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28/10/2010, 11:15
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 3/12/2009 Età : 50
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Nome di battesimo: marco | | trekking e survival
l'altro giorno spiegando ad un mio amico cosa facessi quando andavo in montagna mi sono accorto della sottile (ma non tanto) differenza tra le due cose.
il trekking è (in modo molto semplicistico e forse provocatorio) andare a fare un picnic più evoluto a piedi anzichè in macchina.
mi porto dietro il fornelletto, la popote, i cordini, il sacco e tante altre cosine.
il survival è invece il trovarsi in una situazione decisamente scomoda con quasi nulla appresso.
la finezza stà nel fatto (a mio avviso) che con il survival non puoi appena ti stufi smettere tutto.
a questo punto sono arrivato alla conclusione che si gioca al survival ma non lo si fa, in tutto e per tutto e fino in fondo sul serio.
IMHO
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28/10/2010, 11:41
|  | Moderatore Avventurosi | | Registrato dal: 7/2/2008 Età : 31
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Nome di battesimo: Daniele | |
La differenza non è sottile... c'è un abisso!!  Entrambe le cose ti portano a contatto con la natura ma con due scopi nettamente diversi.
Diciamo che quando ho intenzione di fare un picnic in montagna non lo chiamo così ma lo chiamo scampagnata. Il trekking invece per me è qualcosa di diverso. Si cammina per godere dei panorami e della bellezza delle montagna. Si cammina tanto, e anche se potrà sembrare brutto ammeterlo, si va con l'obiettivo di raggiungere uno scopo, che sia raggiungere quella vetta o percorrere quella lunghezza o ancora fare quella traversata. Ad esempio io adoro tutto ciò che sta sopra la linea degli alberi, e più la cresta è affilata più mi sento felice ed appagato a percorrerla. Non riesco a spiegare con le parole quello che provo quando la mia vista spazia per cilometri e chilometri scavalcando anche le cime più alte.
In sostanza ci si mette alla prova.
Fare sopravvivenza (scusate ma non amo molto gli inglesismi) è un'altro modo per mettersi alla prova ma in modo diverso e anch'esso affascinante. Non è la mia passione e quindi mi esprimo poco su questo aspetto.
Comunque concordo con te quando lo definisci un gioco, anche se è un gioco anche il trekking  . Se non fossero tale non esisterebbe persona al mondo ad aver voglia di praticarli.
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28/10/2010, 11:43
| | Camminatori | | Registrato dal: 9/6/2010
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Nome di battesimo: Simone | |
sono daccordo con te! si gioca solo a fare survival, x fortuna, il survival vero può essere collegato al trekking, quando quest'ultimo degenera a causa di imprevisti. almeno questo e quello che penso io.
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28/10/2010, 12:55
|  | Trekkers | | Registrato dal: 21/3/2010 Età : 23
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Nome di battesimo: Valerio | |
Non mi pronuncio sulla "sopravvivenza" perchè non la pratico, utilizzo eventualmente alcune tecniche di questa, ma nulla di più. L' escursionismo invece lo valuto molto di più di una scampagnata, per me è un momento di condivisione (se fatto insieme ad altri), di sfida con me stesso, di allontanamento dalla routine quotidiana, ma soprattutto di riflessione. Quando cammino con lo zaino sulle spalle non penso, stacco il cervello e mi riempio delle sensazioni che mi circondano, suoni, paesaggi, odori. Poi quando mi fermo ricomincio a pensare, mi rendo conto di quanto siano sciocchi certi problemi, di quanto sia bella la natura e di quanto poco posso apprezzarla in città. Mi sento leggero, stanco ma appagato. Poi la sera, quando dormi all' addiaccio, ti senti libero dai mille legami che ti ancorano alla via quotidiana, alle preoccupazioni, sei tu e basta. Quando torni a casa sei esausto ma felice, perchè ti senti sollevato, hai fatto ciò che ti piaceva ed hai riordinato le tue priorità e scaricato la tensione accumulata in città. Sei pronto a ricominciare
__________________ Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria. | 
28/10/2010, 13:10
|  | Esploratori | | Registrato dal: 25/11/2008
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Nome di battesimo: Massimo | |
Per me il gioco è un altra cosa! 
io facco scampagnate per il gusto di farle, e mi porto qualche azigogolo che solo nel malaugurato caso la scampagnata si trasformi in sopravvivanza, ho con me qualcosa per "Tentare", di portarla a casa!
