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  #1 (permalink)  
Vecchio 2/10/2010, 11:17
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Pantofolai
 
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predefinito Non proprio un'emergenza

Salve a tutti.

E' la prima volta che scrivo su questo forum.
Vorrei raccontare una recente esperienza che non ha causato situazioni di emergenza o di rischio ma che può essere di insegnamento per evitare anche taluni disagi.

Dunque, si era deciso di partire per una escursione in notturna nel parco del Partenio.
La pianificazione della passeggiata comprendeva una 15 di km da fare in salita, superando un dislivello di circa 800m.

Partiti, solo dopo un paio di km una persona accusava la creazione di vesciche ai piedi a causa di calze non adatte e scarpe non sufficientemente rodate.

La ripida salita, inoltre, causava poi frequenti soste a causa di chi aveva sopravvalutato il suo stato fisico.

Infine, una pioggerella insistente rendeva scivolosi i sentieri che si doveva percorrere e infradiciava gli zaini.

Alla fine, non si è riuscito a portare sino all'obiettivo prefisso il gruppetto di amici e si è scelto di bivaccare per due o tre ore a quota 850m per poi ridiscendere alle auto.

Ma anche così, complice la pioggia e la sprovvedutezza di alcuni, il freddo ha preso chi era rimasto umido (anche per il sudore dell'ascesa).

Avendo previsto un rientro entro poche ore (la mattina successiva), non tutti avevano pensato di portare un riparo, molti non avevano cambi di biancheria, e manchevoli erano anche i fornellini per potersi preparare almeno un tè caldo.

Morale, anche nelle escursioni più brevi e (sulla carta) più facili, bisogna portare un po' tutto immaginando anche necessità non evidenti.

Certamente la prossima volta, si farà un'attento check dell'equipaggiamento di ciascuno, che dovrà comprendere almeno un telo impermeabile, uno stuoino isolante, un ricambio di biancheria, un sacco a pelo, un piccolo fornellino.

Ultima modifica di VDG : 2/10/2010 a 11:26
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I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a VDG per questo post:
Ul Muntagnín (2/10/2010)
  #2 (permalink)  
Vecchio 2/10/2010, 11:50
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Bah se cadi nella trappola del"potrebbe servire" va a finire che esci di casa con tutta la casa nello zaino!!
Io di tutto quello che hai segnato prenderei solo il poncho e il ricambio, Sempre ammesso che si parli di un ' escursione di poche ore su un sentiero. Se intendi fare cose più "complesse" ( escursioni "fuori pista" o di piu giorni) allora è il caso di portare un'equipaggiamento piu complesso.
Mi sembra che il vostro errore maggiore sia stato ,però un' altro ;cioè l' aver sopravvalutato i vostri limiti fisici ed i limiti del vostro equipaggiamento.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 2/10/2010, 12:04
VDG VDG non è in linea
Pantofolai
 
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Originariamente inviata da Ciccio Visualizza il messaggio
Bah se cadi nella trappola del"potrebbe servire" va a finire che esci di casa con tutta la casa nello zaino!!
Io di tutto quello che hai segnato prenderei solo il poncho e il ricambio, Sempre ammesso che si parli di un ' escursione di poche ore su un sentiero. Se intendi fare cose più "complesse" ( escursioni "fuori pista" o di piu giorni) allora è il caso di portare un'equipaggiamento piu complesso.
Mi sembra che il vostro errore maggiore sia stato ,però un' altro ;cioè l' aver sopravvalutato i vostri limiti fisici ed i limiti del vostro equipaggiamento.
Hai assolutamente ragione.
Sicuramente l'insesperienza di alcuni ha poi finito col condizionare l'uscita anche degli altri.
Il problema della scelta dell'attrezzatura, in ragione dell'uscita, è una cosa che si acquisisce con l'esperienza.
Come detto, non è stata un'emergenza (proprio perchè, prudenzialmente, si era scelto di fare un'uscita tutto sommato scevra da rischi particolari) ma che già nel suo piccolo, ha mostrato il limite di alcuni.
A questo punto ti vorrei domandare perchè hai escluso dall'equipaggiamento attrezzature dal peso veramente irrisorio come un piccolo fornellino a spirito o come uno stuoino o come un sacco a pelo.
Tutto sommato, non peseranno complessivamente che un paio di chili....
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  #4 (permalink)  
Vecchio 2/10/2010, 12:13
kallaghan avatar
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Non hai citato l'eta', la condizione fisica dei partecipanti, il contesto, la singola preparazione. Oltretutto, se hai organizzato tu l'escursione avresti dovuto per prima cosa pensare ad un briefing prima della data fissata.Informare i partecipanti del percorso, della difficolta' e dell'equipaggiamento. Meglio andarsene da soli la prossima che avere sulla coscienza qualcuno.
__________________
due passi
I video dei 2 passi
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  #5 (permalink)  
Vecchio 2/10/2010, 12:30
Trekkers
 
