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Vecchio 24/8/2011, 15:43
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predefinito Settembre, voglia di Trekking. Da repubblica.it

OUTDOOR
Settembre, voglia di trekking

di Rossella Cerulli
Dalle Dolomiti alle Eolie, dalle Alpi Marittime alla Sardegna. Idee e itinerari per una vacanza a tutta natura, tra mare e monti



A piedi è bello. Sempre di più. Dopo anni di immobilismo gli italiani hanno capito che scarpinare su giù per la penisola vale veramente la pena. Buoni ultimi dopo i cugini francesi e i rocciosi scandinavi, i trekker nazionali si stanno moltiplicando a vista d'occhio, attratti da un modo si viaggiare suggestivo, salutare e di facile organizzazione. Ma soprattutto dalla possibilità di stare più tempo possibile all'aria aperta: 1 viaggiatore su 4 sceglie la meta in base alle opportunità di stare en plen air. E il trend è già in crescita da un triennio. Qualche dato? Solo nel primo semestre del 2010 i viaggi in Italia destinati al trekking, con una spesa media di 520 Euro a trasferta, sono aumentati del 15%. Che collegati a quelli in bici e mountain bike raggiungono quota più 21,6%.

"L'andamento è decisamente in crescita", spiega Nicola Tomesani, dell'Osservatorio Econstat, società di ricerca nel settore turistico, "perché il trekking è un'attività che costa poco e non obbliga ad orari precisi. Ma determinante si sta rilevando l'aumento dell'offerta: sempre più tour operator specializzati propongono pacchetti vantaggiosi, ecocompatibili, con itinerari tematizzati legati alla storia del territorio e alla stagionalità. E gli acquisti corrono sul web: ¿ dei viaggi di turismo sportivo viene organizzato su Internet, punto d'incontro ideale tra questo tipo di domanda e offerta... un'agenzia tradizionale guadagnerebbe troppo poco da queste trasferte. Il nostro territorio, con la sua varietà di paesaggi, poi si presta benissimo...". Con l'irrompere dell'estate il Belpaese dispiega dunque le sue offerte.

In Sicilia si possono esplorare a piedi le riserve naturali del siracusano (Cavagrande, Pantalica e Vendicari) o fare caicco-trekking nelle Isole Eolie. "E' la novità della stagione", racconta Gabriele Giuffrida di
Mandala Tour, tour operator specializzato in ecoturismo. "Si dorme e si mangia a bordo e di giorno si fanno le escursioni con una guida: la comodità sta nel fatto che la barca aspetta, quando l'itinerario lo consente, sul versante dell'isola opposto a quello di partenza, così non è necessario tornare indietro. Si fanno circa 12 km al giorno, in gruppi di massimo 15 persone". Già, i gruppi: e per gli amanti degli itinerari in solitaria o fai-da-te? Niente paura, c'è il self guided tour: una volta garantiti trasferimenti e località per il pernotto (in genere agriturismi o piccoli alberghi), il viaggiatore viene munito di apposito roadbook, vera e propria Bibbia del trekker, nel quale sono descritti passo per passo, complice una cartina, i vari percorsi giornalieri. Da compiere in tutta scioltezza: visto che i bagagli vengono spostati tappa per tappa dall'organizzatore, disponibile h24 per qualsiasi difficoltà.

Se il sud va fortissimo con la traversata del Gargano da Vieste a Monte Sant'Angelo o con il celebre Sentiero degli Dei, da Agerola a Positano con una giornata di cammino in Costiera Amalfitana, al centro e al nord le possibilità si sprecano. "Funziona molto bene il cammino di San Francesco, tra La Verna e Assisi, il classico Chianti e le Cinque Terre", racconta Tullia Caballero, direttore di S-Cape, "La differenza con i clienti stranieri? All'estero si dà più valore al full-immersion nella natura, che non viene mai considerato un'alternativa alle vacanze tradizionali, ritenute obsolete. Gli italiani invece stanno molto attenti ai prezzi: in campagna per loro deve essere per forza tutto più economico. Noi dal canto nostro puntiamo a professionalizzarci sempre più: sta per nascere infatti Active Italy, Rete di operatori italiani vacanze attive, destinata a fornire servizi di qualità".