Poi il riuscirvi......................... 
Ma almeno ho qualche opportunità in più, che sedermi e sperare che mi trovino!
Ciao.
__________________
La Terra non ci appartiene,siamo noi che apparteniamo a Lei!
(capo nativi americani)
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28/10/2010, 13:11
|  | Trekkers | | Registrato dal: 12/10/2010
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Nome di battesimo: Alessandro | |
è vero che a volte si adopera il termine trekking impropriamente, magari per fare una gitarella nei boschi, ma io, come sai, lo intendo con zaino in spalla (magari con popote, fornelletti, tende, insomma caricato come un mulo) ma facendo km km, km, tra i boschi, le montagne, a contatto con la natura. Ciò non toglie che a volte ci possano essere situazioni di emergenza per le quali ci vuole un po' di spirito di sopravvivenza e quindi le due cose si intersecano. D'altra parte, uno può fare survival anche in un bosco a 100 m dall'auto, stando 2-3 giorni con il minimo indispensabile per sopravvivere, no??
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28/10/2010, 13:28
|  | Moderatore Montanari | | Registrato dal: 23/8/2010 Età : 25
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Nome di battesimo: Marco | | Originariamente inviata da Maverick Non mi pronuncio sulla "sopravvivenza" perchè non la pratico, utilizzo eventualmente alcune tecniche di questa, ma nulla di più. L' escursionismo invece lo valuto molto di più di una scampagnata, per me è un momento di condivisione (se fatto insieme ad altri), di sfida con me stesso, di allontanamento dalla routine quotidiana, ma soprattutto di riflessione. Quando cammino con lo zaino sulle spalle non penso, stacco il cervello e mi riempio delle sensazioni che mi circondano, suoni, paesaggi, odori. Poi quando mi fermo ricomincio a pensare, mi rendo conto di quanto siano sciocchi certi problemi, di quanto sia bella la natura e di quanto poco posso apprezzarla in città. Mi sento leggero, stanco ma appagato. Poi la sera, quando dormi all' addiaccio, ti senti libero dai mille legami che ti ancorano alla via quotidiana, alle preoccupazioni, sei tu e basta. Quando torni a casa sei esausto ma felice, perchè ti senti sollevato, hai fatto ciò che ti piaceva ed hai riordinato le tue priorità e scaricato la tensione accumulata in città. Sei pronto a ricominciare  Maverick, dillo che sei una spia specializzata in analisi interiore e sensitività extracorporea!!!!!  Quello che hai scritto è ESATTAMENTE uguale a quello che penso/provo io!!! 
Non lo avrei saputo esprimere in modo migliore!!!!
__________________
L'azione è carattere. Se non facciamo mai niente, non saremo mai nessuno.
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28/10/2010, 13:30
|  | Montanari | | Registrato dal: 19/1/2010
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Nome di battesimo: Elisabetta | | Originariamente inviata da Maverick L' escursionismo invece lo valuto molto di più di una scampagnata, per me è un momento di condivisione (se fatto insieme ad altri), di sfida con me stesso, di allontanamento dalla routine quotidiana, ma soprattutto di riflessione. Quando cammino con lo zaino sulle spalle non penso, stacco il cervello e mi riempio delle sensazioni che mi circondano, suoni, paesaggi, odori. Poi quando mi fermo ricomincio a pensare, mi rendo conto di quanto siano sciocchi certi problemi, di quanto sia bella la natura e di quanto poco posso apprezzarla in città. Mi sento leggero, stanco ma appagato. Quoto e approvo in pieno... Stesse sensazioni...  ...
