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  #1 (permalink)  
Vecchio 1/1/2012, 15:03
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predefinito Terminillo 31 dicembre

Ieri è successo a me. O meglio, al mio compagno di cordata.

Una caduta di 100 metri e l'impatto sulle roccette. Il corpo disarticolato, sbalzato rovinosamente. La paura che fosse morto, poi il soccorso e la certezza che ce la farà.

Non accade sempre agli altri. Ora che comincio a razionalizzare penso a cosa ho imparato, ma il film della caduta ce l'ho sempre davanti agli occhi.
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"Non cercate nel monte un'impalcatura per arrampicare, cercate la sua anima" (J. Kugy). - RRM Alfa 02 -
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  #2 (permalink)  
Vecchio 1/1/2012, 15:38
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caspita...un imbocca al lupo al tuo compagno di cordata!
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Vecchio 1/1/2012, 17:57
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Eh, a chi succede succede, non è mai bello...molti si crederanno invulnerabili, o che capita solo agli altri, io invece lo metto in conto sempre...e quando sento queste tristi notizie oltre ad un'immenso dispiacere mi si gela il sangue...Spero che il tuo amico possa rimettersi presto...E spero anche tu stia meglio...Posso solo immaginare come ti possa sentire...
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  #4 (permalink)  
Vecchio 1/1/2012, 18:31
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...un in bocca al lupo per i Tuo compagno e una stretta di solidarietà per Te...purtroppo a volte accade quello che Mai vorremmo accadesse!!!
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  #5 (permalink)  
Vecchio 1/1/2012, 18:45
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... spero si rimetta presto e bene soprattutto...
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Vecchio 1/1/2012, 19:23
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EH si, ogni tanto tocca vicino,
Intendo tra gli amici di questo forum.
Mi pare che un'utente sia anche morto.

Auguri di cuore al tuo amico e anche a te.
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Se hai una montagna di neve, tienila all'ombra
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  #7 (permalink)  
Vecchio 1/1/2012, 19:42
nuvola avatar
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un grosso in bocca al lupo al tuo amico...
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  #8 (permalink)  
Vecchio 1/1/2012, 22:19
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è brutto soprattutto vedere l'altro che scivola e continua a scivolare, sapendo che in quel momento non puoi farci assolutamente nulla, puoi solo vedere come va a finire....è successo anche a me (di vederlo).....
l'importante è che il tuo amico possa rimettersi, auguri di pronta guarigione
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Scommetto sul futuro in espansione
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Vecchio 1/1/2012, 23:14
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Originariamente inviata da oldrado Visualizza il messaggio
Ieri è successo a me. O meglio, al mio compagno di cordata.

Una caduta di 100 metri e l'impatto sulle roccette. Il corpo disarticolato, sbalzato rovinosamente. La paura che fosse morto, poi il soccorso e la certezza che ce la farà.

Non accade sempre agli altri. Ora che comincio a razionalizzare penso a cosa ho imparato, ma il film della caduta ce l'ho sempre davanti agli occhi.

L'altro giorno facevo queste osservazioni in questo thread
http://www.avventurosamente.it/vb/14...tml#post209476

come dire che questa risposta non è sollecitata da quanto appena accaduto ma tocca e ravviva impressioni e sensazioni personali già ampiamente presenti (addirittura perfino ieri notte l'argomento è riaffiorato parlando con Kiwi).

Da quanto appena letto, ne escono rafforzate.
Premetto (cosa fondamentale) che qui intendo solo e soltanto esprimere un pensiero e assolutamente non una critica e tantomeno intendo dare a ciò che dico il benchè minimo intento polemico.

