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  #1 (permalink)  
Vecchio 18/8/2011, 11:32
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predefinito Persa (secondo lei).

Non è una storia d'emergenza vera e propria o forse si...leggete.

Ieri ho portato il mio nipotino a fare la prima escursione nei boschi,
questo percorso di circa 15km, che io faccio da quando ero bimbo, si snoda su le vecchie strade forestali che venivano usate per trasportare il legname a valle.
Il percorso è molto facile sia tecnicamente che dal punto di vista dell'orientamento, nonostante ci siano tanti incroci con altri sentieri la zona è antropizzata quindi è davvero difficile perdersi, perchè anche se sbagli strada quella che prendi ti porterà comunque al centro abitato di partenza.

Il fatto:
Alla fine della mia escursione con mio nipote mentre lo facevo correrre giù dal sentiero, ad un tratto mi sento chiamare dall'altra parte del torrente da una signora che gridava a quarciagola nonostante la distanza poteva essere 50m.
Era un pò sovraeccitata, si vedeva subito e mi crida:

"Scusiiii signoreeee, mi aiutiii, dov'è il sentiero per ritornare in paese" e così dicendo va per raggiungermi cercando di scendere la sponda del torrente che in quel punto è alta e fatta da roccia molto friabile, infatti scivola e la scivolata almeno gli "apre gli occhi" e la fa fermare dal suo intento.
Allora io prendo in braccio mio nipote e gridando le spiego che non c'e' bisogno di attraversare il torrente, ma che bastava seguirlo dalla stessa sponda per giungere dopo circa cento metri il ponticello di legno che l'avrebbe portata sulla strada asfaltata.
La signora si alza e senza distogliere lo sguardo da me e mio nipote ricomincia a camminare passo passo seguendo me che ero al di qua del torrente.
Dopo una cinquantina di metri il torrente si apre in una piccola e bassa laguna, allora attraverso e mi avvicino alla signora, che poverina tremava, allora le indico il ponticello che era già in vista e lei:
"possibile ci sono passata e non l'ho visto..."

Fatto sta che arriviamo al ponticello, lei si siede per riprendersi un pò,
e mi spiega che era 3 quarti d'ora che stava girando senza capire dove andare, e allora si è terrorizzata, fino a quanto non ci ha incontrato.

Morale: la signora, poverina, si erà comprata le scarpe da trekking e i bastoncini e ha pensato bene di fare un pò di moto lungo i sentieri,
ma gli è bastata perdere per qualche momento l'orientamento ed è andata in panico vero è proprio, era passata davanti al ponticello (che aveva usato anche per iniziare il percorso) e non lo aveva visto, pensate un pò che quest'ultimo tratto di sentiero passa sotto il cavalcavia della strada provinciale, e quindi bastava che lo seguisse per raggiungere al peggio l'uscita stradale.
Però niente, poverina tremava e quando mi ha visto stava andando nella direzione opposta!

Credo che questa esperienza se la ricorderà per tanto tempo, e a noi serve per capire come tutto sia relativo, anche l'emergenza!!
Ciao
Francesco
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Ultima modifica di spinnmode : 18/8/2011 a 18:15
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LoSvedese (26/8/2011), Offroadisnotacrime (19/10/2011), Ul Muntagnín (18/8/2011), albypans (18/8/2011)
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Vecchio 18/8/2011, 12:08
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Quoto in pieno, perchè mi è capitata la stessa cosa pochi giorni fa con tre ciclisti che si sono persi in un bosco. Sbagliato il sentiero stavano percorrendo il bosco in mezzo ai rovi con la MTB sulle spalle a meno di 20 m. sotto la mulattiera e nel panico era più di un'ora che facevano avanti e indietro. (Avevano pure il GPS).
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  #3 (permalink)  
Vecchio 18/8/2011, 16:11
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Originariamente inviata da albypans Visualizza il messaggio
Quoto in pieno, perchè mi è capitata la stessa cosa pochi giorni fa con tre ciclisti che si sono persi in un bosco. Sbagliato il sentiero stavano percorrendo il bosco in mezzo ai rovi con la MTB sulle spalle a meno di 20 m. sotto la mulattiera e nel panico era più di un'ora che facevano avanti e indietro. (Avevano pure il GPS).


NOOOOOOOOOOOOOOOO! Con il GPS pure no!!!!
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... Und wenn ich einmal nicht mehr bin und ihr steht an meinem Grab, dann singt ein Lied für mich und erhebt das Glas...
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Vecchio 18/8/2011, 16:55
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(Avevano pure il GPS)
..... sicuramente le batterie erano scariche !!!!

