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15/1/2010, 16:12
| | Escursionisti | | Registrato dal: 28/12/2009
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Nome di battesimo: Paolo | | scout, cosa ne pensate?
Parlo da padre di scout, e promotore del movimento scout.
Lo ritengo importante e formativo, per cui non additatemi come colui che vuole sparare nel mucchio. Ma questo fa pensare. Scout morto in Cadore: pena di un anno ai capi | Montagna.tv
Per quanto mi riguarda le guide non sarebbero da punire, ma da addestrare.
cosa ne pansate
Paolo
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15/1/2010, 16:43
|  | Trekkers | | Registrato dal: 15/1/2010 Età : 40
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Nome di battesimo: Manuel | |
Ciao Paolo
Premettendo che ho fatto lo scout per una decina di anni, e gli ultimi anni come capo reparto, ho letto con molto interesse il link da te riportato.
Rimanendo quindi in linea con la domanda posta dal giornalista, credo che il vantaggio e la forza del movimento scout sia data proprio dal fatto che a "spiegarti" le cose sia un ragazzo di poco più grande di te, non credo quindi che avrebbe la stessa attrattiva se fosse un movimento condotto da persone con esperienze trentennali.
Rivedendo con gli occhi di oggi però le attività da me svolte o fatte svolgere in passato ritengo purtroppo che, qualche volta sia stata solo la fortuna a fare la differenza tra una bella (ma dura) esperienza e ciò che è successo loro.
Saluti
Manuel
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15/1/2010, 16:48
|  | Montanari | | Registrato dal: 5/10/2009 Età : 23
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Nome di battesimo: Matteo | |
Direi che alla base di tutto ci sta il buonsenso e la coscienza/conoscenza di quello che si vuole fare e, soprattutto, proporre a dei ragazzi di quell'età.
Poi purtroppo gli incidenti capitano, ma da Capi Scout occorre fare il possibile per prevenirli; ovviamente la soluzione non può essere di fare le uscite al parco pubblico, solo andare dove si è preparati per andare.
Per i ragazzi più grandi (di solito uscite del genere si fanno dai 16 in su) fare dei corsi per andare in montagna è interessante e senza dubbio utile.
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15/1/2010, 17:01
| | Montanari | | Registrato dal: 25/2/2008
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Personalmente ritengo giusto che colui il quale "guida" un gruppo abbia l'esperienza e le abilitazioni necessarie.
Un capo-scout che porta un gruppo in montagna, per me deve essere istruito al pari di una guida (di mezza-montagna o alpina a seconda della destinazione) del CAI.
Non conosco le procedure tra scout, ma sono a favore di corsi formativi obbligatori -teorici e pratici- e di esami/patenti di abilitazione.
Fermo restando che chi fa da guida diventa pienamente responsabile del gruppo. Civilmente e penalmente.
Ricordo ancora quel gruppo di scout, anni fa, che si era accampato su palafitte nel fiume; travolti poi da un'ondata di piena.
Che io sappia, ogni fiume è a rischio teorico di ondate di piena improvvise. Come mai delle guide scout adulte non lo sapevano?
Se questa è la preparazione, non manderei mai mio figlio in compagnia di chi non possa tutelare la sua incolumità. E non parlo di imprevisti -ovviamente- ma di situazioni come quella in oggetto e l'altra da me riportata, dove, con un minimo di buonsenso, si sarebbe potuto evitare il fattaccio.
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15/1/2010, 17:10
| | Escursionisti | | Registrato dal: 28/12/2009
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Nome di battesimo: Paolo | |
Non sono d' accordo, essendo tutto volontariato ritengo siano responsabili solo moralmente.
Che se sono persone è gia molto. aver perso 2 ragazzi li ha segnati psicologicamete per tutta la vita.
Paolo
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15/1/2010, 17:16
|  | Trekkers | | Registrato dal: 15/6/2009
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Nome di battesimo: Alessandra | | Non sono d' accordo, essendo tutto volontariato ritengo siano responsabili solo moralmente.
Che se sono persone è gia molto. aver perso 2 ragazzi li ha segnati psicologicamete per tutta la vita.
Paolo Da capo scout quoto quanto scritto da Paolo, ma è pur vero che lo scout non è nè un alpinista, nè un trekker, nè un uomo dei boschi e ci sono capi scout che non si regolano e non tengono conto dei rischi e della loro inesperienza.
