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19/8/2009, 01:30
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| | vittime della montagna 
19/8/2009, 01:30
non so se l'avete notato, probabilmente sì, nelle scorse settimane i telegiornali hanno riportato quasi ogni giorno notizie sulle vittime della montagna.
Che si sia trattato di alpinisti, escursionisti o semplici cercatori di funghi l'impressione che mi è stata data dai vari tg è che si cercasse la notizia ad ogni costo, un pò come quando ci marciano sulle aggressioni da parte di cani, cose che accadono comunque ma che in genere non vengono mai riportate, insomma giocare con il classico tormentone mediatico.
va bene, è alta stagione e i turisti spesso sono sprovveduti, che la montagna sia pericolosa si sà, lo sanno tutti e lo sappiamo noi escursionisti che ci prepariamo con i vari kit per evitare il peggio... mi chiedo cosa costi a tutti i telegiornali che giocano sulla notizia del momento, dare anche qualche breve nozione su come comportarsi in casi di emergenza, cosa avere con sè e chi chiamare in caso di necessità.
un pò di coerenza non guasterebbe, sicuramente qualcuno ci penserebbe due volte mentre è tra i boschi dopo aver visto il tg ad avventurarsi per sentieri non segnalati o addirittura fuori dai sentieri senza una bussola ed un gps o una cartina del luogo.
non so voi ma tutto questo accanimento sulla montagna mi ha lasciato un tantinello basito, vorrei sapere cosa ne pensate a riguardo | sannita Trekkers Registrato dal: 23/11/2008 Ubicazione: Ferrara(studio)/ Termoli
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Nome di battesimo: Nicola | | | | Visite: 2852 | 
1/9/2009, 11:30
|  | Escursionisti | | Registrato dal: 21/10/2007
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Scrath scusami ma non mi trovi in accordo su tutto quel che hai scritto.
Vero che siamo oramai facilitati nel raggiungere quote anche molto elevate con impianti che in pochi minuti sono capaci di portarti anche a 3.800/4.000 metri.
Vero che il tutto si muove sulla base di un unico comune denominatore che è il consumismo.
Ma da quì ad "incolpare" chi porta su la gente..... di acqua sotto i ponti ne deve passare....!
Ognuno deve conoscere i propri limiti, deve sapere che se ha determinate problematiche non deve per esempio salire in quota.
Ma ognuno deve essere capace di GESTIRSI!
Non possiamo pensare che venga richiesto un certificato medico ad ogni utente o che si selezioni in qualche modo l'accesso....!
Sono io stesso che devo valutare se è il caso o meno di fare una determinata cosa...
In oltre che "un banale sentiero sia molto più pericoloso di un marciapiede" non lo credo proprio!
I pericoli oggettivi sono forse più alti sul secondo che sul primo!
Non è pericolosa di per sè la montagna (non più di quanto lo sia un'autostrada..!) ma il modo in cui l'affrontiamo la può rendere tale!
Che spesso non si affronti una qualsiasi uscita in montagna con la dovuta preparazione, la dovuta attenzione, o con molta superficialità e che il tutto sia sovente causa di incidenti, questo sì....
Per tornare in topic, il fatto che TV e Giornali creino la notizia anche dove notizia vera e propria non c'è.. è un po' il loro mestiere.
E' fisiologico che in una stagione bella come questa (sono anni che non ricordiamo un'estate così stabile dal punto di vista meteo), dove la gente è in giro per monti dappertutto, su ogni sentiero e parete, vi sia un "aumento" degli incidenti e delle morti.
Se nessuno ci va.... non ci sarebbero incidenti!
Io non mi stanco mai di dire che in un'era così "tecnologica" sia la tecnologia stessa sovente la causa di determinate situazioni...
Mi spiego (e l'ho già fatto in altri topic/sedi).
Il fatto di avere sempre una "certezza" di poter contattare i soccorsi (vedi cellulare), di essere in qualche modo inconsciamente "protetti", spinge molte volte a fare quel passo in più che probabilmente in un contesto di "reale solitudine", non si farebbe...!
L'avere una bussola, un gps o altri mezzi non significa avere una "garanzia" contro incidenti o contro situazione di pericolo.
