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16/6/2010, 17:47
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#1 (permalink)
| | Car sharing ovvero condivisione del viaggio 
16/6/2010, 17:47
Ciao a tutti,
scrivo questa mia proposta con la speranza che ci sia interesse e curiosità.
L'idea è quella di creare una bacheca virtuale che ha lo scopo di mettere in contatto gli utenti al fine di condividere un passaggio e le spese di viaggio nei luoghi di trekking. Questo non significa che necessariamente bisogna condividere anche l'escursione.
L'idea mi è venuta in mente dal fatto che spesso viaggio da solo con costi onerosi di benzina e autostrada e altre volte, non avendo l'auto disponibile, me ne resto a casa.
Esistono già siti dove questo scambio è sviluppato e si potrebbe prendere spunto da qui. es. roadsharing
Un'altro progetto interessante è questo: JUNGO che se prendesse piede sarebbe una svolta incredibile per la mobilità.
Aspetto i vostri commenti
Un saluto 
__________________ In tempi come questi la fuga è l'unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare | mezcal Esploratori Registrato dal: 12/5/2010 Ubicazione: Roma per necessità Età : 40
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Nome di battesimo: Sandro | | | | Visite: 2116 | 
16/6/2010, 17:58
|  | Esploratori | | Registrato dal: 22/4/2007 Età : 28
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Nome di battesimo: Giacomo | |
C'è già qualche cosa in cantiere... 
Pazienta, stiamo lavorando per voi
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17/6/2010, 09:11
|  | Esploratori | | Registrato dal: 12/5/2010 Età : 40
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Nome di battesimo: Sandro | |
Grazie
__________________ In tempi come questi la fuga è l'unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare | 
17/6/2010, 10:04
|  | Montanari | | Registrato dal: 19/1/2010
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Nome di battesimo: Elisabetta | | Originariamente inviata da mezcal L'idea è quella di creare una bacheca virtuale che ha lo scopo di mettere in contatto gli utenti al fine di condividere un passaggio e le spese di viaggio nei luoghi di trekking. Questo non significa che necessariamente bisogna condividere anche l'escursione. A me sembra una cosa molto interessante, intelligente e pratica... Poi, se uno ha voglia di condividere anche l'escursione ben venga, altrimenti, compatibilmente con gli orari, ci si ritrova al ritorno... Mi piace...
__________________ «Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà». | 
17/6/2010, 10:28
| | Esploratori | | Registrato dal: 16/2/2010 Età : 43
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Nome di battesimo: Andrea | | Originariamente inviata da mezcal Ciao a tutti,
scrivo questa mia proposta con la speranza che ci sia interesse e curiosità.
L'idea è quella di creare una bacheca virtuale che ha lo scopo di mettere in contatto gli utenti al fine di condividere un passaggio e le spese di viaggio nei luoghi di trekking. Questo non significa che necessariamente bisogna condividere anche l'escursione.
L'idea mi è venuta in mente dal fatto che spesso viaggio da solo con costi onerosi di benzina e autostrada e altre volte, non avendo l'auto disponibile, me ne resto a casa.
Esistono già siti dove questo scambio è sviluppato e si potrebbe prendere spunto da qui. es. roadsharing
Un'altro progetto interessante è questo: JUNGO che se prendesse piede sarebbe una svolta incredibile per la mobilità.
Aspetto i vostri commenti
Un saluto 
Ieri sera tardi ho visto questo post e mi sono incuriosito al link di Jungo.
Se devo essere proprio proprio sincero, onestamente non ho ben capito come possa funzionare: perchè se la partecipazione è poca, diventa oltremodo complicato (e direi anche abbastanza pericoloso) con gli occhi e l'attenzione tutta concentrata a cogliere un più che sporadico sventolio di tesserina distogliendola magari da cose ben più importanti: segnali, semafori, altri veicoli, pedoni (a me ad esempio non è ancora capitato di vedere una sola persona sventolare); e anche per chi chiede il passaggio, diventa oltremodo scomodo dover sventolare in continuazione (perchè non è come chiedere un taxi, che è riconoscibile) nonchè aleatorio contare sul passaggio di qualcuno che potrebbe pure non passare mai o magari dopo ore. Viceversa, se prendesse piede, diventerebbe pericoloso -per i motivi opposti - e per il resto della circolazione: sarebbe tutto uno sventolamento generalizzato, un frenare, accostare, ripartire...: avrete fatto caso a cosa succede sulle cosiddette strade delle lucciole: bisogna mantenere distanza di sicurezza tripla, perchè i clienti creano un bordello (in tutti i sensi).