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Originariamente inviata da VDG Visualizza il messaggio
Originariamente inviata da Ciccio Visualizza il messaggio
Bah se cadi nella trappola del"potrebbe servire" va a finire che esci di casa con tutta la casa nello zaino!!
Io di tutto quello che hai segnato prenderei solo il poncho e il ricambio, Sempre ammesso che si parli di un ' escursione di poche ore su un sentiero. Se intendi fare cose più "complesse" ( escursioni "fuori pista" o di piu giorni) allora è il caso di portare un'equipaggiamento piu complesso.
Mi sembra che il vostro errore maggiore sia stato ,però un' altro ;cioè l' aver sopravvalutato i vostri limiti fisici ed i limiti del vostro equipaggiamento.
Hai assolutamente ragione.
Sicuramente l'insesperienza di alcuni ha poi finito col condizionare l'uscita anche degli altri.
Il problema della scelta dell'attrezzatura, in ragione dell'uscita, è una cosa che si acquisisce con l'esperienza.
Come detto, non è stata un'emergenza (proprio perchè, prudenzialmente, si era scelto di fare un'uscita tutto sommato scevra da rischi particolari) ma che già nel suo piccolo, ha mostrato il limite di alcuni.
A questo punto ti vorrei domandare perchè hai escluso dall'equipaggiamento attrezzature dal peso veramente irrisorio come un piccolo fornellino a spirito o come uno stuoino o come un sacco a pelo.
Tutto sommato, non peseranno complessivamente che un paio di chili....
Perchè da quello che mi è sembrato di capire era un' escursione di poche ore su un sentiero conosciuto. Cio comporta la vicinanza della macchina . Normalmente la vicinanza di un mezzo di trasporto livella moltissimo i rischi come quello di dover dormire fuori.
In un escursione breve su di un sentiero di un sacco a pelo e di uno stuoino , non so cosa farmene proprio pervia della vicinanza della macchina.
Il fornelletto lo puoi prendere ma non mi sembra qualcosa prettamente "di sopravvivenza"( poi se vuoi farti il caffe o un the devi portarti oltre al fornello anche la caffettiera o un pentolino ) . Magari è più pratico portarsi dietro un thermos con del caffè caldo gia pronto).
Se l' escursione è "fuori pista" il discorso cambia perchè i rischi sono maggiori e allora è meglio avere con sè un' equipaggiamento piu completo.
Questa poi è la mia opinione . Io sono fautore del motto "più roba porti con te più peso devi portarti sulle spalle) e quindi tento di ridurre tutto al minimo indispensabile .
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  #6 (permalink)  
Vecchio 2/10/2010, 12:38
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Morale, anche nelle escursioni più brevi e (sulla carta) più facili, bisogna portare un po' tutto immaginando anche necessità non evidenti.
Questo per me è sbagliato.
Si rischia di portarsi dietro di tutto senza che poi si abbia quello che serve.
Non posso pensare di fare una gitarella della domenica uscendo con ansia da fatalismo.

L'errore è stato in primis la mancante preparazione fisica,
secundis la mancanza di indumenti che potessero efficacemente aiutarvi.
Bagnarsi non è pericoloso, se si resta in movimento, per qualche ora.
Un poncho spesso inzuppa più che un buon hardshell, non fa traspirare e ci cuociamo nei nostri stessi vapori. Il fornelletto in una gita è inutile a fini di sopravvivenza.

Non cadiamo quindi nel *portar di tutto*, quando poi nemmeno l osi sa usare,
parlo anche di indumenti, si deve capire il proprio corpo e le proprie esigenze. Io so che camminando anche con vento, soffrendo un lieve freddo, sudando, non risento di alcunchè una volta arrivati, contrariamente al sudare soffrendo il caldo per essermi coperto troppo. E continuare a vestirsi svestirsi è impensabile. Allora fa freddo, aumenti il ritmo di camminata...piccoli accorgimenti che detta l'esperienza.