__________________ «Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà». | 
29/10/2010, 23:07
|  | Trekkers | | Registrato dal: 17/3/2008
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| | Originariamente inviata da spyrozzo a questo punto sono arrivato alla conclusione che si gioca al survival ma non lo si fa, in tutto e per tutto e fino in fondo sul serio.
IMHO e meno male, perchè quando lo fai sul serio vuol dire che sei nei guai.
personalmente faccio tre distinzioni: tecniche di emergenza, trekking e, passatemi il termine, bushcrafting( che poi il bush è in africa, ma fa lo stesso).
Le tecniche di emergenza sono specifiche a seconda dell'attività che si pratica e dell'ambiente in cui la si pratica.
Esempi sono: la ricerca con l'arva o la costruzione della truna per lo scialpinismo, il recupero con corda per chi pratica attività sul verticale e la gestione di un ferito più o meno per tutti.
Ad esser giudiziosi bisognerebbe esercitarsi ogni tanto con la speranza che mai debbano servire.
Rimangono trekking è buscrafting.
Il primo o vedo legato ad un percorso mentre il secondo lo vedo più come una serie di azioni.
saluti
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29/10/2010, 23:15
| | Trekkers | | Registrato dal: 26/8/2008 Età : 31
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Nome di battesimo: Giuliano Petreri | |
nel mio lavoro sfrutto le tecniche di sopravvivenza per aumentare lo spazio per l'attrezzatura fotografica, senza dover così portare tenda, fornelletto, troppe pentole, provviste, insomma, limitare volume e peso dello zaino. di trekking liberatorio, quello fatto per il semplice gusto di staccare la spina, ne faccio poco, e questo un po mi dispiace.
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il mio sito pubblicitario è come il mio letto, ci entra solo chi dico io...e qualche bionda. Giuliano Petreri
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29/10/2010, 23:22
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 3/12/2009 Età : 50
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Nome di battesimo: marco | |
zulo ti porti tutto l'ambaradan appresso?
mie eroe!!! io ormai ho deciso per la sola compattina...
hai idea 40D+BG, 17-85, 24-105, 70-200, 50mm, flash, treppiede, 2 stativi+ombrellini, tubi di prolunga, flash trigger, scatto a distanza... naaaaa basta!
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29/10/2010, 23:32
| | Trekkers | | Registrato dal: 26/8/2008 Età : 31
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Nome di battesimo: Giuliano Petreri | | Originariamente inviata da spyrozzo zulo ti porti tutto l'ambaradan appresso?
mie eroe!!! io ormai ho deciso per la sola compattina...
hai idea 40D+BG, 17-85, 24-105, 70-200, 50mm, flash, treppiede, 2 stativi+ombrellini, tubi di prolunga, flash trigger, scatto a distanza... naaaaa basta! lo so, ma per prendere il lavoro sui lucretili (3 anni di documentazione fotografica appresso ad un ricercatore) ho dato una scheda tecnica dell'intero equipaggiamento, e un po per rispetto di chi mi paga, un po a causa delle differenze di ambienti, luci, soggetti e condizioni meteo, debbo portarmi tutto. per cui ho deciso di eliminare tutto ciò che posso sostituire con i doni della natura, e cioè un riparo, i viveri (si fa molta eradicazione di trote abusivamente reimmesse per la pesca), posate e altre comodità facilmente rinunciabili.
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29/10/2010, 23:46
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 3/12/2009 Età : 50
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Nome di battesimo: marco | |
ah vebbè... allora la mia frase "solo se mi pagassero mi porterei tutto dietro" comincia ad avere un senso
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29/10/2010, 23:51
| | Trekkers | | Registrato dal: 26/8/2008 Età : 31
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Nome di battesimo: Giuliano Petreri | |
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30/10/2010, 02:55
|  | Montanari | | Registrato dal: 22/9/2010
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Nome di battesimo: Max | |
Pronto per il survival, mi godo il trekking
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