Ciao, Gianluca
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Vecchio 18/8/2011, 18:09
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Thread molto interessante, che fa il paio con la discussione sull'ungherese persa sulla Majella. Direi che ci sono 2 punti fermi:
  1. anche perdersi è un concetto relativo e dipende essenzialmente dalle proprie capacità tecniche e psicofisiche, che si affinano con l'esperienza;
  2. il panico è il peggior nemico dell'escursionista.
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"Non cercate nel monte un'impalcatura per arrampicare, cercate la sua anima" (J. Kugy). - RRM Alfa 02 -
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Vecchio 18/8/2011, 18:19
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Purtroppo a volte succede perdersi, io sono un neo-trekker (si dice cosi???) e la settimana scorsa ho fatto la mia prima uscita in solitaria (visto che il mio amico, che conosce bene la montagna, non è mai disponibile per impegni vari) ed è stato bellissimo, a dire il vero mi sono perso 2 volte ma con tanta calma e sangue freddo ho controllato e ricontrollato il percorso e alla fine ne sono uscito alla grande completando l'intero anello ! Il panico è una brutta bestia purtroppo !!!
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  #7 (permalink)  
Vecchio 18/8/2011, 18:22
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Originariamente inviata da znnglc Visualizza il messaggio
..... sicuramente le batterie erano scariche !!!!

Ciao, Gianluca
Mah... penso che all'interno di un bosco molto fitto e ripido possa succedere che il segnale del GPS possa perdere un po... in effetti segnalava che si trovavano sulla mulattiera che in realtà stava una ventina di metri sopra di loro.
Stavano percorrendo lo stesso tragitto del sentiero ma in mezzo al bosco e nel panico più totale...
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Vecchio 18/8/2011, 18:47
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A me mi ci mandano di tanto in tanto in posti che non conosco ...... tipo arriva all prima baracca di fianco la strada, entra nel prato, vai nello spigolo in fondo a destra attraversa il ruscello e cerca la frana ..... è una posta vitale ..... stai nella frana, proprio nella frana etc etc.

Be' la prima volta ero nella frana e stavo per franare mentre passavano una 15na di cinghiali a cui indirizzavo piombo rovente (Tex Willer docet), preso 1. la volta successiva sono rimasto alto e uffa mancato un maschio albino (cinghiale bianco stile Battiato). Ma questo è solo un esempio. però non mi perdo
Invece in squadra ce n'è uno che si perde sull'unica strada che c'è sulla montagna. quando si è in cima si deve solo scendere, ma lui si perde comunque.
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Best regards, Stefano
aioh! dimonios! avanti forza paris!
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Vecchio 18/8/2011, 20:34
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chi si perde in un bicchier d'acqua (ovvero in poche decine di metri) e chi si fa prendere dal panico sono, scusate la franchezza, delle persone che non devono andare in montagna!!!
nessuno è perfetto, nessuno nasce "imparato", può capitare a tutti di perdersi... (anche se perdersi in 20 metri è proprio da coglioni!)
ma farsi prendere dal panico no! non è accettabile!
se uno parte incoscientemente (perchè non conscio dei propri limiti) e si perde passi pure (relativamente ma lasciamo perdere), ma se uno sa già che è negato e dopo due passi non sa che pesci prendere allora vuol dire che se la va a cercare!
la montagna è un'ambiente meraviglioso che a volte (molto spesso) può diventare pericoloso, se non si è in grado di affrontarne le difficoltà è meglio rimanere a casa, in spiaggia o ovunque vogliate!!!
lo stesso vale per chi sa di avere una "soglia" del panico molto bassa: non c'è niente di peggio che una persona in preda al panico persa in montagna!!!
uno in preda al panico è la cosa più irrazionale del mondo, mettetelo poi perso tra le montagne e la combinazione, praticamente sempre, va a finire a "schifio"!!!
mi dispiace ma su questo credo che debba valere la tolleranza zero: troppe persone sono morte per via dell'incoscienza e dell'incapacità dei "turisti" imbranati della domenica, la montagna non è per tutti, basti solo pensare a quanti sforzi e quanti soldi partono per recuperare lo sfigato di turno da parte delle squadre di soccorso o, nei casi peggiori, degli elicotteri...
già succedono le disgrazie tra gli esperti... aggiungerci anche gli incapaci no, non lo ritengo ragionevole!