Siccome non voglio avere la presunzione di "immaginare" al di là delle parole nude e crude scritte, mi limito a quelle. Una "caduta di 100 metri" non mi sembra una "banalità", e neppure una di quelle cose da poter accettare a cuor leggero di poter mettere in conto. Perchè diciamola tutta: uscire vivi da una cosa del genere è veramente un terno al lotto. Ma soprattutto quanto sopra lo leggo in relazione alle altre parole: "ora che comincio a razionalizzare penso a cosa ho imparato".
Mi scuso per la franchezza, ma trovo improponibile che uno debba o anche solo "possa" dover imparare qualcosa da una caduta di 100 metri, ossia da qualcosa che mette a repentaglio la sia vita. Sarebbe altrimenti come dire che si "razionalizza" e si "impara" l'importanza dei limiti di velocità solo nel momento in cui si esce vivi, per puro miracolo, da un impatto a 200 all'ora.

Mi sembra una cosa priva del minimo fondamento anche solo concettuale.
E che, come minimo, dimostra che si è affrontata un'esperienza pur con delle palesi lacune, quelle dove sono appunto andate ad infilarsi le "lezioni".

Ed è per lo stesso motivo che mi hanno lasciato sconcertato (più ancora del fatto in sè) molti dei commenti. Anch'io non posso che associarmi allo "Speriamo che si ristabilisca", chi non lo direbbe ? Però a lasciare quantomeno perplessi è il tono da "io (lui) speriamo che me (se) la cavi" con cui si archivia immediatamente l'accaduto con la stessa normalità con cui si commenterebbe una banalissima storta. Quindi in questo caso non c'è neppure il "candore" con cui quantomeno si cercano lezioni postume (che in quanto postume dimostrano la fortuita benevolenza del destino e il grado di vulnerabilità con cui ci si è esposti a tale destino); traspare invece, addirittura, un desiderio di esorcizzare l'accaduto buttandoselo in fretta alle spalle usando l'espediente o la foglia di fico di un pur sacrosanto augurio di pronta guarigione. Che certo resta la cosa più importante, ma non può "oscurare" letteralmente l'accaduto. "tutto è bene quel che finisce bene" non si può applicare a tutto: in certi casi verrebbe da rispondere "e sti c...!" (stavolta lo direi io).

Altrimenti saremo sempre qui a galleggiare su questo volubile fatalismo e questa minimizzazione dei rischi e / o sopravvalutazione delle proprie capacità che francamente - dopo tante discussioni su questo forum - non mi sarei aspettato, soprattutto da diverse persone.

Naturalmente è inutile precisare che quanto ho detto, pur prendendo spunto da questo fatto, vale assolutamente in generale.
A volte ho davvero l'impressione - per riprendere la "firma" di Old - che per cercare troppo l'"anima" dei monti se ne trascurino del tutto le impalcature. Anche le più banali, e però essenziali finchè non avremo le ali di Icaro o poteri paranormali e i nostri piedi dovranno salire o scendere poggiando per forza su qualcosa.
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I nuovi problemi hanno inceppato il bancomat delle soluzioni.

Ultima modifica di Henry Thoreau : 1/1/2012 a 23:25
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Vecchio 2/1/2012, 09:55
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Proprio il 31 ero a Terminillo con un amico del soccorso alpino umbro. Il mio amico era reduce da una "fortunatissima" scivolata nel centrale risolta con molte ammaccature ed un bello spavento.
Dopo aver fatto due chiacchere con Marco al negozio (Salvatori) sull'ineluttabilità degli incidenti, per quanto puoi essere bravo o per quanto facile può essere ciò che stai facendo l'incidente può accadere, siamo saliti al Sebastiani e lì abbiamo optato per le facili creste del monte Elefante e del Valloni non fidandoci delle nostre (mie) capacità con il ghiaccio in quelle condizioni.
Una volta discesi abbiamo saputo del terribile incidente da un collega del reatino del mio amico.

Aggiungo la mia solidarietà a quella già espressa dagli altri.
Mentre andavamo via abbiamo visto scendere un uomo col volto insaguinato dovuto a una caduta sempre dal Centrale (camminava ed era sceso da solo, quindi sembrava poco grave).

