Purtroppo sono cose che possono succedere. Non dovrebbero, sarebbe opportuno che non capitassero, sarebbe bello ..... ma purtroppo capitano.
Ci sono delle attività, dei lavori, che purtroppo hanno un rischio elevato di incidenti mortali spesso in ambiti che non diresti (l'agricoltura ne è un esempio).
Chi fà il soccorritore in generis, il pompiere piuttosto che il soccorso alpino o marittimo, sà che prima o poi un qualche suo collega, un suo amico, partirà e non tornerà più e che potrebbe essere anche lui stesso a partire e non tornare più.
Mi levo tanto di cappello a chi ha le "palle" per fare questi lavori ..... spesso sono giovani (per ovvi motivi) magari con una vita sentimentale ancora all'inizio per cui senza un famiglia propria (ma non vuol dire molto, in fin dei conti, una madre, un padre, una fidanzata, un semplice amico non è che valgano poi così di meno che una moglie o un figlio) ma ci sono anche quelli con una famiglia e mentre il coniuge (o la coniuge) è consapevole del rischio e, volente o nolente, lo accetta nel caso di prole questa non ha accettato ..... si è trovata fra capo e collo un padre, o una madre, che potrebbe partire e non tornare più perchè caduto, morto, per cercare o salvare una persona che magari neanche si conosce.
La perdita di una vita, di qualsiasi persona, non andrebbe semplicemente bollata come "causalità" o "sfiga", certo esiste questa possibilità di essere nel momento sbagliato nel posto sbagliato, questo è ovvio, ma io credo che bisognerebbe sempre chiedersi se era evitabile tutto ciò, ripeto, a prescindere da chi esso sia, dal luogo e dal contesto. Non credo che ci siano persone degne di morire senza chiedersi ciò, certo al mondo esistono certe persone che meriterebbero di subire ciò che volontariamente hanno fatto subire ad altri (i serial killer per fare un esempio) ma tolto queste persone che sono, per fortuna, un limite della malvagità umana ..... tutti gli altri dovrebbero ricevere almeno una risposta a quella domanda.
Scusate lo "sfogo" e se sono andato O.T. me ne scuso in anticipo.
Gianluca
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