ognuno di noi, anche se preparatissimo o comunque conoscendo e rimanedo nei propri limiti, quando fa il primo passo sul sentiero sa benissimo che c'è sempre la possibilità di farsi male o che qualche imprevisto succeda, ovviamente l'esperienza aiuta così come far parte di un gruppo, ma la "sfiga" è sempre in agguato e tutti noi lo sappiamo bene e l'abbiamo messo in conto... sarebbe da farlo capire anche a chi di montagna non ne capisce nulla...
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Dico un eresia...ma a volte perdersi é pure divertente, ti attiva, in citta mi piace perdermi per poi ritrovare la strada, vabbe non ë uguale al bosco pero dai la filosofia è la ztessa, niente paura, a qualche parte arriverai! Comunque pri a regola di quando ci si perde, fermarsi e ragionare, cercare punti di riferimento ecc, funziona cosi no?
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Originariamente inviata da seagull27 Visualizza il messaggio
chi si perde in un bicchier d'acqua (ovvero in poche decine di metri) e chi si fa prendere dal panico sono, scusate la franchezza, delle persone che non devono andare in montagna!!!
nessuno è perfetto, nessuno nasce "imparato", può capitare a tutti di perdersi... (anche se perdersi in 20 metri è proprio da coglioni!)
ma farsi prendere dal panico no! non è accettabile!
se uno parte incoscientemente (perchè non conscio dei propri limiti) e si perde passi pure (relativamente ma lasciamo perdere), ma se uno sa già che è negato e dopo due passi non sa che pesci prendere allora vuol dire che se la va a cercare!
la montagna è un'ambiente meraviglioso che a volte (molto spesso) può diventare pericoloso, se non si è in grado di affrontarne le difficoltà è meglio rimanere a casa, in spiaggia o ovunque vogliate!!!
lo stesso vale per chi sa di avere una "soglia" del panico molto bassa: non c'è niente di peggio che una persona in preda al panico persa in montagna!!!
uno in preda al panico è la cosa più irrazionale del mondo, mettetelo poi perso tra le montagne e la combinazione, praticamente sempre, va a finire a "schifio"!!!
mi dispiace ma su questo credo che debba valere la tolleranza zero: troppe persone sono morte per via dell'incoscienza e dell'incapacità dei "turisti" imbranati della domenica, la montagna non è per tutti, basti solo pensare a quanti sforzi e quanti soldi partono per recuperare lo sfigato di turno da parte delle squadre di soccorso o, nei casi peggiori, degli elicotteri...
già succedono le disgrazie tra gli esperti... aggiungerci anche gli incapaci no, non lo ritengo ragionevole!

ognuno di noi, anche se preparatissimo o comunque conoscendo e rimanedo nei propri limiti, quando fa il primo passo sul sentiero sa benissimo che c'è sempre la possibilità di farsi male o che qualche imprevisto succeda, ovviamente l'esperienza aiuta così come far parte di un gruppo, ma la "sfiga" è sempre in agguato e tutti noi lo sappiamo bene e l'abbiamo messo in conto... sarebbe da farlo capire anche a chi di montagna non ne capisce nulla...
Ciao Seagull, ti d'ho ragione in molte cose;
Facciamo così, se riesco a trovare di nuovo la signora la fermo, ti chiamo e se vuoi la puoi anche picchiare...
ciao
Francesco
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Vecchio 18/8/2011, 22:01
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quando é che ti prende il panico? Quando ti trovi in un ambiente ostile e sconosciuto. Rimedio: imparare a conoscere l'ambiente naturale e considerarlo come casa propria. Per qualcuno é un cammino lungo e che necessita magari l'insegnamento di un esperto ma é un obiettivo che si puo' raggiungere da tutti.
Molte persone quando sanno che vado a passare la notte da solo nei boschi sgranano gli occhi terrorizzati perché non sanno cosa li aspetta e come devono comportarsi. Per molti di noi é un'esperienza rilassante e costruttiva perché sappiamo dove andiamo e cosa fare. Quindi perdersi puo' al massimo rimandare un appuntamento al giorno dopo.
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Vecchio 18/8/2011, 22:06
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Vecchio 19/8/2011, 01:11
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quando é che ti prende il panico? Quando ti trovi in un ambiente ostile e sconosciuto. Rimedio: imparare a conoscere l'ambiente naturale e considerarlo come casa propria. Per qualcuno é un cammino lungo e che necessita magari l'insegnamento di un esperto ma é un obiettivo che si puo' raggiungere da tutti.
Molte persone quando sanno che vado a passare la notte da solo nei boschi sgranano gli occhi terrorizzati perché non sanno cosa li aspetta e come devono comportarsi. Per molti di noi é un'esperienza rilassante e costruttiva perché sappiamo dove andiamo e cosa fare. Quindi perdersi puo' al massimo significare di rimandare un appuntamento al giorno dopo.
Sono d'accordo con te che ognuno con l'abitudine e la pratica possa imparare a gestire le situazioni che prima gli scatenavano il panico.

