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27/4/2010, 21:58
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 3/12/2009 Età : 49
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Nome di battesimo: marco | |
io parlo da motociclista.
la legge prevede l'integrale anche sui ciclomotori...
e vabbè...
la legge prevede fino ad un certo numero di kw una giacca tecnica con paraspalle e paragomiti...
insomma...
oltre altri kw anche i pantaloni tecnici con le ginocchiere
ma siamo pazzi???
dovrei andare a mare vestito come a valentino rossi!!!
e poi, quando vado a mare tutta stà roba (a prescindere che si cuoce) dove la metto?
da fuoristradista la protezioni le ho sempre usate, anzi vi dirò di più, d'estate come d'inverno il mio abbigliamento differiva solo di una felpa, per il resto era identico.
sono quindi abituato a spingere in mulattiera vestito come un marziano sia a gennaio che ad agosto, ma a tutto c'è un limite.
e poi quanto mi deve costare tutto questo abbigliamento?
3 caschi integrali, 3 giacche tecniche, 3 pantaloni tecnici, 3 paia di guanti (anzi a guanti io sono più che attrezzato quindi 2 paia).
vi assicuro che sono per le protezioni, lo sono sempre stato, ma a tutto c'è un limite! usavo casco integrale e giacca di pelle già nel 1980, ma avevo una stradale e masticavo molta autostrada. adesso con uno scooter faccio prevalentemente casa-ufficio, non credo mi serva ad agosto la sauna aggiuntiva.
ma andare al mare come un pilota?
credo che il tutto serva per far vendere attrezzature e nient'altro.
spero finisca come gli adesivi del limite di velocità...
p.s. le mie giacche per la moto hanno TUTTE le protezioni, ma non hanno il bollino dell'omologazione, ed allora?
mi sono accorto che non ho parlato del casco in bici, se è quello da ciclista ok altrimenti siamo in una nazione di matti
__________________ www.marcoianni.com | 
27/4/2010, 22:06
| | Montanari | | Registrato dal: 16/2/2010 Età : 42
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Nome di battesimo: Andrea | |
A proposito...
...quante volte ORMAI vi capita di vedere gente scendere dalle auto coi giacchetti catarifrangenti ?
Dopo una fiammata iniziale io non riesco quasi più a trovarne...non so voi.
eppure quella sì che è una cosa utilissima (dopo quanti incidenti mortali l'investitore ha dichiarato di non essersi accorto di..." ?), che non comporta il minimo fastidio nè costo.
Dicasi lo stesso per i fari accesi di giorno fuori città.
Eppure....
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27/4/2010, 22:36
|  | Trekkers | | Registrato dal: 10/1/2010
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Nome di battesimo: Andrea | |
Be'... dai, i fari accesi su extraurbane & autostrade ci sono.
E sono comodi.
Da ciclista dico che questa del casco e' un'esagerazione.
Il pericolo maggiore non e' la caduta, ma il modo un po' troppo leggero che certi ciclisti hanno nel considerare il codice della strada (per non dire criminale) e il modo in cui tutti gli altri utilizzatori della strada guidano.
A cosa mi serve un casco da ciclista se un criminale mi travolge con la sua macchina?
Imparare ad andare in bici comporta un periodo di addestramento, per forza di cose, durissimo perche' gli errori si pagano tutti: abrasioni, contusioni, sbucciature o peggio, in ogni caso il "corso di bicicletta" prevede ancora le tanto deprecate punizioni corporali inflitte da un giudice inflessibile che si basa su leggi alle quali non si scappa:
la legge di gravita', la conservazione della quantita' di moto e via cosi', il principio di azione e reazione e cose cosi'.
A differenza degli altri veicoli, la bicicletta non ha sospensioni adattative, servosterzo, abs o altri aiuti: e' un attrezzo ginnico che esige rispetto e che fa scontare al suo conducente tutte le conseguenze di un errore.
Insomma se incontrate qualcuno che va in bicicletta, in quella bella andatura su due ruote, c'e' dietro una storia di lividi. Garantito. Il succo e' che un ciclista e' molto piu' attento di qualsiasi altro guidatore, perche' sa perfettamente cosa gli succede se si sbaglia. Il che non vuol dire che non sbagli, ma a parita' di veicoli, il numero di incidenti causati da una bicicletta e' ridicolo (se paragonato al numero in cui e' coinvolto un ciclista).
