Ciao a tutti,cari iscritti del forum,sono appena tornato dal lungo giro che ho fatto,e sono qui per raccontarvi sinceramente come è andata.
Premetto che non è stata una passeggiata assolutamente,ma non è stato nemmeno terribile come molti dicono,purtroppo non ho avuto modo di completare l'alta via fino a Terento perchè mi sono capitate tre o quattro grosse sfortune.
Il primo giorno,partito da Bologna arrivo alla stazione ferroviaria di Vipiteno dove lascio l'auto al parcheggio di quest'ultima,e mi avvio alla volta di Wiesen per cercare l'albergo Wiesernhof da dove parte il tragitto dell'alta via.
Trovato l'imbocco faccio un giro di perlustrazione per trovare un posticino dove accamparmi.....vista l'ora(16:00),in modo tale da cucinare qualcosa e intraprendere il cammino il giorno seguente,di buon mattino,riposato.Passo la notte senza problemi apparte le solite talpe e scoiattoli che facevano un pò di casino vicino la tenda ma ho dormito benissimo.
Il giorno seguente di buon mattino,dopo una lauta colazione,metto lo zaino in spalla e parto,attraversando boschi infiniti e pascoli verdi.
Quello di cui non mi pento assolutamente è di essermi portato i 3 litri di acqua in bottiglia vista l'assoluta assenza di acqua non contaminata dai pascoli durante questo primo tratto del percorso.
Alla fine della giornata dopo essere stato letteralmente aggredito dalle zanzare che preferivano varsi schiacciare piuttosto che mollare la presa,arrivo a poco più di metà cammino tra Wiesen e la malga Simile Madhalm,sopra una cima isolata denominata sulla carta Jagerjochl,posta a 2136 m.
Per il primo giorno un buon risultato contando i 28 kg di peso sulle spalle,che sicuramente rallentano la marcia di 1/2,e che pesano sopratutto sui piedi.
Insomma mi accampo su questa cima non proprio in piano.....infatti non ho passato una bella notte proprio per la pendenza.....(a proposito,il freddo a questa altezza comincia ad essere pungente,ma potevo fare a meno di portarmi i jeans e il giaccone pesante perchè fino all'ora di andare a letto è sopportabile anche con un semplice maglione di lana).
Il mattino seguente dopo una notte di luna piena e una vista incredibile sulla valle mi avvio verso la prima malga,dove vengo accolto da una signora con due figlie in classici vestiti tirolesi.....una delle due anche discretamente carina(scusate l'ot),e mi faccio un paio di birre grandi,ripartendo subito dopo.
La signora della malga però mi ha informato che il giorno dopo ci sarebbe stato tempo molto brutto,quindi un pò prevenuto riprendo il cammino per fermarmi al lago selvaggio dove mi accampo perdendo circa 200 metri di quota....ma almeno ho l'acqua e sono in piano.
Verso le 19:00 comincia l'inferno......tuoni,lampi,e pioggia con vento medio,ed io da solo proprio lì in mezzo.....ma la tenda,picchettata come si deve ha retto benissimo.
Il giorno seguente,dopo una notte di tempesta alle 10:00 non ha ancora smesso di piovere anche se l'intensità è notevolmente diminuita,però io non ho voluto perdere la giornata aspettando che spiovesse,anche perchè non sapevo se il giorno dopo sarebbe stato uguale,quindi,approfittando di un momento con meno pioggia commetto l'errore di smontare l'accampamento pagandone amaramente le conseguenze.
Anche se pioveva poco io e il mio equipaggiamento la nostra parte di acqua l'abbiamo beccata lo stesso,ma ho lo zaino in spalla...con l'impermeabile indosso e nulla mi fa paura ora....eheheh!!!!
Appena salgo un pò di quota smette di piovere come per magia anche se il cielo è nero ma il vento comincia a trasportare via le nuvole,quindi decido di fare una deviazione e salire sul picco della croce,un dirupo veramente molto scosceso avvolto dalla nebbia che col terreno reso bagnato dalla pioggia merita davvero una buona dose di attenzione e passo fermo.
E' stata una salita molto dura....ma dovevo farla per lasciare un sassolino sotto la croce per dei motivi che non vi sto a spiegare.....
Scendo subito dopo dal picco della croce e arrivo al rifugio Bressanone dopo aver attraversato un piccolo nevaio prendendo anche un paio di scivoloni,ma nulla di che....un paio di parolacce e si riparte!!!
Arrivato al rifugio mi faccio le mie solite due birre e il padrone mi chiede come mai avessi così tanta roba sulla spalle....e appena spiegatogli il motivo ha chiamato addirittura la madre per dirglielo,e poi mi ha spiegato che è raro vedere persone che non usano i rifugi.Molto simpatici comunque....
Fatte le due birre mi informo sulle previsioni del tempo che sembrano ottime e prendo il sentiero a monte dove mi accampo su una piccola collina in piano un bel pò sopra il rifugio.
Pianto la tenda e dormo tranquillo fino al giorno dopo,svegliandomi con un bel sole.
Sono esattamente a metà strada ma l'errore che compirò in questo giorno mi costerà il completamento del percorso.
Ancora adesso,carta alla mano sto cercando di capire quale strada ho preso,ma devo aver imboccato un sentiero secondario che dopo avermi fatto fare un giro di esattamente otto ore mi ha riportato al rifugio Bressanone.
Ma reputo mia solo il 50% della colpa,e chi ha fatto questa alta via me ne renderà ragione.....
Come mi è stato detto anche da un signore tirolese titolare di un rifugio vicino Valles,dal rifugio Bressanone al rifugio ponte di ghiaccio i sentieri non sono segnalati molto bene....ho fatto una fatica bestia per cercare di vedere i segni(disco bianco con anello rosso),ad un certo punto sparivano,o erano in posti praticamente invisibili lasciandomi completamente spaesato,di fatto mi sono perso e sono riuscito a tornare solo grazie alla bussola...,ragazzi....vi parla un neofita rivolgendosi ad altri neofiti,non vi affidate completamente ai sentieri sulla carta,molti non sono segnati....o segnati male,bisogna stare con occhi veramente spalancati e non prendere sottogamba quello che vi può sembrare facile...potrebbe trasformarsi in difficile,sono arrivato ad un punto dove mi sono sentito davvero solo,l'unico conforto è che al mio seguito avevo tutto l'occorente per vivere in autonomia per altri 5 giorni.....e per la prima volta in tutta la gita sono stato felice di portare addosso tutto quel peso.
Comunque una volta tornato al rifugio Bressanone ho deciso di scendere a valle perchè avendo buttato via una giornata non ci stavo più con i tempi, e l'energia sufficente per affrontare il cammino fino alla fine.
Però nonostante l'avventura negativa dell'ultimo tratto sono tornato a casa felice sapendo che l'anno prossimo avrò l'altra metà dell'alta via di Fundres da percorrrere,e felice anche per aver trascorso 5 giorni della mia vita in completa armonia con la natura in un contesto che molti uomini hanno dimenticato di avere e con cui dovrebbero confrontarsi ogni tanto per capire i propri limiti ed avere rispetto per colui che ha creato una cosa così meravigliosa della quale bisogna nutrire un profondo rispetto.

Ciao a tutti