Insomma, mi pare un po' provocatorio quel proporsi come modello migliore del car-sharing che invece - quello sì - sarebbe tutto da incentivare e praticare, esattamente come stai facendo tu e che raccoglie tutta la mia disponibilità.
In fondo la proposta di Jungo mi sembra una via di mezzo tra i taxi e i mezzi pubblici (che bene o male "tolgono" mezzi privati dalla strada): non riesco a cogliere quali sia la differenza sostanziale.
Ciao.
PS: solo una curiosità: cosa significa, nell'ubicazione, "Roma per necessità" ?
| 
17/6/2010, 12:09
|  | Esploratori | | Registrato dal: 12/5/2010 Età : 40
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Nome di battesimo: Sandro | |
@ Henry Thoreau
La realtà è che questo progetto rasenta l'utopia, ma penso anche che in piccole realtà del nostro territorio possa funzionare, come ad esempio in Trentino dove ha avuto già buoni riscontri. Certo la situazione cambia nelle città e nelle zone ad alto scorrimento (pensiamo ad esempio alla nostra Pontina).
In alcune zone del mondo la pratica di dare passaggi dietro un piccolo contributo è cosa molto diffusa e comune. Addirittura a Cuba era obbligatorio(non lo so se lo è ancora) nelle grandi vie di comunicazione fermarsi con i mezzi privati per dare passaggi a chi ne faceva richiesta.
Tra un paio di settimane andrò in altro Adige e se vedrò qualcuno che sventola la un badge mi fermerò sicuramente
....Roma per Necessità, ho scritto così perché in questa città ci vivo per necessità e non per scelta: qui ho un lavoro, una casa e una famiglia, ma se potevo scegliere andava benissimo qualsiasi parte dell'Italia che non sia unacittà e che ci sia un rispetto minimo per l'ambiente.
...bello il tuo nickname, pensare che ho da giorni nel mio comodino "Walden, ovvero la vita nei boschi" e penso che sia giunto il momento di leggerlo.
Un saluto
Sandro
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18/6/2010, 14:04
| | | | Registrato dal: 18/6/2010
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| | differenza fra Jungo , taxi e bus
Dunque, quando junghi, ti mostri più o meno come un autostoppista (in un punto adatto e senza creare intralcio ovviamente), ma al posto del pollice (anonimato, insicurezza) mostri la card (che è come una carta d'identità + casellario giudiziale incorporato: chi ha precedenti, non riesce a farsi rilasciare al card dall'associazione). Il primo automobilista che passa che abbia voglia di stare in compagnia guadagnando il ticket (10 cent al km + 20 cent fissi), si ferma, ti controlla la card, e ti imbarca per un pezzo; diverso dal taxi perchè spendi un centesimo, ma vieni trasportato solo per la tratta comune; hai meno attesa che per il taxi e per il bus, perchè le prove nel territorio pilota indicano attese medie di 7,2 min per i maschi e 3,5 per le femmine. La sicureza è reciproca grazie alla tracciabilità via sms dei passaggi (basta un normale cellulare). C'è poi la procedura - unica al mondo e molto sofisticata, basata sulle segnalazioni alla centrale di jungo -di estromissione di coloro che si dimostrino inadatti a salire in auto con terzi.
JUNGO SI PROPONE QUINDI COME UNO STILE DI SPOSTAMENTO UNIVERSALE, ECOLOGICO E ABBATTITRAFFICO. (in città e fuori)
| | I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a enrico gorini per questo post: | | 
18/6/2010, 14:41
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/2/2007
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Nome di battesimo: Paolo | | Originariamente inviata da enrico gorini Dunque, quando junghi, ti mostri più o meno come un autostoppista (in un punto adatto e senza creare intralcio ovviamente), ma al posto del pollice (anonimato, insicurezza) mostri la card (che è come una carta d'identità + casellario giudiziale incorporato: chi ha precedenti, non riesce a farsi rilasciare al card dall'associazione). Il primo automobilista che passa che abbia voglia di stare in compagnia guadagnando il ticket (10 cent al km + 20 cent fissi), si ferma, ti controlla la card, e ti imbarca per un pezzo; diverso dal taxi perchè spendi un centesimo, ma vieni trasportato solo per la tratta comune; hai meno attesa che per il taxi e per il bus, perchè le prove nel territorio pilota indicano attese medie di 7,2 min per i maschi e 3,5 per le femmine. La sicureza è reciproca grazie alla tracciabilità via sms dei passaggi (basta un normale cellulare). C'è poi la procedura - unica al mondo e molto sofisticata, basata sulle segnalazioni alla centrale di jungo -di estromissione di coloro che si dimostrino inadatti a salire in auto con terzi.
