Una piccola disavventura per troppa confidenza:
martedì complici la giornata discreta e l'allettante vista delle vette innevate di fresco del gruppo del Resegone parto in tarda mattinata per una camminata su e giù dal Magnodeno, cima minore e non troppo battuta che offre varie alternative e percorsi ad anello, con sentieri che partono a poche centinaia di metri da casa mia.
Un'escursione piacevole e senza rischi nonostante il superamento della cresta innevata, che prende le solite 3 o 4 ore per andata e ritorno su 1000 mt di dislivello.
La leggerezza la commetto facendo un'ultima sosta a una fontana quando richiudo e lego allo zaino i bastoncini da trekking e allento i lacci degli scarponi. Da lì un'antica mulattiera, con ciottoli altrettanto antichi (e levigati dal passaggio, e umidi...) riporta in una decina di minuti all'asfalto e alla città.
Riparto con passo baldanzoso e, dopo pochi metri, mi ritrovo per terra con una caviglia dolorante che mi impedisce di rimettermi subito in cammino.
Zoppo, con un bastoncino per mano a mò di stampella, e il gunzaglio del cane legato allo zaino, impiego circa 40 minuti per percorrere il km che mi separa da casa, e la sera dopo ore di impacchi gelati opto per il pronto soccorso.
Risultati: "Trauma distorsivo TT sinistra di II°", questo entusiasmante weekend tra libri e pc, e un pò di lavoro extra per una gentilissima amica fisioterapista...
Questo conferma quanto avevo già dedotto dai miei due incidenti in moto, e ciò che è noto a molti: buona parte degli incidenti può essere evitata tenendo a bada l'eccessiva sicurezza di se e la confidenza data ai luoghi familiari.
Ho scoperto l'acqua calda!!

Sono un genio...