Non so se interpreto bene quello che ha scritto Henry Thoreau. Credo che la naturale spinta dell'uomo ad esorcizzare il male permei tutti gli aspetti della vita e quindi anche questi fatti particolari e quelli simili più generali.
Sabato tornando a casa ne abbiamo discusso in macchina e alla fine, dopo tante discussioni in cui se ne sono dette tante, la conclusione è che quando mettiamo alla prova un nostro limite in situazioni più o meno estreme, aldilà della dovuta analisi sulla sicurezza adottata, è possibile che questo limite non venga superato.

Non credo che sia fatalismo giungere alla consapevolezza che, nonostante la preparazione fisica e tecnica, l'utilizzo dei giusti materiali e misure di sicurezza, della conoscenza del territorio e dell'ambiente, e di tutti gli altri aspetti che si analizzano in caso di incidenti, gli incidenti accadono.
Con questo non voglio dire che bisogna essere superficiali o spericolati, ma che va messo in conto che nell'affrontare certe sfide, grandi o piccole che siano, esiste una possibilità di rischio. Tutto ciò che facciamo per prepararci, allenarci, studiare, analizzare, conoscere serve a minimizzare tale rischio che non arriva mai a zero.

Auguri di pronta guarigione.
Saluti
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  #11 (permalink)  
Vecchio 2/1/2012, 10:39
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Non vorrei passare per insensibile nel farti questa domanda ma è soltanto per capire dove e come si è verificato l'incidente, se ci sono state condizioni sfavorevoli della roccia o ghiaccio oppure se è stato errore umano.
Dispiace sempre sentire notizie del genere e dispiace ancor di più se la persona coinvolta è in qualche modo vicina, anche se virtualmente.
Ovviamente se non hai voglia di parlarne sei liberissimo di farlo.

Non sono invece totalmente d'accordo con Henry. Purtroppo alcuni rischi non possono essere calcolati e l'esperienza nasce proprio dall'aver imparato dall'evento stesso e questo non solo per quel che riguarda la montagna.
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  #12 (permalink)  
Vecchio 2/1/2012, 13:25
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Sto cavolo di centrale quest'anno sta mietendo vittime!!E pensare che lo facevo con lo slittino!!!
@Henry: Non poco, per nulla d'accordo...Non è questo il caso in cui puoi riferirti alla superficialità di chi va in montagna....Toppato in pieno...
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Vecchio 2/1/2012, 15:42
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Grazie a tutte/i per la solidarietà.

Non voglio parlarne molto. Per rispondere a Henry potrei citare un articolo di Massimo Mila: "Il rischio in montagna è ineliminabile", che mi rappresenta totalmente e che cito sempre.

Ma non è tempo di filosofia, purtroppo.

Il ragazzo che è caduto è esperto, espertissimo. Molto forte. Davvero. Potrei citarvi il suo curriculum alpinistico, ma potete fidarvi.

Conosce il Terminillo come le sue tasche. Ne ha fatto tutte le vie invernali più volte. Come me e l'altro ragazzo della cordata. Quella del 31 voleva essere un'uscita "facile", fatta soprattutto per provare il mio ginocchio.

Il Terminillo è in condizioni straordinarie: corazzato da una lastra di ghiaccio grigio. Pochissima o nessuna neve (il che evita alla radice il rischio di valanghe). Condizioni patagoniche. Ideali per fare vie ripide di ghiaccio.

Condizioni meravigliose, da una parte, e purtroppo molto rischiose, dall'altra.

Quello che Henry non sa, perché certo tipo di alpinismo non lo pratica (e ovviamente non è mica una colpa, anzi: in momtagna gli orizzonti sono tanto ampi da contenere i sogni di tutti... sia chiaro) è che certe condizioni sono quasi irripetibili. Per chi ama un certo tipo di alpinismo, quindi, è "necessario" andare a cercare certi terreni e certe condizioni, con i rischi connessi.

