Dati
Data: 21 marzo 2010
Regione e provincia: sicilia - messina
Località di partenza: portella femmina morta
Località di arrivo: lago del biviere
Tempo di percorrenza: 3 ore all'andata se allenati
Chilometri: 8 all'andata
Grado di difficoltà: come percorso T come impegno fisico E
Descrizione delle difficoltà: fondo spesso sconnesso prevalentemente in discesa all'andata e quindi in salita al ritorno
Periodo consigliato: periodi non innevati, altrimenti necessitano le
ciaspole
Segnaletica: non necessaria, itinerario lungo una carrozzabile. più problematico con la neve
Dislivello in salita:
Dislivello in discesa:
Quota massima:
Accesso stradale: ss289
Descrizione
in previsione di un trek prettamente fotografico io ed un mio amico fotografo, abbiamo deciso di fare una ricognizione nella zona del lago del biviere (provincia di cesarò), proprio sotto monte soro.
partenza da palermo alle 3 del mattino ed arrivo a portella femmina morta alle 5.
mettiamo gli scarponi indosso le ghette, zaino in spalla e partiamo.
il primo tratto è coperto di neve. è alta circa 40cm, dura in superfice ma da sprofondare fino al ginocchio se rompi la crosta.
io da solo peso 94kg, poi metteteci altri 10kg circa di zaino e... fatevi 4 conti...
fortunatamente la neve dura per quasi un km che comunqe vola complice l'entusiasmo e l'essere riposati.
tra l'altro il percorso è tutto in discesa, ma non ci faccio caso e, saltellando di quà e saltellando di là, piano piano arriviamo la lago Maulazzo, invaso artificiale di circa 5 ettari.
scattiamo le prime foto e proseguiamo. tutto attorno è acqua, torrenti dappertutto, laghetti in qualsiasi depressione del terreno. tutto frutto dello scioglimento della neve.
grande nota dolente, immondizia e tracce di fuoristrada ovunque. è noto che questi boschi sono meta di pic nic domenicali, che raggiungono l'apice il 25 aprile, il primo maggio ed a ferragosto. ma non pensavo che il siciliano fosse così sporco.
incontriamo il primo guado. l'acqua non è molto profonda ma decisamente impetuosa.
metto alla prova le ghette, mi ficco in acqua senza remore e con pochi passi lo supero. nulla di che, solo che ho un senso di fresco ai piedi e comincio a pensare che sia entrata acqua, ma è semplicemente la scarpa che si è raffreddata.
il mio socio essendo meno attrezzato di me deve invece carcare più a valle un guado più agevole.
insomma la strada scorre piacevolmente
ed approfittiamo di un laghetto per fermarci e sederci 5 minuti a riposare.
riprendiamo la strada seguendo la carrozzabile che si snoda tra sali e scendi in mezzo ai faggi, ma questi ultimi 4 chilometri che ci separano al lago del biviere sembrano non finire mai. il contesto però è stupendo, la giornata si è aperta e la temperatura ha raggiunto i 21 gradi per poi toccare i 24 al ritorno. alla fine dopo una curva ecco il lago!
lo costeggiamo per un pezzo visto che è tutto recintato con del filo spinato, ed apprifittiamo della prima scaletta di passaggio per superare il varco.
ci fermiamo sulla riva, ci leviamo gli zaini ed io ne approfitto per togliermi il pile per farlo asciugare. chiamare casa è pura utopia visto che il campo va e viene, e mentre tento di mandare almeno un sms il mio socio esclama: "una zecca!". mi volto e vedo il grazioso animaletto che passeggia sul suo zaino. con il mio mora clipper la prelevo l'appoggio su una pietra e riesco a schiacciarla.
mi precipito verso la mia "biancheria stesa" e dopo un'attento esame reindosso il tutto, rimettiamo gli zaini in spalla e cominciamo a percorrere la riva.
