Ri-Tobbio, sabato sera, per provarlo in notturna.
Resoconto tratto dal mio blog e le poche foto scattate:
In previsione di farmi quei giorni in giro per l’appennino di cui ho già parlato, sabato pomeriggio, dopo aver controllato le previsioni del tempo, decido di andare sul Tobbio in notturna, come già in programma da tempo.
Attacco il sentiero alcuni minuti dopo le
diciannove, con ancora una ventina di minuti di luce.
In breve arrivo al passo Dagliola e da lì proseguo verso la cima, aiutato dalla torcia frontale e dalla luna.
A metà strada qualcosa di simile a un latrato squarcia il silenzio: credo un cervo.
Arrivato in cima vedo il rifugio illuminato, poco dopo due ragazzi escono e ci salutiamo… io, invece, passerò la notte in tenda.
Non ricordavo assolutamente che lo spazio in piano (e senza sassi) fosse così poco: qualcosina di fianco al rifugio, ma non mi va di mettermi lì, così scendo lungo il crinale per una cinquantina di metri e trovo un po’ di piano, seppure piuttosto esposto al vento e con alcuni sassi.
Amen, mi fermo e monto la tenda. La Gelert Solo si comporta bene, è piccola e bassa e non offre molta superficie al vento.
Mangio e mi preparo un cappuccino caldo, prima di dormire. Prendo sonno abbastanza velocemente e dormo per almeno un paio d’ore, il resto della notte lo passerò in dormiveglia.
Il vento aumenta, sono un po’ preoccupato perchè a causa del terreno non sono riuscito a montare bene la tenda, in più la mancanza delle falde a terra non riparano benissimo.
Comunque non sento freddo, e sono in pantaloncini corti e maglietta nel sacco a pelo aperto.
Verso le cinque accendo la radio: è confortevole avere un po’ di
calore umano in una nottata del genere.
Alle sei il vento smette di tirare, e sento piovigginare (meno male che non doveva piovere), decido di smontare tutto prima che possa peggiorare.
Lo spazio è quello che è ma riesco comunque a vestirmi e metter via il sacco a pelo, senza uscire.
Esco, c’è una bella atmosfera, sono completamente in mezzo alle nuvole, è ancora buio e non vedo manco la sagoma della chiesetta.
Mentre ripreparo lo zaino smette di piovigginare, così ne approfitto per fare colazione, aspettare che venga luce e iniziare la discesa.
Scendendo incrocio diversa gente, avevo letto che oggi il CAI di Ovada aveva programmato una
polentata.
Considerazioni: ero attrezzato discretamente, la notte nonostante le poche ore di sonno mi sono riposato abbastanza. In previsione però del giro più lungo, dovrò sicuramente prendere una più grande, dove ci sia spazio per muoversi e per riparare lo zaino, la Solo è effettivamente troppo piccolina.
Didascalie e immagini più grandi,
qui.