisco al versante molisano perché quelli campani non li ho visitati e non posso dire ma credo sia lo stesso) se non fosse per le auto, sembrerebbe di essere tornati indietro nel tempo.
Last but not least, si mangia bene e a prezzi modici.
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17/5/2010, 11:48
|  | Esploratori | | Registrato dal: 12/9/2006
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| | Originariamente inviata da deneb71 Last but not least, si mangia bene e a prezzi modici. Confermo! Ho "gustosi" ricordi di un agriturismo in quel di Letino...
__________________ “Non dovremmo preoccuparci di aver vissuto a lungo,
ma di aver vissuto abbastanza.” Seneca
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17/5/2010, 11:54
|  | Trekkers | | Registrato dal: 20/6/2009
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Grazie per l'ottima 'recensione', i posti e le foto sono veramente bellissimi, mi piacciono molto i paesaggi particolari come questo, senza qualcosa che che frena lo sguardo.
__________________
"Never stop exploring!"
*Campione Mondiale di Gioca Juer*
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17/5/2010, 12:28
| | Esploratori | | Registrato dal: 16/2/2010 Età : 43
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Nome di battesimo: Andrea | | Originariamente inviata da deneb71 Grazie a voi.
Quanto alla distanza da Roma il Matese non é certo più lontano di quanto lo siano da casa mia il PNALM o i Sibillini o il Gran Sasso. Indubbiamente dalla Capitale i citati gruppi montuosi sono più vicini (soprattutto i primi due) e offrono più wilderness; ma cavalcarne le creste o inoltrarsi nel fitto delle sue faggete non lasciano indifferente neppure il più scafato degli escursionisti. Queste montagne sono sconosciute ai più e anche trekkers se ne incontrano di rado.
In alcuni dei piccoli centri che ne orlano le pendici (mi riferisco al versante molisano perché quelli campani non li ho visitati e non posso dire ma credo sia lo stesso) se non fosse per le auto, sembrerebbe di essere tornati indietro nel tempo.
Last but not least, si mangia bene e a prezzi modici. Ogni volta che mi son trovato davanti una cartina geografica, il Matese è la zona d'Italia che ha sempre scatenato di più la mia immaginazione.
Insieme alla Sardegna Centrale e alla bassa Maremma, mi è sempre apparsa come una sorta di "buco nero" (in positivo), privo o quasi di presenza umana (intere aree di decine di km quadrati sono assolutamente prive di centri abitati), e quindi l'ho sempre pensato come qualcosa di rimasto magicamente indietro nella macchina del tempo, proprio come dici tu.
Queste foto mi danno l'incredibile conferma alla mia fantasia (sono esattamente come me le aspettavo) e in tutta sincerità mi stuzzicano e non poco. Lo stupore per certi luoghi poi aumenta, almeno per me, quando li ritrovi a certe "sorprendenti" latitudini e ancor più sorprendenti "vicinanze" con altri posti che sembrano l'esatto opposto (abbiamo ormai visto tutti il disastro in cui è ridotta la Campania).
Ciao
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17/5/2010, 13:06
| | Escursionisti | | Registrato dal: 21/10/2009
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Nome di battesimo: paolo | | Originariamente inviata da Nemeton Originariamente inviata da deneb71 Last but not least, si mangia bene e a prezzi modici. Confermo! Ho "gustosi" ricordi di un agriturismo in quel di Letino...  Letino é ben visibile dalla cima del Miletto abbarbicato su un'altura tra il lago suo e quello di Gallo
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17/5/2010, 13:09
| | Escursionisti | | Registrato dal: 21/10/2009
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Nome di battesimo: paolo | |
[quote=Henry Thoreau;89579] Originariamente inviata da deneb71 ...abbiamo ormai visto tutti il disastro in cui è ridotta la Campania). Uhm qualche rischio di contaminazione c'é anche lì. Fortunatamente sono riusciti a bloccare la lottizzazione sulle rive dello splendido Lago di Matese.
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5/7/2010, 16:42
| | | | Registrato dal: 5/7/2010
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Salve a tutti... sono una studentessa iscritta al primo anno della magistrale in biologia ambientale. Sto scrivendo un piano di gestione sul SIC IT7222287 La Gallinola - Monte Miletto - Monti del Matese... mi serve per un esame. Avrei bisogno di informazione riguardanti il clima (precipitazioni, venti, temperature...), la vegetazione (ed in particolare la faggeta), la fauna (ed in particolare il Gufo reale) e tutte le minacce possibili che influenzano questo versante molisano del Matese. Ringrazio in anticipo chiunque riesca a darmi delle informazioni... Grazie!
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