E spesso sapendo di avere con noi un gps ci spingiamo "oltre".... per il gusto di provare o "perchè tanto ho il gps..."
Rischiano così diventare invece strumenti con i quali si "gioca" ma che poi in situazioni di vero pericolo, presi dal panico e non avendone una completa padronanza, possono trasformarsi in qualcosa che potrebbe peggiorare la situazione.
Secondo me la mentalità giusta per affrontare una determinata uscita o una determinata via deve essere sempre quella di pensare di non avere modo di contattare i soccorsi!
Secondo me si sarebe molto più prudenti.
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1/9/2009, 12:03
|  | Escursionisti | | Registrato dal: 17/8/2009
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Nome di battesimo: Emanuele | | Originariamente inviata da eekk1071 .......
Secondo me si sarebe molto più prudenti. QUOTO tutto!!! si muore anche al mare...e in autostrada...ogni sabato sera muoiono decine di persone!!!
è sempre la solita storia, ora va di moda l'incidente in montagna, poi tornerà la moda dei cani killer, dei sassi dal cavalcavia.... e avanti cosi con le mode del momento!!!
__________________ | 
1/9/2009, 14:17
|  | Esploratori | | Registrato dal: 12/9/2006
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| | Originariamente inviata da eekk1071 Ma da quì ad "incolpare" chi porta su la gente..... di acqua sotto i ponti ne deve passare....! Non dico che siano direttamente responsabili, ma comunque lassù ce li portano loro. E, se effettivamente è andata come raccontato da Strach, non mi pare un comportamento responsabile offrire un servizio (a pagamento, tra l'altro) che però non si può garantire sempre e comunque. Secondo me si dovrebbe avere il buon senso di vietare la salita a persone non adeguatamente attrezzate, mettendole inoltre al corrente dei possibili rischi, visto che comunque si tratta di un'ascesa a 3000 metri.
Ma a prescindere da questo, il punto è la semplificazione estrema, direi la banalizzazione di tutte quelle attività (come l'alpinismo) che sono fra le più pericolose, pur di permettere a chiunque di parteciparvi. E' poi ovvio che, al primo imprevisto, tutti quei pericoli così subdolamente occultati ci ricordino in modo più o meno violento della loro importanza.
Tornando strettamente in argomento, tutta quest'opera di (dis)informazione non mi piace affatto, poichè c'è sempre da temere qualcosa di negativo quando l'opinione pubblica si concentra su uno specifico argomento. E, personalmente, vorrei evitare che si facciano leggi "a prova di idiota" anche in ambito escursionistico.
__________________ “Non dovremmo preoccuparci di aver vissuto a lungo,
ma di aver vissuto abbastanza.” Seneca
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1/9/2009, 16:22
|  | Moderatore Avventurosi | | Registrato dal: 7/2/2008 Età : 31
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Nome di battesimo: Daniele | | Originariamente inviata da Nemeton ... E, personalmente, vorrei evitare che si facciano leggi "a prova di idiota" anche in ambito escursionistico.  Proprio quello che intendevo!
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1/9/2009, 16:23
| | Pantofolai | | Registrato dal: 18/2/2009
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qui il link all'articolo di uno dei quotidiani locali Bloccati in quota
direi che tutto sommato è andata anche bene (non ricordavo della signora incinta)
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1/9/2009, 16:42
| | Pantofolai | | Registrato dal: 18/2/2009
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Credo che il discorso dei "patentini" o autorizzazioni per andar per monti, che qualche giornalaio ha paventato, sia una emerita ....fesseria.
Non è neanche mia intezione ergermi a giudice ed impedire che chi indossa canottiera ed infradito non possa abbandonare le spiagge ! Ma ritengo sia un OBBLIGO morale ancor prima che civile dare tutte le informazioni a chi sale oltre i 2000 m in modo speciale da parte di chi organizza questi eventi che non sono sicuramente signori che risiedono ai tropici.
Il fatto che mete anche impegnative oramai siano facilmente raggiungibili da chiunque sembra le abbia sdoganate anche al più sprovveduto dei vacanzieri e ovviamente le probabilità che qualcuno si rovini le vacanze aumentano di brutto.