Il ragazzo che è caduto è caduto sul facile. Sul pendio di avvicinamento. fatto e rifatto migliaia di volte. Sempre slegati, sempre in scioltezza.

Il 31 le condizioni di quel pendio erano particolari e richiedevano maggiore prudenza del solito. Molta più prudenza. Un errore, effettivamente, c'è stato. Anzi, almeno un paio: una piccozza senza dragonne e un casco lasciato nello zaino.

Ma resta il fatto che è caduto su un terreno che per lui era come il tinello di casa. Eccesso di confidenza, sicuramente. Ma anche Comici è morto per una sciocchezza e non sulla Nord della Lavaredo. Anche Gervasutti, e molti altri.

Il rischio è ineliminabile. Persino dall'escursionismo più placido. Certo: il rischio sale insieme all'impegno tecnico e ambientale. E non bisogna mai fare errori. Ma questo lo sappiamo tutti. E cerchiamo di essere pronti e allenati per evitarli.

Ieri ero in ospedale. Il mio amico ci ha chiesto scusa per averci "rovinato la giornata... quelle condizioni chissà quando le ritroveremo!". Con mezzo corpo ingessato, poi, ci ha chiesto se - secondo noi - potrà tornare in montagna tra 3 o 4 mesi. E non gli abbiamo detto che è impensabile. Non gli abbiamo impedito di sognare.

Perché di questo stiamo parlando. Di sogni. Mica di "hobby" di cui si può fare a meno.
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I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a oldrado per questo post:
Offroadisnotacrime (16/1/2012)
  #14 (permalink)  
Vecchio 2/1/2012, 16:00
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Originariamente inviata da oldrado Visualizza il messaggio
Perché di questo stiamo parlando. Di sogni. Mica di "hobby" di cui si può fare a meno.
quoto , straquoto al 1000000 per cento, perchè è di sogni che stiamo parlando!

Però per quanto ho inteso io del post di Henry Thoreau, la sua critica era rivolta anche al liquidare la questione con "speriamo si rimetta in fretta" e tutto qui.
Non conosco nessuno dei protagonisti di questa vicenda, né ho alcun dubbio sulle capacità tecniche accennate da oldrado. Penso che nessuno abbia voluto risolvere la questione semplicemente dicendo "beh, fortuna che se la sia cavata". Alla fine l'incidente può sempre accadere e penso che ognuno lo metta in conto. Certo non è fisso come un chiodo nella mente in ogni istante, o rischi di non vivere più.
E' anche vero che oldrado qualche errore lo ha poi evidenziato...

Originariamente inviata da oldrado Visualizza il messaggio
Il 31 le condizioni di quel pendio erano particolari e richiedevano maggiore prudenza del solito. Molta più prudenza. Un errore, effettivamente, c'è stato. Anzi, almeno un paio: una piccozza senza dragonne e un casco lasciato nello zaino.
Un grande in bocca al lupo allo sfortunato alpinista.
__________________
... Und wenn ich einmal nicht mehr bin und ihr steht an meinem Grab, dann singt ein Lied für mich und erhebt das Glas...
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  #15 (permalink)  
Vecchio 2/1/2012, 16:14
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Originariamente inviata da Viandante Visualizza il messaggio
Alla fine l'incidente può sempre accadere e penso che ognuno lo metta in conto
Non credo. Ovviamente non parlo dei membri del forum, che chiedono si documentano, si informano, ma di tutti quegli "escursionisti" inconsapevoli che popolano le nostre montagne.
Ho saputo proprio il 31 che il soccorso era andato a recuperare due persone sulla cresta del Sassetelli rimaste bloccate causa mancanza di ramponi.
Non credo quindi che tutti siano consapevoli dei rischi. Credo, come è stato scritto, che proprio (e non solo) sulla via del cortile di casa possa accadere l'incidente forse, e sottolineo forse, per eccesso di sicurezza.
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