Inizio l'elenco dei partecipanti, che aggiornerò regolarmente.
Ditemi quando venite che vi aggiungo !!
Giovedì
Federiconet
Federico
Spagnuz
Venerdì
Catka
Maestro75
4 x 4
Questo il link dove scaricare l'IGM pulita:
http://www.housegate.net/tmp/IGM.36....l%20Carega.jpg
Questo il link per l'igm segnata:
http://www.housegate.net/tmp/IGM.36....0segnalata.jpg
Vorrei sapere chi preferisce un trekking estremo, in febbraio, e chi invece vorrebbe una cosa più umana, in primavera.
I vantaggi della primavera sono che si potrebbe andare su in alto, sul gruppo del
Carega, dove ci sono le linee delle trincee, e da dove si dominano la Pianura Padana, la Val D'Adige, il gruppo del Baldo, le Alpie e le Dolomiti.
Il posto è questo:
http://maps.google.it/maps?f=q&hl=it...&t=h&z=13&om=0
Ci sno 3 ferrate molto belle, la
Biasin, la
Battisti e la
Campalani e il
Vajo dei Colori, ghiacciato anche in agosto.
Per le tende, una volta non c'erano problemi se montate di sera e tolte di mattina. Comunque conosco il capo della forestale, posso sentire lui. C'è un bel posto per accamparsi vicino al
Rifugio Scalorbi, che è in alto, dove inizia la roccia nuda e finiscono i pascoli (ci sono delle bellissime orchidee e stelle alpine, e una malga che vende il latte appena munto e il formaggio fatto nei calderoni di rame, sul fuoco a legna). Nel rifugio c'è anche la possibilità di dormire, ma sarebbe da prendere solo come extrema ratio. Altrimenti si deve scendere, nella foresta di Giazza, dove c'è anche l'acqua (torrenti con le trote). O tornare nella zona dei pascoli, ma è una sgroppata non da poco.
Ok, se mi fate sapere, vedo quale organizzare: inverno o primavera.
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INFO DETTAGLIATE ED AGGIORNATE SULL'EVENTO
Ultimo aggiornamento: 25/03/2008
Data.
Da venerdì 25 a domenica 27, 2 notti.
Tempi.
Credo sia fondamentale partire da casa venerdì 25 prima dell’alba. Se si partisse nel primo pomeriggio perderemmo troppe cose.
Quindi il raduno dovrebbe essere fatto nel pomeriggio o al massimo nella sera di giovedì 24. Cena a Grezzana e pernottamento a Valdiporro, a casa mia.
Volendo, giovedì notte vi posso portare a dormire nelle grotte dove dormiva l’uomo preistorico. Ci sono ancora i graffiti !! E’ a circa un’ora a piedi da casa.
Oppure si potrebbe partire già giovedì sera, passando la prima notte a Valdiporro, in un bosco. Qui c’è la possibilità di accendere il fuoco. In questo caso, tutti i partecipanti dovrebbero essere a Verona nel tardo pomeriggio di giovedì.
Percorso.
Venerdì
Da San Giorgio, 1.505 metri, si sale a piedi verso Malga Malera e il Passo Malera. Li ci sono le trincee che danno sulla Valle di Revolto. Visita delle trincee, fino su a Cima Trappola, 1865 metri, zona di caprioli e camosci. Poi si scende dal Passo Malera, al confine fra Veneto e Trentino, nella Valle di Revolto. Da questo sentiero si passa per un ghiaione dove ci sono le impronte di un dinosauro. Una è stata tolta e portata al museo di Storia Naturale di Verona. Si arriva al
Rifugio Passo Pertica . Il Rifugio è aperto tutto l’anno. Qui si cerca un posto per la notte, ci sono ancora i boschi.
Sabato.
Dal rifugio inizia la ferrata Biasin, e la strada militare. Si sale, via ferrata o via strada, e ci si ritrova poco più su. Si arriva al secondo rifugio, il
Rifugio Scalorbi , 1.767metri. Ci sono le postazioni dei cannoni, una chiesetta e la stradina che porta alle cave di roccia. Qui siamo al limite superiore dei pascoli, più sopra inizia la roccia. Si pranza, poi si sale fino al terzo rifugio, il
Rifugio Fraccaroli , 2.239 metri. Via ferrata, la Campalani, e la Via delle Creste, o via sentiero. Qui decidiamo se pernottare al Rifugio invernale e la mattina vedere l’alba, o se scendere e dormire nei primi boschi sotto il Rifugio Scalorbi. La salita, in caso di neve alta, è pericolosa.