Lo scout ama e rispetta la natura mica deve scalare per forza l'everest. Se poi un capo ha la preparazione adeguata e vuole far fare esperienze più significative ben venga, ma questa è tutta un'altra situazione.
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15/1/2010, 17:22
| | Montanari | | Registrato dal: 25/2/2008
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Il volontariato non giustifica l'incapacità nel valutare le situazioni e capire quando fermarsi e tornare indietro.
Ripeto: o sei preparato o fai firmare un foglio alla famiglia prima di partire con scritto "se capita qualcosa io non c'entro perchè sono volontario".
Ma a monte di tutto, una seria organizzazione dovrebbe conoscere le capacità di colui al quale affida un gruppo. Il CAI obbliga ai corsi non per niente. Sia che poi la guida pratichi senza scopi di lucro -ad esempio con scuole o oratori- sia che effettui uscite a pagamento.
E in ultimo aggiungo che, leggendo i messaggi di alisandre e manuel -entrambi con esperienze scout- si evince chiaramente che l'impreparazione tra le guide esiste eccome.
Tutto conferma le mie idee.
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15/1/2010, 17:27
|  | Esploratori | | Registrato dal: 20/5/2009 Età : 51
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Nome di battesimo: Daniele | | Originariamente inviata da martepao Non sono d' accordo, essendo tutto volontariato ritengo siano responsabili solo moralmente... non sono d'accordo. quando accetti di guidare e/o accompagnare dei minori, sia per mestiere che per volontariato, devi assumerti tutte le responsabilità che ne derivano, altrimenti te ne stai a casa o ti muovi da solo. non ho esperienza scout ma ho lavorato molto con i minori e con loro non puoi mai abbassare la guardia e mai condurli in situazioni a rischio. quando facevo l'animatore (volontariato) ad asiago, il responsabile dell'ente ci disse chiaramente che noi eravamo assicurati per quanto riguardava le conseguenze sul piano civile (in parole povere soldi per eventuali danni a cose o persone) per cui non avremmo dovuto cacciare un cent, ma sul piano penale ognuno avrebbe risposto dei suoi errori e/o negligenze.
__________________ "non chiedo dove" | 
15/1/2010, 17:34
| | Montanari | | Registrato dal: 25/2/2008
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E scusatemi per il tono aspro dei miei interventi, ma di fronte alla stupidità e all'incoscienza di chi "intaglia gradini nel ghiaccio" per far passare una cordata di minorenni senza nessuna nozione alpinistica, non sento ragioni: sei un cretino e non hai giustificazioni.
Andate poi a dire alla famiglia di quel povero ragazzo che il capo scout avrà i rimorsi per tutta la vita.... ma dai!
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15/1/2010, 17:59
|  | Trekkers | | Registrato dal: 15/1/2010 Età : 40
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Nome di battesimo: Manuel | |
Credo che abbiate ragione un po tutti, sono comunque molto daccordo con daniele; la responsabilità e di chi materialmente gestisce l'attività.
Il problema è che a volte l'età, giovane appunto, porta a malponderare le difficoltà che si incontrano.
Ripeto però che la grandezza del messaggio dello scoutismo "funziona" sopratutto perché a portarlo avanti sono persone giovani.
Comunque quanto accaduto non è cosa all'ordine del giorno, sono errori (gravi) ma comunque errori, le uscite sono cosa ordinaria, nell'ordine di una al mese, e per fortuna di storie come questa se ne sentono molto poche.
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15/1/2010, 18:30
|  | Esploratori | | Registrato dal: 20/5/2009 Età : 51
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Nome di battesimo: Daniele | |
sul valore del messaggio dello scoutismo non ci sono dubbi, solo che un po' più di prudenza e consapevolezza che il pericolo è ovunque non guasta. e non è questione solo di età: quando ho iniziato il mio volontariato ad asiago avevo vent'anni e di ragazzi scatenati ce n'erano, anche perchè la stragrande maggioranza di loro (8 su 10) ordinariamente aveva come spazio il balcone di casa o, nei casi più fortunati, il cortile condomiale tra le auto parcheggiate e mai avuto incidenti. (è anche vero che ero peggio di un SG, anche se non sapevo ancora cos'era).