In fin dei conti,
più preparazione fisica,
equipaggiamento migliore e strettamente necessario.

Non a caso quest'estate è stato fatale più per fungaioli che per alpinisti.
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  #7 (permalink)  
Vecchio 2/10/2010, 12:43
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un poncho sarebbe pesato, un fornelletto pure, ricambi pure (la maglietta di ricambio ok, i pantaloni, mutande, pile e calze...insomma...), ...

in emergenza, nulla di tutto ciò sarebbe sevito più di una coperta termica.

Bastava una coperta termica.
Quando invito qualcuno, quando qualcuno preme per venir con me, ogni qualvolta insomma vado, obbligo chi viene ad averne una.

Una coperta termica posta sopra le spalle, mettendosi in posizione fetale (verticali però), accendendo una fiammella (accendino!!!) davanti al petto...asciuga i vestiti in un attimo.

Ma in fondo, in una giornaliera, bagnarsi non è la fine del mondo. Anche se zuppi. Basta prendere e tornare a casa di passo svelto. Prenderete meno accidenti che in un pub di milano in inverno.
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  #8 (permalink)  
Vecchio 2/10/2010, 12:53
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Grazie a tutti per i vostri preziosi contributi.

Il gruppo di persone non era portato da me ma si era coagulato in maniera spontanea nell'ambito dell'associazione che frequento.
Dunque non ero io il responsabile della gita.

Le età, erano molto eterogenee (dai 18 ai 60) ma, credetemi, hanno dato più problemi i giovani che gli "anziani" (e qui il virgolettato è d'obbligo visto il comportamento nettamente migliore rispetto ai ragazzi).
Sono i giovani che hanno avuto il problema delle vescicazioni, e ancora loro che si dovevano fermare nei tratti più ripidi perchè in forte affanno.
Infine, ancora loro che hanno riferito di aver maggiormente sofferto il freddo quando, inzuppati, si sono fermati per il bivacco (non previsto) perchè stremati.

Per le coperte termiche, intendete quelle leggere (tipo film d'alluminio) argentate da un lato e dorate dall'altro?
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  #9 (permalink)  
Vecchio 2/10/2010, 13:00
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si esattamente..quelle
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  #10 (permalink)  
Vecchio 2/10/2010, 15:55
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Originariamente inviata da VDG Visualizza il messaggio
Certamente la prossima volta, si farà un'attento check dell'equipaggiamento di ciascuno, che dovrà comprendere almeno un telo impermeabile, uno stuoino isolante, un ricambio di biancheria, un sacco a pelo, un piccolo fornellino.
Più che un telo impermeabile, direi un poncho e un po' di cordino per farsi un riparo in emergenza. Lascerei perdere lo stuoino, come ricambio solo una maglietta e un paio di calze, niente sacco a pelo, una coperta isotermica.
Il fornellino, se proprio vuoi portarlo, il peso è tuo. Io personalmente porto sempre uno di questi:

abbinato alla borraccia con gavettino e un kit per infusi, ma in condizioni "normali" una bevanda calda ha più effetto sul morale che altro.

Ovviamente, queste sono opinioni e congetture basate su quanto hai detto, non so cosa aveste voi al seguito.
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  #11 (permalink)  
Vecchio 2/10/2010, 17:10
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Originariamente inviata da Ciccio Visualizza il messaggio
[..] Mi sembra che il vostro errore maggiore sia stato ,però un' altro ;cioè l' aver sopravvalutato i vostri limiti fisici ed i limiti del vostro equipaggiamento.
Questo è da quotare. Quando succedono cose di questo genere, di solito, la tecnica è quella di continuare a camminare, anche molto piano, pur di non fermarsi, in modo da evitare che la combinazione di freddo, sudore ed acqua crei problemi al fisico...