Questo per dire che normalmente un ciclista si tiene lontano dai guai (se non lo fa campa poco e aggiungerei la legge di Darwin a quelle gia' citate), ma sono i guai a cercarlo... e i guai, di solito, hanno una massa tale da fare polpette di qualsiasi casco.
Da qui la mia considerazione finale: il casco per i ciclisti serve a poco.
A.
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27/4/2010, 22:39
|  | Trekkers | | Registrato dal: 20/10/2008 Età : 18
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Nome di battesimo: Carlo Raffaele | |
grandissima analisi.
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Sem nasù par patì...e patem! A.C. LEGNANO 1913 | 
27/4/2010, 22:55
|  | Esploratori | | Registrato dal: 25/9/2008 Età : 26
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Nome di battesimo: Giovanni | |
Sono d'accordo sul casco anche se la vedo comunque una cosa al limite. Lo metterei obbligatorio fuori paese ma all'interno del paese magari ci sono casi in cui c'è una bassa probabilità di ferirsi (magari in città è tutt'altra roba, comunque, e allora vada per l'obbligatorio).
In ogni caso, al dilà della mia visione positiva sull'argomento, mi aggrego a quelli che vedono tale proposta come una mossa per portare pecunia a comuni e produttori.
Perché?
Semplicemente perché parlando con un infermiere che conosco ho avuto "la sensazione" che il numero delle persone che si spacca la testa andando in bici per il paese in un anno sia inferiore a quelli che si spaccano le gambe sulle piste da sci il week end intorno a capodanno; eppure a Capodanno mica le chiudono le piste (sai quanto costa il pronto soccorso intasato da mettersi le mani ai capelli).
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27/4/2010, 23:00
|  | Trekkers | | Registrato dal: 20/10/2008 Età : 18
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Nome di battesimo: Carlo Raffaele | | Originariamente inviata da Vi Originariamente inviata da saruzzo personalmente penso che ora stiamo esagerando e vero che se cadi con la bici o con un r1 alla fine se sbatti male muori lo stesso, ma secondo me queste leggi le fanno piu' per vendere qualcosa , in questo caso i caschi che per la salvaguardia della gente. C'è un concetto che molti faticano a comprendere: quello del costo sociale.
Se vai in motorino senza casco perchè sei un pirla, fai un incidente e ti rompi una gamba, vai in ospedale e ti curano.
Ti rompi la testa, vai in ospedale e ti curano.
Rimani paralizzato, vai in ospedale e ti curano, ti fanno fare riabilitazione, accedi a contributi sociali.
Comunque vada il tuo incidente, verrà pagato da TUTTI i cittadini tramite tasse.
Quindi queste leggi esistono non solo a tutela della persona, ma a tutela anche di un sistema sanitario che non può sostenere i costi di una diffusa ignoranza.
Pienamente favorevole. Anche i fumatori hanno un costo sociale. Nessuna legge però vieta loro di fumare liberamente. Estremizzato però il concetto è questo.
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Sem nasù par patì...e patem! A.C. LEGNANO 1913 | 
27/4/2010, 23:16
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 24/12/2009 Età : 31
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Nome di battesimo: Luca | | Originariamente inviata da Bulak Anche i fumatori hanno un costo sociale. Nessuna legge però vieta loro di fumare liberamente. Estremizzato però il concetto è questo. si ma i soldi che portano sono infinitamente superiori ai costi che producono. (e vai di cinismo  )
mi chiedo solo una cosa....non sono un ciclista (mi manca una cosa fondamentale per esserlo....la bicicletta) e sono abbastanza esaltato con tutto ciò che è minimamente bellico (non so se si era capito) quindi indossare una qualcunque cosa che anche "di striscio" mi ricordi una corazza o un'armatura....vado in brodo di giuggiole...(si ok devo farmi vedere da un bravo...probabilmente lo farò) quindi indossare un casco anche per 12 ore di fila per me sarebbe un gioco da ragazzi (già sperimentato con l'elmetto).....l'unico rischio potrebbe essere quello di cedere alla tentazione di prendere a testate qualcuno...