__________________ "non chiedo dove" | 
15/1/2010, 18:32
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 24/12/2009 Età : 31
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Nome di battesimo: Luca | | Originariamente inviata da Vi Il volontariato non giustifica l'incapacità nel valutare le situazioni e capire quando fermarsi e tornare indietro. condivido | 
15/1/2010, 18:56
|  | Trekkers | | Registrato dal: 24/10/2007
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Nome di battesimo: Samuel Rigoni | |
Allora, come sapete in Svizzera siamo precisini, puntigliosi, puntualissimi e bla bla.
La stessa cosa vale negli scout!
Se io, capo scout, voglio portare dei ragazzi a fare un trekking, devo avere un attestato riconosciuto federalmente che attesta che ne sono in grado, attestato rilasciato da "Gioventù e Sport" ( Jeunesse+Sport).
Così è per qualsiasi sport in Svizzera!
Se io non ho questa certificazione allora posso contattare Gioventù e Sport per trovare qualcuno che possa accompagnarmi in un escursione, che sia qualcuno con il brevetto di salvataggio se si vogliono fare giochi in piscina o che sia la guida alpina diplomata dal Club Alpino Svizzero se voglio portare i miei ragazzi a fare alpinismo.
24 anni secondo me sono sufficienti per rendersi conto che siamo responsabili in tutti i sensi dei ragazzi che portiamo con noi in escursione! Ma se la persona è un cretino, anche 40 anni non bastano.
Inoltre io non incolperei solo i responsabili diretti, ma anche chi ha permesso a questi due ragazzi di portare un gruppo in un'escursione alpinistica senza avere le competenze necessarie! Quindi in primo luogo il responsabile del gruppo scout essendo LUI il responsabile ultimo di quello che fanno le sue branche!
È come se il mio capo reparto portasse gli esploratori a fare corda doppia e uno si schianta. Io ne sono il diretto responsabile e ho colpa quanto lui dell'accaduto perchè ho accettato la cosa. Se poi viene fatto di nascosto allora qua si va gia oltre quello che dovrebbe essere il modo di comportarsi di uno scout.
Leggo che hanno fatto degli scalini con un'accetta... non erano nemmeno ecquipaggiati di picozza e probabilmente nemmeno di ramponi e abbigliamento adeguato!
Qui si parla di mancanza totale di buon senso da parte, in primo luogo dei due che non hanno saputo fare dietro front, e in secondo luogo ma non meno grave da chi gli ha permesso di fare questo giro (magari senza nemmeno accertarsi del bollettino meteorologico e delle valanghe)
Tengo a precisare che ottenere il certificato federale GS non ci libera dalla responsabilità, se porto un ragazzo a fare un trekking di montagna con le infradito e questo scivole e batte la testa ferendosi gravemente, la colpa è mia! E non solo mia, anche di chi mi ha rilasciato il certificato! Anche questa persona rischia delle conseguenze legali.
Quindi:
ATTENZIONE, ATTENZIONE, ATTENZIONE
__________________ Houbaaaa... Guarda il meglio, Vedi il peggio. | 
15/1/2010, 21:20
| | Camminatori | | Registrato dal: 6/7/2009 Età : 23
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Nome di battesimo: Raffaele | |
Credo (da capo scout) che sia fondamentale la formazione che un capo deve avere, l'associazione fornisce la formazione ai suoi capi sia tecnica che teorica per poter affrontare in maniera sicura le attività scout, l'alpinismo non rientra in tali attività!
Se un capo porta i suoi ragazzi in alta montagna deve essere in grado di farlo e deve conoscere i rischi!
Un ragazzo del Riparto non va in montagna ma vive il bosco, la bassa valle (secondo me almeno) i fatti descritti dall'articolo si riferiscono a un clan dove ci sono ragazzi dai 16 anni in su quindi abbastanza grandicelli, i clan spesso vanno in montagna ma si parla sempre di percorsi semplici e alla portata di tutti, se un capo decide di far fare una ferrata ai suoi ragazzi (è solo un esempio) ha il dovere di servirsi di una guida!!
Credo comunque che il movimento lavori bene perchè considerando il numero di ragazzi che frequentano le attività gli incidenti gravi sono molto pochi, nello specifico della vicenda è stata una grave leggerezza e una grossa colpa dei capi quella di non considerare i rischi!
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16/1/2010, 09:20
| | Escursionisti | | Registrato dal: 28/12/2009
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Nome di battesimo: Paolo | |
Effettivamente, avete ragione. Mi devo ricredere su ciò che pensavo .........
... oltretutto io che ho fatto corsi di alpinismo ..... l' avevano fatta decisamente fuori.
Paolo
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