P.S. Grazie di aver raccontato la storia, comunque sia è un esempio !
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  #12 (permalink)  
Vecchio 2/10/2010, 17:16
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Certamente la prossima volta, si farà un'attento check dell'equipaggiamento di ciascuno, che dovrà comprendere almeno un telo impermeabile, uno stuoino isolante, un ricambio di biancheria, un sacco a pelo, un piccolo fornellino
Questa mi era sfuggita.
Ma ci rendiamo conto di cosa significhi portarsi dietro un sacco a pelo, un materassino e un fornelletto ogni volta anche in gite giornaliere? Non rasentiamo la follia per piacere, altrimenti qui il trekking diventa un' ansia... Anzichè queste cose, preparate il vostro allenamento in modo più idoneo e graduale. E' impensabile caricarsi come muli solo per...potrebbe succedere.
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  #13 (permalink)  
Vecchio 2/10/2010, 17:58
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Originariamente inviata da niz4th Visualizza il messaggio
Questa mi era sfuggita. Ma ci rendiamo conto di cosa significhi portarsi dietro un sacco a pelo, un materassino e un fornelletto ogni volta anche in gite giornaliere? Non rasentiamo la follia per piacere, altrimenti qui il trekking diventa un' ansia... Anzichè queste cose, preparate il vostro allenamento in modo più idoneo e graduale. E' impensabile caricarsi come muli solo per...potrebbe succedere.
...D'accordo...
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  #14 (permalink)  
Vecchio 2/10/2010, 18:41
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Grazie per aver raccontato questa esperienza

Originariamente inviata da VDG Visualizza il messaggio
Il gruppo di persone non era portato da me ma si era coagulato in maniera spontanea nell'ambito dell'associazione che frequento.
Dunque non ero io il responsabile della gita.
Quindi non era una gita ufficiale di un'associazione? e non c'era neanche una guida ufficiale allora? semplicemente vi siete conosciuti nell'ambito di una associazione e avete deciso di fare questa esperienza insieme?

Le età, erano molto eterogenee (dai 18 ai 60) ma, credetemi, hanno dato più problemi i giovani che gli "anziani" (e qui il virgolettato è d'obbligo visto il comportamento nettamente migliore rispetto ai ragazzi).
Questo non mi stupisce, non è tanto una questione di età anagrafica ma di esperienza di montagna.

Ma il programma quindi non prevedeva un posto per dormire?
Questo secondo me è un errore. Ora, non è che io sia un esperto di notturne, (anche se sono appena tornato da una) però secondo me è un errore pensare di camminare diverse ore senza poi avere un punto d'appoggio. Le pochissime (due) volte in cui le ho organizzate ho sempre previsto l'arrivo ad un rifugio (non gestito) in cui dormire. Mettiamo anche che fosse andato tutto bene: poi vi dovevate mettere alla guida magari alle 3-4-5 di mattina con tutta la stanchezza dell'escursione e della giornata prima?

Per il resto sono d'accordo con un po' tutti quelli che hanno risposto finora
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Vecchio 2/10/2010, 20:04
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Originariamente inviata da oloapota Visualizza il messaggio

secondo me è un errore pensare di camminare diverse ore senza poi avere un punto d'appoggio. Le pochissime (due) volte in cui le ho organizzate ho sempre previsto l'arrivo ad un rifugio (non gestito) in cui dormire. Mettiamo anche che fosse andato tutto bene: poi vi dovevate mettere alla guida magari alle 3-4-5 di mattina con tutta la stanchezza dell'escursione e della giornata prima?

Solo RamboCarbonetti dorme sotto le stelle....però poi la macchina non la vede neppure e ti sa a memoria gli orari pullman con 2375 possibili coincidenze

Ma Carbonetti è Rambo per certi versi proprio perchè sceglie una deliberata e intelligente "debolezza" su altri versanti: lentezza assoluta nel procedere, uso di soli trasporti pubblici di cui sa vita morte e miracoli, e così via. Questo lo rende in grado di farsi una traversata di 30 km in un giorno con tanto di partenza diverso da quello di arrivo; pianificazione assoluta, totale autosufficienza e zero imprevisti, o di concedersi il lusso di poter prescindere anche dai rifugi.

E' una forma mentis c'è poco da fare. C'è chi non ci è portato (io per primo), perchè rasenta il marziale, ma bisogna riconoscerne i pregi.

Anche il "portarsi tutto" non rientra in questa logica: perchè si rischia il paradosso per cui, sovradimensionando i bagagli rispetto alle necessità, ottieni l'effetto "collaterale" e controproducente di rendere necessaria anche una maggior preparazione fisica (un conto è portarsi dietro 10 kg, altro 20, altro ancora 30): per cui magari va a finire che in una bellissima giornata di sole dove non ti sarebbe accaduto nulla e avresti raggiunto tranquillamente la meta, ti devi invece fermare a metà e tornare indietro...per la stanchezza causata proprio dalla massa di roba inutile portata dietro.
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