Domenica
Se pernottiamo al Fraccaroli, la discesa fino al Pertica e la risalita fino al Passo Malera saranno abbastanza dure. Dal Fraccaroli allo Scalorbi c’è anche un bellissimo ghiaione, molto lungo: è uno spasso farlo, bastoncini e scarponi pesanti sono però molto consigliati. In caso di caviglie o menischi danneggiati, lo sfortunato sarà prontamente abbattuto

Partiamo dopo colazione, torniamo al Rifugio Passo Pertica, e da li risaliamo il passo Malera. E’ una bella camminata tosta, con un dislivello notevole. Pranzo in un agriturismo e poi ritorno alla civiltà.
Acqua.
C’è una sorgente, all’inizio della strada militare. L’acqua si può prendere li, se ce n’è (non sempre esce). E’ comunque da portare a spalle, perché non si può scendere ogni giorno a prenderla, quindi tanto vale partire da casa già con l’acqua.
Se c’è la neve (e dovrebbe essercene parecchia) non ci sono problemi. Telefonerò al rifugio Passo Pertica, il primo che incontreremo salendo, quello aperto tutto l’anno, o alla Forestale qualche giorno prima per avere la situazione precisa.
Se non c’è neve (cosa molto improbabile) allora dobbiamo portarla a spalle. In quel caso io mi porterò 9 litri.
Nel dubbio (che penso di togliere telefonando al rifugio un paio di giorni prima della partenza) meglio portarla e, se c’è neve, buttarla via. Comunque aspettiamo all’ultimo momento prima di decidere.
Per le emergenze, c’è un ghiacciaio che dura anche in estate. Ma è parecchio difficile arrivarci, e ancora di più tornare indietro.
Cibo.3 colazioni, 2 pranzi e 2 cene.
Non si può accendere il fuoco.
Tenete presente che più si sale più tempo ci vuole a cucinare, e quindi il consumo di combustibile (alcool, gas, esbit…) è maggiore.
Ricordatevi il paravento !!!
Dovremo tenere conto anche della disponibilità di acqua: se ce n’è, si possono lavare le gavette, e quindi cucinare tranquillamente. Se non ce n’è, meno cibi che sporcano ci sono, meglio è.
Per cosa portare, meglio aspettare l’ultimo momento, in modo da sapere se ci sarà la neve per fare l’acqua. Inutile portarsi tanti chili di scatolette, se si riesce a fare tutto con i cibi disidratati.
Al brulè ci penso io, ma mi serviranno dei volontari per portare il vino.
Temperature.
Il mio sacco a pelo è un –10, ma credo che sia, nel migliore dei casi, -10 limite. Ma non mi preoccupo minimamente, non penso che a fine aprile le temperature possano andare oltre i –10. Chiederò ad amici che ci vanno spessissimo, se hanno qualche indicazione statistica.
Invece curo particolarmente l’isolamento dell’amaca: materassino termoriflettente a microcelle, dallo spessore di 3 millimetri
https://www.evaq8.co.uk/merchantmana...roducts_id=424 , 140 x 200 cm, e materassino ¾ autogonfiante Thermalite Ultra da 2 centimetri
http://www.outdoorscotland.co.uk/sho...lite_ultra.htm . Se non trovate il termoriflettente, andate in un negozio di autoaccessori, e prendete quei copri parabrezza che si usano in estate per il sole, alluminati e con dentro la plastica con le bolle tipo imballaggio. Costano poco e hanno più o meno le stesse funzioni. Dormire per terra si può fare, ma credo che sia necessario un sacco da bivacco oltre che il sacco a pelo, e un materassino di buona qualità. E il telo, in ogni caso.
Ci sarà sicuramente umido, e probabilmente bagnato.
