escursione a Croce dei MOnticelli -Alte Madonie- Dati
Data: 29/12/2009
Regione e provincia: sicilia palermo
Località di partenza: piano sempria (castelbuono)
Località di arrivo:
Tempo di percorrenza:
Chilometri:
Grado di difficoltà:
Descrizione delle difficoltà: semplice salita su fondi ora pietrosi ora piatti
Periodo consigliato: qualsiasi in base al proprio stakanovismo
Segnaletica: club alpino siciliano
Dislivello in salita:
Dislivello in discesa:
Quota massima: 1600 io 1800 loro
Accesso stradale: Descrizione
partenza alle 5.15 da palermo arrivo a Piano Sempria (rifugio del club alpino siciliano "morici") alle 7.15 partenza 7.30 quota 1260m s.l.m.
siamo partiti in tre, due ragazzotti sportivi (mio cognato ed un suo amico -entrambe atleti-) ed un impiegato (il sottoscritto).
equipaggiamento: zainetti da 20lt loro e zaino da 75lt io.
salita fino al rifugio Morici a 1500mt circa passando prima da un sentiero in mezzo al bosco e poi seguendo una carrozzabile (sterrato tutte pietre e tornanti).
da li abbiamo attaccato il colle "croce dei monticelli" a quota 1600.
la strada si snodava tra tratti di macchia e tratti totalmente scoperti con dei bellissimi prati alimentati dal disgelo della neve. già a questo punto ho realizzato l'inadeguatezza dei miei scarponi trezeta (ormai andati) ma non ho comunque desistito. i ragazzi hanno preso il largo attaccando croce dei monticelli direttamente, scalando il pendio a SE. io pian pianino ho seguito in parte la carrozzabile prendendo alla fine una scorciatoia sul versante SO pentendomene più dei miei peccati. pian pianino arrivo anch'io a quota 1600 dove il vento ci dava dentro di brutto. Sono le 9.30.
Vista stupenda sulle isole eolie e l'etna e panorama mozzafiato. pausa cioccolattini ed i pazzi decidono di attaccare "Pizzo Praina" 1800m mentre io comincio a scendere conscio dei miei limiti. Appuntamento a "Valle Intera" quota 1480m.
Dopo una placida discesa, dove perdo il tappo di un bastoncino (grrrr) mi accampo accanto ad un cespuglione di una pianta spinosa ed al momento secca. Esco il tarp lo apro a metà e mi sdraio. Giusto sul più bello inizia a piovere e comincio ad essere tentato di mettere su un riparo con lo stesso tarp, ma il vento molto forte mi riporta a più miti consigli. Indosso il poncho e riparo l'attrezzatura sotto il telo. Il tempo non passa più, vedo nubi nere scendere dalle montagne e comincio a stare in ansia per i due folli. I due cellulari che portavo con me danno forfait e così come l'oregon 300, a quest'ultimo cambio le batterie e riprende a tracciare il percorso fatto. Insomma sono relativamente isolato e non ho modo di contattare i miei compagni d'escursione. Si fanno le 12 inizio a sclerare di brutto. Visto che dove mi trovo non c'è campo decido di salire su Cozzo Luminario e tentare una chiamata con la lacrima di tacca che mi è rimasta. Oltre ad i nuvoloni comincia a scendere anche la nebbia. Inizio ad inanellare una lunga serie di improperi alla direzione dei due tipi (che teste di c....!!!).
Appena accendo il cellulare, con un sospiro di sollievo li vedo scendere allegramente a passo lento. Mi metto a gridare e fischiare e, attirata la loro attenzione, con i bastoncini faccio segno di raggiungermi, mentre la nebbia ed i nuvoloni si fanno sempre più bassi.
Dopo una decina di minuti siano tutti assieme, faccio presente che certi esperimenti è preferibile farli in giornate ottimali e non con la pioggia e la nebbia incombente.
Scendiamo lungo il sentiero che ci porta quasi a Piano Pomo, attraversando dei querceti ed infine un boschetto di Agrifogli Ultra Centenari (stupendi!!!). Arrivati giù ci fermiamo in un capanno sempre aperto con annesso camino.
Raccolta un poco di legna accendo il fuoco come Stefanobi insegna ed appena la brace è pronta infilziamo con degli stecchi di fortuna ricavati da della legna secca 2 kg. di salsiccia. Torta alle banane e torta alle mele gentile concessione di mia moglie, un caffè liofilizzato fatto con la popote ed il fornello ad alcool, e ci avviamo verso Piano Sempria dove c'è l'auto posteggiata. il maltempo ci ha sfiorati ed abbiamo momenti di piacevole sole.
i piedi mi fanno un male cane, pianta, collo, dita insomma tutto. Raggiungiamo l'auto alle 15.20 e, ripristinate le condizioni di esseri civili (pile zuppi di sudore, scarponi e ghette infangati) facciamo un poco di stretching e ci avviamo alla volta di Castelbuono per un vero caffè.
conclusioni:
1) necessitano scarponi nuovi
2) la prossima volta porto la compattina visto che la reflex non l'ho mai uscita dallo zaino
3) il percorso è decisamente piacevole, basta fumare di meno
4) lo zaino era più leggero della volta precedente, ma ancora non è abbastanza.
ciao a tutti
Marco
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Ultima modifica di spyrozzo : 29/12/2009 a 22:31 |