Più a settentrione, a parte le classiche Dolomiti, molto suggestive sono le escursioni in Valle Maira, nell'estrema provincia di Cuneo. "Lo spopolamento di questa valle di cultura occitana", spiega Gabriele Polla, ad di Slow Tourist, "ha fatto sì che la zona sia rimasta selvaggia e incontaminata, con i borghi ancora intatti in pietra e legno. Francesi e tedeschi, che a casa loro non sono abituati a zone così totalmente non antropizzate, la conoscono da 20 anni. Gli italiani la stanno scoprendo adesso: noi offriamo pacchetti il più modulabili possibile, adatti per le famiglie, con strutture ricettive omogenee e di qualità tappa per tappa.
E stiamo avendo un vero boom di richieste, 30% in più
". Polla segnala poi il percorso transfrontaliero di 6 giorni tra il Parco naturale delle Alpi Marittime e il Parco nazionale francese del Mercantour. "Lo spettacolo è eccezionale: l'ambiente è alpino, ma il clima è influenzato anche dal mare... 15 km al giorno, dislivelli di 1200 metri, fino alla Valle delle Meraviglie. Ci si cimentano i nostri clienti più esperti: dei quali il 60% è composto da donne".

Il coro è unanime: nella trekking community, il rosa prevale. Ma qual è l'identikit del trekker italico? "Cultura medio-alta, età tra i 35 e i 55 anni, nell'80% dei casi viaggiatore che sceglie di partire da solo", snocciola sicuro Stefano Spinetti, direttore dell'agenzia Four Seasons Natura e Cultura e presidente del GAE (Associazione Italiana Guide Ambientali ed Escursionistiche), forte del suo 100x100 incremento di clienti. "Non necessariamente chi parte solo è un single: a volte è una persona che ha scelto una vacanza che magari al compagno non piace. E avendo selezionato con cura località e percorso, si ritrova in un gruppo di gente con identici interessi: tra un passo e l'altro nascono amicizie, anche con le guide, che durano anni. Perché si impara in pochi giorni a condividere fatica ed emozioni. Le donne sono le più sveglie... se la spicciano sempre meglio".

E la preparazione, la tecnica? "L'unica cosa che serve è la buona volontà: non ci sono record da battere", continua Spinetti, "e il posto va vissuto con pacatezza, senza stress. Fondamentale è invece una guida esperta del territorio, che suggerisca al viaggiatore gli orari e le condizioni migliori...". In questo quadro idiallico l'unico aspetto dolente sono le istituzioni: "Gli enti del turismo ci ignorano", sostiene ancora Spinetti, "né si fa promozione del turismo escursionistico, nonostante la nostra capacità di destagionalizzare le attività. Lo sa che non abbiamo una cartografia nazionale degna di questo nome? Si va ancora avanti con le cartine IGM (Istituto Geografico Militare)... che neanche si trovano più...".

All'anno zero di mappe e segnalazioni si trova anche la Sardegna, che pure vanta itinerari estivi tra i più spettacolari. "Impossibile ideare escursioni senza accompagnatori", spiega Paolo Mulas, titolare di Barbagia No Limits, agenzia di turismo ambientale. "Si smarrirebbero tutti... non a caso abbiamo circa 450 guide regionali. I percorsi più belli? Quello di tre giorni nel Supramonte di Orgosolo unito ad altri quattro in quello di Baunei, da Urzulei fino al mare. Anche il trekking delle Cale, da Arbatax a Cala Gonone, per unire passeggiate e tuffi, è perfetto per l'estate. Ma il problema quest'anno non sarà come attraversare l'isola ma come arrivarci: considerati i rincari paurosi dei traghetti...". (23 agosto 2011)
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