Io, per dire, quando ho iniziato a muovermi in ambienti montani avevo le ginocchia tremanti solo a sentire un fruscio diverso tra i cespugli. Immaginatevi il balzo che ho fatto quando ho visto un cinghiale (che non avevo mai visto prima dal vivo) venirmi davanti su un sentiero. Avevo il cuore a mille e iniziai a correre e correre e correre (in salita, poi, uno spasso ). Poi capii che dovevo tornare a casa in una maniera o in un'altra e rifeci i passi a ritroso. Per farmi coraggio accesi la radiolina del cellulare e raccolsi un pugno di sassi da terra. Per fortuna dell'animale non vi era più alcuna ombra.
Adesso mi sto abituando pian piano ai rumori del bosco.
Non penso di essere un'imbranata e di non meritare di andare in montagna perchè ho avuto reazioni di panico per un animale il più delle volte innocuo.
Quando vado per le mie escursioni confido nel fatto che riuscirò a controllarmi e a tornare a casa. Sto imparando a capire che certi rumori insoliti per un cittadino sono normali in un bosco e non sono necessariamente forieri di chissà quali pericoli. Ma è una cosa che si apprende solo dopo un po' di esperienza.
Se uno è cresciuto in ambienti montani o già da molto tempo li frequenta sicuramente mi considererà un'idiota se ho reazioni incontrollate solo a sentire un verso di animale o se perdo per qualche tempo l'indicazione del sentiero, ma cosa importa. A me non interessa fare la figa con gli altri, voglio solo imparare ad abituarmi ad un contesto diverso secondo i miei tempi e le mie capacità. E mi interessa imparare da chi mostra un po' di umiltà e desidera insegnare con la propria esperienza piuttosto che condannare senza appello e additare lo "scemo" di turno.
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Mentre perseguiamo l'irraggiungibile, rendiamo impossibile l'attuabile. R.Ardrey
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Vecchio 19/8/2011, 01:23
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Originariamente inviata da Varja Visualizza il messaggio
Sono d'accordo con te che ognuno con l'abitudine e la pratica possa imparare a gestire le situazioni che prima gli scatenavano il panico.

Io, per dire, quando ho iniziato a muovermi in ambienti montani avevo le ginocchia tremanti solo a sentire un fruscio diverso tra i cespugli. Immaginatevi il balzo che ho fatto quando ho visto un cinghiale (che non avevo mai visto prima dal vivo) venirmi davanti su un sentiero. Avevo il cuore a mille e iniziai a correre e correre e correre (in salita, poi, uno spasso ). Poi capii che dovevo tornare a casa in una maniera o in un'altra e rifeci i passi a ritroso. Per farmi coraggio accesi la radiolina del cellulare e raccolsi un pugno di sassi da terra. Per fortuna dell'animale non vi era più alcuna ombra.
Adesso mi sto abituando pian piano ai rumori del bosco.
Non penso di essere un'imbranata e di non meritare di andare in montagna perchè ho avuto reazioni di panico per un animale il più delle volte innocuo.
Quando vado per le mie escursioni confido nel fatto che riuscirò a controllarmi e a tornare a casa. Sto imparando a capire che certi rumori insoliti per un cittadino sono normali in un bosco e non sono necessariamente forieri di chissà quali pericoli. Ma è una cosa che si apprende solo dopo un po' di esperienza.
Se uno è cresciuto in ambienti montani o già da molto tempo li frequenta sicuramente mi considererà un'idiota se ho reazioni incontrollate solo a sentire un verso di animale o se perdo per qualche tempo l'indicazione del sentiero, ma cosa importa. A me non interessa fare la figa con gli altri, voglio solo imparare ad abituarmi ad un contesto diverso secondo i miei tempi e le mie capacità. E mi interessa imparare da chi mostra un po' di umiltà e desidera insegnare con la propria esperienza piuttosto che condannare senza appello e additare lo "scemo" di turno.


Be perche chiamare scemo una persona che prova delle cose alle prime esperienze? Forse sono i ricordi piu belli che ti rimangono dopo le prime uscite, l adrenalina dello sconosciuto, il fantasticare sul mostro che vien fuori dal niente, non scambierei questi ricordi con niente
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