JUNGO SI PROPONE QUINDI COME UNO STILE DI SPOSTAMENTO UNIVERSALE, ECOLOGICO E ABBATTITRAFFICO. (in città e fuori) Non c'è niente di male se parli del tuo servizio, però è sempre meglio chiarire le cose e presentarsi no? 
Enrico Gorini è l'ideatore di jungo
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18/6/2010, 16:19
| | | | Registrato dal: 18/6/2010
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| | jungo non è un "servizio": è una comunità
Ciao.
E' vero, non mi ero presentato come l'"inventore", tuttavia, contrariamente alla prassi diffusa, mi sono presentato con nome e cognome: enrico gorini, anzichè "trzaap75" o simili.
Sarà la deformazione dall'aver creato jungo: in jungo sei riconosciuto con nome / cognome e anche "nome d'imbarco": non è possibile l'anonimato in una community potenzialmente vastissima, dove la preoccupazione principale è la sicurezza reciproca. E non ci può essere jungo "di massa" se non ci sono i 3 dispositivi blindati di sicurezza. La sicurezza è il pre-requisito perchè la gente possa usare l'"imbarco a vista" su vasta scala, come mezzo di routine.
Infine, differentemente dal car-sharing, jungo non è un servizio reso al pubblico, è un mutualismo fra associati. Dunque jungo è più propriamente una comunità di utenti che casomai eleggono un presidente (in questo caso il sottoscritto) che serve ad amministrare il sistema.
Cordialmente
enrico gorini - pres ass.jungo
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19/6/2010, 17:58
|  | Esploratori | | Registrato dal: 12/5/2010 Età : 40
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Nome di battesimo: Sandro | |
Grazie Enrico per il tuo intervento.
In poche parole hai reso il senso del tuo progetto, che reputo geniale.
Grazie a queste idee innovative e giovani in un paese governato da personaggi da pleistocene che ho la speranza di guardare con più ottimismo al futuro  .
Auguro tanto a Jungo di superare quella soglia di utopia che abbiamo a volte solo nelle nostre menti ristrette.
Con stima
Sandro
__________________ In tempi come questi la fuga è l'unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare | 
19/6/2010, 21:48
| | Esploratori | | Registrato dal: 16/2/2010 Età : 43
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Nome di battesimo: Andrea | | Originariamente inviata da mezcal Grazie Enrico per il tuo intervento.
In poche parole hai reso il senso del tuo progetto, che reputo geniale.
Grazie a queste idee innovative e giovani in un paese governato da personaggi da pleistocene che ho la speranza di guardare con più ottimismo al futuro  .
Auguro tanto a Jungo di superare quella soglia di utopia che abbiamo a volte solo nelle nostre menti ristrette.
Con stima
Sandro  Beh, sul fatto di certe menti "pleistoceniche" che ci governano non posso che concordare (sebbene poi, però, uno dovrebbe subito domandarsi chi le abbia votate, in quanto se sono lì è perchèa qualcuno - o a molti - andavano bene così).
Per quanto riguarda Enrico (appena ho letto "Enrico Gorini" non c'è stato bisogno di presentazione perchè l'avevo visto nella mia visita al sito di Jungo) mi ha stupito e incuriosito il fatto che sia subito intervenuto qui: il che mi fa ritenere che questo sia un sito tutt'altro che "carbonaro" come le apparenze suggerirebbero  .
Quanto al motivo, mi ha lasciato l'impressione (mi sbaglierò) che comunque l'intervento sia stato in qualche modo collegato al mio precedente post ed alle perplessità lì espresse.
Perplessità che ribadisco.