Vabbè anche i marciapiedi sono dei postacci ma anche i parcheggi ghiacciati, ho due menischi che lo garantiscono !
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1/9/2009, 21:35
|  | Escursionisti | | Registrato dal: 21/10/2007
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| | Originariamente inviata da strach .... Ma ritengo sia un OBBLIGO morale ancor prima che civile dare tutte le informazioni a chi sale oltre i 2000 m in modo speciale da parte di chi organizza questi eventi che non sono sicuramente signori che risiedono ai tropici.... Non sono pienamente d'accordo...
O meglio...
Assolutamente d'accordo che nei volantini o in qualsiasi altro modo si sia pubblicizzato l'evento un accenno al fatto che comunque si sia a 3.000 metri e quindi ci si debba attrezzare....ecc....ecc... ci dovrebbe essere.
Detto ciò siamo in un'era in cui le informazioni in generali non mancano, come non penso che nessuno possa ancora pensare che a 3.000 metri debba far caldo o ci si muova come al mare... Originariamente inviata da Nemeton ....non mi pare un comportamento responsabile offrire un servizio (a pagamento, tra l'altro) che però non si può garantire sempre e comunque..... Questo accade sempre e comunque su qualsiasi funivia di questo mondo!
E' NORMALE che il servizio venga interrotto per forte vento o situazioni critiche proprio per garantire l'incolumità delle persone!
Rarissimo, ma si è già letto di seggiovie che hanno girato con forte vento e poi scarrucolano (con conseguenze anche mortali).
Da noi in Italia per fortuna la normativa in questo senso è rigidissima, come per una volta tanto lo sono i controlli, quindi diventa un obbligo fermare gli impianti in caso di situazioni avverse.
Così si evintano gli incidenti di cui sopra avvenuti quest'inverno in altre nazioni.
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1/9/2009, 22:29
|  | Esploratori | | Registrato dal: 12/9/2006
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| | Originariamente inviata da eekk1071 Originariamente inviata da Nemeton ....non mi pare un comportamento responsabile offrire un servizio (a pagamento, tra l'altro) che però non si può garantire sempre e comunque..... Questo accade sempre e comunque su qualsiasi funivia di questo mondo!
E' NORMALE che il servizio venga interrotto per forte vento o situazioni critiche proprio per garantire l'incolumità delle persone!
Rarissimo, ma si è già letto di seggiovie che hanno girato con forte vento e poi scarrucolano (con conseguenze anche mortali).
Da noi in Italia per fortuna la normativa in questo senso è rigidissima, come per una volta tanto lo sono i controlli, quindi diventa un obbligo fermare gli impianti in caso di situazioni avverse.
Così si evintano gli incidenti di cui sopra avvenuti quest'inverno in altre nazioni. Sono d'accordo col tuo ragionamento, però io volevo soffermarmi maggiormente sull'incoerenza, diciamo così, di chi non si fa particolari scrupoli a far salire chiunque e con qualsiasi equipaggiamento, salvo poi "abbandonarlo" a sè stesso non appena le condizioni diventano proibitive: ben venga che la normativa sia così rigidamente applicata, ma quello che non condivido è la mancanza di informazione data al "turista" che sta per affrontare l'ascesa visto che, come sembra, molti si sono rivelati assolutamente impreparati ad un imprevisto del genere.
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7/9/2009, 19:53
|  | Escursionisti | | Registrato dal: 21/10/2007
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Scusa mi sono collegato poco questa settimana...
Sì, capisco perfettamente il tuo punto di vista e personalmente non posso che condividerlo.
Quello che però vorrei sottolineare, e che si potrebbe leggere tra le righe degli interventi, non è che se la situazione "precipita", come può accadere, per vento improvviso o situazioni meteo avverse, le persone vengano "abbandonate" al loro destino dalla società che le ha portate a monte.
Prima di tutto si fa il possibile per riportare le persone a valle e, dove possibile, con mezzi alternativi.
Te lo posso assicurare in quanto poco tempo fa da noi è successa una cosa simile, con chiusura dell'impianto per vento/temporali e sono state fatte mobilitare mezzi fuoristrada (ovviamente lì era possibile) per portare a valle le persone (oltre 100, quindi non stiamo parlando di un giretto di una jeep..!)