In caso di pericolo accenderemo un fuoco, ma spero sia evitabile. In caso di particolari problemi, ci sono i rifugi. Il primo e l’ultimo hanno il ricovero invernale. Quello in mezzo ce l’ha, ma non sono sicuro che sia agibile (è al primo piano, in modo che sia raggiungibile con oltre 3 metri di neve). Chiamerò il gestore prima di partire. In caso di emergenza si può dormire li.
Idem chi non avesse una attrezzatura adeguata: si possono fare 2 gruppi:uno dorme nel bosco, il secondo scende al rifugio, e ci si ritrova la mattina dopo. E’ una cosa fattibile senza particolari problemi. Se sappiamo già prima chi lo vuole fare, devo saperlo per chiamare il rifugio.
Per dormire consiglio un passamontagna in lana, visto che il calore disperso dalla testa è molto, e non si può dormire con la testa sotto il sacco a pelo.
Comunque non demonizzerei il freddo. In fondo siamo preparati. Potrebbe anzi essere una lezione di sopravvivenza molto utile e interessante. Nello scorso WE ha nevicato abbondantemente, anche a 1.000 metri, questo è un buon auspicio per l'acqua.
Pernottamenti.
Sicuramente una notte nel bosco, probabilmente una notte nel rifugio invernale, altrimenti nel bosco anche la seconda.
Meglio amaca e telo, o al limite sacco da bivacco e telo. La tenda si può usare, ma bisogna andare a cercare una zona pianeggiante. Ricordate che siamo alla macchia, meno ci mostriamo meglio è. Tenete conto anche che siamo in una valle che sale, il bosco arriva fino a metà altezza, poi c’è erba e mughi, poi solo sasso.
Mettete in preventivo l’umidità.
Vie ferrate.
Ci sono due ferrate, che portano fino sopra:
la Biasin dal primo rifugio la Campalani dal secondo rifugio
Chi le vuole fare naturalmente dovrà provvedere all’attrezzatura necessaria. Chi come me è nato senza ali e quindi ritiene che il suo posto sia a stretto contatto con il suolo, proseguirà per la strada militare. Ci si incontra più su. Se cercate in rete, trovate altri link alle ferrate, con descrizioni e foto.
Vestiario.
Consiglio vivamente di attrezzarsi per la pioggia e di prevedere temperature sotto lo zero, ma anche caldo. Guanti e ghett sono caldamente consigliati. La biancheria di ricambio dovrebbe essere messa in sacchetti stagni (per esempio quelli da freezer). Io porto anche un secondo paio di scarpe, leggere, da mettere durante le soste lunghe. Per il resto niente da dire, credo che tutti sappiamo regolarci: strati.
Zaino.
Lo zaino, per chi aveva chiesto, dovrà contenere tutto, compresa l’eventuale acqua, per 3 giorni. Un 35 litri, se attaccate fuori sacco a pelo, telo, materassino e acqua, basta e avanza. Comunque il solito consiglio: mettere tutto sul letto, e in base al contenuto scegliere il contenitore. Zaino con copertura antiacqua, mi raccomando. O al limite sacchettone nero dell’immondizia da mettere sopra.
Altro
Raccomando crema da sole a protezione totale e occhiali da sole. Cerotti per vesciche: tanti - si cammina su sasso, roccia, ghiaia e strada bianca: le vesciche vanno messe in preventivo. I bastoncini non sono indispensabili, si possono trovare degli ottimi bastoni direttamente nel bosco da cui scenderemo, alla partenza. Il kit antiofidico non credo che serva, comunque uno lo porto. Se volete le fotocopie delle IGM fatemelo sapere, che ve le spedisco. Se avete un GPS con una buona ricezione portatelo. Il mio non prende molto nei boschi, e non posso prenderne uno nuovo adesso. Macchina fotografica e batterie, naturalmente. Sarebbe utile un grandangolare. E un sacchetto da freezer per fare le foto anche se piove. Non c’è segnale GSM, quindi non dite alla mamma che sabato mattina la chiamate, o ci ritroviamo il Soccorso Alpino che ci cerca.
Rientro.
Rientreremo domenica mattina, dopo colazione. Dovremmo essere alle macchine per mezzogiorno. Chi vuole pranzare su e tornare a casa nel pomeriggio me lo deve dire. Devo prenotare da qualche parte sulla strada che torna a Verona.
EDIT: Io parto con qualsiasi tempo: pioggia, neve, sole, tempesta.