Innanzitutto perchè, se anche volessimo rimanere nel solco di quest'idea, oramai esistono le tecnologie sufficienti per poter programmare anche all'ultimo minuto questi spostamenti da casa: con certezza, ed evitando di doversi affidare all'aleatorietà degli incontri quando ci si trova già in mezzo alla strada. Basterebbe organizzare un sito dove, ad esempio, chiunque può comunicare un proprio spostamento (come guidatore) o necessità di spostamento (come passeggero) indicando la tratta e l'orario approssimativo ...e subito un sistema centralizzato potrebbe mettere in comunicazione i due utenti (o più di due, qualora occorra usufruire di più tratte parziali) e "impostare" quindi gli spostamenti ex ante anzichè affidarsi a tessere da sventolare in strada. Se poi si vuole il plus della sicurezza basterebbe rendere necessaria - per poter usufruire del servizio - la registrazione e tutti gli accertamenti del caso (nè più nè meno che come Jungo).
Ma al di là di questo, e venendo a un discorso più generale, il problema della mobilità andrebbe affrontato in modo molto più radicale.
E' l'impostazione di base ad essere sbagliata, quella che privilegia la mobilità INDIVIDUALE, perchè più comoda, più pratica, più libera, meno vincolante, ecc. ecc. Questo è un feticcio affermatosi negli ultimi anni, quello che ha portato all'equazione un uomo/una macchina. Il risultato è la congestione totlae degli spazi e la paralisi. Eppure, nonostante questo, c'è una massa di persone che preferisce passare ore (cioè interi anni di vita)incolonnato nel traffico, fermo, ma comodo nel suo abitacolo personale, piuttosto che condividere un mezzo tantomeno (orrore!) se pubblico.
Insomma, la mobiità individuale raccoglie preferenze anche quando non si può più neppure nascondere e giustificare dietro il paravento della comodità e della libertà (stare per ore incolonnati non può certo essere esempio di libertà).
La mobilità individiuale è insostenibile, prim'ancora che per ragioni di inquinamento e impatto ambientale, anche solo per una ragione puramente fisica di scarsità dello spazio ! La cui altra faccia della medaglia è "parcheggio selvaggio"; oppure dover girare ore per trovarlo, col che si ritorna alla puerilità della presunta "comodità" della macchina.
Ma se così è, posto che allora la soluzione è incentivare in tutti i modi la mobilità collettiva (e disincentivare quella individuale), le menti pleistoceniche dei nostri politici basterebbe che partorissero una bella sovrattassa per chi vuole poter usare la macchina da solo in città; che andrebbe a finanziare un "premio" di pari importo per chi si impegna ad usarla sempre almeno in due o in tre. E come si fa a fare una cosa del genere, direte ? Beh, esattamente come col bollino. Per poter girare da soli si dovrebbe pagare e ricevere un bollino da esporre. Qualunque vigile che vedesse un automobilista solitario senza bollino esposto potrebbe farli una bella multa salata e magari senza neppure obbligo di contestazione immediata. Viceversa, chi si impegna a viaggiare semre in due o più (in città) riceverebbe un bollino di altro colore con tanto di assegno circolare A SUO FAVORE.
Qualcuno obietterà: l'ennesima tassa ? L'ennesima concezione "illiberale" (di berlusconiana memoria") ? No, signori miei. Questa non è una tassa, è semplicemente pagare per poter usare un bene PUBBLICO. Perchè lo spazio è un bene pubblico. Il diritto a non avere congestioni è un bene pubblico. L'aria pulita è un bene pubblico (e per questo "chi inquina paga"). E così via. Finchè si continuerà a confondere i beni pubblici con i propri bisogni privati e ad usarli come se ci si trovasse nel proprio orticello ...non si va da nessuna parte. Non è mancanza di libertà: la libertà la toglie agli altri, semmai, proprio chi si ostina a non capire dove finisce la propria e dove comincia quella altrui. E allora l'unico modo per cercare di farglielo capire è farlo pagare.
Purtroppo l'unica strada per modificare i comportamenti sbagliati è far leva sui portafogli. Tutte le altre sono meritevoli, benemerite, ma rischiano sempre di restare un po' velleitarie: quand'anche funzionino, sarà sempre roba per pochi, che proprio per questo non può risolvere alla radice un problema creato dalla massa.
Tutto questo lo dice uno che in città non usa praticamente MAI la macchina, trannne per circostanze eccezionali (un paio di volte l'anno).
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21/6/2010, 10:23
| | | | Registrato dal: 18/6/2010
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Rispondo a Henri Thoreau (il quale ha 'rubato' il nome di un grande uomo, autore di Vita nei boschi, che vi invito a leggere).