Ci sono poi sempre delle procedure da rispettare.
Ed in alcuni casi il fatto di chiamare il soccorso alpino fa parte di queste procedure e non è un semplice "scarica-barile", ma una procedura prevista per legge ed a quel punto sono loro a decidere come operare e quindi se far scendere le persone con elicottero o quant'altro.
Mi sembrava giusto precisarlo.
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8/9/2009, 11:33
| | Escursionisti | | Registrato dal: 30/8/2009
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Io non colpevolizzerei troppo le persone rimaste bloccate.
Non erano adeguatamente attrezzati per la situazione che si è venuta a creare, ma non si può considerare il blocco della funivia come un normale imprevisto. Se io conto su un servizio di ritorno per superare delle difficoltà che non sarei in grado di superare, non mi si può poi incolpare di essere impreparato se questo servizio viene a mancare. Un imprevisto normale in quota può essere la pioggia, il vento, il freddo... la chiusura di un impianto è un'emergenza, che è diverso, e non si può pretendere che tutte le persone siano in grado di gestire le emergenze. Lo so, lo so, la maggior parte delle persone su questo forum sarebbe stata preparata, ma noi non possiamo fare "media"  .
Immaginiamo una persona che ha qualche difficoltà deambulatoria. Volendo godere anche lui della bellezza della montagna ma non essendo in grado di salire a piedi decide di prendere un impianto di risalita, che poi lo lascia a piedi. Come potrei incolparlo?
Bloccare la funivia in caso di forte vento è sacrosanto e, come diceva giustamente Erik, regolato da leggi molto severe.
E' anche vero però che la società che gestisce l'impianto dovrebbe prevedere un sistema alternativo per riportarmi a valle e non mollarmi in cima. Non conosco le precedure in caso di emergenza, e può darsi che avvertire il soccorso alpino faccia parte di questa procedura. Ma la spesa se la dovrebbe sobbarcare il gestore della funivia.
Infine ricordo che comunque la grande maggiornaza delle persone se la sono fatta a piedi, e quindi sono comunque riusciti a " svangarsela " quasi da soli, particolare che, a mio avviso, mitiga molto il giudizio negativo sulla loro impreparazione.
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8/9/2009, 16:09
|  | Esploratori | | Registrato dal: 12/9/2006
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| | Originariamente inviata da eekk1071 Mi sembrava giusto precisarlo. Hai fatto bene a precisarlo, anche se, da parte mia, non avevo "interpretato" in quel modo Originariamente inviata da Jacq Io non colpevolizzerei troppo le persone rimaste bloccate.
Non erano adeguatamente attrezzati per la situazione che si è venuta a creare, ma non si può considerare il blocco della funivia come un normale imprevisto. Se io conto su un servizio di ritorno per superare delle difficoltà che non sarei in grado di superare, non mi si può poi incolpare di essere impreparato se questo servizio viene a mancare. Un imprevisto normale in quota può essere la pioggia, il vento, il freddo... la chiusura di un impianto è un'emergenza, che è diverso, e non si può pretendere che tutte le persone siano in grado di gestire le emergenze. Infatti, in questo specifico caso, l'imprevisto non è stato il blocco della funivia, bensì il repentino cambiamento delle condizioni meteo (evento direi quasi certo in alta montagna, altro che imprevisto), che ha causato il blocco della funivia. Di conseguenza, l'emergenza era proprio trovarsi in un luogo senza essere equipaggiati/preparati per questo tipo di condizioni. In questo caso, si è trattato "solo" di un forte vento, ma se fosse stato un violento temporale, con grandine e fulmini, che conseguenze avrebbe potuto avere? Infine ricordo che comunque la grande maggiornaza delle persone se la sono fatta a piedi, e quindi sono comunque riusciti a " svangarsela " quasi da soli, particolare che, a mio avviso, mitiga molto il giudizio negativo sulla loro impreparazione. A tal proposito, proprio cercando in rete notizie al riguardo, ho letto di un tale che, a causa del vento forte, è caduto ben tre volte durante la discesa: questo, secondo me, rientra proprio nella casistica di quelle situazioni potenzialmente pericolose che si dovrebbero prevenire.
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