Sarà pure che l'idea di essere maggiormente "protetto" mi tranquillizza, pure quando costruisco le mie bischeratine uso sempre guanti, occhiali protettivi e mascherina. A volte anche i tappi se devo usare elettroutensili....(magari esagero ma più di una volta ho evitato incidenti spiacevoli)
ho fatto un pò di giri su internet per cercare maggiori info e punti di vista diversi. Sono finito su diversi siti di ciclisti, dove quasi all'unanimità, stanno incacchiati come un riccio in astinenza co sta cosa e secondo loro è un pretesto per disincentivare le persone all'uso della bicicletta.
Magari è l'obbligatorietà in se per se che fa innervosire....ci posso pure stare, ma per chi è ciclista, mi può spiagare perchè sto oggetto è paragonato ad un vibratore di spine piantato su per il c..o??? Perchè non riesco a comprenderlo.... | 
27/4/2010, 23:26
|  | Trekkers | | Registrato dal: 20/10/2008 Età : 18
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Nome di battesimo: Carlo Raffaele | |
io direi che ci sono tanti aspetti che non lo fanno amare e che lo fanno giudicare inutile.
Guarda come sono fatti i caschi che vendono, o ci sono quelli stupendi e vai a cifre spropositate e praticamente ti compri un casco da moto per la bici che effettivamente ti serve a qualcosa, oppure se vuoi rimanere su cifre più modeste compri solo delle schifezze inutili che in più rompono le palle, una accozzaglia di polistirolo e strisce di plastica (serve???).
Considerazione personale, secondo me i corridori lo mettono prima per ridurre l'attrito e poi la sicurezza, e anche perché mi sa che loro senza non possono correre.
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Sem nasù par patì...e patem! A.C. LEGNANO 1913 | 
27/4/2010, 23:34
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 24/12/2009 Età : 31
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Nome di battesimo: Luca | |
beh ma se la tiratura aumenta notevolmente in teoria i prezzi non dovrebbero diminuire? I costruttori poi per cercare di accaparrarsi fette sempre maggiori di mercato dovrebbero creare nuovi modelli per cercare di accontentare la clientela...di solito non funziona così il commercio? 10 anni fa per comprare un portatile dovevi spendere diversi milioni, oggi con 400€ te ne porti a casa uno decente....
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27/4/2010, 23:37
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 24/12/2009 Età : 31
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Nome di battesimo: Luca | | | 
28/4/2010, 00:45
|  | Esploratori | | Registrato dal: 12/9/2006
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Per guidare un ciclomotore (che, per legge, non deve superare i 45 km/h) è previsto l'uso obbligatorio del casco: non capisco perchè estendere questo obbligo anche alle biciclette (che facilmente raggiungono le stesse velocità) dovrebbe essere un "attentato" alla libertà personale. Il fatto che la bici sia considerata un semplice attrezzo sportivo (quasi un "giocattolo"), non vuol dire che sia per questo sicura. E siccome può circolare sulle strade, secondo me è giusto che rientri fra i mezzi di locomozione, con tutto ciò che ne deriva, obblighi compresi.
Inoltre, a prescindere dalla passeggiata lungo la sperduta stradina di campagna, molti ciclisti circolano nelle nostre trafficate città, e infatti gran parte degli incidenti avviene proprio qui. Ovviamente questo non vuol dire che la bici sia pericolosa in sè, ma che guidarne una a queste condizioni è pericoloso a prescindere, sia che si facciano 200 metri che 10 chilometri.
NB: parlo contro i miei interessi, dato che a breve riprenderò gli allenamenti con la bici.
__________________ “Non dovremmo preoccuparci di aver vissuto a lungo,
ma di aver vissuto abbastanza.” Seneca
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28/4/2010, 01:56
| | Montanari | | Registrato dal: 16/2/2010 Età : 42
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Nome di battesimo: Andrea | | Originariamente inviata da Nemeton Il fatto che la bici sia considerata un semplice attrezzo sportivo (quasi un "giocattolo"), non vuol dire che sia per questo sicura. E siccome può circolare sulle strade, secondo me è giusto che rientri fra i mezzi di locomozione, con tutto ciò che ne deriva, obblighi compresi.
NB: parlo contro i miei interessi, dato che a breve riprenderò gli allenamenti con la bici.
Ma guarda che il codice della strada include in tutto e per tutto i "velocipedi" (cioè biciclette e affini) tra i veicoli, con tanto di articoli e commi dedicati e relativi obblighi.
Io ebbi un incidente circa 5 anni fa.
Al termine di un giro di circa 100 km. ad appena 100 metri (metri !!!) da casa (e già questo dà la misura che il destino si fa beffe di certi discosi del tipo: se faccio il giro dell'isolato non può accadermi nulla).
