Dati
Data: 02.2011
Regione e provincia: Marche-Umbria
Località di partenza: Fiastra
Località di arrivo: idem
Tempo di percorrenza: 8 ore
Chilometri: circa 15-18
Grado di difficoltà: faticoso con la neve
Descrizione delle difficoltà: Neve alta, ghiaccio, pericolo slavine
Periodo consigliato: sempre
Segnaletica: NO
Accesso stradale: Acquacanina
Descrizione
Era tempo che si doveva fare un buon giro in compagnia, i tempi erano maturi così, ci siamo ritrovati al Rif. Tribbio a Fiastra, gestito dal Sindaco in gamba di Acquacanina.
Il Sabato ci si ritrova, io (Quotealte), VelinoSirente e UB. Baci e abbracci e prima ricognizione per la giornata successiva. Arriviamo fin vicino M. la Meta, sopra Sarnano ad assaporare il sole e la neve, UB prova i nuovi scarponi adatti per escurzioni "bagnate".
Il pomeriggio, dopo le solite chiacchiere e una abbondante colazione al rifugio, con Ubaldo che deve rientrare a casa, ci diamo appuntamento per domani, di CiccioPaolo nessuna traccia.
L'indomani, mi ritrovo Ciccio alle 7,45 fuori dal rifugio ed attendiamo UB che arriverà alle nove (non si parte alle nove porca pupazza).
L'itinerario che abbiamo scelto è, percorrere tutto Rio Sacro fino alla Cascata nascosta e se ci riusciamo risalire sui Piani di Pao e scendere lungo la Valle d'Oppio dove abbiamo lasciata la Land Rover di Velino. Il giro è di circa 15km e con la neve sapevo già sarebbe stato ostico.
C'è da stare attenti in queste condizioni alle slavine che possono verificarsi all'interno della forra ma dopo il sopralluogo di ieri abbiamo deciso che si poteva azzardare con una certa tranquillità. Purtroppo, lasciamo l'auto alle dieci, decisamente troppo tardi per sperare di terminare il giro.
La Valle di rio Sacro è fantastica, si percorre una carrozzabile fino ad uno stazzo incontrando strettoie imponenti. Il tutto in ombra e con un bel freddino.
Allo stazzo ci lasciamo a malincuore con il nostro amico UB e in tre, iniziamo a risalire una parte del G.A.S. (Grande Anello dei Sibillini).
Si risale faticosamente con le
ciaspole per circa trecento metri di dislivello fino ad un rettilineo inerpicato dove a metà all'altezza di segni evidenti (bianco rossi) su due alberi, si devia a dx per raggiungere le balze. Il sentiero non è visibile con la neve e sbaglio un pò la mira salendo troppo, ci ritroviamo sulle balze ma troppo in alto. Per farlo, a parte l'avvistamento in cresta di un Camoscio, abbiamo attraversato un ripido pendio con un metro di neve....in certi momenti mi sono preoccupato, Ciccio Paolo, con poca esperienza sulle ciaspole, mi fa un pò pensare di averlo portato in un posto azzardato, Velino invece, proprio non ce la faceva a stare in piedi, le ciaspole slittavano a valle e Lui si è un pò preso paura....l'ho raggiunto per dargli un pò di conforto e, se fino a quel momento aveva tranquillamente "scoreggiato" lungo tutto il sentiero, adesso bestemmiava non poco. Alla fine però arriviamo alle Balze.
E' tardi e quel tratto ripido ci ha fatto perdere molto tempo, decidiamo di raggiungere la cascata e verificare se valga la pena tornare indietro. Da sopra però, si vede chiaramente una strada nel bosco che sale dritta verso il crinale dei pianori alti...lo teniamo bene in mente e se lo troviamo, andremo su.
La Cascata nascosta è sotto di noi una cinquantina di metri, con venti minuti la raggiungiamo; è talmente nascosta che anche da vicino si stenta a vederla ma, il salto è impressionante e ci si affaccia per vedere i trenta metri di vuoto. Con l'acqua di scioglimento dovrebbe essere impressionante.
Decidiamo di andare avanti, l'auto di Velino è alla V. d'Oppio e se torniamo indietro, l'auto di UB se ne è andata e dovremmo chiamare qualcuno per farci venire a prendere.
Troviamo la traccia vista precedentemente e ausiliati dalla mia traccia gps.
E' dura, le gambe iniziano a fare fatica, si sale altri duecento metri di quota, ma una volta usciti sui pianori, lo spettacolo della vista tutto attorno e il sole caldissimo ci rinfranca. Ci fermiamo finalmente a bisbocciare e mangiare ciò che ci siamo abbondantemente guadagnati.
Livio (VelinoSirente) caccia fuori il Rosso Piceno, Ciccio Paolo una bottiglia di grappa....il mio Verdicchio è rimasto in macchina e Ciccio ne approfitterà oggi....il bast....
Ora il sentiero è tutto a sole e lungo tutta la cresta sopra Valle d'Oppio, un vero scialo e le gambe senza più freni, svolazzano a valle.
Arriviamo all'auto che è buio, ciò però, ci ha consentito di percorrere l'ultimo tratto ammirando tutto l'evolversi di un tramonto spettacolare sulle cime innevate.
Al Rifugio, Ciccio Paolo decide di tornare mentre io e Velino, decidiamo di fermarci ancora una notte e riposarci e rifocillarci adeguatamente....ce lo siamo proprio meritato.
In sintesi, partire alle dieci per fare una escurzione così, non va assolutamente bene, qualsiasi problema che avessimo dovuto affrontare, ci avrebbe fatti ritrovare in quota con le tenebre.
Complimenti al CiccioPaolo perchè malgrado avesse detto di non avere esperienza, si è dimostrato un ottimo compagno di camminata, malgrado anche Lui fosse stanco non si è mai lamentato un attimo....e anche se forse non è così, si è fidato totalmente e mai ha detto forse è meglio passare di là o maledetto apertamente di essere insieme a due matti.
VelinoSirente, è un grande compagno di avventura, ha esperienza da vendere e anche Lui non si lamenta mai....a meno che, scoreggiare continuamente, voglia dire qualche cosa in merito. L'ho visto molto provato nell'ultima salita ma, non poteva essere altrimenti.
Ub,....senza voto perchè, vero che aveva i suoi impicci ma, non si lascia gli amici in mezzo ai monti.....

.
Mi dispiace per Lui che non ha terminato il giro ma voglio sperare che si sia divertito lo stesso.
Per quanto mi riguarda, ho faticato anche io parecchio nell'ultima salita ma, non mi aspettavo di reggere bene così, l'ultimo anno, ho fatto escurzioni solamente con la mia Santa (mezza azzoppata) e di conseguenza i ritmi di esercizio erano più blandi,...sono proprio soddisfatto. Come lo sono anche per tutta l'escurzione e il suo evolversi.
Spero solamente di non aver demolito le "voglie" dei miei compagni che forse si aspettavano un percorso più "tranquillo".
Approfitto per dare una "cicca" a Fransimonio che, malgrado io abbia mandato più volte messaggi non mi ha mai risposto e ci ha lasciati da soli in una escurzione per tutti i Marchigiani....scopro poi che anche Lui è di Jesi, come me e ciò costituisce....aggravante...

La prossima volta manda almeno un messaggio per dire "Oh, non vengo!"
Le foto.
https://picasaweb.google.com/quoteal...eat=directlink
Alla prossima ragazzi.