Sulla bacheca web per l'incrocio di domande e offerte di passaggio. Me ne esistono già a bizzeffe !!! solo che non funzionano ! la ragione è semplice: la stragrande maggioranza degli spostamenti sono di pochi km. Non è molto pratico organizzare un gruppo per fare pochi km di strada, sacrificando, per pochi km, la libertà di scegliere il percorsoe l'orario.
Jungo propone di intercettare la prima auto di passaggio, che vada nella stessa direzione, che voglia guadagnare il ticket, in sicurezza: molto più 'agile' e veloce nelle tratte brevi. Inoltre, è tantopiù conveniente (rapido) quantopiù c'è traffico: significa che è selettivamente mitigatore del traffico !
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21/6/2010, 14:40
|  | Esploratori | | Registrato dal: 12/5/2010 Età : 40
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Nome di battesimo: Sandro | |
l'idee di Henry Thoreau non sono errate.
Secondo me quando parliamo di mobilità sostenibile esistono molteplici sistemi che possono essere usati insieme per arrivare al fine.
A ad esempio quando parliamo di energia, non si può risolvere il problema soltanto con il solare, ma ci sono numerose fonti rinnovabile da una parte e dall'altra bisogna fare in modo di consumare di meno. Mi viene da sorridere di un intervento di Beppe Grillo che criticava i trasporti di acqua potabile in bottiglia dal Nord Italia alla Campania dicendo... ma non fanno prima a bere le proprie acque 
A parte la battuta, secondo me potrebbero esistere vari metodi che si possono usare insieme: Jungo è uno, quello proposto da Henry è un'altro, io aggiungo l'utilizzo della bicicletta per brevi tratti. Oltre che prendere i mezzi pubblici per recarmi quotidianamente al lavoro (circa 23 km), utilizzo la bicicletta per un diametro ipotetico di 3 km da casa mia e solo in casi particolari abdico alla macchina, l'altra estate sono riuscito a portarmi dietro anche un cocomero di 17 kg! 
Il sabato e la domenica utilizzavo la bicicletta anche per recarmi al lavoro, ma mi sono accorto che in Italia non esiste cultura verso questo mezzo, anziché essere giudicati come in Nord Europa come persone che aiutano la comunità in termini di traffico, inquinamento, rumori, etc. si è giudicati come dei pezzenti. Nella mia città soltanto gli immigrati (con il mio elogio) usano questo mezzo per necessità e non solo per sport.
Un saluto
Sandro
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21/6/2010, 21:26
| | Montanari | | Registrato dal: 9/11/2009
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Nome di battesimo: carlo | |
Ho trovato molto carina e non così utopica l'idea di jungo.
Sono rimasto un pò perplesso sulle tariffe, che secondo me tendono a frenare non poco chi decide di mettersi in viaggio con questo mezzo, nel senso che, facendo una botta di calcoli, io con la mia macchina a gpl spendo circa 10 centesimi al km, per cui, ragionando in termini biecamente economici, perchè dovrei mettermi in viaggio con l'incertezza di essere preso da qualche automobilista, con tempi imprevedibili ma sicuramente più lunghi di quelli che avrei utilizzando il mio mezzo e, alla fine , pagando di più (ogni volta che cambio macchina sono 20 centesimi in più che si aggiungono a quelli del chilometraggio...)?
Peraltro, ponendomi dalla parte del conducente, non avrei grosse difficoltà a caricare jungonauti anche gratuitamente.
Per cui, secondo me, almeno in una fase di diffusione del sistema jungo, occorrerebbe rivedere il tariffario, al limite anche abolendo la quota di partecipazione alla spesa..
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23/6/2010, 18:41
| | | | Registrato dal: 18/6/2010
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| | ticket di jungo
ci sono molte discussioni sul ticket e sul suo importo.
L'idea di base è che occorre , almeno nel primo periodo, incentivare gli imbarchi da parte degli automobilisti; se il ticket è un po' elevato, gli automobilisti sono incentivati. La gratuità renderebbe imbarazzante l'uso dell'imbarco a vista per tutti coloro che non se la sentono di andare a scrocco.
D'altronde, risulta che, allo stato, il 90% degli automobilisti che imbarcano rifiutano categoricamente il ticket !
enrico gorini
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