ormai però il pensiero è sempre alle zecche, e tutta l'erba secca dentro la quale dobbiamo camminare non aiuta a non pensarci più.
chissà perchè comincio a sentire tutto il prurito del mondo un pò d'appertutto

mentre camminiamo sentiamo un rimore di ali di acqua ed uno stranazzìo (si dice così?). un'intera colonia di gramani reali che si spostava da una lato del lago all'altro. rimpiango di non possedere un 600mm.
ci accorgiamo che la stanchezza comincia a farsi sentire, ed anzichè inoltrarci ulteriormente, decidiamo di ritornare.
il ritorno è stato per me "devastante", poi gli ultimi 3 chilometri in salita e l'ultimo nella neve mi hanno fatto pensare alla ritirata di russia.
non scatto più foto, la macchina appesa al collo che sbatte sul petto è una tortura, così la ripongo nello zaino, con la determiazione di lasciarla lì dentro anche se atterrassero gli ufo, comparisse lo yeti, comparisse la madonna (con rispetto parlando).
verso la fine, prima di arrivare al tratto con la neve, ci supera un suzukino con una coppietta tutta compenetrata nel percorso. è preparatissimo, gomme, rollbar, tendalino, scarico, insomma tutto...
lo guardo e dico al mio amico: "questo torna indietro", mentre lui obietta che le suzuki sanno essere molto cattive, io annuisco e sorrido.
dopo 5 minuti sento il rumore di un motore su di giri... è arrivato al muro di neve.
altri 5 minuti ed i due ritornano sui loro passi. lui è mortificato mentre lei ha l'estressione del tipo "con te non ci vengo più!".
la mia ultra decennale esperienza nel fuoristrada mi fa pensare che neanche un hummer H1 gommatissimo riuscirebbe, da solo a passare.
ormai non penso puù a nulla, se non a fare un passo dopo l'altro, e dopo una curva... eccola là, la mia macchina!
accanto c'è una famigliola che arrostisce carne ed ha sul cofano della macchina una serie di barattoli di funghi, melenzane e pomodori sott'olio.
salamini, formaggi ed una ruota di pane di montalbano elicona.... ODDIOOOOOOOOOOO!!!!!
ci precipitamo alla macchina, posiamo gli zaini, leviamo gli scarponi, mettiamo in moto e ci allontaniamo.
dopo qualche centinanio di metri, al riparo dall'odore della carne arrosto, tiriamo fuori i panini e finalmante mangiamo.
note:
per raggiungere portella femmina morta uscire al casello di S.Agata di Militello (A20 messina-palermo) ed andare in direzione Palermo. Seguire la segnaletica per S.Fratello (non andate in crisi, c'è e si vede).
Passare dentro il paese e proseguire lungo la ss289 in direzione Cesarò. A metà strada da Cesarò, raggiunta portella Femmina Morta piegare a sinistra e seguire la strada finchè è possibile.
D'estate pare che sia percorribile fino al lago del biviere (wow!).
il percorso è una carrozzabile in discrete condizioni. per una persona allenata è decisamente una passeggiata. la distanza da portella femmina morta al lago del biviere è di circa 10km.
portarsi dietro l'occorrente per fotografare (reflex digitale e corredo), per dormire 2 notti e tutto quello che ne consegue è decisamente un'azione da muli. necessita un 4x4 oppure mettere in programma diverse tappe di avvicinamento e molte di più d'allontanamento (il ritorno è in salita...).
il posto è comunqe raggiungibile da diverse altre strade, eventualmente da ponderare.
sulla carta, per accedere alla riserva necessiterebbe l'autorizzazione, ma visto lo schifo d'immondizia e lo scempio lasciato dei fuoristrada, sembra che la forestale sia decisamente latitante. comunque un fax conviene sempre farlo.
ciao marco
P.S. i colori e la definizione delle foto sono stati mortificati dalla compressione
QUI sono meno compresse.