In una strada leggermente in discesa e in curva (ampia ma sempre curva) mi trovai letteralmente di traverso una moto di grossa cilindrata, che stava facendo inversione ad u. Impatto proprio al centro, forcella che si piega (per dire la violenza), moto che per quanto grossa anch'essa ruzzola per terra e io che praticamente vengo sbalzato dal sellino e con un volo carambolo direttamente OLTRE la moto.
Per fortuna son caduto "bene" (senza nessun merito: ma nel caso dei ciclisti professionisti essi sanno anche "come" cadere nel momento in cui la cosa è inevitabile) e quindi miracolosamente non ho battuto la testa e me la son cavata con qualche graffio.
Bene. quel tizio pretendeva perfino di aver ragione approfittando del fatto che proprio lì davanti c'era un passo carrabile (si inventò la scusa che stava girando a sinistra per andare lì), e soprattutto che io non ero visibile (eravamo all'imbrunire) e pretese di chiamare i vigili.
I vigili arrivarono, inutile dire che la ragione era la mia, che presi pure il risarcimento dalla sua assicurazione (la bicicletta era da buttare; in più la prognosi del pronto soccorso dove comunque mi ero dovuto recare).
Però, però... i vigili sl momento mi contestarono effettivamente, Codice della Strada alla mano, che io a quell'ora del giorno ("che volge al desio", verrebbe da dire) non avevo i dispositivi di illuminazione e i catarifrangenti previsti appunto peri velocipedi ... e quindi mi fecero comunque una multa.
Si dà il caso che la mia fosse una bici da corsa, priva quindi di fanali e catarifrangenti... e il codice esenta solo i velocipedi "impegnati in competizioni sportive", come dire che le bici da corsa sono esentate solo se stai partecipando a una gara. Ma questo significa che se invece la usi tu soltanto, per svago, non puoi girarci in città ?
Comunque: era giusto per dire che è GIA' a tutti gli effetti (e da sempre) ricompresa a pieno titolo tra i mezzi di locomozone (d'altronde ha anche i segnali stradali che la riguardano).
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28/4/2010, 07:52
|  | Trekkers | | Registrato dal: 10/1/2010
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Nome di battesimo: Andrea | |
Ne consegue che l'unica seria protezione per un ciclista e' la prevenzione (fa pure rima), il casco... e' come costringere tutti a fare muri di gomma perche' c'e' qualche imbecille che si diverte a rompersi la testa tirando capocciate ovunque.
A.
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28/4/2010, 08:49
|  | Montanari | | Registrato dal: 5/10/2009 Età : 23
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Nome di battesimo: Matteo | |
Non sono favorevole che sia obbligatorio in ogni situazione: se si parla di andare in bici su statale o comunque fuori città sarei il primo a metterlo, anche senza obbligo, ma per andare in università in bici mi sembra assurdo. E' vero che se ti investono puoi morire, ma alle andature da città sei assimilabile ad un pedone, quindi in teoria anche i pedoni dovrebbero avere il casco? Alla fine anche a piedi si corrono un sacco di rischi, ma la verità è che non si può pretendere di annullarli tutti.
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28/4/2010, 08:56
|  | Escursionisti | | Registrato dal: 26/2/2010 Età : 45
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Nome di battesimo: Stefano | |
Trovo che come sempre questo governo e quelli che lo hanno preceduto fanno ricadere sulle persone i costi dei miglioramenti della sicurezza stradale. Certo creare piste ciclabili sicure nelle città salverebbe molte più vite ma questo ha un costo che i nostri beneamati governanti non vogliono e non possono spendere allora mettiamo il caschetto a tutti, così mentre fai la gimkana tra automobilisti incazzati neri per il traffico caotico, se un auto ti passa sopra almeno possiamo dire che avevi il caso!
Il casco salverà una vita ogni 50 ciclisti rasoiati, piste ciclabili decenti li salverebbe tutti.
Nella mia città le piste ciclabili ci sono e anche in ottime condizioni e la bici in romagna è il mezzo di trasporto preferito, mettere il casco però, sarà una scocciatura in più, che tenderà a scoraggiare tutti quelli che non vogliono rovinarsi la messa in piega. Alla fine allontanerà un poco di gente dall'uso della bici.
Se non si è capito sono contrario.
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